{"id":1726,"date":"2004-06-16T09:56:19","date_gmt":"2004-06-16T07:56:19","guid":{"rendered":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/?p=1726"},"modified":"2017-10-16T15:21:18","modified_gmt":"2017-10-16T13:21:18","slug":"il-tempo-e-noi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/il-tempo-e-noi\/","title":{"rendered":"Il Tempo e noi"},"content":{"rendered":"<h2><b>Il tempo \u00e8 percettibile soltanto osservando ci\u00f2 che passa, ci\u00f2 che si muove o ci\u00f2 che cambia<\/b><\/h2>\n<p><b>Non vi \u00e8 mai capitato di occuparvi intensamente con il termine \u2019tempo\u2019, quel concetto che nella vita pratica si manifesta ad ogni essere umano esercitando il proprio effetto? Inizia al mattino col suono della sveglia \u2013 accompagna i nostri programmi quotidiani, le scadenze, gli appuntamenti, gli orari dei pasti \u2013 fino al momento di coricarci, dopo aver consultato un\u2019ultima volta l\u2019orologio. Quando consideriamo il corso degli anni, i tempi buoni e quelli difficili, i tempi dell\u2019infanzia e della giovent\u00f9, l\u2019et\u00e0 scolastica, la vita professionale, le tappe della vita, il tempo della nascita, del vivere e del morire, allora ci accorgiamo che si tratta di momenti che inevitabilmente nella vita si presentano \u2013 tutti momenti che ci incutono speranze, piaceri e timori.<\/b><\/p>\n<p><i>W. B. (Revista massonica svizzera giugno\/luglio 2004)<\/i><\/p>\n<p>Senza dubbio ci\u00f2 che maggiormente ci assilla \u00e8 il tempo. Sovente uno squillo di campanello ci invita ad essere presenti. Da prima della nascita fino alla morte, durante tutto questo lungo lasso di tempo, l\u2019orologio batte \u2013 ininterrottamente. Il veloce scorrere dei giorni, mesi e anni, quasi inosservato durante la giovinezza, viene per contro misurato con apprensione negli anni maturi. Sempre ci appare dinnanzi, il tempo, qualche volta gentile, altre volte minaccioso, esortante, oppure pronto a castigarci. A dipendenza del nostro umore, il tempo passa troppo lentamente o troppo in fretta. \u00c8 sempre presente, nel passare delle stagioni, dei giorni e delle notti, durante le faccende della vita, incessantemente presente, ritmicamente incalzante.<\/p>\n<p>Il tempo \u00e8 percettibile soltanto osservando ci\u00f2 che passa, ci\u00f2 che si muove o ci\u00f2 che cambia. Misuriamo il tempo col muoversi e il passare degli eventi. Riescono a comprendere il concetto di tempo soltanto quegli esseri i quali sanno osservare i mutamenti che avvengono nel mondo visibile, che li sanno misurare e che ne sanno trarre conclusioni logiche riguardanti il passato e il futuro. Per raggiungere la percezione del tempo vi sono tre premesse: il dono della conoscenza, nel senso del conoscere s\u00e9 stessi e l\u2019insieme del mondo, poi la facolt\u00e0 di osservare, misurare e registrare ed infine l\u2019arte di combinare e calcolare. Il tempo non \u00e8 scindibile dal movimento e dal divenire. L\u2019uno non pu\u00f2 esistere senza l\u2019altro. Laddove non v\u2019\u00e8 movimento, e quindi non viene percepito il tempo, il tempo non c\u2019\u00e8. La percezione del tempo \u00e8 parte integrante della ragione umana. Le piante e gli animali poco sviluppati percepiscono, in modo statico, soltanto l\u2019attimo presente. Il loro benessere o malessere, la loro morte o sopravvivenza dipendono unicamente dall\u2019ambiente che li circonda. Animali pi\u00f9 evoluti dispongono invece di una facolt\u00e0 limitata di memorizzare delle esperienze e di qualche capacit\u00e0 di usare attrezzi per il proprio agire nel presente e nell\u2019immediato futuro. Ma solo l\u2019uomo, quello maturo, dispone di un effettivo senso del tempo, sia riguardante il passato sia in merito al divenire futuro, e il dono di effettuarne le relative misurazioni. Lo sviluppo della ragione \u00e8 in stretta correlazione con la capacit\u00e0 di percepire il tempo, ossia con la facolt\u00e0 di collocare in senso di tempo i movimenti e i cambiamenti. Questa facolt\u00e0 \u00e8 la condizione essenziale per poter percepire gli eventi in genere. Evolvendo in questo senso, l\u2019assenza di tempo diverr\u00e0 inimmaginabile.