{"id":1760,"date":"2006-01-16T10:11:17","date_gmt":"2006-01-16T09:11:17","guid":{"rendered":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/?p=1760"},"modified":"2017-10-16T15:21:17","modified_gmt":"2017-10-16T13:21:17","slug":"mozart-tra-chiesa-massoneria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/mozart-tra-chiesa-massoneria\/","title":{"rendered":"Mozart tra Chiesa Massoneria"},"content":{"rendered":"<h2>Requiem o Flauto Magico \u2013 il genio non cambia \u2013 neppure dopo 250 anni<\/h2>\n<p><b>Va notato che Mozart non pu\u00f2 essere definito pi\u00f9 cattolico che Massone solo perch\u00e9 ha scritto pi\u00f9 musica religiosa che massonica; per vivere scriveva per i committenti che erano, in buona parte, autorit\u00e0 ecclesiastiche. La sua \u00abLibert\u00e0\u00bb va ricercata nella sua immensa produzione sinfonica, concertistica ed operistica. (n.d.r. O. D\u00fcrler)<\/b><\/p>\n<p><i>R. E. E., membro del Grande Oriente d\u2019Italia (Revista massonica svizzera\u00a0<\/i>gennaio\u00a0<i>2006)<\/i><\/p>\n<p>Dacch\u00e9 esiste la stampa massonica il personaggio Mozart \u00e8 stato trattato con ogni impegno e professionalit\u00e0, al punto che pensare di dire in proposito qualcosa di veramente nuovo sarebbe presunzione imperdonabile. Molto invece resta da dire sulla sua religiosit\u00e0, non tanto come fatto generico &#8211; anche qui la letteratura \u00e8 abbondante &#8211; ma come fatto specifico: il Salisburghese cio\u00e8 fu Massone autentico e, tanto prima che dopo il 14 dicembre 1784, giorno della sua iniziazione tra le colonne, continu\u00f2 ad essere autentico cattolico. \u00c8 una tesi abbondantemente dimostrata: qui s&#8217;intende recensire rapidamente i suoi punti d&#8217;appoggio, nell&#8217;intento di evidenziare l&#8217;improrogabilit\u00e0 della riconciliazione esplicita tra Chiesa e Massoneria, e, di conseguenza, la legittimit\u00e0 della duplice appartenenza. Fedelt\u00e0 cattolica e militanza massonica in Mozart risultano apoditticamente sia dalle sue parole che dalle sue opere.<\/p>\n<h2>Autenticit\u00e0 e coesistenza<\/h2>\n<p>Mi sembra frattanto indispensabile esplicitare un preliminare a prima vista banale, ma che ha una sua proponibilit\u00e0, tenendo conto del clima arroventato che s&#8217;\u00e8 creato soprattutto nel mondo massonico dei paesi latinocattolici. Esso \u00e8 stato creato da circa tremila documenti di condanna da parte della Chiesa (ne ho finora repertoriati 2\u2019031 per il solo Leone XIII), e, per controparte, da un&#8217;esplosione a volte virulenta di anticlericalismo, con punte di irreligiosit\u00e0, nell&#8217;ambito massonico. La duplice e profonda appartenenza di Mozart \u00e8 antica e&#8230; accettata, cosicch\u00e9 nessuno dei testimoni chiamati in causa pu\u00f2 addurre quella che gli Scolastici chiamavano ignorantia elenchi. Chi esce allo scoperto assume per intero tanto la responsabilit\u00e0 delle affermazioni che fa, quanto le conseguenze che da esse discendono. Lo zelo mozartiano nei confronti delle due appartenenze \u00e8 dimostrato abbondantemente in primo luogo dalle sue composizioni, che si susseguirono col consueto ritmo frenetico e con la ben nota genialit\u00e0 fino agli estremi momenti della sua esistenza terrena. Per quanto ho potuto vedere e toccare, ritengo che se non siamo proprio al fifty-fifty, poco manca: se da un lato c&#8217;\u00e8 il glorioso \u00abingombro\u00bb del Requiem, dall&#8217;altro c&#8217;\u00e8 quello non meno sublime della Zauberfl\u00f6te, mentre per quello che attiene alla valutazione globale dell&#8217;opera mozartiana, la