{"id":1740,"date":"2005-02-16T10:02:08","date_gmt":"2005-02-16T09:02:08","guid":{"rendered":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/?p=1740"},"modified":"2017-10-16T15:21:18","modified_gmt":"2017-10-16T13:21:18","slug":"un-grande-pacifista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/un-grande-pacifista\/","title":{"rendered":"Un grande Pacifista"},"content":{"rendered":"<h2>Elie Ducommun \u2013 Premio Nobel \u2013 Gloria della Massoneria Svizzera<\/h2>\n<p><b>Quando indaghiamo sull\u2019appartenenza alla Massoneria di un qualsiasi personaggio storico ci troviamo fin troppo spesso davanti a labili segni, vaghe suggestioni, prove incerte e contraddittorie, tali da dover esperire i pi\u00f9 raffinati processi deduttivi per arrivare a definire un quadro d\u2019insieme che rimane pur sempre lacunoso e incompleto.<\/b><\/p>\n<p><i>A. B., giornalista, ha presentato questa relazione al Simposio su Elie Ducommun organizzato dalla ASSOKIPLING di Firenze del 2002 (Revista massonica svizzera febbraio 2005)<\/i><\/p>\n<p>In questo caso invece tutta la carriera massonica di Elie Ducommun ci viene testimoniata dalla storia con la precisione e la puntigliosit\u00e0 del miglior cronografo \u2013 manco a dirlo &#8211; svizzero.<\/p>\n<p>Anche grazie a un recente saggio di Michel Cugnet sappiamo che Ducommun fu iniziato a Ginevra nel 1856 (secondo altri autori nel \u201957) in et\u00e0 ancora molto giovane. Era tuttavia un ventitreenne gi\u00e0 molto apprezzato per la lucidit\u00e0 di pensiero e la laboriosit\u00e0: aveva appena cominciato la sua carriera giornalistica con la direzione de La revue di Gen\u00e8ve ed era in procinto di essere nominato vice-cancelliere dello Stato di Ginevra. Lo accolse la \u00abPrudence\u00bb, una loggia storicamente composta, per lo pi\u00f9, da orologiai e tipografi, ma anche una delle 15 officine che nel 1844 avevano fondato la Gran Loggia Svizzera Alpina.<\/p>\n<p>Proprio in quegli anni, peraltro, la Massoneria di Ginevra aveva dato vita all\u2019importante esperimento del \u00abTemple Unique\u00bb con la riunificazione di tutte le Logge cittadine in un solo corpo e sotto uno stesso tetto. Nel 1858 lo Stato aveva concesso, a tal fine, un appezzamento demaniale e l\u2019edificazione della nuova sede fu estremamente rapida, visto che nel 1860 il tempio era gi\u00e0 in uso. Ducommun, che aveva sostenuto col consueto calore e impegno il progetto, ne era divenuto prima Segretario, poi Maestro Venerabile, infine Maitre D\u00e9put\u00e9.<\/p>\n<h2>Venerabile e Gran Maestro<\/h2>\n<p>Il tentativo di coabitazione, per\u00f2, non ebbe il successo sperato: delle sette logge che avevano collaborato alla realizzazione solo quattro decisero di unirsi effettivamente. Le sempre maggiori difficolt\u00e0 economiche portarono, cos\u00ec, alla chiusura del Tempio Unico gi\u00e0 nel 1865. La sede sarebbe poi diventata (quasi una beffa del destino) la chiesa cattolica del Sacro Cuore. Fu un brutto colpo per la Massoneria di Ginevra che fece non poca fatica a riorganizzare le proprie fila, tuttavia, dopo circa cinque anni, la \u00abPrudence\u00bb che frattanto si era fusa con la loggia \u00abFid\u00e9lit\u00e9\u00bb fondata nel 1842 dal Pastore della Chiesa Tedesca di Ginevra J. G.Weinig, prese ad essere il fattore trainante di una Massoneria ginevrina sempre pi\u00f9 impegnata nei temi sociali, orientando i propri aderenti verso l\u2019esame dei problemi concreti, economici e civili: diritto al lavoro, assicurazione obbligatoria, politica salariale, protezionismo ma, anche e soprattutto, le non poche lacune dell\u2019assistenza pubblica. Fratelli di Loggia di Ducommun erano personaggi quali Georges Favon, caporedattore del Genevois (organo ufficiale del Partito Radicale di Ginevra), Consigliere Nazionale e Consigliere di Stato come lo erano anche Albert Dunant e Alexandre Gravat, Adrien Lachenal, avvocato e futuro Presidente della Confederazione Elvetica, i medici Alfred Vincent e Hugues Oltremare, ancora Charles Page, Alcide Jentzer, Adrien Babel, Pierre Mouriaud e molti altri, tutti \u2013 si direbbe oggi &#8211; impegnati nella politica e nel volontariato. E dall\u2019analisi mirata dei problemi scaturirono risposte significative e propositive: cos\u00ec la \u00abFid\u00e9lit\u00e9 et Prudence\u00bb arriv\u00f2 a incaricare due propri membri di depositare e discutere in Consiglio di Stato i progetti sociali elaborati in Loggia. Sul tema dell\u2019infanzia abbandonata, ad esempio, fu proprio dall\u2019intervento di questi Massoni che ebbero origine Istituti pubblici ancor oggi esistenti.