{"id":1734,"date":"2004-12-16T09:59:54","date_gmt":"2004-12-16T08:59:54","guid":{"rendered":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/?p=1734"},"modified":"2017-10-16T15:21:18","modified_gmt":"2017-10-16T13:21:18","slug":"la-bibbia-grande-luce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/la-bibbia-grande-luce\/","title":{"rendered":"La Bibbia \u2013 Grande Luce"},"content":{"rendered":"<h2><b>In sostituzione degli Antichi Doveri e delle Costituzioni<\/b><\/h2>\n<p><b>La costruzione di un\u2019abitazione, di un luogo di culto, di riunione, di difesa ecc., si \u00e8 accompagnata, sin dai primordi della stanzialit\u00e0 dell\u2019uomo, da un desiderio di quest\u2019ultimo ad assegnare all\u2019edificio una valenza particolare, trascendente la finalit\u00e0 ultima del fabbricato. Il luogo sul quale erigere l\u2019 edificio comportava in genere la scelta di un certo orientamento cosmico, lo svolgimento di un rituale di buon auspicio al fine di preservare il futuro occupante dalle malversit\u00e0 della Vita e una \u00abdedicatio\u00bb per ingraziarsi i Numi tutelari o gli dei votivi.<\/b><\/p>\n<p><i>G. R. (Revista massonica svizzera dicembre 2004)<\/i><\/p>\n<p>L\u2019edificazione veniva poi affidata ai costruttori dell\u2019opus che da sempre hanno rappresentato la casta professionale depositaria dei segreti e delle conoscenze dell\u2019arte muratoria. Questi, riuniti in corporazioni di mestiere, perpetuavano la loro arte iniziando operai alla professione ed elevandoli di salario e di responsabilit\u00e0 per raggiunte qualit\u00e0 di lavoro e di percezione della perfezione dell\u2019opera architetturale. In queste preliminari riflessioni sulle origini e gli esordi della Corporazione dei Liberi Muratori e del prodotto del loro lavoro possiamo gi\u00e0 intravedere alcuni principi a noi noti: iniziazione, segreti, gradi, lavoro e rituali, trascendenza e sacralit\u00e0 dell\u2019opera e dell\u2019Arte muratoria che ritroveremo in questo testo, articolate secondo uno sviluppo storico e contestualizzate da riflessioni interdisciplinari per giungere a comprendere nella sua grande luminosit\u00e0 la Bibbia.<\/p>\n<h2><b>La Confraternita<\/b><\/h2>\n<p>La confraternita dei muratori era parte integrante della societ\u00e0 in cui operava e perci\u00f2 ne condivideva le aspirazioni materiali, morali e trascendentali, permeandosi dei valori e delle correnti di pensiero presenti in quel contesto storico, arricchendosi inoltre, in senso lato, grazie al generale progresso delle arti e agli interscambi culturali, scientifici e commerciali che vieppi\u00f9 si rafforzavano con il progredire dell\u2019Umanit\u00e0. Con la caduta dell\u2019Impero Romano e l\u2019affermazione del Cristianesimo quale religione predominante in Occidente, l\u2019Europa si trasforma implodendo dapprima nel sistema medioevale per rinascere in epoche pi\u00f9 luminose in cui l\u2019Uomo si afferma dalle credenze e dall\u2019assolutismo, ponendo s\u00e9 stesso al centro della vita e assumendo valori universali che oggi tutti noi condividiamo. La nostra storia \u00e8 parte integrante del percorso dell\u2019Umanit\u00e0. Come scrive Hegel, gli uomini sono ci\u00f2 che fanno: non conta quanto dicono di s\u00e9 e nemmeno quanto affermano di loro gli altri. Per conoscerli occorre guardare i loro atti, le loro azioni, i prodotti, le oggettivazioni della loro \u00abintimit\u00e0 inconscia\u00bb. Sin dalle sue origini storiche, la Massoneria era una corporazione di mestiere al servizio della Chiesa &#8211; espressione del potere divino- e al servizio del Signore feudale -espressione del potere temporale- che erano, in quell\u2019epoca, i principali committenti di edifici religiosi e civili: cattedrali, chiese, cappelle, monasteri, castelli, fortezze, palazzi e magioni. La corporazione era in particolare retta da statuti e