prevalenza religioso-cattolica \u00e8 schiacciante. Quanto allo zelo massonico, abbiamo testimonianze abbondanti e indiscutibili. Il suo proselitismo \u00e8 dimostrato: convinse Pap\u00e0 Haydn ad entrarvi, cos\u00ec come convinse al medesimo passo suo padre, Leopold. In due lettere, rispettivamente del 27 novembre 1799 e del 21 luglio 1800, sua moglie Constanze confermava all&#8217;editore Breitkopf &amp; H\u00e4rtel: \u00abDass Mozart Maurer war, wissen Sie\u00bb (che Mozart era massone, lei lo sa). Ed aggiungeva: \u00abMio marito aveva l&#8217;intenzione di fondare anche una nuova societ\u00e0 chiamata La Grotta. Ho trovato &#8211; continuava &#8211; un frammento del suo progetto a questo riguardo, e l&#8217;ho dato a qualcuno che mostrava interesse alla questione, e che forse avrebbe potuto realizzarlo. \u00bb (Nohl, 331) C&#8217;\u00e8 poi una lettera che il Maestro rivolse ad un amico, presumibilmente negli ultimi anni di vita, in cui si scusava di non aver potuto intervenire a una festivit\u00e0 di Loggia: \u00abCaro Fratello, \u00e8 appena un&#8217;ora che sono tornato a casa; ho un forte mal di testa e crampi allo stomaco. Spero sempre in un miglioramento, ma sento che avviene proprio il contrario, perci\u00f2 mi rendo conto che non riuscir\u00f2 a partecipare alla nostra solennit\u00e0. Perci\u00f2 La prego, caro Fratello, di scusarmi, e di farlo anche in tempo e luogo opportuno. Nessuno vi perde pi\u00f9 di quanto vi perdo io, e son sempre il sincerissimo Fratello Mozart.\u00bb (Nettle, 24) Altrettanto puntiglioso \u00e8 il suo attaccamento alla fede cattolica ed alle sue espressioni rituali ed artistiche. Parlare di un Mozart bigotto sarebbe un&#8217;offesa recata al buongusto oltre che alla realt\u00e0 dei fatti, ma parlare di un Mozart fervidamente apologeta, ai limiti dell&#8217;integrismo, non credo sia del tutto fuori luogo. Sia lui che i suoi familiari distinguevano con cura tra i soprusi, comunque odiosi, dell&#8217;arcivescovo salisburghese Mons. Girolamo Franz von Paula Colloredo e la grazia paterna del musicologo conventuale P. Giovanni B. Martini, o ancora, tra i sacerdoti illuminati e Fratelli di Loggia, ed i Pfaffen, uno dei quali si rifiut\u00f2 di accorrere al capezzale del Maestro morente, o lo fece con imperdonabile ritardo. Mozart aveva suonato all&#8217;organo di Bach, nella Thomaskirche di quella citt\u00e0; Friedrich Doles, allievo dell&#8217;immortale Johann Sebastian, si congratul\u00f2 vivamente con lui, ma approfondendo la discussione, si lasci\u00f2 andare ad apprezzamenti poco generosi sul cattolicesimo, che coartava la libert\u00e0 d&#8217;invenzione nella musica sacra; la Controriforma a suo avviso aveva creato un clima \u00abuccisore dello spirito\u00bb. Evidentemente il Doles aveva sottovalutato la cultura cattolica e l&#8217;irruenza dialettica di Mozart, il quale mont\u00f2 sulla furia: \u00abNon \u00e8 la prima volta &#8211; disse concitatamente &#8211; che ascolto questa ciancia. Forse per voi protestanti Illuminati&#8230; in essa potr\u00e0 esserci qualcosa di vero&#8230; Quanto a noi, invece, \u00e8 tutt&#8217;altra cosa. Voi non percepite alcun sentimento, allorch\u00e9 si dice Agnus Dei, qui tollis peccata mundi ecc. Ma quando si \u00e8 stati introdotti fin dalla prima infanzia, come \u00e8 accaduto a me nella mistica santit\u00e0 della nostra Religione&#8230; partecipando con pienezza di fervore ai servizi divini, magari senza sapere con esattezza cosa fosse, e si tornava via pi\u00f9 leggeri e pi\u00f9 elevati; &#8230;quando si \u00e8 stati a tal punto felici da ricevere la S. Comunione