{"id":1730,"date":"2004-10-16T09:58:09","date_gmt":"2004-10-16T07:58:09","guid":{"rendered":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/?p=1730"},"modified":"2017-10-16T15:21:18","modified_gmt":"2017-10-16T13:21:18","slug":"il-lavoro-in-massoneria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/il-lavoro-in-massoneria\/","title":{"rendered":"Il Lavoro in Massoneria"},"content":{"rendered":"<h2><b>Tra l\u2019ideale e la realt\u00e0 c\u2019\u00e8 il lavoro<\/b><\/h2>\n<p><b>\u00c8 sorprendente come il concetto di \u00ablavoro\u00bb possa ricorrere tanto frequentemente nei rituali e nelle letture massoniche e, al tempo stesso, sia oggetto di tante controversie e incomprensioni. La questione, gi\u00e0 a suo tempo sollevata da Gu\u00e9non, non \u00e8 di quelle che possano essere considerate d\u2019accademia e riguarda, anzi, direttamente il percorso che il Massone \u00e8 tenuto a compiere per trasformare la propria iniziazione da virtuale ad effettiva.<\/b><\/p>\n<p><i>M. B. (Revista massonica svizzera ottobre 2004)<\/i><\/p>\n<p>Il concetto astratto di lavoro cos\u00ec come lo si intende attualmente \u00e8 in realt\u00e0 venutosi affermando solo in concomitanza con la rivoluzione industriale del XVIII secolo. \u00c8 soltanto quando la produzione \u00e8 diventata principalmente una produzione di merci che \u00aballora l\u2019astrazione della categoria \u2018lavoro\u2019, \u2018il lavoro in generale\u2019, il lavoro sans phrase, che \u00e8 il punto di partenza dell\u2019economia moderna, diviene per la prima volta praticamente vera\u00bb. Questa \u00e8 poi la ragione per la quale \u00abnelle lingue dei popoli antichi o contemporanei, che non hanno spontaneamente sviluppato dei rapporti di produzione capitalistici, esistono raramente termini corrispondenti alle nostre nozioni astratte di lavoro o di lavorare \u00bb. \u00c8 pertanto alquanto paradossale affermare, da un lato, il carattere storicamente relativo del concetto di lavoro e, dall\u2019altro, utilizzare tale concetto per analizzare altre societ\u00e0, pretendendo di uniformare alla mentalit\u00e0 moderna il modo stesso di essere e di concepire l\u2019attivit\u00e0 lavorativa di culture e Tradizioni che, con quella moderna, hanno ben poco da spartire. Vero \u00e8 che al giorno d\u2019oggi si assiste ad una reiterata declamazione dell\u2019importanza e delle virt\u00f9 del lavoro e ci\u00f2 non solo in relazione ad una maldigerita assimilazione della lezione marxiana, a torto o a ragione recepita dalla mentalit\u00e0 comune, ma soprattutto, come gi\u00e0 rilevava il Gu\u00e9non in tempi non sospetti, per \u00abl\u2019esagerata sopravvalutazione del concetto di azione in Occidente\u00bb che porta a concepire il lavoro in contrapposizione a quella particolarissima forma di agire che \u00e8 la \u00abcontemplazione \u00bb, a torto assimilata al \u00abdolce far niente \u00bb. In realt\u00e0, il concetto tradizionale di Lavoro presenta delle strette connessioni con il mondo del Sacro, come si rileva del resto dalla stessa analisi etimologica. \u00abMestiere\u00bb viene da ministerium \u2013 opera minore \u2013 e si contrappone a magisterium \u2013 opera maggiore \u2013, dove in entrambi i casi il termine \u00abopera\u00bb rinvia ad un procedimento \u00aboperativo\u00bb, per l\u2019appunto, che \u00e8 comune \u00aball\u2019Arte\u00bb (dell\u2019artista) e al \u00ablavoro\u00bb (dell\u2019artigiano). Per \u00abopera d\u2019arte\u00bb si intende, etimologicamente, \u00abci\u00f2 che \u00e8 compiuto in conformit\u00e0 dell\u2019ordine\u00bb.