regolamenti che venivano esposti verbalmente e in forma manoscritta in alcune occasioni in Loggia. La Loggia di allora era una costruzione che sorgeva accanto al cantiere, distinta dagli alloggi dei muratori e delle loro famiglie, e ospitava il \u00abquartier generale\u00bb dell\u2019impresa, come diremmo oggi, con spazi destinati alle riunioni di lavoro, all\u2019officina, al magazzino degli strumenti e degli utensili, a quello delle vettovaglie, alla tesoreria e all\u2019archivio degli atti, dei piani, dei disegni, dei calchi e dei modelli che servivano alla costruzione dell\u2019edificio. In Loggia si organizzavano le riunioni che scandivano le esigenze del lavoro quotidiano, si attribuivano i compiti affidando gli strumenti e gli utensili agli incaricati e si indicevano sedute speciali sotto gli ordini di un sovrintendente ai lavori, il capomastro o il Maestro del mestiere, coadiuvato dai suoi aiutanti ai quali erano stati attribuiti compiti peculiari organizzativi, riconosciuti e condivisi da tutti i membri della corporazione. Durante le sedute particolari che esulavano,come detto, dalle quotidiane incombenze della direzione dei lavori, si ammettevano ad esempio i compagni muratori che, per chiamata da parte del sovrintendente, venivano ad aggiungersi alla manodopera in cantiere dopo essersi fatti riconoscere per mezzo di segni segreti confidati alla fine del loro apprendistato. Si ammettevano coloro che si avvicinava alla professione muratoria, ossia gli apprendisti che, come tutti in Loggia, promettevano e si obbligavano, riferendosi alle leggi e ai regolamenti in vigore nella confraternita, a mantenere il segreto dell\u2019Arte muratoria e cio\u00e8 a non divulgare le loro conoscenze n\u00e9 quelle che avrebbero acquisito in seguito. Le conoscenze maturate in materia architettonica, ingegneristica, artistica e le nozioni acquisite in diversi campi scientifici quali la geometria, la fisica, la meccanica e la chimica dei materiali, venivano cos\u00ec confinate e preservate perpetuando innanzitutto la professione muratoria e perfezionando l\u2019Arte. Si pu\u00f2 ben immaginare che una simile corporazione di professionisti, che occupava una posizione sociale preminente rispetto ad altre categorie lavorative, condividesse comuni ideali, filosofie del lavoro e del perfezionamento dell\u2019opera, dell\u2019Arte muratoria e di loro stessi. Educati nel Cristianesimo, condividevano aspetti di religiosit\u00e0 intesa come elevazione spirituale e morale, sebbene in Loggia non venisse officiato alcun tipo di rito religioso, quest\u2019ultimo di competenza esclusiva della Chiesa.<\/p>\n<h2><b>Filosofia del Lavoro<\/b><\/h2>\n<p>Identificandosi con la loro professione e proclamando una vera filosofia del lavoro materiale e spirituale in contrapposizione alla societ\u00e0 medioevale dell\u2019ozio, strettamente suddivisa in caste, dalle quali non era possibile sfuggire n\u00e9 affrancarsi, i Frammassoni proclamavano la realizzazione dell\u2019uomo nel lavoro. Il lavoro proviene da Dio, lui stesso operaio e muratore, in quanto Grande Architetto dell\u2019Universo! Rispetto alle altre categorie professionali, i Frammassoni godevano in particolare del privilegio di spostarsi liberamente da un cantiere compiuto ad uno che iniziava in forza di una autorizzazione del Sovrano che conferiva loro il diritto di operare in qualsiasi provincia del paese \u2013 Carta reale ricevuta da un certo principe di nome Edwin a York durante il regno di Athelstan-. La Massoneria costituiva in Europa, sino al XVIII secolo, una corporazione molto particolare, unica nei privilegi di cui godeva, frammentata nelle singole confraternite, indipendenti l\u2019una dall\u2019altra. Un libero muratore in Inghilterra e in Europa poteva trasferirsi per lavoro da una citt\u00e0 all\u2019altra, da una nazione all\u2019altra e