inginocchiati, mentre veniva eseguito il toccante Agnus Dei; e quando durante la ricezione della Comunione in dolce giubilo la musica faceva sprigionare dal cuore le parole Benedictus qui venit in nomine Domini. Oh, allora \u00e8 tutt&#8217;altra cosa. Certo, tutto questo in seguito, nella vita, nel mondo, va smarrito; per lo meno, cos\u00ec accade a me; ma al momento in cui si prendono in mano quelle parole udite mille volte, per metterle in musica, allora tutto ci\u00f2 torna interamente, e sta innanzi alla persona, e ne sommuove nuovamente l&#8217;anima.\u00bb Mozart prosegu\u00ec poi raccontando diverse esperienze personali fatte durante il primo viaggio italiano, particolarmente il Te Deum eseguito alla presenza dell&#8217;imperatrice Maria Teresa.<\/p>\n<h2>L\u2019opinione di due teologi<\/h2>\n<p>Quella che potremmo definire la fedelt\u00e0 bilaterale di Mozart non ha mai suscitato perplessit\u00e0; lo attestano le biografie ed i saggi a lui dedicati, cos\u00ec come emerge molto brillantemente nell&#8217;antologia dell&#8217;Orel. Riservo un po&#8217; di spazio soprattutto a due teologi di altissima caratura, il protestante Barth ed il cattolico Von Balthasar. Il primo ha dedicato al Salisburghese un opuscolo intitolato W. A. Mozart (Zurigo, 1956, 2. ed.). Egli non sosta nella solennit\u00e0 della cattedra: sedotto dal ludico mozartiano, gioca a sua volta. \u00abNon sono del tutto sicuro &#8211; scrive &#8211; che quando gli Angeli sono impegnati nella lode di Dio suonano Bach, ma sono sicuro che quando stanno fra loro, certamente suonano Mozart, ed anche il Buon Dio li ascolta volentieri\u00bb (p. 13). E pi\u00f9 oltre: \u00abCom&#8217;\u00e8 nato cattolico, e tale \u00e8 stato battezzato, cos\u00ec \u00e8 morto cattolico. Che negli ultimi dieci anni della vita sia diventato Massone, in lui non cambi\u00f2 nulla, perch\u00e9, pur senza esagerare in zelo ecclesiale, continu\u00f2 a sentirsi a suo agio nella liturgia cattolica.\u00bb (pp. 15ss) Facile immaginare le belle cose che aggiunge allorch\u00e9 s&#8217;inoltra nell&#8217;analisi dei pezzi sacri e nella ricerca delle valenze teologiche contenute in alcune opere profane. Hans Urs Von Balthasar, che molti ritengono il pi\u00f9 grande teologo cattolico del XX secolo, sosta parecchio proprio su questa seconda dimensione, del sacro presente nelle opere profane (cfr. Orel, pp. 159-161). Mozart a suo avviso rappresenta la grande eccezione: sembra non risentire le conseguenze del peccato originale, tanto la sua musica \u00e8 innocente, proveniente dalle origini paradisiache, anteriore all&#8217;epoca della caduta dell&#8217;uomo. L&#8217;iscrizione massonica secondo la sua opinione non merita nemmeno di essere ricordata: \u00e8 un argomento totalmente frivolo: \u00abMozart vuol essere suo discepolo [del Cristo], e lavora con l&#8217;intento di rendere nuovamente accettabile il canto trionfale della creazione caduta e nuovamente risuscitata&#8230;\u00bb In un&#8217;intervista al settimanale \u00abIl Sabato\u00bb (14 giugno 1986) Von Balthasar si riferiva pi\u00f9 specificamente alla musica sacra mozartiana, esprimendo apprezzamenti di altissima ammirazione, cosa tanto pi\u00f9 preziosa se si pensa che nella stessa sede avanza giudizi molto severi, e altrettanto approssimativi e pregiudiziali, sul messaggio iniziatico: \u00abMi viene in mente &#8211; egli dice &#8211; il suo Credo nella Grande Messe. \u00c8 formidabile. Gli articoli della fede sono martellati. L\u00e0 si vede che cosa \u00e8 la fede, la fede in musica. La musica di Mozart \u00e8 la forma migliore di umanesimo, e nello stesso tempo, la pi\u00f9 pia, senza ombra di pietismo, senza sentimentalismi. Ci\u00f2 \u00e8 insieme naturale e soprannaturale\u00bb.