{"id":1782,"date":"2007-10-16T10:26:32","date_gmt":"2007-10-16T08:26:32","guid":{"rendered":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/?p=1782"},"modified":"2017-10-16T15:21:16","modified_gmt":"2017-10-16T13:21:16","slug":"il-silenzio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/il-silenzio\/","title":{"rendered":"Il silenzio"},"content":{"rendered":"<h2>In Occidente \u00e8 difficile comprendere che il silenzio talvolta \u00e8 pi\u00f9 eloquente delle parole.<\/h2>\n<p><b>Nella nostra epoca cos\u00ec disordinata e stressante, ove non \u00e8 raro essere investiti da idee e principi contrastanti, ove pure la vita professionale incalza con innovazioni feroci e incessanti richieste di redditivit\u00e0 e neppure la religione riesce a erigersi a baluardo di valori e principi sicuri, l\u2019uomo moderno si sente smarrito, confuso.<\/b><\/p>\n<p><i>F. P., Loggia Veritas, Locarno\u00a0(Revista massonica svizzera ottobre 2007)<\/i><\/p>\n<p>Conduciamo tutti una vita impegnata, talvolta pure movimentata. La nostra vita \u00e8 sovente rumorosa e spesso, dopo una giornata trascorsa nel caos frenetico e nel frastuono assordante di rumori provocati dalla stessa attivit\u00e0 umana delle nostre citt\u00e0, si aggiungono delle voci umane talvolta pure assordanti, che reclamano tutte, a gran voce, il loro diritto all\u2019esistenza; sono spesso voci dettate da esigenze primordiali, strettamente legate alla loro natura \u00abumana\u00bb: sono esigenze di cibo, di spazio, di comunicazione, d\u2019affetto, d\u2019amicizia. A questo scenario si aggiungono, in maniera prepotente e aggressiva, imponenti e pressanti appelli. Sono grida, talvolta urli laceranti, disseminati disordinatamente nel caotico mondo di messaggi e delle comunicazioni (telefoni, cellulari, fax, posta elettronica, televisione ecc.), che reclamano dei bisogni e delle necessit\u00e0 sociali pressanti ed essenziali. Sono queste delle necessit\u00e0 organizzative che il mondo moderno si \u00e8 voluto creare per bisogni sociali, politici, educativi, commerciali, amministrativi. Sono delle leggi e delle imposizioni con il loro carico di sanzioni, interpellanze, giustificazioni, incoerenze, ingiustizie: gridi e appelli laceranti di chi impone ordinanze e decreti e di chi giustifica applicazioni e interpretazioni discordanti. Culturalmente siamo sempre in movimento, un movimento frenetico, incessante. Difficilmente si trova un posto tranquillo dove ci si possa, per un periodo anche breve, distendere in silenzio, passare il proprio tempo ad estrarre dal profondo della nostra coscienza le risposte alle domande che ci assillano insistentemente.<\/p>\n<p>Si avverte cos\u00ec impellente il bisogno di rallentare la corsa, di riprendere il respiro. Ma molto spesso ci lasciamo inghiottire dalle necessit\u00e0 impellenti e continuiamo a correre, senza sosta, e non troviamo pi\u00f9 il modo di fermarci. Un rimedio esiste: la pratica del silenzio.<\/p>\n<h2>L\u2019\u00abessere interiore\u00bb<\/h2>\n<p>Come provocare la condizione ideale per penetrare nel regno dell\u2019 \u00abessere interiore\u00bb? Ieri ancora, la pratica del silenzio poteva essere semplice. Bastava seguire un appropriato percorso tradizionale e mantenersi su quella via (eremitaggio, ordine religioso ecc.). Ma oggi le esigenze del silenzio sono diventate molto pi\u00f9 sottili e raffinate. L\u2019uomo moderno avverte prepotentemente la necessit\u00e0 di comunicare con l\u2019universo intero; di incontrarsi e comunicare con i suoi simili e condividere con loro conoscenze e valori. Incapace di sopportare le divisioni, i confronti e le divergenze, l\u2019uomo moderno aspira ad una forte unione di consensi che possa conglobare tante differenze. E non esiste nessun\u2019altra