divenire membro di una confraternita locale per offrire la propria prestazione d\u2019opera e seguitare il proprio perfezionamento. Infatti, una volta terminata la costruzione il cantiere veniva smantellato, la Loggia poneva termine alla sua esistenza \u00abtemporale \u00bb e i muratori, apprendisti, compagni, sovrintendente e assistenti, si ponevano in cammino alla ricerca di un nuovo lavoro. Da un punto di vista etnologico \u00e8 possibile ipotizzare che la compagine degli operai si spostasse compatta, almeno nella sua struttura organizzativa di base, dando sicuramente vita a quella che nei nostri tempi chiameremmo un\u2019impresa di costruzione.<\/p>\n<h2><b>La Loggia<\/b><\/h2>\n<p>La Loggia, intesa come luogo materiale e spazio fisico delle attivit\u00e0 muratorie, aveva s\u00ec un\u2019esistenza effimera legata al cantiere \u2013 ricordiamo per inciso che la durata di un cantiere di allora poteva comprendere qualche lustro o addirittura decenni &#8211; ma \u00absopravviveva \u00bb e si perpetuava nello spirito e nell\u2019Arte oltre la durata del cantiere medesimo. Cosicch\u00e9, come tutte le buone regole si deve pur ammettere l\u2019eccezione, verso la met\u00e0 del Trecento una o pi\u00f9 Logge vengono tenute in vita anche dopo il termine del cantiere. La corporazione acquisiva cos\u00ec una continuit\u00e0 sociale e professionale permanente e si apriva a membri non provenienti dalla Muratoria i quali condividevano all\u2019 interno della Loggia dei liberi muratori una via di perfezionamento morale e ideale. I non muratori vi aderivano quindi per lo spirito di fratellanza universale che ne permeava i ranghi, per la filosofia del lavoro che li univa e che li poneva in pari grado rispetto ai confratelli e agli altri uomini, per l\u2019espressione di tolleranza e libert\u00e0 individuale che veniva garantita e osservata all\u2019interno della Loggia. Un ulteriore elemento di attrazione era rappresentato dalla prospettiva culturale ed educativa: il Maestro di Loggia era fra gli uomini pi\u00f9 istruiti e colti dell\u2019epoca con gli ecclesiastici di rango e alcuni pensatori laici, mentre i muratori erano lavoratori fra i pi\u00f9 abili e istruiti \u2013 erano infatti architetti,ingegneri, geometri, scultori,artisti di vario genere e soprattutto cultori delle scienze collegate alla Ars erigenda et costruenda. Come qualsiasi corpo di mestiere, oltre che sugli uomini e sugli strumenti di lavoro, la Loggia si poggiava su un \u00abCorpus juris\u00bb che ne sanciva la legittimit\u00e0 civile all\u2019attivit\u00e0 ed era pure obbligata dalla Chiesa a eleggere un Santo patrono. Come gi\u00e0 ricordato, sin dalla loro costituzione all\u2019apertura del cantiere, le Logge si dotavano di statuti e di regolamenti interni che governavano la condotta e gli aspetti essenziali dell\u2019attivit\u00e0 dei muratori e in virt\u00f9 dei quali i confratelli promettevano e si obbligavano a mantenere i \u00absegreti\u00bb dell\u2019Arte oltre che a conformarsi alla via di un perfezionamento professato in termini di lavoro materiale e morale.<\/p>\n<h2><b>Gli Antichi Doveri e le Costituzioni<\/b><\/h2>\n<p>L\u2019espressione del giuramento o dell\u2019obbligo era una regola comune di allora, imposta dalle Autorit\u00e0, civili e religiose, per sanzionare l\u2019appartenenza a un corpo professionale costituito e riconosciuto. Inoltre era buona regola e costume delle diverse professioni a non rivelare i \u00absegreti\u00bb e cio\u00e8 le conoscenze acquisite tramite gli insegnamenti tramandati dai Maestri e dai responsabili dell\u2019apprendistato, una sorta di protezione del marchio e dei brevetti ante litteram! Questi \u00abCorpus juris\u00bb normativi si perpetuarono nei secoli e presero la definizione di obblighi, doveri, limiti \u2013 Old charges, Landmarks &#8211; che ritroviamo in manoscritti del