<\/p>\n<p>L\u2019uomo riesce a ricordare ci\u00f2 che gi\u00e0 \u00e8 avvenuto. Ma riesce anche ad immaginare il futuro usando la sua fantasia e la sua capacit\u00e0 di fare previsioni in base alla memoria del passato. Si pu\u00f2 tranquillamente affermare che la facolt\u00e0 di memorizzare e prevedere costituisca l\u2019essenza dell\u2019intelligenza. Si tratta della facolt\u00e0 dell\u2019essere umano di convivere col tempo, di utilizzarne il passato e il futuro come insegnamento per l\u2019agire nel presente, facolt\u00e0 che forma il vero uomo.<\/p>\n<h2><b>Senso del tempo e linguaggio<\/b><\/h2>\n<p>Non furono n\u00e9 l\u2019uso di primitivi utensili n\u00e9 i primi fuochi d\u2019un milione d\u2019anni fa a contrassegnare l\u2019inizio dell\u2019umanit\u00e0, bens\u00ec il primo senso del tempo documentabile, risalente a quell\u2019epoca, che, con visione futuristica, fece inventare utensili in grado di costruire altri attrezzi. Si tratta dei tempi in cui venne realizzato l\u2019utensile pi\u00f9 stupefacente di tutta la storia, ossia il linguaggio umano. Fu questa scoperta che mise i loro utenti in modo effettivo in contatto col tempo. Le parole non servono soltanto per comunicare. Sono le forze motrici che proiettano le esperienze, avanti nel tempo.<\/p>\n<p>Definire con parole un oggetto o un\u2019azione significa rendere attuale ci\u00f2 che proviene dal passato o dal futuro. Grazie alla parola l\u2019uomo \u00e8 riuscito a riflettere sulle comunicazioni orali del passato e preparare il futuro con migliore esattezza. Fu in grado di trasmettere ai figli le proprie esperienze, insegnando loro il modo di comportarsi e proteggersi dai pericoli. Quanto appreso poteva essere trasmesso, il passato al presente, progettando il futuro. Parallelamente al linguaggio parlato, scopriamo l\u2019impegno dell\u2019uomo primordiale ad esprimere le proprie conoscenze e i propri sentimenti con segni. Ha avuto cos\u00ec inizio la scrittura, segno tangibile delle diverse culture. Anche la scrittura rappresenta un caposaldo nell\u2019evoluzione della percezione del tempo. La memoria, non sempre infallibile, ha favorito l\u2019evoluzione verso il futuro. Ma fu la scrittura, una sorta di memoria artificiale, che ha permesso all\u2019uomo di fare le prime annotazioni precise e di ricordare le esperienze e i pensieri di chi era gi\u00e0 da lungo tempo defunto. Venne cos\u00ec ovviato agli errori delle trasmissioni verbali. L\u2019uomo riusc\u00ec sempre meglio a comprendere le cause e gli effetti degli innumerevoli fenomeni di mutamento e movimento, di inserirli in un ordine di tempo e di relazione. La sua memoria gli permise di registrare sempre nuove esperienze. Il passato non rappresentava pi\u00f9 un tempo perso. Osservazioni provenienti da generazioni passate, potevano essere riutilizzate. Una scoperta ulteriore riguardante il tempo fu quella della distinzione tra tempo come periodo e tempo come momento. Il primo \u00e8 un concetto di durata, il secondo un preciso momento nel tempo. Se si chiede quanto dura un lavoro, si intende un periodo di tempo. Se si chiede quando ha inizio uno spettacolo, allora si intende il momento. Gli uomini impararono a sviluppare delle terminologie, ossia a definire delle particolari azioni all\u2019interno di un concetto maggiore. Il risultato della misurazione di un percorso ci appare come tempo. Abbandonando per\u00f2 il movimento dal concetto tempo, costatiamo che tutto ci\u00f2 che avviene nel mondo e nel