{"id":1767,"date":"2006-05-16T10:13:45","date_gmt":"2006-05-16T08:13:45","guid":{"rendered":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/?p=1767"},"modified":"2017-10-16T15:21:17","modified_gmt":"2017-10-16T13:21:17","slug":"sviluppo-sostenibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/sviluppo-sostenibile\/","title":{"rendered":"Sviluppo sostenibile"},"content":{"rendered":"<h2>Lo sviluppo \u00e8 progresso solo se \u00e8 sostenibile<\/h2>\n<p><b>Il frenetico consumismo e l\u2019illimitata ed egoistica corsa al benessere individuale stanno mettendo in serio pericolo la sopravvivenza sia dell\u2019umanit\u00e0 sia del nostro pianeta; l\u2019uomo, sapiente ma poco saggio, sta distruggendo il proprio habitat naturale. Avido di mille futilit\u00e0, toglie il pane alle future generazioni &#8211; ai propri figli\u2026 (O.D.)<\/b><\/p>\n<p><i>F. D. V., membro della Loggia Brenno Bertoni di Lugano (Revista massonica svizzera maggio 2006)<\/i><\/p>\n<p>Leggiamo nel Rapporto Brundtland: \u00abLo sviluppo sostenibile \u00e8 quello che provvede al soddisfacimento dei bisogni delle generazioni presenti senza compromettere la possibilit\u00e0 di soddisfacimento dei bisogni di quelle future\u00bb.<\/p>\n<p>Chi pu\u00f2 non essere d\u2019accordo con una simile affermazione? Possiamo dire che con queste parole \u00e8 stato espresso in forma chiara e sintetica un concetto complesso. Ma \u00e8 possibile realizzare concretamente uno sviluppo sostenibile o si tratta di un\u2019utopia? Detto in altri termini, lo sviluppo economico e tecnologico \u00e8 compatibile con le esigenze di una vita qualitativamente accettabile per l\u2019uomo o no?<\/p>\n<p>Potremmo formulare altri interrogativi, ma sarebbe sempre un girare intorno agli stessi argomenti, riproporre in termini diversi gli stessi quesiti. Scartate per ovvi motivi di buon senso le soluzioni estreme (non possiamo tornare all\u2019et\u00e0 della pietra e rinunciare a secoli di sacrifici e di conquiste, ma non siamo neppure disposti a vivere con la mascherina antigas o a rinunciare a godere della vista di uno specchio d\u2019acqua cristallina), non resta come scelta obbligata che il cosiddetto sviluppo sostenibile. Anzi, si pu\u00f2 dire che non sia neppure una scelta, se per tale intendiamo un\u2019opzione che abbia un\u2019alternativa, quanto piuttosto una linea di tendenza o una direzione a senso unico.<\/p>\n<p>Inutile elencare i danni all\u2019ambiente arrecati quotidianamente dall\u2019uomo: i rapporti scientifici, i giornali e i periodici pi\u00f9 o meno specializzati non parlano d\u2019altro! Inutile anche elencare le possibili soluzioni al complesso problema: si tratta di strategie allo studio degli esperti in ecologia, riciclaggio e simili di tutto il mondo. Solo farne anche un breve accenno comporterebbe \u2013 data la molteplicit\u00e0 di soluzioni ipotizzate \u2013 pi\u00f9 che un semplice articolo, un trattato enciclopedico. Per di pi\u00f9 si cadrebbe in un noioso tecnicismo, oppure si offrirebbe il fianco alle critiche degli esperti di opposto parere o di diversi orientamenti rispetto al nostro. Il problema, del resto, presenta cos\u00ec tante sfaccettature da non essere affrontabile in tutti i suoi aspetti e quindi si cadrebbe inevitabilmente nella frammentariet\u00e0 della trattazione. Mi pare che sia pi\u00f9 corretto dal punto di vista metodologico, ma anche pi\u00f9 utile come contributo di idee, parlarne per linee generali sotto il profilo dell\u2019approccio psicologico o, se si preferisce, politico in senso lato.