<\/p>\n<h2><b>Via iniziatica<\/b><\/h2>\n<p>La \u00abconformit\u00e0\u00bb di detto ordine va rapportata alla natura propria di ciascun individuo, per cui si pu\u00f2 affermare che \u00abil lavoro non ha valore reale se non quando \u00e8 conforme alla natura stessa dell\u2019essere che lo compie, se non risulta in un certo qual modo spontaneo e necessario a tale natura, s\u00ec da essere il mezzo da questa impiegato per realizzarsi il pi\u00f9 perfettamente possibile\u00bb. Questa \u00e8 la concezione che sottost\u00e0 alla teoria dello swadharma degli ind\u00f9 e da cui prende le mosse l\u2019elaborazione aristotelica del cosiddetto \u00abatto proprio\u00bb a ciascuna natura. Come noto, le culture tradizionali individuano tre componenti fondamentali &#8211; denominati guna in sanscrito \u2013 la cui prevalenza relativa in ciascun individuo ne determina il carattere sattwico, rajasico o, alternativamente, tamasico. Per ciascuno dei tre si definiscono tre \u00abvie\u00bb o percorsi iniziatici propri, di cui la prima \u2013 lo Jnama-marga \u2013 si addice alle persone in cui predomina la tendenza ascendente di sattwa e che per le loro caratteristiche sono candidate a ricoprire le funzioni di brahmano, mentre le altre due &#8211; il Bhakti-marga e il Karma-marga \u2013 sono proprie a quelle persone che ricadono, secondo la ben nota definizione tripartita della societ\u00e0 suggerita dal Dumezil, nelle classi dei guerrieri e degli artigiani. Molto significativamente alla prima di queste vie appartiene il dominio del Magisterium, e quindi la conoscenza e la realizzazione dei Misteri maggiori, che caratterizzano l\u2019Arte Sacerdotale propriamente detta; mentre la conoscenza dei Misteri minori \u2013 il ministerium \u2013 rientra in quella che \u00e8 l\u2019Arte Regale, la via propria alle altre due classi. Le vie iniziatiche che trovano un supporto simbolico e rituale nell\u2019esercizio di un mestiere \u2013 e il cui esempio pi\u00f9 rimarchevole \u00e8 propriamente quello della Libera Muratoria, sono vie essenzialmente karmiche. La pratica dell\u2019Arte Regale, che \u00e8 conforme alla natura prevalentemente rajasica di queste persone, deve qui intendersi comunque come \u00abpreparatoria\u00bb nei confronti di un ulteriore proseguimento che, indipendentemente dalle limitazioni esplicate dal proprio guna, deve sempre ritenersi possibile. \u00c8 importante sottolineare come esista \u00abun rapporto tra i caratteri rispettivi dei tre marga e gli elementi costitutivi dell\u2019essere ripartiti secondo la terna spirito, anima e corpo: la Conoscenza pura \u00e8, in se stessa, d\u2019ordine essenzialmente sopraindividuale e cio\u00e8, in definitiva, spirituale come l\u2019intelletto trascendente da cui deriva; il carattere nettamente psichico di Bhakti \u00e8 evidente, mentre Karma, in tutte le sue modalit\u00e0, comporta necessariamente una certa attivit\u00e0 di ordine corporeo\u2026; queste ultime due vie fanno dapprima appello ad elementi prettamente individuali, non fosse altro che per trasformarli alla fine in qualcosa che appartiene ad un ordine superiore; ci\u00f2 \u00e8 conforme alla natura di rajas, tendenza che produce l\u2019espansione dell\u2019essere appunto a livello dell\u2019individualit\u00e0, la quale, non lo si dimentichi, \u00e8 costituita dall\u2019insieme degli elementi psichico e corporeo\u00bb.