cosmo si svolge con intervalli, ritmi e onde regolari. Ci\u00f2 vale per ogni processo, dall\u2019atomo fino agli estremi confini dell\u2019universo. Ogni particella o organismo di qualsivoglia esistenza si inserisce con la propria frequenza d\u2019onde in quella della sua struttura portante. Ma tornando al nostro umano concetto di tempo costatiamo che ogni singola onda pu\u00f2 essere interpretata come movimento o, uguale all\u2019orologio, come contatore di tempo del suo ambiente vicino o lontano. Tutti gli esseri viventi, risalenti a milioni di anni fa, comprese le cellule, dispongono di naturali misuratori di tempo (cronometri) che permettono loro l\u2019inserimento nel proprio ambiente vitale.<\/p>\n<h2><b>Quantificare il tempo<\/b><\/h2>\n<p>L\u2019uomo, dotato di ragione, capace di percepire i movimenti e il tempo, doveva ora creare un relativo sistema di misurazione artificiale per il proprio lavoro e le sue diverse attivit\u00e0. I primi riferimenti per la suddivisione del tempo erano sicuramente il susseguirsi dei giorni e delle notti, il corso del sole e della luna, ma anche i movimenti delle stelle. Per la suddivisione del giorno serviva la posizione del sole, rispettivamente dell\u2019ombra. Di notte l\u2019ora veniva indicata dalle stelle.<\/p>\n<p>Scrivendo e annotando le proprie osservazioni, l\u2019uomo cre\u00f2 metodi per la misurazione del tempo. Il calendario ad esempio aiut\u00f2 gli uomini a meglio organizzare le proprie attivit\u00e0 durante il corso delle stagioni e a collaborare con gente separata da grandi distanze. L\u2019invenzione dell\u2019orologio, che non contava pi\u00f9 i giorni e i mesi, ma le ore, i minuti e i secondi, permise infine all\u2019uomo di svolgere con precisione ancora superiore le proprie attivit\u00e0 in una societ\u00e0 sempre pi\u00f9 complessa. Quando poi, nei tempi attuali, vennero costruiti orologi in grado di misurare milionesimi di secondo, questi entrarono a far parte della complessa tecnologia, al servizio della moderna civilizzazione. La misurazione del tempo, ormai a portata di mano di tutta la popolazione, \u00e8 entrata al servizio delle scienze naturali che ne sono anche le promotrici. Sia i calendari sia gli orologi basano su osservazioni astronomiche. Le ricerche del filosofo naturalista e astronomo italiano Il calendario ad esempio aiut\u00f2 gli uomini a meglio organizzare le proprie attivit\u00e0 durante il corso delle stagioni e a collaborare con gente separata da grandi distanze. L\u2019invenzione dell\u2019orologio, che non contava pi\u00f9 i giorni e i mesi, ma le ore, i minuti e i secondi, permise infine all\u2019uomo di svolgere con precisione ancora superiore le proprie attivit\u00e0 in una societ\u00e0 sempre pi\u00f9 complessa. Quando poi, nei tempi attuali, vennero costruiti orologi in grado di misurare milionesimi di secondo, questi entrarono a far parte della complessa tecnologia, al servizio della moderna civilizzazione.<\/p>\n<p>La misurazione del tempo, ormai a portata di mano di tutta la popolazione, \u00e8 entrata al servizio delle scienze naturali che ne sono anche le promotrici. Sia i calendari sia gli orologi basano su osservazioni astronomiche. Le ricerche del filosofo naturalista e astronomo italiano Galileo Galilei (1564-1642), riguardanti le oscillazioni del pendolo, hanno aperto un nuovo capitolo dell\u2019orologeria. I pi\u00f9 moderni e precisi orologi si servono delle vibrazioni dell\u2019atomo, scoperte negli ultimi 50 anni. Molte conoscenze scientifiche sono state invece raggiunte proprio grazie alla misurazione del tempo. Orologi relativamente semplici permisero a Galileo Galilei (1564-1642), riguardanti le oscillazioni del pendolo, hanno aperto un nuovo capitolo dell\u2019orologeria. I pi\u00f9 moderni e precisi orologi si servono delle vibrazioni