<\/p>\n<h2>Percorso educativo<\/h2>\n<p>Abbiamo detto all\u2019inizio che non si tratta di una scelta. Ed \u00e8 vero. Per\u00f2 dobbiamo aggiungere che, posta la necessit\u00e0 di un\u2019opzione a favore dello sviluppo sostenibile, si devono poi operare delle scelte. Tanto per cominciare, non si pu\u00f2 sacrificare tutto (la salute in primo luogo) alla logica del profitto. E qui entriamo in un terreno spinoso, quasi minato. Ci si domanda: l\u2019interesse di pochi ha il diritto di mettere a repentaglio la salute di tutti? Non \u00e8 neppure il caso di rispondere a una simile domanda. E se ci sono di mezzo dei posti di lavoro, degli interessi di tutta una collettivit\u00e0? Facciamo un esempio: il caso della foresta amazzonica. Il taglio di quegli alberi potrebbe consentire il decollo economico del Brasile, ma metterebbe a repentaglio \u2013 pare \u2013 l\u2019ecosistema mondiale. Come dire il futuro di una nazione in via di sviluppo contro il futuro respiratorio dell\u2019umanit\u00e0. Una scelta davvero drammatica! Questi interrogativi potrebbero proporsi all\u2019infinito. E allora che fare? A questo punto il discorso non \u00e8 pi\u00f9 tecnico ma diviene politico. E pensare a una sorta di direttorio mondiale dell\u2019ecologia? Dovrebbe far capo all\u2019ONU, evidentemente. Si pu\u00f2 ancora aver fiducia in questa istituzione? Possono delle leggi contrapporsi a dei colossali interessi economici (basterebbe pensare all\u2019inquinamento derivante dal petrolio e affini)? Certamente le leggi, internazionali e nazionali, devono mettere dei paletti. Devono essere istituite ovunque, anche nei Paesi in via di sviluppo, commissioni, autorit\u00e0 e ministeri preposti alla salvaguardia dell\u2019ambiente. Tutto ci\u00f2 \u00e8 doveroso ma non basta. Premesso che lo sviluppo umano non ammette momenti di sosta e tanto meno passi indietro, non resta che il percorso educativo. \u00c8 l\u2019uomo che si deve convincere del male che reca a se stesso, attentando quotidianamente all\u2019ambiente in cui vive. La via da percorrere \u00e8 quella che passa attraverso una presa di coscienza della gravit\u00e0 del problema, non solo e non tanto attraverso un\u2019educazione indotta dall\u2019esterno, quanto attraverso una sorta di autoconvincimento. Il modello vincente non pu\u00f2 essere n\u00e9 quello dello sviluppo a tutti i costi, n\u00e9 quello della crescita zero. Forse la soluzione \u00e8 in una maturazione dall\u2019interno di una coscienza ecologica. Solo cos\u00ec l\u2019uomo, rendendosi conto dei danni, a volte irreparabili e irreversibili che arreca all\u2019ambiente e sforzandosi sempre pi\u00f9 di rispettare la natura, senza rinunciare alle sue comodit\u00e0, potr\u00e0 arrivare a una soluzione. Quale? Quella di abitare un pianeta progredito e vivibile, risolvendo cos\u00ec un\u2019equazione che oggi presenta troppe incognite.<\/p>\n<h2>Conciliare sviluppo e ambiente<\/h2>\n<p>Vediamo ora di immaginare quale potrebbe essere su questo spinoso tema la posizione di un Massone. Prover\u00f2 a raccontare una storiella.<\/p>\n<p>Un giorno il G&#8230;A&#8230;D&#8230;U&#8230; decide di inviare sulla terra un suo osservatore di fiducia per sapere come se la cavano quegli esseri intelligenti ma litigiosi che Egli ha collocato tanti anni fa in un pianeta particolarmente ospitale dell\u2019universo. Dal suo inviato Egli esige un rapporto veritiero e dettagliato. Il messo parte con le migliori intenzioni e approda su quel pianeta verde-azzurro, indicatogli dal G&#8230;A &#8230;D&#8230;U &#8230;. La sua navicella fa fatica per\u00f2 a trovare uno spazio libero dove atterrare. Non \u00e8 in grado di galleggiare, ma la terra gli si presenta come un pullulare di citt\u00e0, case e uomini. Dove sono le foreste che il G&#8230;A&#8230;D&#8230;U&#8230; gli aveva segnalato? Le poche rimaste appaiono da una rapida ricognizione dall\u2019alto, ma anche altrettanti cantieri, dove operai e ruspe la fanno da padroni. Si deve rassegnare ad