{"id":1720,"date":"2004-03-16T09:54:35","date_gmt":"2004-03-16T08:54:35","guid":{"rendered":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/?p=1720"},"modified":"2017-10-16T15:21:19","modified_gmt":"2017-10-16T13:21:19","slug":"tolleranza-e-solidarieta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/tolleranza-e-solidarieta\/","title":{"rendered":"Tolleranza e solidariet\u00e0"},"content":{"rendered":"<h2><b><i>La Massoneria, scuola di vita<\/i><\/b><\/h2>\n<p><b><i>Per quanto attiene al campo temporale della nostra indagine, va detto che, pur accondiscendendo alla moda di questi ultimi anni di rapportare ogni previsione al terzo millennio, \u00e8 chiaro che nessuno in nessun campo \u00e8 dotato di capacit\u00e0 divinatorie tali da coprire un cos\u00ec lungo lasso di tempo. \u00c8 gi\u00e0 impossibile fare previsioni per il prossimo secolo. Parlando di terzo millennio intendo riferirmi ad alcuni decenni del nuovo secolo. Per quanto riguarda infine le finalit\u00e0 di queste considerazioni, \u00e8 chiaro che non pretendo di dare definizioni della solidariet\u00e0 e soprattutto della tolleranza esaustive sia dal punto di vista storico-politico sia dal punto di vista filosofico.<\/i><\/b><\/p>\n<p><i>B. P. (Revista massonica svizzera marzo 2004)<\/i><\/p>\n<p>Prima di addentrarmi nella ricerca del significato e della portata che i valori della tolleranza e della solidariet\u00e0 possono aver assunto nella societ\u00e0 moderna e potranno assumere in quella dell\u2019immediato futuro, ritengo necessario premettere alcune considerazioni finalizzate all\u2019individuazione del metodo da seguire, alla delimitazione del campo d\u2019indagine e all\u2019indicazione delle finalit\u00e0 di quest\u2019ultima.<\/p>\n<p>Innanzi tutto va rilevato che la tolleranza e la solidariet\u00e0 sono valori che, insieme al trinomio della libert\u00e0, della fratellanza e dell\u2019uguaglianza, hanno determinato la nascita e tuttora giustificano l\u2019esistenza della nostra istituzione, la Massoneria. Ogni comunione di individui nasce e si organizza intorno a dei valori, credenze o miti che poi si traducono in principi fondamentali e finalit\u00e0 della struttura sociale, dell\u2019ente esponenziale o dell\u2019istituzione che dalla comunione sia scaturita. La realizzazione di dette finalit\u00e0, o anche il solo tentativo di realizzarle, comporta necessariamente la modificazione della realt\u00e0 politica, della realt\u00e0 economica o della realt\u00e0 culturale, a seconda di quale sia il sottosistema sociale in cui la comunione opera. Il sottosistema a sua volta determina variazioni negli altri sottosistemi, cos\u00ec da produrre cambiamenti nell\u2019intero sistema sociale. Se mi \u00e8 permessa un\u2019espressione figurata direi che, gettato nel lato di uno stagno il sasso della solidariet\u00e0 e della tolleranza, esso provoca una serie di onde concentriche che investono gli altri lati fino all\u2019intero stagno. Il mutamento sociale cos\u00ec intervenuto non \u00e8, per\u00f2, soltanto variabile determinata o passiva; interagendo con i valori suddetti, diviene a sua volta variabile determinante e provoca perci\u00f2 un mutamento evolutivo di detti valori. Ci\u00f2 che voglio significare \u00e8 che se la solidariet\u00e0 e la tolleranza, unitamente ai valori dell\u2019uguaglianza e della libert\u00e0, hanno determinato un\u2019evoluzione nel sottosistema politico, con il passaggio dallo Stato assoluto allo Stato di diritto prima e allo Stato sociale poi, questo ha prodotto variazioni nel sottosistema economico e in quello socio-culturale, e tutti insieme hanno fatto evolvere lo stesso concetto di solidariet\u00e0 e tolleranza.