<\/p>\n<p>L\u2019intera famiglia massonica di Ginevra si affianc\u00f2 con entusiasmo nelle imprese umanitarie costituendo, ad esempio, la \u00abFondazione di mutuo soccorso per gli orfani\u00bb, un\u2019istituzione che ebbe un importante ruolo nella storia della previdenza sociale di Ginevra. La Loggia \u00abUnion de Coeurs\u00bb, per suo conto e di concerto con la Libera Chiesa Evangelica di Ginevra, partecipava intanto all\u2019organizzazione dei soccorsi sul campo nelle battaglie del nord Italia.<\/p>\n<p>I nove anni nei quali Ducommun svolse le sue attivit\u00e0 libero-muratorie a Ginevra, lasciando un profondo segno di civilt\u00e0 e di impegno anche nel mondo esterno alla Massoneria, furono dunque anni densi e importanti. Non si viveva allora in una massoneria-accademia ritratta in se stessa e nelle proprie speculazioni intellettuali, ma si partecipava ad un\u2019effettiva officina-laboratorio di idee e di progetti da proporre e verificare nel dialogo e nel confronto con la societ\u00e0: non \u00e8 un caso se proprio questo periodo, soprattutto nel mondo protestante, viene considerato alla stregua di un\u2019et\u00e0 dell\u2019oro libero muratoria.<\/p>\n<p>Un\u2019et\u00e0 dell\u2019oro che non venne meno col trasferimento di Ducommun a Berna e con la sua successiva \u00abaffiliazione\u00bb, nel 1873, ai ruoli della importante Loggia \u00abZur Hoffnung\u00bb, l\u2019Officina che, ancora nel 1844, era stata la maggior propugnatrice della costituzione della Gran Loggia Svizzera Alpina. Anche di questa Loggia Ducommun divenne Maestro Venerabile nel 1882 e, nel 1884, allo scadere del mandato, Maitre D\u00e9put\u00e9.<\/p>\n<p>Poi, nel corso della Grande Assemblea della Gran Loggia Svizzera Alpina, il 19-20 aprile 1890, per come ci viene riportato nel notiziario (Alpina, anno XVI, n\u00b08, 30 aprile 1890):<\/p>\n<p>\u00ab\u2026su 78 delegati, 78 voti furono espressi in favore del carissimo Fratello Elie Ducommun per la sua elezione a Gran Maestro, con una completa unanimit\u00e0 mai raggiunta prima\u2026\u00bb<\/p>\n<p>Ducommun, gi\u00e0 Massone di rilievo sulla scena internazionale, si trov\u00f2 dunque per cinque anni, tanto durava il mandato di Gran Maestro, a capo di una potente Massoneria svizzera, proprio contemporaneamente alla sua nomina a Segretario Generale del Bureau International de la Paix.<\/p>\n<h2>Massone e Pacifista<\/h2>\n<p>Dopo aver, forse anche troppo sinteticamente, disegnato lo scenario temporale e ambientale della Massoneria elvetica nella seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento possiamo finalmente cercarvi una compiuta espressione della personalit\u00e0 di Ducommun.<\/p>\n<p>Certamente era un uomo che credeva profondamente nei valori della Massoneria e non ne faceva mistero. All\u2019interno dell\u2019istituzione manteneva contatti con molte Logge e doveva essere assai ben amato e stimato dacch\u00e9 figura come \u00abFratello Onorario\u00bb in numerose Officine. Ma anche nella societ\u00e0 civile Elie Ducommun testimoni\u00f2 materialmente il suo attaccamento all\u2019istituzione e nel 1892, mentre era in corso una campagna stampa contro la Massoneria, non esit\u00f2 a prendere la penna in mano per replicare con tutta la sua capacit\u00e0 di brillante polemista, il suo stile lucido e pacato e tutto il peso della sua eminente personalit\u00e0 pubblica:<\/p>\n<p><i>\u00abNoi non siamo una congregazione religiosa, n\u00e9 una lobby politica e neppure una setta segreta. Noi siamo soltanto un sodalizio di uomini, neppure i pi\u00f9 puri, i pi\u00f9 virtuosi e i pi\u00f9 saggi ma solo uomini disposti a far fronte ai propri doveri fino in fondo perch\u00e9 la concordia e l\u2019amicizia ci siano da guida attraverso le traversie della vita.\u00bb<\/i><\/p>\n<p>Del resto anche l\u2019impegno per la pace rappresentava per Ducommun (Premio Nobel per la Pace 1902) un modo per interconnettere l\u2019esperienza Libero Muratoria con le realt\u00e0 del mondo civile, partendo dal principio: \u00abMassoneria e pacifismo sono i due titoli di uno stesso libro: chi dice pacifismo dice Massoneria, chi dice Massoneria dice pacifismo\u00bb.