atterrare in un deserto. E i mari? Inquinati dagli scarichi petroliferi e dai rifiuti urbani, persino al largo (non parliamo delle coste). E per fortuna il messo divino non respira, altrimenti chiss\u00e0 che rapporto dovrebbe fare sulla tossicit\u00e0 dell\u2019aria! Prima di rientrare alla base e riferire al G&#8230;A&#8230;D&#8230;U&#8230; le sue impressioni (negative) sul come gli uomini stanno gestendo il pianeta concesso loro in usufrutto, lo scrupoloso messaggero vuole accertarsi se questi piccoli esseri litigiosi cercano in qualche modo di correggere i propri errori e viene a sapere che \u00e8 allo studio un piano di salvaguardia dell\u2019ambiente, mirante a portare avanti il progresso scientifico e tecnologico, che va sotto sviluppo sostenibile. Per onest\u00e0 e completezza d\u2019informazione, deve riferire anche su questo e quindi cerca di raccogliere notizie su tale progetto. Viene a sapere che tutti i Paesi del mondo, a partire da quelli tecnologicamente pi\u00f9 avanzati, stanno mettendo a punto leggi severe che riguardano tanto lo smaltimento dei rifiuti, quanto l\u2019approvvigionamento energetico, tanto la ricerca scientifica e i suoi rapporti con la morale (bioetica, ad esempio), quanto gli investimenti economici. Si tratta solo dei primi passi verso l\u2019avvio della soluzione di una questione molto complessa, ma \u00e8 gi\u00e0 qualcosa che il problema venga avvertito, che se ne parli. Il messo divino partecipa occultamente a congressi scientifici e a riunioni politiche e pu\u00f2 cos\u00ec accertarsi del fatto che il tema dello sviluppo sostenibile \u00e8 ovunque, con varie denominazioni, all\u2019ordine del giorno di tutti i lavori di ricerca in svariati campi ed \u00e8 considerato assolutamente prioritario. E questa \u00e8 gi\u00e0 una consolazione. Se l\u2019uomo &#8211; si domanda \u2013 \u00e8 stato capace di straordinarie e impensabili conquiste, non sar\u00e0 in grado forse di vincere anche questa battaglia, che riguarda il futuro suo e dei suoi figli? Con molti elementi negativi ma anche con qualche speranza il messaggero torner\u00e0 a far rapporto al G&#8230;A&#8230;D&#8230;U&#8230; sullo stato di salute della terra, il quale, lungimirante e magnanimo com\u2019\u00e8, si pu\u00f2 prevedere che dar\u00e0 fiducia anche questa volta all\u2019uomo, lo creder\u00e0 cio\u00e8 capace di conciliare sviluppo e ambiente. L\u2019auspicio tuttavia \u00e8 che tale atto di fiducia non venga tradito dall\u2019uomo, che quindi questo essere tanto intraprendente quanto ribelle e trasgressivo si dimostri una buona volta degno del pianeta meraviglioso che il G&#8230;A&#8230;D&#8230;U&#8230; gli ha donato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo sviluppo \u00e8 progresso solo se \u00e8 sostenibile Il frenetico consumismo e l\u2019illimitata ed egoistica corsa al benessere individuale stanno [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":12,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_uf_show_specific_survey":0,"_uf_disable_surveys":false,"footnotes":""},"categories":[22],"tags":[],"class_list":["post-1767","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-non-categorizzato"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1767","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/12"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1767"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1767\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1768,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1767\/revisions\/1768"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1767"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1767"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1767"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}