dell\u2019atomo, scoperte negli ultimi 50 anni. Molte conoscenze scientifiche sono state invece raggiunte proprio grazie alla misurazione del tempo. Orologi relativamente semplici permisero a Galileo Galilei e ai sui successori di scoprire le leggi dei movimenti, ossia le fondamenta della moderna fisica. Orologi pi\u00f9 precisi servirono poi a spiegare i misteri della massa e dell\u2019energia. Hanno inoltre permesso di scoprire mutamenti all\u2019interno della terra. Altri orologi, indicanti non i secondi ma i secoli e i millenni, hanno servito alla scienza per stabilire l\u2019era in cui hanno esistito nel passato uomini, animali o piante, ma anche per misurare il tempo di percorrenza della terra attorno al sole e la durata del percorso che il sole compie nella nostra galassia, la Via Lattea.<\/p>\n<p>In ogni epoca ricercatori e filosofi si sono occupati del fenomeno tempo. Tutti sono concordi sulla relazione intercambiabile di movimentotempo, il percorso misurato nel tempo e il tempo misurato nel percorso. Gi\u00e0 Platone e Aristotele sostenevano questo concetto, manifestatosi valido oltre al medioevo fino ai giorni nostri.<\/p>\n<p>Galileo ha poi completato il concetto movimento- tempo aggiungendovi un terzo elemento, ossia la forza dell\u2019accelerazione, considerando elementi relativi sia il movimento sia l\u2019accelerazione, ma assoluto il tempo. Isac Newton (1643-1727), per contro, riprendendo l\u2019argomento, ritenne l\u2019accelerazione elemento assoluto, mentre definiva relativi i concetti di movimento e di tempo. Un esempio significativo: noi tutti, o quasi, abbiamo sicuramente assistito alla partenza di un treno mentre eravamo seduti in un secondo convoglio che stava fermo. Per un istante ci siamo chiesti se \u00e8 il nostro treno o l\u2019altro che si muove \u2013 fino a quando lo sguardo \u00e8 passato al finestrino opposto. Abbiamo allora costatato che il nostro treno, rispetto alla stazione, era fermo, mentre l\u2019altro si muoveva. Supponiamo ora che il nostro treno viaggi a velocit\u00e0 costante lungo una retta. Baster\u00e0 uno sguardo dalla finestra per percepire che il treno si muove. Ma se guardassimo noi stessi esso risulterebbe fermo. Se ci mettessimo poi in piedi nel corridoio centrale, dovremmo fare attenzione alle accelerazioni, alle frenate e ai cambiamenti di direzione. La velocit\u00e0 e il tempo sono dunque visibilmente relativi. Unicamente l\u2019accelerazione \u00e8 assoluta e influisce direttamente su di noi.<\/p>\n<p><b>Il tempo \u00e8 relativo<\/b><\/p>\n<p>Albert Einstein (1879-1955) ha dimostrato la teoria della relativit\u00e0 generalizzata. Egli ha dichiarato come costante unica e assoluta dell\u2019universo la velocit\u00e0 della luce (circa 300&#8217;000 km al secondo), basandosi sul fatto che le onde luminose attraversano ogni spazio, libero da materia o interferenze, senza alcuna perdita di tempo, mentre tutti i movimenti, tutte le accelerazioni e tutte le manifestazioni di tempo sono relativi tra loro, ma anche nei confronti della velocit\u00e0 della luce. Ogni risultato, dato dalla misurazione di movimento, accelerazione o tempo \u00e8 relativo e dipende dalla posizione d\u2019osservazione. Secondo la teoria della relativit\u00e0 si pu\u00f2 concludere: ogni oggetto ubicato nel mondo o nel cosmo si trova in movimento. Ogni movimento appare come tempo che passa. Se due oggetti si muovono alla stessa velocit\u00e0, i loro tempi di percorrenza, visto reciprocamente, appaiono uguali. Se la loro velocit\u00e0 \u00e8 diversa, quello pi\u00f9 lento ha la sensazione che anche presso quello pi\u00f9 veloce il tempo trascorra pi\u00f9 lentamente e viceversa.