<\/p>\n<p>Era ben convinto del ruolo che poteva giocare la Massoneria in campo internazionale: \u00abper pacificare gli animi e rendere meno tese le relazioni tra i popoli\u00bb e non mancava di richiamare i Fratelli a questi doveri nei discorsi che teneva nelle Officine.<\/p>\n<p>A Lugano, presso la Loggia \u00abIl Dovere\u00bb, diceva:<\/p>\n<p><i>\u00abI Massoni hanno il gran vantaggio di sapere che la loro unione e le loro forze servono a qualcosa di giusto, di buono, di utile. \u00c8 ci\u00f2 che viene apertamente insegnato nelle Logge e che deve, altrettanto apertamente, esser conosciuto fuori: l\u2019amore per l\u2019umanit\u00e0, la difesa dei deboli, dei bambini, degli oppressi, i sentimenti di giustizia e di benevolenza \u2026 solo cos\u00ec riusciremo ad essere veri Massoni, coloro che portano la propria pietra all\u2019edificio della pace, della tolleranza, dell\u2019amore fraterno che \u00e8 poi il ruolo definitivo dell\u2019uomo su questa terra.\u00bb<\/i><\/p>\n<p>Cos\u00ec come nella Loggia \u00abFraternit\u00e0\u00bb a Yverdon:<\/p>\n<p><i>\u00abI principi astratti di virt\u00f9 sono una gran bella cosa, ma \u00e8 cosa ancora pi\u00f9 bella e grande applicarli alla vita di ogni giorno e questa applicazione ha un nome: soccorso ai pi\u00f9 deboli, amore e giustizia per tutti! (\u2026) Noi cerchiamo di far regnare non solamente tra noi ma anche nel mondo profano quello che \u00e8 il nostro ideale, quella giustizia che vogliamo stabilire ovunque e, infine, il nostro scopo supremo, il miglioramento delle sorti dell\u2019umanit\u00e0 (\u2026) Non c\u2019\u00e8, nel mondo morale, che una sola legge da perseguire: pace e giustizia!\u00bb<\/i><\/p>\n<p>Il grande successo di Elie Ducommun fra i Massoni del suo tempo era dovuto soprattutto a questo: in origine era stato un propugnatore dell\u2019impegno civile dei Massoni ed aveva contribuito a creare una progressiva spirale virtuosa di ricerca ed emulazione nelle attivit\u00e0 delle Logge, poi era stato in grado di soddisfare la richiesta nell\u2019impegno su \u00absfide\u00bb e su temi sempre pi\u00f9 importanti, valga, ad esempio per tutte, la questione degli Arbitrati di pace internazionali su cui Logge di mezza Europa si applicarono per esperire le forme pi\u00f9 efficaci e incisive.<\/p>\n<p>Questi era Elie Ducommun, l\u2019appena eletto Gran Maestro della Gran Loggia Svizzera Alpina che, nel suo programma quinquennale di governo in undici punti, non aveva esitato a porne due in grande evidenza:<\/p>\n<ol>\n<li>Studiare un ristretto numero di riforme sociali concrete la cui utilit\u00e0 sia riconosciuta come incontestabile, per rendere migliore e meno precaria la qualit\u00e0 della vita dei ceti pi\u00f9 deboli della popolazione e perseguire queste riforme con ardore e perseveranza, alla stregua di un compito sacro della Massoneria.<\/li>\n<li>Pronunciarsi risolutamente contro il flagello della guerra.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Rimane solo un\u2019ultima, breve, considerazione: se le molte Massonerie nel mondo riuscissero, oggi, a scrollarsi di dosso la polvere che le copre e tornassero sui passi dei percorsi di impegno civile tracciati da Elie Ducommun e dai suoi Fratelli coevi, forse gli \u00abOrdini Libero-Muratori\u00bb risulterebbero meno ordinati e disciplinati, ma l\u2019intera umanit\u00e0 potrebbe riporre una piccola speranza in pi\u00f9 nel proprio futuro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Elie Ducommun \u2013 Premio Nobel \u2013 Gloria della Massoneria Svizzera Quando indaghiamo sull\u2019appartenenza alla Massoneria di un qualsiasi personaggio storico [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":12,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_uf_show_specific_survey":0,"_uf_disable_surveys":false,"footnotes":""},"categories":[22],"tags":[],"class_list":["post-1740","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-non-categorizzato"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1740","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/12"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1740"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1740\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1741,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1740\/revisions\/1741"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1740"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1740"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1740"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}