{"id":1718,"date":"2004-02-16T09:54:00","date_gmt":"2004-02-16T08:54:00","guid":{"rendered":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/?p=1718"},"modified":"2017-10-16T15:21:19","modified_gmt":"2017-10-16T13:21:19","slug":"saggezza-follia-e-utopia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/saggezza-follia-e-utopia\/","title":{"rendered":"Saggezza, follia e utopia"},"content":{"rendered":"<h2><b>Cultura e sapienza non bastano per essere saggi<\/b><\/h2>\n<p><b>Vi sono molte ragioni per considerare la Saggezza un approdo del tutto ignoto in questo periodo storico di grandi sommovimenti sociali, di grandi attese e di irrequietezza sfrenata. Una saggezza che talvolta si incontra fino a confondersi con l\u2019utopia e talaltra con essa duramente si scontra. Ma \u00e8 proprio impossibile sperare?<\/b><\/p>\n<p><i>D. D. B. (Revista massonica svizzera febbraio 2004)<\/i><\/p>\n<p>Cos\u2019\u00e8 la Saggezza? Erasmo da Rotterdam, coltivatore di utopie e di amicizie con utopisti come Tommaso Moro, seminatore instancabile di dubbi, beffardo apologeta della follia al punto da considerarla motore di ogni carica vitale e condizione prima per l\u2019esistenza del mondo, tanto da relegare la saggezza nel ruolo mortificante di \u00abfreno che intristisce e paralizza \u00bb, paradossalmente fu un saggio. La sua vita di apolide per elezione (ego mundi civis esse cupio), fu contrassegnata da molte contraddizioni: nel mentre componeva l\u2019 \u00abElogio della Follia\u00bb, il pi\u00f9 famoso e pi\u00f9 caustico tra i suoi lavori letterari, dichiarava la propria obbedienza alla ragione e la considerava fondamentale obiettivo della sua vita: una vita dedita interamente alla lotta contro l\u2019ignoranza e alla esaltazione della cultura. Con i suoi comportamenti ed i suoi scritti, esercitava il difficile mestiere di saggio e faceva comprendere quanto fosse difficile definire la saggezza e imprigionarla in schemi teorici. Erasmo con le sue apparenti contraddizioni, scorgeva un\u2019area di comune dominio in saggezza e follia. Nietzsche non doveva avere molta stima di ci\u00f2 che ai suoi tempi si riteneva fosse la saggezza, se fa dire impietosamente a Zarathustra: \u00abVoi tutti, saggi illustri, avete servito il popolo e la superstizione del popolo! \u2013 e non la verit\u00e0\u2026 Allo stesso modo, il padrone lascia fare i suoi schiavi e si diletta alla loro tracotanza\u2026 colui che \u00e8 odioso al popolo \u00e8 come un lupo per i cani: \u00e8 lo spirito libero, il nemico della catena, il non adoratore, randagio pei boschi\u2026 perch\u00e9 la verit\u00e0 \u00e8 qui: qui infatti \u00e8 il popolo! Guai, guai a colui che cerca!\u00bb Parole che accusano la falsa saggezza e fanno intendere quanto quella vera sia virt\u00f9 rara, spesso assai lontana da coloro che sembrano professarla.<\/p>\n<p>E adesso, si pu\u00f2 essere saggi al giorno d\u2019oggi? Che cosa intendiamo per saggezza? Ha essa qualcosa in comune con il sapere, con la conoscenza, con la perfezione, con la virt\u00f9? O \u00e8 un modo di essere che fa distinguere un individuo dagli altri a motivo dell\u2019equilibrio e della serenit\u00e0 del suo agire? Nicola Abbagnano, con la semplicit\u00e0 e la chiarezza che ha sempre distinto il suo modo di esprimersi, ha scritto qualche anno fa: \u00abIl saggio non \u00e8 colui che si isola in una pretesa perfezione, ma chi vive in mezzo agli altri realizzando un grado di accordo e di simpatia umana che lo rende equilibrato e sereno\u00bb. Cultura e sapienza, quindi, non bastano ad un uomo per essere saggio. E la saggezza, apparendo e scomparendo, mutando sembianze ogni volta, sembra voler sfuggire ad ogni definizione.