<\/p>\n<p>Un esempio: un astronauta saluta il suo bambino appena nato e parte per un volo di cinque anni attraverso l\u2019universo ad una velocit\u00e0 pari a 1\/3 di quella della luce. Il suo orologio, rispetto alla terra, sar\u00e0 pi\u00f9 lento. Al suo rientro, esattamente dopo cinque anni, trover\u00e0 suo figlio quindicenne frequentare la scuola media. A prima vista pu\u00f2 sembrare una ricetta per allungare la vita, visto che l\u2019astronauta in quindici dei nostri anni \u00e8 invecchiato soltanto di cinque. Rispetto alla sua famiglia, rimasta sulla terra, effettivamente la sua vita sarebbe pi\u00f9 lunga, ma non relativamente a s\u00e9 stesso. Infatti il suo corpo e la sua mente invecchierebbe, secondo la sua percezione, in modo del tutto normale.<\/p>\n<p>Se oggigiorno si fa della filosofia sul tempo, si cita sempre Einstein: tempo-spazio = quarta dimensione. Pu\u00f2 sembrare difficile e misterioso; ma Einstein alla terza dimensione, quella dello spazio, ha semplicemente aggiunto il movimento. Uno spazio in movimento percorre nel tempo un certo spazio superiore. Se si aggiungono movimenti supplementari, si creano, in ugual misura, spazi superiori. A differenza della terza dimensione, in cui lunghezza, larghezza e altezza sono in relazione perfetta, nelle dimensioni superiori la relazione tra lo spazio, il movimento, l\u2019accelerazione e il tempo \u00e8 relativa.<\/p>\n<p>Per principio vorrei qui affermare che i risultati delle scienze naturali non sono mai in grado di fornire risposte definitive riguardanti l\u2019esistenza della vita. Scienza e filosofia sono materie del tutto diverse che neppure si sfiorano. La filosofia tratta argomenti al limite della ragione; probabilit\u00e0 e speculazione ne sono parte integrante. La scienza, da parte sua, si basa invece su risultati precisi che, in quanto a tempo e luogo, sono sempre relativamente giusti. Non pu\u00f2, come tale, dare risposte a quesiti esistenziali; essa pu\u00f2 spiegare unicamente le effettive manifestazioni attuali. Pu\u00f2 definire l\u2019esistenza delle cose soltanto dal lato strutturale.<\/p>\n<p>All\u2019uomo che cerca resta dunque anche oggi uno spazio non indifferente per riflettere, combinare, speculare, cercare soluzioni mentali, criticare o condividere. Ci\u00f2 vale particolarmente per il concetto TEMPO. Cos\u2019\u00e8 il tempo effettivamente? Sicuramente l\u2019impressione di tempo pu\u00f2 nascere soltanto nella consapevolezza di ogni singolo individuo, allorquando ci\u00f2 che si muove nel mondo viene riconosciuto, osservato e memorizzato. Allora comprendiamo: IL TEMPO NON PASSA \u2013 SIAMO NOI CHE PASSIAMO. Passiamo vicino a noi stessi, come un film. E con noi, come una scena teatrale, passa il mondo. Che resta \u00e8 unicamente l\u2019impressione di ci\u00f2 che \u00e8 apparso durante il decorso del tempo e che nel futuro rimane come ricordo.<\/p>\n<p>Cos\u2019\u00e8 il tempo? Il punto d\u2019incrocio immaginario di due rette in continuo movimento. Il presente non \u00e8 altro che un punto immaginario in movimento tra il passato e il futuro. Il passato non esiste, forse \u00e8 esistito. Il futuro non c\u2019\u00e8, forse verr\u00e0. Dunque neppure il presente, in quanto punto immaginario, non pu\u00f2 effettivamente esistere.<\/p>\n<h2><b>Il tempo \u00e8 NIENTE<\/b><\/h2>\n<p>Il tempo \u00e8 soltanto un concetto, una manifestazione. Non possiede essenza ed \u00e8 meno concepibile e reale dello spazio. Tempo e spazio nella nostra consapevolezza non sono altro che riverberi di un mondo surreale e di noi stessi. Cos\u00ec pensava sicuramente anche Lao-Tse, l\u2019antico cinese, quando disse (liberamente tradotto):<\/p>\n<p><i>\u00abTrenta raggi s\u2019incontrano al centro. Sul NIENTE, tra essi, poggia efficace la ruota. Impastando l\u2019argilla si formano recipienti. L\u2019utilit\u00e0 della brocca sta nel NIENTE del suo interno. Scavando la roccia si costruiscono case. La loro abitabilit\u00e0 sta nel NIENTE che \u00e8 in loro. Dunque: ci\u00f2 che esiste \u00e8 utile \u2013 ma l\u2019efficacia sta nel NIENTE.