{"id":1774,"date":"2006-11-16T10:16:55","date_gmt":"2006-11-16T09:16:55","guid":{"rendered":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/?p=1774"},"modified":"2017-10-16T15:21:17","modified_gmt":"2017-10-16T13:21:17","slug":"lagape-massonica-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/lagape-massonica-2\/","title":{"rendered":"L\u2019Agape massonica"},"content":{"rendered":"<h2>L\u2019Agape, dal greco Amore, \u00e8 il Banchetto rituale massonico<\/h2>\n<p><b>Il Dictionnaire de la Franc-Ma\u00e7onnerie diretto dal Ligou, alla voce Banquet, dice: \u00abIl banchetto \u00e8 una tra le pi\u00f9 antiche e solide tradizioni massoniche. Gi\u00e0 le Costituzioni di Anderson vi fanno allusione, al pari dei regolamenti che fanno loro seguito. Fin da quell\u2019epoca, le riunioni e le assemblee di Gran Loggia si concludevano con un banchetto.\u00bb<\/b><\/p>\n<p><i>N. M. d. L., Grande Oriente d\u2019Italia (Revista massonica svizzera novembre 2006)<\/i><\/p>\n<p>Il tema dell\u2019agape o banchetto massonico, che si ripropone costantemente in termini di incertezza nella Massoneria italiana a motivo della mancata adozione di un apposito rituale da parte del Grande Oriente d\u2019Italia, \u00e8 curiosamente venuto alla ribalta di recente nel quadro della querelle che ha portato al ritiro del riconoscimento da parte della Gran Loggia Unita d\u2019Inghilterra. Infatti, tra i capi di accusa contestati al Grande Oriente d\u2019Italia stesso dalla Gran Loggia Unita d\u2019Inghilterra e che hanno fornito pretesto per il suddetto ritiro del riconoscimento, ha figurato quello a tenore del quale il Grande Oriente d\u2019Italia consentirebbe a Logge della propria obbedienza l\u2019effettuazione di banchetti od agapi secondo rituali parodianti in modo blasfemo il sacramento eucaristico e comunque estranei alla pura tradizione massonica. Al fine di fare chiarezza sull\u2019argomento, ancorando tuttavia l\u2019indagine ad elementi meno fumosi e meno opinabili, converr\u00e0 fare riferimento a precisi elementi documentari.<\/p>\n<h2>Cenni storici<\/h2>\n<p>Fin da 1717 le riunioni e le assemblee di Gran Loggia si concludevano con un banchetto ed Anderson raccomanda ai Fratelli di non trasformarli in orge, precetto che sembra esser stato in generale seguito&#8230; La tradizione del banchetto si \u00e8 mantenuta. Ogni tornata \u00e8 seguita &#8211; obbligatoriamente nell\u2019Emulation Ritual, facoltativamente altrove &#8211; da un banchetto o agape fraterna. Nell\u2019Emulation Ritual, il banchetto \u00e8 rituale, vale a dire che la tavola \u00e8 a ferro di cavallo, presieduta dal Venerabile, mentre i due Sorveglianti stanno alle due estremit\u00e0. Si comincia con i rendimenti di Grazie recitati dal cappellano ed il pasto \u00e8 inframmezzato da una serie di toast, i toast ufficiali al Presidente della Repubblica (in Inghilterra alla Regina), ai sovrani e capi di Stato che proteggono la Massoneria, al Gran Maestro, i toast tradizionali alla Gran Loggia, al Gran Maestro Provinciale, se del caso al neoiniziato di quella tornata il quale contraccambia, alle Logge sorelle ed ai visitatori ed infine quelli agli assenti e a tutti i Massoni poveri ed in difficolt\u00e0. Nelle Logge che lavorano secondo i Riti Francese e Scozzese, l\u2019agape fraterna che fa seguito alla tornata \u00e8 spesso abbastanza rapida e semplice, presieduta dal Venerabile che talvolta dice qualche parola al dessert. Qualche volta vi sono ammesse le mogli dei Fratelli. Nei Riti Francese e Scozzese viene praticato il banchetto