<\/p>\n<h2><b>Vivere moralmente il sapere<\/b><\/h2>\n<p>Saggio non \u00e8 colui che sa, ma, come affermava Socrate, colui che sa di non esserlo. La saggezza non pu\u00f2 essere confusa n\u00e9 con la sapienza n\u00e9 con la conoscenza, sebbene ambedue\u00a0 concorrono al suo fondamento: \u00e8 semmai il risultato della fusione armonica di quelle e di altre qualit\u00e0; una fusione ottenuta vivendo intensamente ogni giorno, in equilibrio ed in pace con noi e con il mondo. Non \u00e8 un sapere particolare, ma la risultante attiva di tutti saperi possibili che confluiscono in un unico sapere fondamentale per la vita umana. Per essere saggi non basta sapere cose diverse, bisogna anche essere capaci di vivere consapevolmente tale sapere.<\/p>\n<p>La saggezza non \u00e8 una dote naturale: \u00e8 una virt\u00f9 che si acquisisce con l\u2019esperienza. \u00c8 legata alla vita e quindi anche alla cultura che della vita \u00e8 la pi\u00f9 significativa espressione. Mi riferisco, ovviamente, alla cultura intesa come patrimonio comune di una collettivit\u00e0, che appartiene a tutti, e che \u00e8 la complessa combinazione degli usi, dei costumi, delle consuetudini, delle esperienze, delle conoscenze, delle credenze, delle leggi che nel loro insieme riescono a caratterizzare un popolo ed un tempo. A quella cultura, insomma, alla quale si deve la costruzione dei veri sistemi di valori \u2013 da quelli morali a quelli politici, da quelli religiosi a quelli simbolici e rituali \u2013 con cui viene regolata la vita sociale ed individuale ed \u00e8 in grado di trasformare una moltitudine di uomini in un popolo.<\/p>\n<p>Cos\u00ec intesa la saggezza pu\u00f2 essere considerata la forma pi\u00f9 alta della cultura che si caratterizza non come un serbatoio colmo di informazioni e di idee, ma come un\u2019energia regolatrice ed equilibratrice capace di orientare la volont\u00e0 e di assisterla nel momento delle decisioni difficili. In questo senso la saggezza \u00e8 una speciale forma organizzativa della mente: essa si costruisce progressivamente in seguito ad un singolare processo, assai simile alla metabolizzazione, nel quale la ragione, l\u2019intelletto, i sentimenti, tutte le speciali sensibilit\u00e0 individuali e i diversi stati d\u2019animo, svolgono la funzione di un sistema organico in grado di metabolizzare il nutrimento ricevuto sotto forma di esperienze e di trasformarlo in nuova sostanza che arricchisce e fortifica la personalit\u00e0 umana. \u00c8 come dire che la saggezza non pu\u00f2 essere considerata il risultato di una meccanica giustapposizione delle esperienze che si susseguono nel tempo. Essa non \u00e8 l\u2019automatico risultato di un rapporto di causa ed effetto in base al quale ad una stessa esperienza corrispondono identiche modificazioni del quadro psichico. \u00c8 vero esattamente il contrario: il misterioso crogiolo della nostra mente si comporta in modo difficilmente prevedibile. Infatti, nel metaforico processo di metabolizzazione cui ho fatto cenno, tutti quei fattori che lo condizionano hanno un peso ed una influenza sempre diversa con risultati mutevoli. Si tratta di fattori in continuo mutamento e quindi anch\u2019essi sempre diversi nel tempo, quali le varie forme di sensibilit\u00e0 morale, religiosa, artistica, affettiva, o le varie forme dell\u2019intelletto, dalla capacit\u00e0 di riflessione a quella dell\u2019apprendimento. Ad essi si aggiungono le variabili di uno stato d\u2019animo suscettibile di essere influenzato anche da avvenimenti esterni del tutto estranei all\u2019esperienza in corso. Tutti fattori sempre diversi tra loro, sempre diversi da individuo ad individuo e, nello stesso individuo, sempre diversi nel tempo. Pu\u00f2 cos\u00ec accadere che una medesima esperienza possa segnare un uomo per il resto della sua vita e possa scivolar via sulle spalle di un altro senza lasciar traccia, pi\u00f9 o meno come uno scroscio d\u2019acqua su una superficie impermeabile.