<\/p>\n<p>Paventando il pericolo di un\u2019involuzione della nostra istituzione ed auspicando la riassunzione da parte della Massoneria di una funzione propositiva nella societ\u00e0 moderna, mi sembra necessario riprendere ed approfondire la riflessione sui valori che sono sempre stati a fondamento della nostra istituzione, per poterli attualizzare e riproporre al mondo profano senza uscire dal solco della tradizione esoterica. Se vogliamo indicare alla societ\u00e0 una prospettiva etica, politica e culturale incentrata sui valori della solidariet\u00e0 e della tolleranza, \u00e8 proprio dallo studio di essi e dalla loro collocazione nel contesto socio-politico del XVIII secolo che dobbiamo prendere le mosse, per poterne cogliere il valore rivoluzionario che avevano allora cos\u00ec da non temere di attribuire loro significato e portata fortemente innovativi nella societ\u00e0 moderna.<\/p>\n<h2><b>Convivenza civile, morale e sociale<\/b><\/h2>\n<p>Non \u00e8 un caso che la Massoneria da operativa sia divenuta speculativa proprio in Inghilterra, dove da oltre un secolo era iniziata la Rivoluzione industriale con effetti positivi sul piano della produzione del reddito e negativi sul piano della sua distribuzione; dove l\u2019esteso inurbamento e i massacranti orari di lavoro avevano prodotto il moltiplicarsi delle malattie infettive e degli incidenti sul lavoro; dove la frantumazione in atto della famiglia patriarcale, in tanti piccoli ed agili nuclei familiari capaci di muoversi sul territorio alla ricerca del lavoro, aveva lasciato senza alcuna protezione gli handicappati, gli infortunati sul lavoro, gli anziani, le vedove e gli orfani. In questo contesto socio-economico nasce l\u2019esigenza di solidariet\u00e0 che da un iniziale carattere volontaristico, sia pure dopo alcuni decenni, trover\u00e0 la sua consacrazione in una legislazione assistenziale e previdenziale, fino a sfociare, in tempi a noi pi\u00f9 vicini, nello Stato sociale. L\u2019Inghilterra dell\u2019epoca, per\u00f2, presentava anche altre peculiarit\u00e0. Essa fin dai tempi di Enrico VIII era stata travagliata da sanguinose lotte interne che intrecciavano motivazioni politiche e motivazioni religiose. La monarchia non era riuscita a divenire assoluta e, grazie all\u2019opposizione del Parlamento e della borghesia capeggiati da Cromwell, non era riuscita neppure ad omologare la societ\u00e0 in pochi ceti sociali e, quindi, ad abolire le corporazioni medievali con i loro diritti e privilegi. Anzi, i contrasti fra Giacomo II, il cattolico, e il Parlamento erano sfociati in una vera e propria rivoluzione costituzionale con l\u2019emanazione dell\u2019Habeas Corpus (1679) e, con Guglielmo d\u2019Orange, del Bill of Rights (1689) che garantivano contro gli arbitrii del re i diritti del popolo inglese. In questo contesto politico- istituzionale e sullo sfondo di ormai secolari guerre di religione, filosofi come Spinoza, Locke e pi\u00f9 tardi Voltaire riprendono l\u2019elaborazione del concetto di tolleranza la cui indispensabilit\u00e0 al vivere civile era apparsa fin dai tempi della Riforma. \u00c8 difficile, in questa sede, riassumere in poche righe oltre due secoli di elaborazione concettuale della tolleranza. In estrema sintesi si pu\u00f2 tuttavia evidenziare come essa, almeno in Spinoza e Locke, veniva riferita esclusivamente alla possibilit\u00e0 di convivenza di credenze religiose diverse. La motivazione addotta per sostenere la necessariet\u00e0 della tolleranza poneva come premessa che il credere fosse una questione di coscienza individuale ed ogni tentativo di imposizione di credenze religiose cosiddette ortodosse non poteva che essere irrazionale e sfociare in tumulti e disordini sociali. La tolleranza, perci\u00f2, diviene principio di convivenza civile; essa trova il suo fondamento in ragioni di prudenza e di opportunit\u00e0 politica. \u00c8 per\u00f2 vero che limitare l\u2019opportunit\u00e0 e il significato della tolleranza alla finalit\u00e0 dell\u2019ordine pubblico e della pace sociale non evidenzia i motivi morali dell\u2019esclusione dell\u2019 intolleranza. Anzi talvolta quest\u2019ultima pu\u00f2 essere essa stessa strumento efficace per il mantenimento della pace sociale. Basti pensare alle molte ed \u00abordinate\u00bb dittature politiche presenti ancora oggi in molti Paesi. Locke, avvertendo l\u2019insufficienza di un simile fondamento della tolleranza, ne rafforzava le argomentazioni con considerazioni di razionalit\u00e0 e di correttezza