<\/p>\n<h2>Mozart e due Papi<\/h2>\n<p>La doppia appartenenza non ha creato problemi nemmeno ai Sommi Pontefici Paolo VI e Giovanni Paolo II. Paolo VI parla di Mozart solo in due accenni, che hanno comunque la loro forza dimostrativa, perch\u00e9 la doppia appartenenza mozartiana non \u00e8 ignota a nessuno. Parlando il 29 marzo 1965 a un gruppo di pellegrini milanesi, il Pontefice rievoc\u00f2 i fasti della musica sacra e profana della storia milanese, e nomin\u00f2 Monteverdi, Sammartini e il Salisburghese accomunandoli nell&#8217;elogio (Insegnamenti di Paolo VI, Libr. Ed. Vaticana, vol. III, p. 207). Il 5 gennaio 1966 parlando ad una delegazione di musicisti tedeschi espose l&#8217;influsso del canto popolare sulla liturgia, della quale rievoc\u00f2 la variet\u00e0 espressiva; cit\u00f2 Bach, Bruckner, Haendel, Mozart e Beethoven (Ivi, IV, 690). Per due volte Giovanni Paolo Il ha dato ospitalit\u00e0 a Mozart nella Basilica Vaticana. Il 29 giugno 1985 sotto la direzione di Herbert Von Karajan vi fu eseguita la Kr\u00f6nungsmesse, composta per l&#8217;incoronazione dell&#8217;immagine del santuario di Maria Plain, presso Salisburgo. Il Pontefice nell&#8217;occasione si limit\u00f2 a congratularsi col maestro e con solisti e orchestrali, mentre \u00abl&#8217;Osservatore Romano\u00bb (1-2 luglio 1985) pubblicava due commenti molto significativi &#8211; l&#8217;uno in prima pagina, l&#8217;altro alla p. 9 &#8211; dove il giornale si entusiasmava per le dodicimila persone presenti in Basilica e per quelle che avevano seguito l&#8217;evento dalla piazza; attestava poi la piena consonanza della musica con lo spirito del Cristianesimo e, particolarmente, della liturgia: \u00abL&#8217;eccezionalit\u00e0 della musica di Mozart ha elevato ancor di pi\u00f9 la spiritualit\u00e0 della celebrazione liturgica.\u00bb L&#8217;aver eliminato il podio del direttore d&#8217;orchestra, che dirigeva la massa corale e quella orchestrale all&#8217;aperto, viene sottolineato in questi termini: \u00abUn gesto forse minimo, ma che ha contribuito a rendere implicita la volont\u00e0 di far incontrare ad un livello squisitamente umano la purezza dell&#8217;arte e la profondit\u00e0 della fede.\u00bb Il 5 dicembre 1991, nel bicentenario della morte di Mozart, che praticamente coincideva con quello del Requiem, questo capolavoro venne eseguito in S. Pietro sotto la direzione del M.o Carlo M. Giulini. Al termine, Giovanni Paolo II pronunci\u00f2 questa breve allocuzione: \u00abDopo aver ascoltato con intimo gaudio l&#8217;esemplare esecuzione del Requiem di Wolfgang Amadeus Mozart, desidero esprimere i miei sentimenti di profonda gratitudine al Maestro Direttore Carlo Maria Giulini, ai solisti, a tutti i componenti dell&#8217;Orchestra e del Coro della Radiotelevisione Italiana per questa significativa interpretazione. Ringrazio anche i rappresentanti del Governo Italiano, i dirigenti dell&#8217;ente radiotelevisivo e tutti coloro che in vario modo hanno contribuito alla riuscita di questo incontro musicale. Era opportuno che Mozart fosse ricordato nel bicentenario della morte, eseguendo l&#8217;opera che segna proprio il momento della sua dipartita da questo mondo ed esprime forse &#8211; per lui singolare presagio, di cui si parl\u00f2 subito dai contemporanei &#8211; la sua pi\u00f9 sofferta e sublime meditazione sul mistero della morte.Tutti noi abbiamo provato un senso di profonda piet\u00e0, quando, ascoltando la musica