d\u2019ordine strettamente riservato ai Fratelli. La tavola \u00e8 del pari ad arco di cerchio, \u00e8 proibito parlare ad alta voce e fumare. Il servizio di tavola \u00e8 effettuato dagli Apprendisti. L\u2019aspetto interessante di queste cerimonie deriva dal fatto che esse hanno conservato un rituale abbastanza particolare che si ritiene derivato dalle tradizioni delle Logge militari durante l\u2019Ancien R\u00e9gime. In questi lavori di masticazione o lavori di tavola&#8230; si fa anche uso di un lessico speciale&#8230; Durante il banchetto d\u2019ordine i Fratelli indossano la sciarpa o il collare&#8230;\u00bb. A sua volta il Mellor, nel Dictionnaire de la Franc-Ma\u00e7onnerie et des Francs-Ma\u00e7ons, alla voce Banquet, riferendosi all\u2019uso inglese, scrive che la ricreazione (refreshment) o agape, che segue la tornata di Loggia, \u00ab\u00e8&#8230; obbligatoria\u00bb. I brindisi o toasts si dividono in facoltativi, obbligatori e tradizionali seguiti da quello per i Fratelli assenti e l\u2019ultimo (quello del Tyler o Tegolatore) per \u00abtutti i Massoni poveri ed in difficolt\u00e0, per terra, sul mare od in aria, augurando una rapida consolazione alle loro sofferenze ed un pronto ritorno al Paese natio, se lo desiderano\u00bb. Il Mellor precisa che \u00abl\u2019uso, ad ogni toast, \u00e8 quello di alzarsi in piedi, dopo che il Venerabile abbia battuto un colpo di maglietto, ripetuto dai due Sorveglianti, ognuno dei quali sta seduto all\u2019estremit\u00e0 della tavola (generalmente a ferro di cavallo)\u00bb.<\/p>\n<h2>Origini<\/h2>\n<p>A quale epoca risale la consuetudine di consumare un pasto tra i Fratelli di Loggia, durante o dopo i lavori rituali propriamente detti? Ed \u00e8 possibile ricostruire le forme originarie di essa? Prima di tentare di dare una risposta a questi interrogativi, appare opportuno ricordare che abbiamo oggi un\u2019idea molto approssimativa dei rituali in uso prima del 1730 circa, posto che i primi documenti scritti, a parte rare eccezioni su aspetti comunque non pertinenti all\u2019argomento in esame, cominciano ad apparire proprio da quel periodo. Secondo B. E. Jones: \u00ab\u00c8 comunque certo che i brindisi venissero usati agli inizi del \u2018700 e probabilmente anche molto prima. Anderson suggerisce che ne venne fatto uno alla festa del 1719. Nel 1757, una lettera autorizzata dal Gran Maestro stabiliva che il primo dei nostri brindisi in Loggia \u00e8 quello della salute del Re e dell\u2019Ordine. Sia i Moderni che gli Antichi erano d\u2019accordo su questo punto.\u00bb Che un pasto in comune fosse abitualmente consumato al termine dei lavori di Loggia, almeno a partire dal 1717 o comunque dalla fondazione della Gran Loggia di Londra, \u00e8 attestato &#8211; come ricordato dalla sopra riportata voce del Dictionnaire de la Franc-Ma\u00e7onnerie &#8211; dai Doveri di un Libero Muratore allegati alle Costituzioni elaborate dall\u2019Anderson nel 1723. Infatti, all\u2019art. 2 dei Doveri, sotto il significativo titolo di Comportamento quando la Loggia \u00e8 Chiusa ed i Fratelli non sono usciti che consente di situare le relative prescrizioni dopo la chiusura dei lavori rituali, si legge: \u00abPotete divertirvi con innocente allegria, trattandovi l\u2019un l\u2019altro a vostro talento, ma evitando ogni eccesso, o di spingere alcun Fratello a mangiare o bere oltre la sua inclinazione&#8230;\u00bb. Gli stessi Regolamenti generali annessi alle Costituzioni (artt. XXVIII-XXXII) dedicano alquanto spazio al tema del pranzo che fa seguito ai lavori