<\/p>\n<h2><b>Arte Regale<\/b><\/h2>\n<p>La realizzazione di queste possibilit\u00e0 \u00e8 appunto quanto viene indicato con il termine di opera minore (ministerium) e che ricade sotto il nome di Arte Regale. Questo \u00e8 anche l\u2019obiettivo preminente del Lavoro massonico, che trova un suo specifico momento di esaltazione nel grado di compagno.<\/p>\n<p>Nel rituale di iniziazione al secondo grado, in una Loggia dove molto significativamente l\u2019Ara adorna di strumenti \u00aboperativi\u00bb (cazzuola, regolo, maglietto, scalpello, squadra) viene definita \u00abAra di Lavoro\u00bb, possiamo infatti leggere come:<\/p>\n<p>\u00ab\u2026Fratello, noi siamo innanzitutto dei lavoratori e nel vasto campo del pensiero, nel quale noi lavoriamo con i nostri mezzi e le nostre forze, il lavoratore spesso non raccoglie che sarcasmi e persecuzioni. &#8230;Il lavoro \u00e8 uno sforzo fatto dalle nostre braccia e dal nostro spirito per ottenere un risultato utile\u2026 il lavoro intellettuale \u2026 sviluppa tutte le nostre facolt\u00e0, ci rivela i segreti della natura\u2026\u00bb.<\/p>\n<p>Il testo bene sottolinea come si tratti qui di un \u00ablavoro intellettuale\u00bb, dove il termine fa riferimento ad una facolt\u00e0 che n\u00e9 si esaurisce n\u00e9 si identifica con la categoria del mentale, ma che, come evidenzia il Devoto-Oli, fa appello ad una \u00abattivit\u00e0 dello spirito\u00bb, una capacit\u00e0 gnoseologica promanante direttamente dall\u2019intelletto puro, quello, per intenderci, capace di comprensione assoluta e trascendente. Questo \u00e8 il lavoro che, come ricorda il rituale, \u00e8 propriamente degno di essere glorificato:<\/p>\n<p>\u00abFF. miei, eleviamo i nostri cuori in un pensiero comune per glorificare il lavoro, che \u00e8 la prima e la pi\u00f9 alta virt\u00f9 massonica. Lavoro! Dovere sacro dell\u2019uomo libero, forza e concordia dei cuori generosi! \u2026Sii glorificato, o lavoro, sii benedetto dai Figli della Vedova per tutto ci\u00f2 che di buono ci darai nel futuro.\u00bb Il verbo \u00abglorificare\u00bb va qui inteso etimologicamente come \u00abesaltare\u00bb, \u00abinnalzare\u00bb, e in effetti, il lavoro interiore del Massone \u00e8 quello che gli consente di elevarsi, mutando, per cos\u00ec dire, il proprio stato, passando \u201cdalla potenza all\u2019atto\u201d delle possibilit\u00e0 insite nella natura individuale. I sensi e le arti liberali<\/p>\n<p>Questo \u00ablavoro\u00bb si articola sullo sviluppo dei cinque sensi e sulla conoscenza delle sette arti (scienze) liberali \u2014 Grammatica, Retorica, Logica, Aritmetica, Geometria, Musica e Astronomia \u2014 per la realizzazione di un tempio in conformit\u00e0 ai tre ordini architettonici conosciuti come ionico, dorico e corinzio. Questo richiamo al concetto di \u00abordine\u00bb assume qui una rilevanza tutta particolare e ci riconduce al secondo dei significati poc\u2019anzi ricordati.<\/p>\n<p>L\u2019ordine di cui \u00e8 questione fa infatti riferimento a quel processo, continuamente riattualizzato dall\u2019operare dell\u2019iniziato, che ha portato alla manifestazione cosmica a partire dal principio supremo. Gu\u00e9non ricorda che \u00abcome \u00e8 espresso nei libri ind\u00f9 noi dobbiamo costruire, come i deva fecero all\u2019Inizio\u00bb. Del resto, questo \u00e8 uno dei significati dell\u2019apertura del Libro sacro in corrispondenza del Prologo del Vangelo di S. Giovanni, dove le prime battute ricordano l\u2019atto di manifestazione dell\u2019Universo