\u00bb<\/i><\/p>\n<p>Ora per\u00f2 vogliamo abbandonare le teorie e volgere il nostro sguardo all\u2019immagine del tempo che tutti conosciamo. Poco importa come l\u2019uomo si atteggi nei confronti del tempo; per lui costituir\u00e0 sempre il presente. Tutto il suo essere \u00e8 immerso in questa inevitabile realt\u00e0; pu\u00f2 ribellarsi, ma non le potr\u00e0 mai sfuggire. Sicuramente la temporalit\u00e0 \u00e8 un nostro bene; solo essa ci rende esseri umani. Senza di essa non sarebbe possibile alcuna crescita, alcun mutamento, alcuna evoluzione, sia in noi sia al di fuori del nostro essere.<\/p>\n<h2><b>L\u2019atemporalit\u00e0<\/b><\/h2>\n<p>Vi sono due possibilit\u00e0 di affrontare questo concetto; d\u2019un lato in modo linguistico o popolare, dall\u2019altro in modo scientifico-teorico. In senso linguistico atemporale \u00e8 ci\u00f2 che non dipende dal tempo, come ad esempio certe espressioni artistiche, religiose, culturali, linguistiche, comportamentali e d\u2019abbigliamento. Questo aspetto dell\u2019atemporalit\u00e0 \u00e8 l\u2019esatto contrario dei concetti moda, moderno, attuale, che si riferiscono ad un preciso momento o periodo di tempo, \u00e8, insomma, in opposizione con la frenesia della vita, con le esigenze del mondo economico-consumistico e con tutti i rapidi cambiamenti di un\u2019umanit\u00e0 agitata. La consapevolezza dell\u2019atemporalit\u00e0 aiuta a comprendere e correggere gli errori della mania di velocit\u00e0. Un\u2019arte atemporale, senza tempo e quindi sempre attuale, basa sulla crescita e su leggi naturali, su ritmi, forme e colori matematici. Due esempi: la scoperta dell\u2019armonia musicale da parte di Pitagora e la ben nota Sezione aurea. In questo senso atemporale pu\u00f2 essere inteso come duraturo nel tempo, per anni, decenni, secolo o addirittura per millenni. Ma questa atemporalit\u00e0 non \u00e8 perfetta; si tratta soltanto del desiderio onirico di procrastinare o cambiare il tempo.<\/p>\n<p>In senso scientifico-teorico, per contro, l\u2019atemporalit\u00e0 non \u00e8 pensabile. Ovunque guardiamo, nel mondo, nell\u2019universo, dappertutto troviamo movimento, cambiamento, evoluzione. Il cosmo in continua espansione, un giorno, a causa di forze gravitazionali, invertir\u00e0 il suo movimento e sicuramente creer\u00e0 allora nuovi processi energetici e quindi un inevitabile moto perpetuo. Sono inoltre pensabili altri sistemi paralleli che si influenzano reciprocamente \u2013 forse infinitamente numerosi \u2013 con leggi e movimenti uguali, che da parte di esseri consapevoli non possono che essere concepiti come tempo. Dove c\u2019\u00e8 movimento, c\u2019\u00e8 tempo. E arriviamo cos\u00ec all\u2019ultima domanda: il tempo \u00e8 eterno? Ossia, il divenire universale ha una durata di tempo limitata o infinita? Di fronte a questi interrogativi non esistono risposte e finisce ogni prova. Rimane soltanto la fede o la non-fede. Ma forse anche la non-fede \u00e8 fede, fede nell\u2019altra possibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Sovente desideriamo che gli eventi spiacevoli passino in fretta e che i momenti belli si fermino e rimangano nel presente. Il Fratello Wolfgang von Goethe, nel suo Faust, declamava: \u00abO attimo, soffermati \u2013 sei tanto bello.\u00bb<\/p>\n<p>Ma Goethe sapeva che una tale realt\u00e0 sarebbe in totale contrasto con l\u2019essenza stessa dell\u2019uomo e del mondo. Gente povera e vuota di spirito, che non sa occuparsi di s\u00e9 stessa, parla di scacciare o ammazzare il tempo; forse l\u2019aspetto peggiore del nostro tema. Altri, avidi di denaro, dicono che il tempo \u00e8 oro, dimenticando che cos\u00ec perdono il vero tempo, quello di vivere da esseri umani. Uno dei compiti pi\u00f9 nobili e belli dell\u2019uomo \u00e8 il lavoro; va inserito nella sua vita, rispettivamente nel suo tempo. Il lavoro non deve procurare soltanto guadagni materiali, ma anche, grazie ai suoi risultati, creare momenti felici. Coloro che lavorano mentalmente, confidino nel loro proprio tempo, aspettando con pazienza l\u2019ispirazione.