della Gran Loggia annuale. \u00c8 certo, comunque, che ancora per decenni dopo il 1717 le Logge, sia in Inghilterra sia nell\u2019Europa continentale ove si erano nel frattempo rapidamente diffuse, continuarono a riunirsi presso taverne e locande, dimostrandosi spesso assai pi\u00f9 interessate ai lavori di tavola che ad altri e pi\u00f9 iniziatici lavori, in qualche modo legittimando la curiosa etimologia data con tutta seriet\u00e0 dal Lessing alla parola Masonry, come derivata da Mase, mensa o tavola. E se pure al riguardo non si disponesse di abbondanti testimonianze d\u2019epoca (diari, resoconti di gazzette, rapporti di polizia, ecc.), basterebbe a darne conferma la sollecita preoccupazione di un Ramsey volta a nobilitare i banchetti massonici attraverso l\u2019analogia con le feste intrinseche ai Misteri pre-cristiani&#8230; In ogni caso, gi\u00e0 una delle prime pubblicazioni a stampa in Italia sulla Libera Muratoria, la Relazione della Compagnia de\u2019 Liberi Muratori dell\u2019Angiolieri Alticozzi, si diffondeva lungamente sulla tavola de\u2019 Liberi Muratori, riportando tra l\u2019altro queste interessanti notazioni: \u00abLe parole, che si usano a tavola, sono prese dall\u2019Artiglieria; bench\u00e9 io ho poi veduto, che questo costume non \u00e8 cos\u00ec rigoroso, e in diversi paesi diversamente si varia.\u00bb Vi \u00e8 poi la descrizione del lessico di tavola, del caricamento, del brindisi, ecc., esattamente come la si ritrover\u00e0 alla fine del XVIII secolo ed all\u2019inizio del successivo attraverso i testi francesi ed italiani.<\/p>\n<h2>Th\u00e9odore Henri de Tschudy<\/h2>\n<p>Non indegna di approfondimento ritenne questa tematica Th\u00e9odore Henri de Tschudy, che nell\u2019\u00c9toile flamboyante (1766) le dedic\u00f2 non poche pagine, con accenti e con considerazioni che appare utile rievocare: \u00abLe assemblee dei Massoni sono quasi sempre concluse da pasti&#8230; Ma quando una gioia savia presiede a questi quarti d\u2019ora di rilassamento, quando le arguzie dell\u2019ingegno, stimolate ad un certo punto dall\u2019uso moderato di una bevanda ristoratrice, lasciano sfuggire quegli sprazzi d\u2019immaginazione che inquadrano e disegnano, per cos\u00ec dire, la soddisfazione ed il piacere, dove trovarne uno pi\u00f9 sensuale? ai canti di prammatica, che hanno qualcosa di rude e di monotono, si mescolano talvolta canzoni ingegnose, la cui melodia ed i cui accordi sembrano unire ancor pi\u00f9 gli animi e far meglio scaturire l\u2019armonia dell\u2019insieme. L\u2019ordine dei brindisi, quello della cerimonia, malgrado il loro singolare apparato, per quanto estraneo possa apparire alla maggior parte degli usi massonici&#8230;, costituiscono nondimeno una visione, un concerto che ha qualcosa di piacevole e di seducente fin nell\u2019inizio. L\u2019atmosfera di schiettezza che pervade tutti i convenuti, il tono cordiale che viene assunto spontaneamente per interpretare sentimenti autentici, pongono ognuno a proprio agio: le distinzioni finiscono al di sotto della tavola, non si ode altro che il nome di fratello, il quale risuona per ogni dove; tutto, infine, contribuisce a render deliziosi questi festini nella loro semplicit\u00e0&#8230; Il nostro, cari Fratelli, \u00e8 il rifugio dell\u2019innocenza; noi lasciamo il santuario per passare nel vestibolo a banchetti deliziosi, nei quali la frugalit\u00e0 e la prudenza attenuano quanto vi potrebbe essere di troppo impetuoso e di eccessivamente libero. Un esercizio piacevole vi cadenza con metodo, le libagioni