morale. Addirittura, quando gli Ugonotti francesi fuggivano in Inghilterra per sfuggire alle persecuzioni da parte dei Cattolici e si imbattevano in atteggiamenti xenofobi degli Inglesi, egli cercava di dimostrare la convenienza economica ad accoglierli, in vista di una successiva integrazione. Gettava cos\u00ec le basi dell\u2019istituto giuridico della naturalizzazione. Ancora oggi, molti nel nostro Paese non riescono a trovare motivazioni pi\u00f9 elevate della convenienza economica per giustificare la necessit\u00e0 della tolleranza nei confronti degli immigrati extra-comunitari. Anche le religioni molte volte parlano di tolleranza. Esse per\u00f2 la predicano come mezzo di sopportazione dell\u2019errore altrui e, soprattutto, come metodo non violento per giungere alla vittoria finale della loro \u00abverit\u00e0\u00bb. Per i Massoni, invece, che ne derivano il concetto da Voltaire, la tolleranza non \u00e8 un astuto strumento dialettico per ottenere il prevalere della loro verit\u00e0. Essa \u00e8 un principio fondamentale della convivenza civile che deriva la sua necessariet\u00e0 dall\u2019essere noi \u00abesseri umani\u00bb, e perci\u00f2 fragili e fallibili. Il confronto con gli altri ispirato alla tolleranza non pu\u00f2 che aiutarci a correggere i nostri errori e, quindi, ad avvicinarci alla verit\u00e0. Ecco cosa significa che il principio di razionalit\u00e0 \u00e8 a fondamento del pensiero massonico. I Massoni infatti rifiutano l\u2019ateismo e lo stesso scetticismo. Essi sanno che esiste un Supremo Architetto dell\u2019Universo, che esiste una Suprema Luce cui aspirano, ma operano alla sua ricerca nella consapevolezza della propria fallibilit\u00e0, che pu\u00f2 correggersi soltanto con l\u2019uso razionale del confronto. La tolleranza per i Massoni non significa, quindi, soltanto permettere agli altri la professione della loro fede o delle loro idee politiche, non si riduce cio\u00e8 ad un quieto \u00abvivi e lascia vivere\u00bb. L\u2019accettazione del confronto fra le opposte verit\u00e0 muove dal presupposto che l\u2019interlocutore possa avere ragione e che la sua verit\u00e0 possa aiutare il Massone a correggere i suoi errori e a migliorare se stesso. Questo concetto di tolleranza fa ormai parte del patrimonio culturale ed ideale di quasi tutti i popoli; trasferito dalla sfera morale a quella politica \u00e8 altres\u00ec divenuto principio ispiratore dell\u2019organizzazione sociale e fonte primigenia di tutti i diritti di libert\u00e0. Permettere infatti a taluno di professare e divulgare la propria fede religiosa significa riconoscergli il diritto di libert\u00e0 religiosa, come l\u2019adozione del dialogo quale strumento non violento di confronto significa l\u2019adozione del metodo democratico e il rifiuto della forza e della violenza.<\/p>\n<h2><b>Esplosione demografica e equit\u00e0<\/b><\/h2>\n<p>Certo la societ\u00e0 odierna non \u00e8 pi\u00f9 quella della rifondazione speculativa della Massoneria. Da una societ\u00e0 appena avviata sulla via dell\u2019industrializzazione ci troviamo oggi a vivere in una societ\u00e0 definita post-industriale. Lo sviluppo economico, che tante trasformazioni positive ha prodotto sulla qualit\u00e0 della vita, oggi rivela i suoi limiti; produce benessere da una parte, fino a sfociare nel consumismo pi\u00f9 sfrenato, e milioni di disoccupati dall\u2019altra; sempre pi\u00f9 spesso si accompagna a gravi disastri ecologici; l\u2019inurbamento selvaggio che lo segue produce una vita sociale degradata e violenta; il divario fra paesi ricchi e paesi poveri diviene sempre pi\u00f9 ampio; l\u2019egoismo da individuale diviene collettivo e si trasforma in una sorta di egotismo nazionale. La globalizzazione dell\u2019economia e della comunicazione rende ancora pi\u00f9 stridente la sperequata distribuzione della ricchezza. Accanto agli anziani, agli handicappati, ai diversi, ai giovani disoccupati che, sempre pi\u00f9 numerosi, lottano contro la solitudine e l\u2019emarginazione, nuove masse di individui, nel tentativo di sfuggire ad una morte certa per fame, busseranno