{"id":1702,"date":"2003-04-16T09:47:55","date_gmt":"2003-04-16T07:47:55","guid":{"rendered":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/?p=1702"},"modified":"2017-10-16T15:21:19","modified_gmt":"2017-10-16T13:21:19","slug":"rito-e-ritualita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/rito-e-ritualita\/","title":{"rendered":"Rito e ritualit\u00e0"},"content":{"rendered":"<h2><b>\u2026 non vacua ripetizione di gesti e di formule prescritte \u2026<\/b><\/h2>\n<p><i>A. P.<\/i>\u00a0(Revista massonica svizzera aprile 2003)<\/p>\n<p><b>Una concezione purtroppo corrente nella societ\u00e0 contemporanea, diffusa non solo nel mondo profano, tende a considerare tutto ci\u00f2 che appaia come \u00abrito\u00bb o \u00abrituale\u00bb alla stregua di un armamentario ideale superato, una ferraglia da rottamarsi il pi\u00f9 velocemente possibile.<\/b><\/p>\n<p>Il ragionamento sotteso a tale sotto-cultura ha una visione del rito esclusivamente \u00abesteriore \u00bb, ossia ne enfatizza la ripetitivit\u00e0, l&#8217;immobilismo, l&#8217;arcaicit\u00e0, tutte categorie intese come contrapposte alla ragione, al dinamismo, alla modernit\u00e0. Non si mancher\u00e0 di notare peraltro che una sorta di svalutazione dell&#8217;apparato rituale \u00e8 presente anche in alcune manifestazioni dominanti del Cristianesimo, ove la dimensione simbolica della sacramentalit\u00e0 dell&#8217;officio liturgico \u00e8 stata fortemente ridimensionata, non sempre con piena coscienza o altrimenti suscitando estremizzazioni tanto eclatanti quanto circoscritte. Di pari passo, con tale atteggiamento anti-rituale, si registra, segnatamente in ambiente laico, uno sconfortante senso di estraneit\u00e0 di fronte a tutte le occasioni che con la ritualit\u00e0 sono connesse; il rito, anche e soprattutto nelle sue forme civili, istituzionali, militari, accademiche e sportive, viene lasciato \u00abdegenerare\u00bb proprio come si trattasse di una noiosa formalit\u00e0. Si tratta insomma di un impiccio di cui bisogna sbarazzarsi nel modo pi\u00f9 solerte, con conseguenze che oscillano tra il ridicolo e la stupidit\u00e0. Anzi, possiamo dire che nella nostra societ\u00e0 ogni seria manifestazione rituale appare sempre pi\u00f9 di difficile comprensione, soprattutto se non inquadrata in un ambito espressamente confessionale e pertanto ben circoscritto, e anche in questo caso con qualche problema.<\/p>\n<p>Purtroppo questi condizionamenti non possono essere presi alla leggera all&#8217;interno di una comunione come quella massonica, ove la ritualit\u00e0 costituisce un momento senza dubbi centrale, sia sul piano esoterico e formativo, oltremodo significativo del percorso massonico. Questo breve articolo vuole quindi offrire soltanto uno stimolo, al fine di focalizzare e chiarificare un problema sotto molti aspetti nodale.<\/p>\n<h2><b>Etimologia e semantica<\/b><\/h2>\n<p>In primo luogo mi sembra utile tentare una ridefinizione di \u00abrito\u00bb in quanto tale (e pertanto a prescindere dai singoli \u00abriti\u00bb che sono accolti nell&#8217;ambito del G.O.I.), partendo da una riflessione in chiave etimologica. Il termine latino ritus, da cui l&#8217;italiano rito, ha una storia molto complessa; esso, infatti, deriva in ultima istanza da un&#8217;antichissima radice indoeuropea ar, che, mediante una serie di diverse suffissazioni, sta alla base di una famiglia semantica estremamente ricca, costituita per esempio in latino da ars, ar-ti-s \u00abarte, abilit\u00e0 \u00bb, ar-tus \u00abarticolazione\u00bb, in greco da arthmos \u00ablegame, unione\u00bb, ar-thron \u00abgiuntura, articolazione, membro\u00bb, arithmos \u00abnumero\u00bb, ma anche dai verbi ar-ar-isko \u00abadatto, armonizzo\u00bb e artuno \u00abadatto\u00bb. Tale radice indoeuropea ha trovato poi nelle lingue indoiraniche, come il sanscrito &#8211; la lingua dei Veda &#8211; , e nell&#8217;avestico, quella dei testi pi\u00f9 antichi attribuiti a Zarathustra a alla sua cerchia, ma anche nell&#8217;antico persiano, lingua dei sovrani achemenidi Ciro, Cambise, Dario, Serse, ecc., una serie di sviluppi di estremo interesse: infatti, sia nei Veda sai nell&#8217;Avesta, il concetto di \u00abordine\u00bb, di \u00abarmonia cosmica\u00bb \u00e8 stato rispettivamente rappresentato mediante un tema nominale, che in sanscrito appare come ri-ta-e in avestico come asha- (da ar-ta-), a cui si aggiunger\u00e0 anche l&#8217;antico persiano arta-, che nelle iscrizioni dei sovrani achemenidi ha assunto anche un significato pi\u00f9 connotato sul piano politico. A questa categoria fu opposta dualisticamente quella della \u00abmenzogna \u00bb o del \u00abdisordine cosmico\u00bb, espressa dal sanscrito druh-, dall&#8217;avestico druj- e dall&#8217;antico persiano drauga-. Inoltre, con una suffissazione diversa, il sanscrito ri-tu- e l&#8217;avestico ra-tu- vennero a designare \u00abl&#8217;ordine stagionale \u00bb, un \u00abtempo fissato\u00bb, e quindi pi\u00f9 in generale la \u00abregola\u00bb, la \u00abnorma\u00bb (si confronti a questo punto anche il gr. ar-tus \u00absistema, ordinamento\u00bb). Non stupir\u00e0 quindi pi\u00f9 di tanto notare che il latino ritus, dal quale siamo partiti, abbia avuto alle sue spalle una pregnanza e un significato ben articolato, che, al di l\u00e0 delle ben note accezioni di \u00abcerimonia, consuetudine, modo, costume tradizionale\u00bb, si estrinseca come una \u00abordinanza\u00bb, nel senso di un&#8217;armonizzazione ordinata, di una sorta di legame tra tutte le sue parti costitutive.<\/p>\n<h2><b>Il senso iniziatico<\/b><\/h2>\n<p>Se il lettore avr\u00e0 benevolmente perdonato questa prima parte, forse un po&#8217; dotta e pedante, avr\u00e0 altres\u00ec notato quanto vi sia di profondo alle spalle di un termine quale rito, nonch\u00e9 del concetto stesso di ritualit\u00e0, che da esso inevitabilmente scaturisce. Se ci si limitasse per\u00f2 a quest&#8217;aspetto, avremmo solo posto un problema di ordine culturale, mentre lo scopo del presente contributo \u00e8 differente e meno profano. Una societ\u00e0 iniziatica non pu\u00f2 prescindere dal rito (inteso come gi\u00e0 detto in termini di \u00abritualit\u00e0 applicata\u00bb e non contrapposto all&#8217;Ordine dei primi tre gradi della Massoneria azzurra), in quanto strumento di ordinamento e di armonizzazione dell&#8217;Officina e dei singoli Muratori. Il rituale \u00e8 quindi un atto comune e individuale ad un tempo; mette in gioco il singolo Fratello e la comunit\u00e0 massonica a cui appartiene, la quale, a sua volta, \u00e8 chiamata nella sua totalit\u00e0, attraverso l&#8217;applicazione di una Tradizione simbolica, a stimolare in ciascun Iniziato un percorso interiore. \u00abLavorare\u00bb male sul piano rituale, offrire un esempio vietato cos\u00ec come vietato intrattenersi religione, massonici, ancora assumere debole sul piano dell&#8217;ortoprassi e della sua conoscenza significa, quindi, danneggiare sia il percorso comune sia quello individuale, giacch\u00e9 la Massoneria non offre al recipiendario e poi all&#8217;Iniziato un \u00abcredo\u00bb, ma un&#8217;occasione profonda per misurarsi con se stesso, mediante il confronto con altri uomini che accettano una comunanza di regole e landmarks fondamentali; tale comunione, per quanto si esprima con l&#8217;ausilio di un linguaggio simbolico senza dubbio antidogmatico, non \u00e8 per\u00f2 certamente improvvisata e casuale. Aprire le porte ad una sorta di riduzionismo formalistico del rito e della ritualit\u00e0, come se si trattasse di anticaglie, secondo una certa vulgata profana, significherebbe devastare alla radice l&#8217;esperienza massonica e la sua centralit\u00e0 iniziatica per farne invece un club pi\u00f9 o meno ristretto, ma senza un centro, senza un ordine profondo.