che facciamo ed il modo di celebrare i brindisi cari all\u2019Ordine acquistano un merito in pi\u00f9 per l\u2019armonia che vi regna e per il concerto di applausi con il quale esprimiamo i nostri auspici e la nostra gioia. I nomi che impieghiamo per caratterizzare gli arredi del festino attengono agli attributi militari, giacch\u00e9 nessun ordinamento nella societ\u00e0 civile \u00e8 maggiormente sagomato per la precisione dei tempi di quello di una milizia ben disciplinata e ben guidata; al monarca vanno i nostri primi auguri, mentre il secondo posto spetta al capo dell\u2019Ordine in Francia; i nostri maestri, i nostri fratelli, i nostri amici, le nostre sorelle, ci farebbero prosciugare la cantina pi\u00f9 fornita, qualora ardissimo cimentare le nostre forze con la voglia che abbiamo di sottolineare l\u2019affetto pi\u00f9 tenero; ma i Massoni hanno in orrore l\u2019ebbrezza, conseguenza funesta degli eccessi; la crapula non si asside mai accanto alla virt\u00f9, la sola decenza ha diritto di riempire la sua coppa, le preoccupazioni sono bandite, i Massoni non le paventano; adusi ad intrecciar ghirlande, le rose del piacere con i gigli della sapienza, non degeneriamo mai; i nostri principi sono presenti sempre, nei casi del lavoro, in seno alle feste, nel momento degli svaghi, il fuoco dell\u2019amicizia \u00e8 il solo che ci riscaldi; vediamo la gioia; la afferriamo, ma ci rendiam conto dei suoi limiti e sappiamo rispettarli: che non sia mai fine, fratelli neo-iniziati, al vostro zelo per la nostra rispettabile associazione e, quanto a noi, non dismetteremo mai i sentimenti che dovete aspettarvi da noi, e che sono lusingato di garantirvi. Vivant, vivant, vivant.\u00bb<\/p>\n<h2>Il Convento di Lione del 1778<\/h2>\n<p>All\u2019argomento del banchetto o agape dedica spazio anche il Code Ma\u00e7onique des Loges r\u00e9unies et rectifi\u00e9es de France (1779), approvato nel Convento di Lione del 1778 che fu all\u2019origine del Regime o Rito Scozzese Rettificato. Infatti il Cap. XV (Dei Banchetti e delle Feste) esordisce nei seguenti termini: \u00abI banchetti troppo sontuosi, troppo chiassosi e troppo frequenti sono contrari allo spirito della Massoneria, mentre quelli il cui costo \u00e8 modico e regolato, in cui regnano la decenza e la fraternit\u00e0, sono atti a conservare ed a rinserrare i legami che uniscono i Massoni. Pertanto il Maestro Venerabile raduner\u00e0 a banchetto i Fratelli quanto spesso le circostanze lo consentiranno&#8230; Le feste da celebrare nelle Logge riunite e rettificate sono i due S. Giovanni, d\u2019estate e d\u2019inverno, e la festa del rinnovamento dell\u2019Ordine del sei novembre&#8230; Il giorno della festa di S. Giovanni d\u2019inverno sar\u00e0 principalmente consacrato ad atti di beneficenza&#8230; Lo stesso si deve osservare per la festa di S. Giovanni Battista&#8230; Ci sar\u00e0 un discorso come per la festa di S. Giovanni d\u2019inverno, e si faranno al banchetto tutti e sette i brindisi dell\u2019Ordine&#8230;\u00bb<\/p>\n<h2>Louis Guillemain de Saint-Victor<\/h2>\n<p>Un rituale a stampa della Loggia di Tavola \u00e8 finalmente contenuto nel Recueil pr\u00e9cieux de la Ma\u00e7onnerie adonhiramite, opera di Louis Guillemain de Saint-Victor (1786). Si \u00e8 nell\u2019ambito proprio del Grand-Orient de France e del Rito Francese o Moderno in questo praticato. Le prescrizioni anticipano un paradigma pressoch\u00e9 costante nei successivi documenti similari. \u00abPoich\u00e9 l\u2019Istruzione della Loggia di Tavola fa parte dei misteri