alla porta delle societ\u00e0 sviluppate. Non si tratter\u00e0 pi\u00f9 di praticare una solidariet\u00e0 finalizzata ad un\u2019uguaglianza minimale nell\u2019ambito di una societ\u00e0 sostanzialmente omologa, costituita cio\u00e8 da individui della stessa etnia, della stessa religione, della stessa lingua, insomma della stessa cultura. L\u2019uguaglianza, la solidariet\u00e0 e la tolleranza dovranno assumere una dimensione universale e significati molto pi\u00f9 estesi. La popolazione mondiale che aveva impiegato decine di migliaia di anni per raggiungere alla fine del XVIII secolo il miliardo di individui, ne conta oggi, dopo appena due secoli, sei miliardi e raggiunger\u00e0 entro il 2030 i dodici miliardi di individui. D\u2019altra parte, secondo molti scienziati il globo terrestre costituisce ormai un \u00abquantum\u00bb finito di risorse che potr\u00e0 permettere un livello di vita uguale a quello dei paesi pi\u00f9 progrediti a non pi\u00f9 di due miliardi di persone. L\u2019uguaglianza e la solidariet\u00e0 non potranno pi\u00f9 significare il semplice soccorrere il nostro vicino di casa indigente, o il recupero dei gruppi di individui che il sistema sociale e produttivo tende ad emarginare; e neanche sar\u00e0 sufficiente allargare la portata del soccorso fino a comprendervi i popoli del terzo mondo. Se \u00e8 vero, infatti, che il globo terrestre ha una capacit\u00e0 di supportare un benessere quale il nostro per un numero limitato di persone, se \u00e8 vero che la stragrande maggioranza delle risorse disponibili sono oggi fruite soltanto dai paesi pi\u00f9 sviluppati e se \u00e8 vero, infine, che l\u2019inquinamento ecologico \u00e8 imputabile quasi esclusivamente ai paesi ricchi, sar\u00e0 necessario, se vorremo essere veramente solidali con l\u2019umanit\u00e0 emarginata, non solo rinunciare a gran parte dei nostri consumi, ma concepire un modello di sviluppo in termini planetari pi\u00f9 giusto e pi\u00f9 equo. Credo che sia incontrovertibile il fatto che la nostra societ\u00e0 sar\u00e0 in futuro multietnica. E se la solidariet\u00e0 nei confronti degli anziani, dei disoccupati, degli emarginati e dei diversi appartenenti alla nostra cultura risponde ad un\u2019esigenza morale, la limitazione del nostro benessere finalizzata alla correzione degli svantaggi sociali, della povert\u00e0, della disperazione degli immigrati e del terzo mondo diventa essenziale per la sopravvivenza stessa della nostra societ\u00e0. Anche il concetto di tolleranza dovr\u00e0 essere rivisitato e quindi rapportato all\u2019evoluzione del mondo moderno. Esso infatti, come pi\u00f9 sopra abbiamo visto, si concretizzava in un \u00abnon facere\u00bb. L\u2019essenza della tolleranza, almeno in origine, risiedeva nell\u2019astenersi dall\u2019impedire che taluno manifestasse la propria fede religiosa e la propagandasse. La prima sfera di autonomia riconosciuta ai cittadini nei confronti dello Stato riguardava perci\u00f2 la sfera spirituale. Ben presto per\u00f2, come abbiamo accennato, tale sfera si \u00e8 allargata ad altre manifestazioni della personalit\u00e0 umana, comportando il riconoscimento di altre forme di libert\u00e0 quali quelle di manifestazione del pensiero, di associazione, di riunione, di circolazione, ecc. La caratteristica di tutti questi diritti di libert\u00e0 \u00e8 quella di connotarsi come libert\u00e0 negative, cio\u00e8 come libert\u00e0 il cui nucleo essenziale consiste nel porre allo Stato il divieto di impedire un comportamento il cui verificarsi \u00e8 rimesso soltanto alla volont\u00e0 del suo titolare. Gi\u00e0 con l\u2019industrializzazione e l\u2019affacciarsi sul proscenio economico e politico di un nuovo ceto sociale nascono nuove domande di libert\u00e0, le cosiddette libert\u00e0 positive, quali il diritto all\u2019istruzione, il diritto alla salute, il diritto allo sviluppo della propria personalit\u00e0, il diritto al lavoro che impongono allo Stato un \u00abfacere\u00bb, gli impongono cio\u00e8 di predisporre gli strumenti perch\u00e9 il diritto possa essere effettivo.