<\/p>\n<p>La percezione del tempo si manifesta in modo eloquente nel regno delle arti, segnatamente nella musica. Percepiamo un suono dopo l\u2019altro, ma anche ritmi che si susseguono in tempi armonici o disarmonici. Ci\u00f2 permette alla nostra sensibilit\u00e0 di misurare sia i movimenti dei suoni sia gli intervalli, e di distinguere la relazione tra i vari giochi delle risonanze. Esattamente il medesimo fenomeno accade nelle pittura e nelle arti plastiche. Un\u2019opera non pu\u00f2 essere vista, nella sua complessit\u00e0, con un sol sguardo. L\u2019occhio segue, ad intervalli di tempo, tutti i punti cosparsi nel suo spazio. Ne determina la loro posizione e la loro qualit\u00e0, e li mette in relazione con le superfici ed i volumi. Se l\u2019opera \u00e8 composta da valori artistici validi, l\u2019osservatore percepir\u00e0 sentimenti di gioia o di tristezza. Vivere l\u2019arte significa vivere il tempo, ma anche identificarsi con la natura, con il proprio \u00abIo\u00bb e con il cosmo tutto.<\/p>\n<h2><b>Il tempo massonico<\/b><\/h2>\n<p>Noi Liberi Muratori conosciamo i nostri attrezzi. Oltre al compasso, alla squadra e allo scalpello abbiamo anche il regolo, l\u2019importante simbolo dell\u2019equilibrio interiore che ci insegna a scandire con saggezza il tempo, segnatamente quello dedicato al lavoro, al ristoro e al riposo. Il Massone inizia il suo lavoro a mezzogiorno quando il sole \u00e8 alto in cielo. Il suo obiettivo \u00e8 quello di costruire il Tempio dell\u2019umanit\u00e0. Quando brillano le tre luci della Saggezza, della Forza e della Bellezza, quando l\u2019Apprendista lavora sulla pietra grezza, quando il Compagno inserisce nel muro del Tempio la sua pietra levigata o quando il Maestro traccia il suo primo cerchio, il cerchio eterno, il cui centro \u00e8 dappertutto e la circonferenza in nessun luogo, allora, in questi momenti cosmici del nostro vivere, siamo pervasi da un potente senso di ASSENZA DI TEMPO e di totale felicit\u00e0. Alleggeriti e liberi dal frastuono quotidiano, viviamo questo senso di pace e silenzio, contemplando i pensieri e le opere rappresentanti il vero, il bene e il bello. Il silenzio, per vivere il tempo, ha il ruolo pi\u00f9 importante. Il tempo: probabilmente non esiste n\u00e9 un \u00abal di qua\u00bb n\u00e9 un \u00abal di l\u00e0\u00bb. Noi, con la nostra mortalit\u00e0, ci muoviamo in un\u2019eternit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il tempo \u00e8 percettibile soltanto osservando ci\u00f2 che passa, ci\u00f2 che si muove o ci\u00f2 che cambia Non vi \u00e8 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":12,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_uf_show_specific_survey":0,"_uf_disable_surveys":false,"footnotes":""},"categories":[22],"tags":[],"class_list":["post-1726","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-non-categorizzato"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1726","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/12"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1726"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1726\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1727,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1726\/revisions\/1727"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1726"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1726"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1726"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}