dell\u2019Ordine, si deve tenere questa Loggia in un luogo altrettanto ben coperto della Sala delle Iniziazioni. Si allestir\u00e0 una Tavola a forma di ferro di cavallo, abbastanza grande, se il luogo lo consente, perch\u00e9 tutti i convitati possano sedere lungo il lato esterno. Il Venerabile \u00e8 sempre posto all\u2019Oriente davanti al centro della Tavola, avendo l\u2019Oratore alla propria destra: i Sorveglianti sono alle due estremit\u00e0 all\u2019Occidente; i Maestri occupano il Mezzogiorno, avendo cura di cedere i posti pi\u00f9 prossimi all\u2019Oriente a tutti i Visitatori che si presentino; i nuovi Iniziati devono stare a Settentrione, di lato all\u2019Oratore, ed i Compagni riempiono i posti rimanenti da questa parte&#8230; Tutto ci\u00f2 che costituisce il servizio della Tavola deve formare tre linee parallele; vale a dire che i piatti formano la prima, le bottiglie ed i bicchieri la seconda, ed i vassoi di portata ed i lumi l\u2019ultima\u00bb. Seguono un glossario dei termini (\u00abi bicchieri sono chiamati cannoni\u00bb, etc.), il rituale di apertura dei lavori, un\u2019elencazione dei brindisi obbligatori ed i canti di chiusura, nonch\u00e9 il rituale di chiusura dei lavori. La elaborazione del suddetto rituale \u00e8 pressoch\u00e9 contemporanea a quella del rituale, ben pi\u00f9 autorevole per provenienza, redatto in forma manoscritta nel 1783 per uso delle Logge del Grand Orient de France e pubblicato a stampa nel 1801 nel contesto del R\u00e9gulateur du Ma\u00e7on ou les trois premiers grades et les quatre ordres sup\u00e9rieurs (A H\u00e9r\u00e9dom. l\u2019An de la G.\u00b7.L.\u00b7. 5801), che &#8211; con pochi adattamenti per quanto concerne la dedica del primo brindisi, imposti dalle circostanze politicoistituzionali &#8211; sarebbe stato preso a modello in tutta la Massoneria francese o d\u2019ispirazione francese fino ad oggi.<\/p>\n<h2>Dalla Francia all\u2019Italia<\/h2>\n<p>Nell\u2019ambito del primo Grande Oriente d\u2019Italia (1805-1814) si fece riferimento ai rituali del Grande Oriente di Francia, anche per i banchetti o agapi. Ne \u00e8 prova il volumetto delle Instructions pour les trois premiers grades de la Franc-Ma\u00e7onnerie catalogato nella Raccolta Bertarelli di Milano e riprodotto integralmente in una pubblicazione riservata, che almeno fino al 1808 dovette essere in uso bench\u00e9 in francese, posto che soltanto da quell\u2019anno \u00e8 riferita l\u2019esistenza di rituali a stampa in italiano. Del volumetto fa parte anche una dettagliata Instruction de la Loge de table, ou banquet, trascrizione pressoch\u00e9 integrale dal citato R\u00e9gulateur, della quale si riportano alcuni brani pi\u00f9 significativi: \u00abDisposizione della Loggia di tavola. La sala in cui si fa il banchetto deve esser situata in modo che niente si possa vedere o sentire dal di fuori. La tavola, per quanto possibile, sar\u00e0 a ferro di cavallo. Il posto del venerabile \u00e8 al vertice, e quello dei sorveglianti alle estremit\u00e0. Il Fratello Oratore si pone in testa alla colonna di meridione, ed il Fratello Segretario alla testa di quella di settentrione; l\u2019oriente \u00e8 occupato dai fratelli visitatori, o da ufficiali della Loggia, qualora non vi siano visitatori. Eccettuati i cinque ufficiali appena menzionati, nessuno ha un posto distinto, tranne nel caso in cui vi fossero visitatori decorati di gradi superiori, e che l\u2019oriente fosse occupato da essi. In tal caso gli altri visitatori verrebbero posti in testa alle colonne. Il Pane si chiama