<\/p>\n<h2><b>Uguaglianza<\/b><\/h2>\n<p>Bisogna considerare che il rituale, con le regole e i limiti che esso impone, \u00e8 anche strumento di eguaglianza ferrea; esso infatti impedisce che i ruoli sociali profani si affermino all&#8217;interno del Tempio, giacch\u00e9 l&#8217;apprendista \u2013 qualsiasi sia la sua cultura e importanza \u2013 tace e ascolta (senza che per\u00f2 gli sia vietato arrovellarsi nel suo scranno a settentrione), cos\u00ec come ai compagni e maestri \u00e8 comunque vietato intrattenersi in questioni di politica e di religione, che porterebbero \u00abfuori squadra\u00bb i lavori massonici, n\u00e9 \u00e8 loro concesso scadere in dibattiti o ancora assumere atteggiamenti scomposti e intolleranti. Tutti, in ogni caso, sono soggetti all&#8217;autorit\u00e0\/autorevolezza del Maestro Venerabile, che ha il potere\/ dovere di armonizzare architettonicamente i lavori e garantire il rito nel senso profondo di atto conformante la parte al tutto. Il senso profondo della ritualit\u00e0, delle garanzie che offre, nei limiti che al contempo pone, sono tutti aspetti ignoti alla vita profana e alle esperienze che essa pu\u00f2 proporre. Non si pu\u00f2 quindi ignorare che questo aspetto dell&#8217;esperienza massonica costituisce per molti versi un unicum nella vita attuale e come tale esso deve, nelle forme concesse, essere fatto conoscere al di fuori della comunione massonica. Di questa ricchezza enorme, peraltro, i Fratelli devono essere consci, in quanto si tratta di una forza eccezionale, protesa sia verso l&#8217;interno sia verso l&#8217;esterno.<\/p>\n<h2><b>Edificare il Tempio interiore<\/b><\/h2>\n<p>Ci soffermeremo ora sul fatto che il rituale di costruzione del Tempio, che \u00e8 anche metafora dell&#8217;ordinamento di un \u00abTempio interiore\u00bb, a guisa di pietra che si squadra sempre pi\u00f9 perfettamente, fuoriesce dal tempo normale, dal \u00abquotidiano \u00bb. Tra l&#8217;apertura e la chiusura dei lavori, tra mezzogiorno e mezzanotte, un tempo \u00abaltro\u00bb scandisce il lavoro massonico, un tempo che \u00e8 circoscritto e separato da quello dell&#8217;esperienza profana. Tale \u00abesperienza\u00bb \u2013 giacch\u00e9 di esperienza si tratta, in quanto il rituale non \u00e8 semplicemente spiegabile, ma deve essere attualizzato e vissuto direttamente (di qui almeno una parte del segreto massonico) \u2013 si articola e si sviluppa in un \u00abmetatempo\u00bb, in una sorta di dimensione \u00abdiversa \u00bb, alla quale si accede per gradi sotto la volta stellata del Tempio, in un luogo che simbolicamente trascende la sua apparente e contingente esteriorit\u00e0, ma si pone come centro o asse del mondo. L&#8217;accensione del testimone e la squadratura del Tempio, come una sorta di lustratio o di pradakhin\u00e2, circoscrivono uno spazio che verr\u00e0 in breve tempo catapultato in una dimensione temporale nuova, in una comunione che, nella separazione netta dalla vita e dal tempo profano, si pone come una sfida interiore ad un&#8217;ascesa a cui tutti i Muratori devono contribuire. Onestamente non sempre ci\u00f2 riesce, ma quando tutto \u00e8 stato veramente \u00abgiusto e perfetto\u00bb, l\u2019autocoscienza di aver partecipato ad un&#8217;esperienza, ove il rito non \u00e8 stato vacua ripetizione di gesti e di formule prescritte, ma armonizzazione di una molteplicit\u00e0 di coscienze, segna fortemente l&#8217;Iniziato e gli elargisce una nuova profondit\u00e0 capace di aprire, anche in chi pensava di gi\u00e0 aver scoperto tutto, nuove possibilit\u00e0 di ricerca interiore.<\/p>\n<p>In una societ\u00e0 dell&#8217;immagine, capace di soppesare con interesse solo ci\u00f2 che \u00abrende\u00bb, il rito, inteso come strumento vitale di un percorso umano, etico e intellettuale, \u00e8 indubbiamente una sfida e una provocazione. Per tutti coloro che a priori odiano la Massoneria, ci\u00f2 appare come una sorta di mostruosit\u00e0 difficile da deglutire, giacch\u00e9 una tale dimensione spirituale non \u00e8 neanche lontanamente supposta presso una setta di adoratori di \u00abBafometto\u00bb o una consorteria di \u00abintriganti affaristi\u00bb. D&#8217;altro canto, proprio perch\u00e9 non siamo n\u00e9 una cosa n\u00e9 l&#8217;altra, non possiamo che lavorare ritualmente la pietra grezza e ricordare, dentro e fuori, che questo \u00e8 il cammino proposto attraverso l&#8217;Iniziazione massonica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u2026 non vacua ripetizione di gesti e di formule prescritte \u2026 A. 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