<\/p>\n<h2><b>La saggezza non chiede istruzione<\/b><\/h2>\n<p>In questo mondo c\u2019\u00e8 pi\u00f9 bisogno di uomini saggi che di uomini abili, colti ed istruiti. Per essere tali pu\u00f2 bastare informarsi, assoggettarsi ad una disciplina di studi che ci consenta di acquisire nuove conoscenze e nuove abilit\u00e0. Per essere saggi tutto ci\u00f2 non \u00e8 necessario e, se lo fosse, non basterebbe. Fortunatamente la saggezza non dipende dall\u2019aver trovato una soluzione ai grandi problemi dell\u2019umanit\u00e0. Qualsiasi uomo, anche modesto, pu\u00f2 essere pi\u00f9 aggio di un filosofo celebre o di un premio Nobel della scienza, purch\u00e9 meglio di loro sia in grado di rendersi conto dei propri limiti e dei limiti della propria vita, dei pericoli che lo minacciano, di accostarsi al presente con felicit\u00e0 ed al futuro con la sobriet\u00e0 delle proprie aspettative, di essere equilibrato nelle proprie aspirazioni, di saper controllare i propri impulsi. Per divenire saggi occorre, ma potrebbe non essere ancora sufficiente, pensare, meditare, riflettere, valutare, operare per costruire in noi una inclinazione all\u2019apprezzamento del vero e del giusto. Occorre saper gioire, assaporare il successo attenuandone l\u2019ebbrezza, ma pi\u00f9 ancora occorre saper soffrire, superare le umilianti conseguenze di un insuccesso soprattutto se subito in uno scontro con noi stessi. Occorre, insomma, avere vissuto intensamente ed essere disposti a vivere con altrettanta intensit\u00e0.<\/p>\n<h2><b>Essere o avere<\/b><\/h2>\n<p>Interessante \u00e8 il pensiero che Schopenhauer esprime nella Introduzione ai sui \u00abAforismi per la saggezza del vivere\u00bb: \u00abIo considero qui il concetto di saggezza della vita in senso del tutto immanente, in quello cio\u00e8 dell\u2019arte di passare la vita in modo possibilmente piacevole e felice\u2026 Un\u2019esistenza felice potrebbe definirsi quella che, dopo un esame freddo e maturo, dovrebbe essere decisamente preferibile al non essere\u00bb. Egli vede nella saggezza uno \u00abstato\u00bb da raggiungere per essere felici e, nell\u2019esaminare i requisiti generali della condizione umana, fa risalire a tre le \u00abdeterminazioni fondamentali \u00bb che fanno \u00abdifferenza nella sorte dei mortali\u00bb:<\/p>\n<ol>\n<li>Ci\u00f2 che si \u00e8, dunque la personalit\u00e0 nel suo significato pi\u00f9 largo.<\/li>\n<li>Ci\u00f2 che si ha, dunque la propriet\u00e0 e il possesso in qualunque senso.<\/li>\n<li>Ci\u00f2 che si rappresenta, dunque ci\u00f2 che uno \u00e8 nella rappresentazione degli altri, ovvero il modo in cui gli altri lo rappresentano.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Dopo alcune considerazioni su tali determinazioni, giunge alla constatazione che per la felicit\u00e0 della nostra vita, la cosa prima ed essenziale \u00ab\u00e8 ci\u00f2 che siamo, cio\u00e8 la personalit\u00e0, anche solo per il fatto che essa \u00e8 costante ed efficiente in qualsiasi contingenza\u00bb. Inoltre, mentre per la seconda e la terza possono influire in misura considerevole le circostanze della vita, il caso, il destino ed il gioco imprevedibile dei rapporti con gli altri, per la prima \u2013 ci\u00f2 che si \u00e8 \u2013 tutto quello che sta all\u2019esterno dell\u2019individuo ha una influenza alquanto marginale. Ne segue, conclude Schopenhauer, che \u00abl\u2019uomo pu\u00f2 essere aiutato dal di fuori, assai meno di quanto non si creda\u00bb.