XIV e XV secolo \u2013 il Regio e il Cooke. Gli \u00abAntichi Doveri\u00bb furono lo strumento normativo che preserv\u00f2 la professione, l\u2019intimo significato di appartenenza alla fratellanza e la filosofia professata della Massoneria operativa di allora. Come ricordato, alcune Logge divenute permanenti, pur continuando la loro originaria funzione di impresa, si aprirono a confratelli non operativi permettendo loro di condividerne la filosofia, i lavori, gli insegnamenti, soprattutto morali, e non da ultimo i valori universali di una fratellanza libera ed egalitaria, antesignana delle profonde evoluzioni che la societ\u00e0 civile avrebbe conosciuto nei secoli futuri. Furono cos\u00ec gettate le fondamenta della Massoneria moderna. Le Logge crebbero nei secoli e si organizzarono in Logge miste, in Logge i cui membri erano solo operativi e in Logge composte unicamente da membri non muratori e cio\u00e8 da fratelli \u00abspeculativi\u00bb. Nella Massoneria speculativa, gli Antichi Doveri e gli obblighi prenderanno poi forma e sostanza nelle cosiddette Costituzioni o Libro delle Costituzioni che filologicamente risultano da una collazione delle numerose versioni in circolazione degli Antichi Doveri. Le prime Costituzioni sono dette di Anderson e furono redatte nel 1721 dopo che nel 1717 quattro Logge londinesi, nel giorno dedicato al Santo patrono della Massoneria, decisero di creare l\u2019Obbedienza e cio\u00e8 di unirsi sotto la direzione di un Gran Maestro, costituendo la Gran Loggia di Londra. Le Costituzioni furono poi approvate e messe in vigore nel 1723. Come accennato, gli Antichi Doveri erano sempre presenti in Loggia, poich\u00e9 rappresentavano la garanzia legale all\u2019esistenza della corporazione. In essi, oltre ai richiami delle tradizioni muratorie in uso e all\u2019affermazione della concessione della Carta reale che accordava particolari privilegi ai propri membri, erano esposti i regolamenti e gli obblighi, chiamati \u00abpunti\u00bb, che governavano la Loggia. Le Costituzioni, sostituendo gli Antichi Doveri che avevano governato e statuito la legittimit\u00e0 alle Confraternite dei costruttori per secoli, trovarono il loro posto sul treppiedi o sull\u2019ara in Loggia, unitamente a due strumenti dell\u2019Arte, la squadra e il compasso che per traslazione simbolica, unitamente alle Costituzioni, assunsero il valore di Grandi Luci: la Squadra, il simbolo dell\u2019esattezza dell\u2019angolo retto, dell\u2019espressione del quadrato, della giustizia e della moralit\u00e0, della terra che i nostri progenitori consideravano quadrata; il Compasso, simbolo della misura, del cerchio che racchiude i cieli, della dimensione spirituale, del cerchio della fratellanza.<\/p>\n<h2><b>La Bibbia<\/b><\/h2>\n<p>In fase successiva, verso il 1760, la Gran Loggia inglese sostituiva le Costituzioni con la Bibbia, dichiarandola una Grande Luce, conformandosi alle usanze civili di quel Paese in cui si utilizzava la Bibbia per sanzionare i giuramenti. Storicamente per\u00f2 la Bibbia aveva gi\u00e0 trovato in Loggia una sua precisa collocazione prima della sua proclamazione ufficiale a Grande Luce da parte della Grande Loggia inglese. Il protestantesimo anglicano proib\u00ec infatti il culto dei santi e la Frammassoneria inglese, devota al loro Santo patrono, eletto, come accennato, durante l\u2019era del cattolicesimo, dovette in un certo senso \u00abinteriorizzarre \u00bb il rituale della commemorazione del loro Patrono. Se precedentemente l\u2019aspetto religioso della devozione del santo avveniva in occasione della sua festa con la processione al santuario o alla cappella votiva, e quindi extra muros della Loggia, con la proibizione del culto dei santi la commemorazione si svolse in Loggia. La Bibbia, o meglio il Vangelo di San Giovanni, sostitu\u00ec simbolicamente il santuario o