ad opera del Verbo. Il richiamo a questo simbolismo condiziona non solo il carattere necessariamente rituale dell\u2019operare, ma sottolinea ulteriormente come si tratti per l\u2019iniziato di riprodurre costantemente in Terra l\u2019Ordine Cosmico. \u00c8 questo, in fondo, il senso ultimo che spiega la presenza sull\u2019Ara di due sfere: quella celeste e quella terrestre. Spetta al Massone concorrere alla costruzione di quel ponte che le unisce. E cos\u00ec, \u00abquando l\u2019architetto umano imita in tal modo l\u2019operazione dell\u2019Architetto divino, egli partecipa dell\u2019opera stessa di questo in misura corrispondente e in una forma tanto pi\u00f9 effettiva quanto pi\u00f9 ha coscienza di questa cooperazione; e pi\u00f9 egli realizza mediante il suo lavoro le virtualit\u00e0 della propria natura, pi\u00f9 si accresce in pari tempo la sua somiglianza con l\u2019Artigiano divino e pi\u00f9 le sue opere si integrano nell\u2019armonia del Cosmo\u00bb.<\/p>\n<h2><b>Tra realt\u00e0 profana e GADU<\/b><\/h2>\n<p>Questo rapportare l\u2019opera all\u2019agire del GADU rende ragione del perch\u00e9 il lavoro possa essere \u00abglorificato\u00bb, cio\u00e8 \u00abtrasformato, quando, invece di essere una semplice realt\u00e0 profana, costituisce una collaborazione sacra ed effettiva alla realizzazione del piano del Grande Architetto dell\u2019Universo\u00bb. Perch\u00e9 possa essere tale, il lavoro del Massone deve tuttavia sottostare ad un\u2019altra imprescindibile condizione, quella inerente alla dimensione collettiva dell\u2019azione rituale. Come ben noto, l\u2019obbligo di presenziare ai \u00ablavori \u00bb di Loggia \u00e8 uno di quei doveri su cui insistono tutti o quasi i documenti pervenuti fino a noi. Nella Charta di Bologna, l\u2019articolo III prescrive che il Massone sia presente \u00abnel luogo dove la Societ\u00e0 si riunisce e sia tenuto a presentarsi ogni volta e per quante volte gli sar\u00e0 comandato od ordinato sotto pena di un\u2019ammenda \u00bb. Del pari, nel Poema Regius l\u2019articolo 2 ricorda come il Massone \u00ab\u2026a tale assemblea deve andare, salvo che non abbia una ragionevole giustificazione\u00bb; anche nel Manoscritto Cooke, sempre all\u2019articolo 2, si sottolinea che i Liberi Muratori \u00abnon possono essere scusati delle assenze, se non per qualche valido motivo\u00bb. L\u2019obbligo di frequenza ai \u00ablavori di Loggia\u00bb \u00e8 stato da allora reiterato in tutte le Costituzioni massoniche e la \u00abdiserzione dai lavori\u00bb \u00e8 ancor oggi annoverata tra le \u00abcolpe\u00bb massoniche. L\u2019obbligo di cui \u00e8 questione, lungi dall\u2019adempiere ad una funzione meramente normativa e burocratica, sottolinea la peculiarit\u00e0 e insostituibilit\u00e0 che la dimensione \u00abcollettiva\u00bb del lavoro iniziatico assume in Massoneria e pi\u00f9 in generale in tutte le iniziazioni di mestiere. Senza nulla togliere all\u2019importanza &#8211; che resta decisiva &#8211; del lavoro personale di perfezionamento e di meditazione, non ci si stancher\u00e0 mai dal rilevare come taluni riti e molti aspetti del lavoro massonico siano imprescindibili dalla presenza di un numero adeguato di Fratelli. Cos\u00ec la \u00abcomunicazione\u00bb di determinate parole e la stessa \u00abiniziazione\u00bb a Maestro necessitano del concorso del Venerabile e dei due Sorveglianti, mentre l\u2019iniziazione non pu\u00f2 esserci se non alla presenza di almeno sette membri della