strada percorribile, che possa riuscire in quest\u2019intento, se non la pratica del silenzio, nella scoperta costante \u00abdell\u2019essere interiore\u00bb. Grazie alla pratica del silenzio l\u2019uomo sar\u00e0 dunque chiamato a sbarazzarsi dei suoi metalli; le sue false credenze, le sue superstizioni, la sua arroganza , il suo pseudo-sapere, il suo orgoglio. Tutto deve essere rivisto, purificato. Scegliere e seguire questa strada significa soprattutto subirne una fatale attrazione, riuscendo nel contempo a liberarsi da concetti e nozioni false o distorte, ricevute ed assimilate durante la nostra adolescenza e giovinezza. Quest\u2019atteggiamento sopraggiunge soltanto dopo aver raggiunto un ulteriore distacco da tutto ci\u00f2 che infastidisce e soffoca la silenziosa ricerca dell\u2019\u00abessere interiore\u00bb. Le tradizioni e le religioni saranno gradatamente epurate dai diversi rivestimenti imputabili alla storia; e diventeranno pi\u00f9 intense e vive. Il silenzio crea dunque le condizioni per iniziare un lungo cammino per penetrare nell\u2019\u00abessere interiore\u00bb, l\u00e0 dove spunta la scintilla divina. L\u00e0 dove nasce l\u2019uomo nuovo. Misterioso questo \u00abessere interiore\u00bb; esso simboleggia uno stato d\u2019animo piuttosto che un posto determinato. Il silenzio, processo indispensabile per averne accesso, inaugura un passaggio dal di fuori al di dentro, dal caos all\u2019ordine, dalla schiavit\u00f9 alla libert\u00e0. Il silenzio non pu\u00f2 essere intrapreso ed attuato che da coloro che consentono un distacco supremo e totale da se stessi. Solo l\u2019uomo privo di bagagli che gli infastidiscono le mani, privo di preconcetti e idee che oscurano la sua ragione, pu\u00f2 sperare di raggiungere questo distacco. La caratteristica fondamentale del silenzio \u00e8 dunque la sua eccezionalit\u00e0 nel riuscire ad innescare nell\u2019individuo che lo applica un processo evolutivo di tale intensit\u00e0 da modificare atteggiamenti e abitudini, ma pure valori e obiettivi di vita. Basta evocare qualche esempio per comprendere l\u2019importanza di un tema che ha tanto interessato uomini assetati d\u2019Assoluto di qualsiasi epoca e delle pi\u00f9 diverse civilt\u00e0 e tradizioni; uomini che hanno riscontrato tramite il silenzio un\u2019esperienza sconvolgente. Sar\u00e0 infatti nel silenzio assoluto del deserto che Mos\u00e9 pot\u00e9 conversare con Dio e, sempre grazie al silenzio, vivere l\u2019esperienza interiore di una separazione dal mondo, di un ritiro dalla societ\u00e0, di una rinuncia alle diverse attivit\u00e0. Diversi personaggi biblici hanno vissuto profondamente simili momenti di grande misticismo. Ovunque nella Bibbia il silenzio del deserto risuona! Nella nostra epoca cos\u00ec disordinata e stressante, ove non \u00e8 raro essere investiti da idee e principi contrastanti, ove pure la vita professionale incalza con innovazioni feroci e incessante richieste di redditivit\u00e0 e dove neppure la religione riesce a erigersi a baluardo di valori e principi sicuri, non \u00e8 difficile per l\u2019uomo moderno sentirsi smarrito, confuso. Quando l\u2019individuo \u00e9 animato da un forte disordine interiore tutto si trasfigura, vacilla, idee e principi si dissestano e lasciano la mente disorientata, arida, incapace di gestire ragionevolmente l\u2019operato dell\u2019uomo. Ci\u00f2 significa che l\u2019individuo ha perso o allentato quei rapporti segreti che manteneva stretto con il suo \u00abessere interiore \u00bb. Oggi tuttavia silenzio non significa rompere, n\u00e9 un allontanarsi definitivamente dal mondo esterno per rifugiarsi,magari anche egoisticamente, nel nostro mondo interiore. Il silenzio non \u00e8 fine a se stesso, non vuole essere uno scopo ultimo; esso deve procurare una libert\u00e0 pi\u00f9 grande per<\/p>\n<p>arrivare a scoprire le essenzialit\u00e0 e le priorit\u00e0 della nostra vita. Il silenzio infatti modifica l\u2019uomo, lo scolpisce e lo colora, conferendogli il senso della sua origine.