la cappella e i ceri votivi che venivano accesi nel santuario si accesero in Loggia accanto alle Luci gi\u00e0 presenti in quell\u2019ambiente, prime fra tutte quelle che illuminavano gli Antichi Doveri. La Bibbia e la parte di essa significativa per la Confraternita dei Muratori si illumin\u00f2 quale Grande Luce. La Bibbia rimase per secoli appannaggio esclusivo della Chiesa. Si pu\u00f2 tranquillamente affermare che la Chiesa abbia voluto consacrarne maggiormente la sacralit\u00e0 preservandone la diffusione: l\u2019 insegnamento della dottrina avveniva principalmente per via orale e limitatamente ai bisogni dei fedeli che, ricordiamo, erano per la maggior parte illetterati. Nel clero la conoscenza della Bibbia era pure limitata e confinata ad alcuni estratti e agli insegnamenti seminariali. Ciononostante le antiche tradizioni e i racconti di matrice religiosa, tramandate per via orale, impregnavano la cultura popolare e, supportate dai rarefatti e avari insegnamenti dottrinali della Chiesa, leggende e insegnamenti espressi nella Bibbia erano entrati a far parte dell\u2019immaginario collettivo. La Massoneria antica, in quanto parte della Societas di quei secoli ne incamer\u00f2 i contenuti, ne trasl\u00f2 gli insegnamenti, ne idealizz\u00f2 le valenze morali e ne trasse dei simboli. Negli Antichi Doveri vi erano gi\u00e0 presenti alcuni elementi biblici, primo fra tutti il Tempio di Salomone, assurto a simbolo per eccellenza dell\u2019arte dell\u2019architettura. Chi di noi, inoltre, non pu\u00f2 pensare, dinnanzi a una cattedrale romanica, gotica, rinascimentale o neoclassica, che esse non rappresentino delle Bibbie di pietra? Nella loro completezza e perfezione architetturale ed artistica si \u00e8 in grado di percepire, se non di comprendere, i messaggi e i segni che esse ci vogliono tramandare. La diffusione della Bibbia negli ambienti eruditi avvenne con il Rinascimento: grazie all\u2019invenzione della stampa e alla Riforma, le Scritture si diffusero liberamente e rapidamente; l\u2019 evoluzione del progresso in tutte le discipline e l\u2019affermarsi di nuovi modelli e scuole di pensiero nei due secoli successivi permisero l\u2019accesso ai contenuti delle Sacre Scritture a vaste fasce della popolazione. La Massoneria ne incamer\u00f2 l\u2019essenza universale e i contenuti simbolici: vide oltre all\u2019affermazione di una fede o di una religione particolare. Ne consacr\u00f2 una valenza universale al di sopra e al di l\u00e0 dei confini dottrinali. La Massoneria, come il Libro dei Libri, glorifica il Grande Architetto dell\u2019Universo. Il Grande Architetto costru\u00ec l\u2019universo e volle l\u2019uomo: operoso, fraterno, tollerante, uguale a s\u00e9 e agli altri e perci\u00f2 universale, libero e moralmente rigoroso nel pensiero e nelle azioni, osservante degli obblighi e dei doveri verso se stesso, la famiglia e la patria. I Massoni si riconoscono nel Grande Architetto dell\u2019Universo: Egli \u00e8 un muratore come loro. Il mondo \u00e8 la Loggia, un Tempio in cui vivono lavorando gli uomini. Il G.A.D.U. nella Massoneria non \u00e8 espressione di una certa sacralit\u00e0 atea che si presenta come la risposta al pensiero religioso tradizionale e nemmeno come prodotto autonomo di un pensiero laico in crisi. Non \u00e8 nemmeno la manifestazione dello schema suggerito da Feuerbach per spiegare la nascita della religione e cio\u00e8 l\u2019incapacit\u00e0 dell\u2019uomo a realizzare ci\u00f2 che vuole e che allora deve prefigurarsi un Altro che possieda in misura ottimale ci\u00f2 che lui desidera di meglio e a cui si delega il compito di colmare la frattura tra ci\u00f2 che si vuole e ci\u00f2 che si pu\u00f2. Non \u00e8 nemmeno il Dio che non \u00e8, che alimenta il senso del sacro trasversalmente, che ignora le Chiese, espressione di una religiosit\u00e0 dell\u2019inconscio