Pietra grezza&#8230; Allorch\u00e9 ognuno abbia preso posto, sta alla volont\u00e0 del Venerabile di fare il primo brindisi prima di masticare, o di aspettare che si sia masticata la minestra, od in altro momento che egli ritenga opportuno. Quando vuole fare il primo brindisi, batte un colpo di maglietto; immediatamente i fratelli serventi escono dall\u2019interno del ferro di cavallo, e si ritirano all\u2019occidente. (\u00c8 la stessa cosa in tutti i brindisi). Tutti smettono di masticare. Il fratello maestro delle cerimonie, per solito, sta da solo all\u2019interno del ferro di cavallo e di fronte al venerabile, per essere meglio in grado di ricevere i suoi ordini e di farli eseguire: talvolta trova posto in un tavolino tra i due sorveglianti &#8230;. Ciascun sorvegliante si assicura della qualit\u00e0 massonica di tutti gli individui che stanno sulle due colonne, scorrendo lo sguardo su di essi e riconoscendoli per Massoni&#8230; Nel frattempo i Fratelli si adornano delle proprie sciarpe; non \u00e8 necessario indossare il grembiule. Il Fratello Copritore va a togliere la chiave della porta, che chiude; e da quel momento nessuno pi\u00f9 entra od esce.\u00bb<\/p>\n<h2>Pasto sacro<\/h2>\n<p>Il conferimento di contenuti simbolici a sfondo sacrale e talvolta schiettamente iniziatico, infatti, \u00e8 fenomeno pressoch\u00e9 generalizzato in tutte le epoche ed in tutte le civilt\u00e0, nelle quali il pasto sacro trova frequentissima anche se estremamente varia collocazione. Per limitarsi all\u2019area mediterranea, si dispone di molteplici e persuasive testimonianze circa l\u2019esistenza di momenti ritualizzati e sacralizzati di pasti collettivi in contesti a carattere iniziatico, quali quelli orfico, pitagorico e mithraico; a livello delle stesse grandi religioni monoteistiche &#8211; la giudaica e la cristiana &#8211; che hanno maggiormente ispirato l\u2019attuale civilt\u00e0 occidentale, non mancano esempi di rilievo, come i banchetti pasquali e, sotto alcuni profili, la stessa celebrazione della messa, provveduti di elevatissima ispirazione simbolica ed indubbiamente coessenziali ad una rigorosa visione del sacro. Il problema della ritualizzazione del pasto in comune tra i Liberi Muratori non pu\u00f2, quindi, essere analizzato al di fuori di una precisa ricostruzione delle coordinate storiche, simboliche e finalistiche proprie del fenomeno in discussione, quali si sono andate precisando in una societ\u00e0 iniziatica legata, dapprima in forma cosiddetta operativa ed in seguito meramente speculativa, alle caratteristiche di un preciso mestiere, quello dello scalpellino o tagliapietre ovvero, pi\u00f9 estensivamente, all\u2019arte della costruzione. Orbene, un\u2019abbondantissima documentazione, che risale almeno al XVII secolo per quanto concerne l\u2019Inghilterra e la Scozia, e via via pi\u00f9 ricca a partire dal XVIII secolo fino all\u2019epoca attuale, alla quale si \u00e8 fatto sopra un molto riduttivo riferimento, dimostra l\u2019antichit\u00e0 della consuetudine di praticare il pasto collettivo quale momento abituale di ogni riunione o tornata di Loggia, il pi\u00f9 delle volte a conclusione dei lavori rituali ma non di rado, almeno nel XVIII secolo, durante i lavori medesimi. L\u2019unico aspetto rituale o, per cos\u00ec dire, codificato non riguardava e non ha mai riguardato gli alimenti solidi del pasto, bens\u00ec il numero, la dedica e la forma dei brindisi. Si \u00e8 visto, peraltro, che il numero dei brindisi cosiddetti obbligatori fin dalla fine del XVIII