<\/p>\n<h2><b>Scuola di vita multietnica<\/b><\/h2>\n<p>Nel terzo millennio, come abbiamo detto, la nostra sar\u00e0 una societ\u00e0 multietnica; sar\u00e0 cio\u00e8 una societ\u00e0 nel cui ambito convivranno gruppi sociali coesi su valori fondamentali sostanzialmente diversi. Ci\u00f2 significher\u00e0 atteggiamenti diversi, comportamenti diversi, abitudini diverse; insomma culture diverse. Perch\u00e9 ci\u00f2 non sfoci in lotte feroci e drammatiche, come avviene tuttora nella Jugoslavia post-comunista, in Algeria, in Afghanistan, \u00e8 necessario non solo che ciascuna possa vivere nel rispetto dei propri valori e delle proprie tradizioni, ma che operi fattivamente per la realizzazione di interessi comuni. I diritti di libert\u00e0 e, soprattutto, i diritti sociali, che vanno ogni giorno di pi\u00f9 moltiplicando il loro numero ed ampliando il loro significato e la loro portata, dovranno essere riconosciuti non solo ai cittadini, ma, come avviene oggi per alcuni di essi, a tutti gli uomini. La loro previsione in una Carta Costituzionale, che li consacra ed assegna loro il compito di determinare i tratti fisionomici dell\u2019ordinamento politico-istituzionale, non \u00e8 per\u00f2 sufficiente a garantirne la realizzazione. Essi esigono un impegno quotidiano non solo e non tanto da parte delle istituzioni, ma anche e soprattutto da parte degli uomini pi\u00f9 attenti agli ideali della giustizia sostanziale. E in questo noi Massoni, che pretendiamo di migliorare noi stessi soprattutto per concorrere al miglioramento dell\u2019intera umanit\u00e0, non possiamo essere secondi a nessuno. Se i Massoni una volta dovevano fare appello alla razionalit\u00e0 per accettare la convivenza di ideologie politiche o di fedi religiose diverse, oggi noi dobbiamo ricorrere alla stessa razionalit\u00e0 per dimostrare, come dice Bobbio, che certe insofferenze verso altri gruppi etnici, verso gli irregolari, gli anormali, i diversi, derivano da pregiudizi inveterati, da forme irrazionali, puramente emotive, di giudicare gli uomini. La tolleranza allora da atteggiamento passivo di \u00abnon facere\u00bb dovr\u00e0 trasformarsi in tolleranza attiva, partecipativa che, accanto al superamento di ogni steccato ideologico, morale o religioso, diventi quella SCUOLA DI VITA MASSONICA che ci insegna a vivere non solo fianco a fianco, ma \u00abinsieme \u00bb agli altri. Insomma, nel cosiddetto villaggio globale, cio\u00e8 in un mondo che i sistemi di comunicazione e di trasporto rendono sempre pi\u00f9 piccolo, la tolleranza intesa come crescita autonoma e separata diviene insufficiente. Dobbiamo invece, come dice E. Laszlo, dilatare la nostra sensibilit\u00e0 e la nostra consapevolezza da una dimensione individualistica ed egocentrica ad una dimensione universalmente umana, per conseguire una pi\u00f9 ampia e profonda maturit\u00e0 emotiva che ci permetta di percepire i percorsi necessari per il bene dell\u2019umanit\u00e0 e consenta quindi alla Massoneria di riassumere un ruolo propulsivo nella societ\u00e0 moderna.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Massoneria, scuola di vita Per quanto attiene al campo temporale della nostra indagine, va detto che, pur accondiscendendo alla [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":12,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_uf_show_specific_survey":0,"_uf_disable_surveys":false,"footnotes":""},"categories":[22],"tags":[],"class_list":["post-1720","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-non-categorizzato"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1720","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/12"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1720"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1720\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1721,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1720\/revisions\/1721"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1720"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1720"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1720"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}