che ha consacrato un Dio laicizzato e assente di cui si \u00e8 particolarmente occupata la psicanalisi. Non \u00e8 nemmeno il \u00abnumen\u00bb, il numinoso, l\u2019elemento irrazionale di terrore e nello stesso tempo di fascinazione in cui si esprime la relazione dell\u2019uomo con Dio. Come elemento irrazionale originario di ogni religione, esso si razionalizza dando corpo tanto alle idee razionali di giustizia, di morale, di peccato, quanto all\u2019immagine della divinit\u00e0 misericordiosa e provvidenziale. La sacralit\u00e0 del Libro dei Libri \u00e8 riconosciuta dalla Massoneria non nei termini sopraccennati ma pi\u00f9 semplicemente dando al Libro una valenza ideale in conformit\u00e0 degli obblighi e dei doveri assunti da ognuno di noi nel momento della nostra iniziazione al lavoro muratorio.<\/p>\n<h2><b>In conclusione:<\/b><\/h2>\n<p>\u00abOgni cosa \u00e8 il risultato della storia. (\u2026) Ci\u00f2 \u00e8 tanto pi\u00f9 vero in quanto nessun rito o simbolo riveste un significato unico, ma possiede tre o quattro e anche pi\u00f9 sensi o usi; inoltre \u00e8 per s\u00e9 stesso complesso e sovente il ricercatore che lo studia scopre nuovi aspetti che non avrebbe immaginato. Tutto ci\u00f2 si applica in modo particolare alle Grandi Luci e riveste un\u2019importanza speciale per la loro comprensione. (\u2026) La stessa Bibbia ha una molteplicit\u00e0 di usi e sensi; \u00e8 la Bibbia e nello stesso tempo il Volume della Legge sacra; (\u2026) pu\u00f2 essere sostituita dal Corano, dall\u2019 Avesta, dai Veda, ecc.: essa \u00e8 posta sull\u2019altare, senza le sia tuttavia dato alcun significato, perch\u00e9 su di essa sono posti la Squadra e il Compasso; \u00e8 l\u2019Evangelo delle religioni cristiana ed ebraica e tuttavia la Loggia non \u00e8 una Chiesa e non propone nessuna teologia; la Loggia l\u2019utilizza in quanto letteratura della religione; e dunque, per quanto sia un\u2019opera religiosa, essa \u00e8 nello stesso tempo e ancor pi\u00f9 per la Massoneria, una raccolta legale, poich\u00e9 essa d\u00e0 una sanzione ai doveri assunti; \u00e8 chiaro che non \u00e8 stata scritta da Massoni, ma tuttavia essi la utilizzano come se fosse cos\u00ec: la utilizzano cio\u00e8 a fini personali e le danno un senso assolutamente originale; quando \u00e8 sull\u2019altare, assume in s\u00e9 stessa molti significati; \u00e8 piena di misteri; per questo l\u2019Ordine non le riconosce un carattere dogmatico e non la considera come uno strumento religioso e lascia ad ogni Massone la possibilit\u00e0 di leggerla e di interpretarla secondo il suo punto di vista personale; per questo essa \u00e8 posta aperta sull\u2019altare.\u00bb (Massoneria &amp; Bibbia, quaderno n. 9, Loggia Massonica Brenno Bertoni, 2003, p. 93)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In sostituzione degli Antichi Doveri e delle Costituzioni La costruzione di un\u2019abitazione, di un luogo di culto, di riunione, di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":12,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_uf_show_specific_survey":0,"_uf_disable_surveys":false,"footnotes":""},"categories":[22],"tags":[],"class_list":["post-1734","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-non-categorizzato"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1734","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/12"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1734"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1734\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1735,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1734\/revisions\/1735"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1734"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1734"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1734"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}