del Salva me, fons pietatis, vi abbiamo notato l&#8217;invocazione piena di tremore e di speranza; mentre, ricordando le ultime note scritte dal grande Maestro, abbiamo raccolto gli accenti dolorosi del Lacrymosa dies illa, avvertendo poi nel crescendo delle parole qua resurget l&#8217;affermata certezza nella potenza del Creatore, Rex tremendae maiestatis, autore della vita e della risurrezione. La Chiesa non poteva non rendere omaggio al genio salisburghese, riconoscendo che egli dedic\u00f2 all&#8217;espressione religiosa tante pagine sublimi. Vorrei aggiungere che, man mano che procedeva nella creazione artistica, egli attinse le pi\u00f9 alte vette della musica religiosa, come attestano sia il Requiem, ora ascoltato, sia la sorprendente, anche se incompiuta, Messa in DO minore, sia l&#8217;incomparabile mottetto eucaristico Ave Verum. Mentre auguro a tutti che l&#8217;emozione estetica ed insieme religiosa, in noi suscitata da questa esecuzione, faciliti il cammino verso l&#8217;Assoluto, porgo il mio saluto alle Autorit\u00e0 religiose e civili qui convenute, ai presenti ed a tutti coloro che, mediante il collegamento radiotelevisivo, si sono uniti a noi.\u00bb (\u00abOsservatore Romano\u00bb, 7 dic. 1991, 9)<\/p>\n<h2>Il cammino d\u2019avvicinamento<\/h2>\n<p>Tanto nella Chiesa che nella Massoneria si \u00e8 dunque compiuto un notevole cammino di reciproco avvicinamento. E stata decisamente abbandonata l&#8217;impostazione narcisista ed apologetica, che induceva le due parti ad addossare esclusivamente all&#8217;altro colpe e responsabilit\u00e0. Per quel che attiene alla Massoneria lascio ai Massoni l&#8217;onere della dimostrazione; per quel che riguarda invece la Chiesa ricorder\u00f2 che ripetutamente scrittori e, quel che pi\u00f9 interessa ora, Sommi Pontefici, non hanno esitato a domandare perdono per torti ed offese che la Chiesa pu\u00f2 aver commesso nel passato nei confronti delle altre comunit\u00e0. Lo fece Paolo VI aprendo la seconda sessione del Concilio; lo stesso Concilio nella dichiarazione Dignitatis humanae sulla libert\u00e0 religiosa, nell&#8217;art. 12 sconfess\u00f2 i \u00abcomportamenti contrari al Vangelo\u00bb verificatisi nella Chiesa. Identico cammino ha percorso Giovanni Paolo II nel corso dei suoi pellegrinaggi apostolici in zone di mista religione. L&#8217;ultima volta lo ha fatto ad Olomuc lo scorso 23 maggio 1995, nell&#8217;omelia per la beatificazione del sacerdote Jan Sarkander, si noti bene, massacrato dai protestanti (cfr. \u00abOsservatore Romano\u00bb, 22-23 maggio 1995, 9). Nella Massoneria s&#8217;\u00e8 compiuto un cammino omologo nei confronti della Chiesa? Uno dei temi maggiormente scottanti \u00e8 quello delle scomuniche. Ce n&#8217;\u00e8 stata una grandinata bimillenaria. La Chiesa ha fermato questo cammino, per invertire il percorso. L\u2019ha fatto anche nei confronti della Massoneria: nella redazione del nuovo Codice di diritto canonico (1983) non solo ha eliminato la scomunica, ma ha addirittura evitato di nominare la Massoneria. Ha compiuto un cammino identico nei confronti delle confessioni religiose eretiche e scismatiche, cosa enormemente pi\u00f9 complessa, perch\u00e9 &#8211; al contrario di quello che accade con la Massoneria &#8211; qui non entra in questione unicamente il contenzioso storico e le problematiche socioculturali, ma problemi e pronunciamenti dogmatici e morali pontifici e conciliari, i quali per loro natura sono considerati irrevocabili, di portata supertemporale, cio\u00e8 perpetua. Il Vangelo e la carit\u00e0 hanno abbattuto ogni barriera di carattere