<\/p>\n<p>I Massoni condividono questo punto di vista. Essi sono perfettamente convinti che la autentica ricchezza di ogni individuo \u00e8 rappresentata non da ci\u00f2 che ha, ma da ci\u00f2 che egli \u00e8. Per questo motivo i Massoni usano simbolicamente gli attrezzi propri dell\u2019arte muratoria e si impegnano in un\u2019opera ardua da portare a compimento: la costruzione di se stessi. Il clima di fraternit\u00e0 nel quale operano rende la loro fatica pi\u00f9 gradita. Tuttavia essa resta una fatica da sopportare personalmente: non v\u2019\u00e8 pietra che possa essere cementata con successo per realizzare il progetto di uomo, se prima non sia stata levigata direttamente dal soggetto.<\/p>\n<h2><b>\u00c8 ora che Pinocchio diventi Uomo<\/b><\/h2>\n<p>Quanto accade nel mondo \u00e8 in gran parte merito e demerito dell\u2019uomo, della sua pacata saggezza oppure della sua folle fantasia. Oggi, mille volte pi\u00f9 di ieri. Ne \u00e8 consapevole o follemente inconsapevole? Una follia, se c\u2019\u00e8, completamente diversa da quella elogiata da Erasmo. Merito e demerito: il secondo sembra voler sopravanzare di gran lunga il primo. \u00c8 merito del suo voler essere persona, o colpa del suo volersi annullare confondendosi nella massa. Ma finch\u00e9 preferir\u00e0 distruggere la sua personalit\u00e0 per consegnarla ai manipolatori dei gusti, dei desideri, delle passioni, finch\u00e9 continuer\u00e0 a comportarsi come Pinocchio che, abbagliato dalle lusinghe di Lucignolo, suo amico improvvisato, abbandona la difficile via della saggezza per perdesi nelle effimere distrazioni del paese dei balocchi, non vi potranno essere molte speranze per il futuro dell\u2019umanit\u00e0: il potere dei pochi continuer\u00e0 a decidere il destino di molti. In una simile prospettiva, tutto rester\u00e0 come prima e se cambier\u00e0 qualcosa, ci\u00f2 avverr\u00e0 sulla base di interessi che gli saranno del tutto estranei. Quando invece l\u2019uomo sentir\u00e0 il bisogno di essere se stesso, di ritrovarsi nelle sue azioni, di riconoscersi nella sua opera, quando si convincer\u00e0 di poter essere padrone dei propri destini, pur che lo voglia \u2013 e lo far\u00e0 davvero \u2013 da quel momento tutto potr\u00e0 cambiare. Quando alla concretezza della realt\u00e0 si potr\u00e0 sommare la ipotetica ma costruttiva follia di Erasmo? \u00c8 davvero un\u2019utopia? Pu\u00f2 darsi. Nondimeno non possiamo evitare di inseguirla. Perch\u00e9 di questo si pu\u00f2 essere certi: cambiando l\u2019uomo, cambier\u00e0 anche il suo destino.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cultura e sapienza non bastano per essere saggi Vi sono molte ragioni per considerare la Saggezza un approdo del tutto [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":12,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_uf_show_specific_survey":0,"_uf_disable_surveys":false,"footnotes":""},"categories":[22],"tags":[],"class_list":["post-1718","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-non-categorizzato"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1718","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/12"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1718"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1718\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1719,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1718\/revisions\/1719"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1718"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1718"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1718"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}