secolo nella Massoneria inglese ed in quella francese si \u00e8 cristallizzato in sette e che le dediche si sono anch\u2019esse definite sia nella individuazione dei destinatari sia nel loro ordine (al Capo dello Stato, al Gran Maestro, al Venerabile, ai Sorveglianti, ai membri della Loggia, ai Visitatori, a tutti i Liberi Muratori). Circa la forma del brindisi, almeno dal XVIII secolo si \u00e8 generalmente instaurata una pittoresca ma in verit\u00e0 abbastanza semplice procedura che, facendo uso di una nomenclatura in parte muratoria ed in parte castrense, abbina l\u2019elevazione dei calici all\u2019idea della materializzazione del fuoco-luce, del calore, sullo sfondo dell\u2019insistita reiterazione del numero tre. Sotto il profilo simbolico, si pu\u00f2 ancora far rilevare che la disposizione della Loggia di Tavola, quale risulta da tutte le fonti esaminate, riproduce approssimativamente una semicirconferenza prolungata alle due estremit\u00e0 da rette parallele, da ricollegare al fatto che i due Solstizi dividono il ciclo dell\u2019anno in due parti eguali, mentre la Loggia dei lavori muratori ha la forma di un quadrato doppio: la prima (Loggia di Tavola) sarebbe una rappresentazione del Paradiso Terrestre e la seconda (Loggia di Lavoro) costituirebbe un\u2019anticipazione della Gerusalemme Celeste. Questo pasto \u00e8 pervaso, nella massima spontaneit\u00e0 e schiettezza, dei sentimenti di amicizia e di solidariet\u00e0 che, attraverso ben noti collegamenti simbolici e semantici, evocano i concetti di Amore e di Fraternit\u00e0, mattoni elementari ed essenziali dell\u2019edificio iniziatico dell\u2019Ordine, cardini e fili conduttori, intrecciati in una significativa catena, della sua stessa esistenza. Lo stesso nome di Agape (dall\u2019identica parola greca, che vuol dire Amore), in italiano sta a significare convito fraterno, convito intimo tra amici, affetto od amore. Voler complicare questi significati, mediante aggiunte o modifiche per quanto suggestive e profonde, comporterebbe il rischio di snaturarli e di far perdere loro l\u2019immediatezza e la genuinit\u00e0 della originaria espressione. Ed ancora, il pasto in comune \u00e8 un completamento dei lavori rituali propriamente detti, che sono quelli fissati e scanditi dal rituale del primo grado muratorio. In nessun caso esso pu\u00f2 divenire un lavoro a se stante, svincolato dalla subordinazione logica, cronologica e simbolica ai lavori rituali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Agape, dal greco Amore, \u00e8 il Banchetto rituale massonico Il Dictionnaire de la Franc-Ma\u00e7onnerie diretto dal Ligou, alla voce Banquet, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":12,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_uf_show_specific_survey":0,"_uf_disable_surveys":false,"footnotes":""},"categories":[22],"tags":[],"class_list":["post-1774","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-non-categorizzato"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1774","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/12"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1774"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1774\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1775,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1774\/revisions\/1775"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1774"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1774"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1774"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}