giuridico ed istituzionale. Tanto la Chiesa cattolica che gli organi supremi acattolici hanno concordemente deciso di \u00abrelegarle all&#8217;oblio\u00bb, e di \u00abfarle sparire dalla memoria\u00bb, come si esprime l&#8217;enciclica Ut unun sint emanata da Giovanni Paolo II il 25 maggio 1995. La prima cancellazione ebbe luogo il 7 dicembre 1965 ad opera di Paolo VI e del Patriarca costantinopolitano Atenagora I, notoriamente Massone. Al n. 62 dell&#8217;enciclica ora citata, Giovanni Paolo II elenca le altre condanne all&#8217;oblio. Le ricordo rapidamente, notando che esse praticamente &#8220;assonnano&#8221; i placiti del Concilio di Efeso (431) che condannava il nestorianesimo e quelli del Concilio di Calcedonia (451) che condannava il monofisismo. Le &#8220;dichiarazioni comuni&#8221; di pace e ortodossia sono: Paolo VI con Shenouda III, Patriarca ortodosso di Alessandria d&#8217;Egitto (10 maggio 1973); ancora Paolo VI e Jacoub III, Patriarca siro-ortodosso di Antiochia e di tutto l&#8217;Oriente (27 ottobre 1971). Al pontificato attuale appartengono le dichiarazioni pubbliche e solenni che seguono: con Shenouda III, mediante un discorso ai suoi inviati in Vaticano (2 giugno 1979); dichiarazione comune col Patriarca siro-ortodosso di Antiochia e di tutto l&#8217;Oriente, Moran lanazio Zakka I Ivas (23 giugno 1984); idem nel discorso rivolto al Patriarca della Chiesa ortodossa di Etiopia, Abuna Paulos III (11 giugno 1993); dichiarazione cristologica comune formata con Mar Dinkha IV, Patriarca della Chiesa Assira (nestoriana) d&#8217;Oriente (11 novembre 1994).<\/p>\n<p>Se la riconciliazione di fatto \u00e8 stata raggiunta con tante confessioni religiose, anche se dovr\u00e0 essere completata, fino a pervenire alla \u00abcommunicatio in sacris\u00bb, cio\u00e8 alla liturgia eucaristica celebrata insieme, all&#8217;altare, essa \u00e8 estremamente pi\u00f9 agevole nei confronti della Massoneria. Anche qui, la cancellazione della scomunica \u00e8 cosa fatta, ma il percorso non \u00e8 ancora completo: lo sar\u00e0 quando esplicitamente e pubblicamente sar\u00e0 sancita la libert\u00e0, per i cattolici, di quella duplice appartenenza che in Mozart e in tanti altri personaggi \u00e8 stata professata e che, nel caso del Salisburghese, che si sappia, non ha suscitato n\u00e9 meraviglia n\u00e9, tanto meno, scandalo. \u00c8 l&#8217;auspicio che esprimiamo ex imo corde, ben coscienti del fatto che il suo avveramento, pur esigendo ancora fatiche, ha gi\u00e0 compiuto un felice percorso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Requiem o Flauto Magico \u2013 il genio non cambia \u2013 neppure dopo 250 anni Va notato che Mozart non pu\u00f2 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":12,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_uf_show_specific_survey":0,"_uf_disable_surveys":false,"footnotes":""},"categories":[22],"tags":[],"class_list":["post-1760","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-non-categorizzato"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1760","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/12"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1760"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1760\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1761,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1760\/revisions\/1761"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1760"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1760"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1760"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}