Loggia. Va da s\u00e9, come ricorda il Gu\u00e9non, che in altre forme iniziatiche, come quelle orientali, le cose stiano in tutt\u2019altro modo e la trasmissione dell\u2019influenza spirituale &#8211; che in se stessa, ricordiamolo, costituisce propriamente \u00abl\u2019iniziazione\u00bb &#8211; pu\u00f2 benissimo essere operata semplicemente da Maestro a discepolo; ma \u00e8 altres\u00ec evidente che \u00abuna tale differenza di modalit\u00e0 deve implicare conseguenze altrettanto diverse per tutto l\u2019insieme dell\u2019ulteriore lavoro iniziatico\u00bb. La collettivit\u00e0 dei \u00abFratelli\u00bb svolge qui una funzione assimilabile a quella esercitata dal Guru della Tradizione ind\u00f9 e, come questo, agisce non tanto in quanto \u00abeggregoro\u00bb, bens\u00ec perch\u00e9 rappresenta il supporto di un principio trascendente, \u00abil quale solo le conferisce un carattere veramente iniziatico. Si tratta dunque di qualcosa che si pu\u00f2 definire come una presenza spirituale\u2026 che agisce proprio nel corso e per mezzo del lavoro collettivo\u00bb. La discesa di questa Shekinah \u00e8 attestata dalla Kabala e un\u2019accenno ne viene fatto negli stessi Vangeli, quando il Cristo afferma che \u00abdove sono due o tre riuniti nel mio nome io sono in mezzo a loro\u00bb.<\/p>\n<h2><b>Armonia collettiva<\/b><\/h2>\n<p>Questa considerazione colpisce in modo particolare se ci si ricorda che la Loggia \u00e8 costruita a somiglianza del Tempio di Re Salomone e di come, nel Sancta Sanctorum di questi, venisse custodita l\u2019Arca dell\u2019Alleanza &#8211; la Shekinah &#8211; la \u00abpresenza effettiva\u00bb della divinit\u00e0, la cui \u00abdiscesa \u00bb \u00e8 propiziata &#8211; lo rileviamo qui di sfuggita &#8211; dall\u2019armonia delle proporzioni architettoniche realizzate nel templum e dalla preliminare invocazione del \u00abnome\u00bb cui fa allusione il passo evangelico. Come ricorda Gu\u00e9non, infatti, \u00abil lavoro di un\u2019organizzazione iniziatica deve sempre essere compiuto in nome del principio spirituale da cui essa procede\u2026, ed \u00e8 appunto un\u2019emanazione diretta di questo a costituire quella presenza che ispira e guida il lavoro iniziatico collettivo, affinch\u00e9 questo possa produrre dei risultati effettivi nella misura delle capacit\u00e0 di ciascuno di quelli che vi prendono parte\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra l\u2019ideale e la realt\u00e0 c\u2019\u00e8 il lavoro \u00c8 sorprendente come il concetto di \u00ablavoro\u00bb possa ricorrere tanto frequentemente nei [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":12,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_uf_show_specific_survey":0,"_uf_disable_surveys":false,"footnotes":""},"categories":[22],"tags":[],"class_list":["post-1730","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-non-categorizzato"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1730","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/12"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1730"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1730\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1731,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1730\/revisions\/1731"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1730"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1730"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1730"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}