<\/p>\n<h2>Il silenzio della meditazione<\/h2>\n<p>Non si pu\u00f2 dire con certezza cos\u2019\u00e8 il silenzio. Non \u00e8 niente di percettibile. Non agisce nel campo dell\u2019energia, del movimento, ma rappresenta un non-stato al di l\u00e0 di tutti gli stati. Il silenzio nella meditazione \u00e8 comunque la sorgente del movimento e del senza movimento. Essere nel silenzio meditativo crea una nuova maniera di vivere d\u2019istante in istante; un modo di vita che non pu\u00f2 essere diviso in momenti. Nella diversit\u00e0 della vita di tutti i giorni, lo sfondo resta sempre lo stesso e tutte le attivit\u00e0 sono le espressioni spontanee di questo sfondo. Si cerca una sicurezza nella ripetizione e in uno schema di comportamento ormai acquisito. Nel silenzio della meditazione la vita scorre senza nessun riferimento ad un ego, ad uno sfondo predisposto; sovente \u00e8 considerato come un abbandono di ogni attivit\u00e0. Purtroppo noi ci conosciamo unicamente nell\u2019azione, che nasconde e tende a emarginare la tranquillit\u00e0. Il silenzio ci permette talvolta di sottrarci dall\u2019agitazione confusa dell\u2019azione e ridarci armonia e tranquillit\u00e0. Un\u2019improvvisa sensazione di complicit\u00e0 e di totale integrazione pu\u00f2 allora apparire: ma sono attimi fuggenti, sono sensazioni brevissime; \u00e8 forse questo uno squarcio della nostra antica felicit\u00e0? \u00abCe qu\u2019il importe d\u2019apprendre est d\u2019une autre mani\u00e8re que par des mots.\u00bb Quando nel Nuovo Testamento Ges\u00f9 tace, comunica qualcosa di pi\u00f9 profondo e con un contenuto pi\u00f9 vasto e pi\u00f9 pertinente di quanto possono dire le parole. Rimproverato per essere stato silenzioso davanti a delle persone che l\u2019hanno voluto provocare, dir\u00e0 infatti: \u00abSe non \u00e8 stato toccato dal mio silenzio, non lo sarebbe stato certamente neanche dalle mie parole.\u00bb Questo silenzio \u00e8 certamente pi\u00f9 orientale che occidentale. Lo si riscontra pure sovente tra i saggi indiani. In Occidente \u00e8 difficile comprendere che il silenzio talvolta \u00e8 pi\u00f9 eloquente delle parole; infatti quest\u2019ultime possono, se mal interpretate, tradurre malamente o comunque in maniera imperfetta, la profondit\u00e0 di un pensiero. Si innesca cos\u00ec un altro linguaggio che presuppone un\u2019attenta e scrupolosa ricerca di segnali e connotazioni, tali da rendere possibile una lettura interpretativa del silenzio. Il silenzio ha dunque il merito e il vantaggio di offrire le condizioni favorevoli ed essenziali alla scoperta dell\u2019essere interiore. Nel silenzio l\u2019uomo \u00e9 invitato a riconsiderare la propria memoria e il proprio cuore ripulendoli da ogni sapere concettuale. Questa purificazione lo condurr\u00e0 a poter accettare liberamente una serie di rinunce. Dopo di che potr\u00e0 abbandonarsi all\u2019ascolto della parola interiore e scoprire cos\u00ec l\u2019\u00abessere interiore\u00bb. L\u2019allontanamento del tumulto esteriore, o meglio detto la non-collaborazione a questa agitazione collettiva, aiuter\u00e0 l\u2019uomo a raggiungere la tranquillit\u00e0 necessaria per assumere il proprio compito. Schiavo delle sue passioni, dei suoi desideri, l\u2019uomo, grazie al silenzio della meditazione diventer\u00e0 un uomo veramente libero.<\/p>\n<h2>Il Tempio dell\u2019Amore<\/h2>\n<p>Grazie al silenzio della meditazione lentamente l\u2019uomo vecchio che abitava in noi si trasforma a tappe progressive; ogni tappa \u00e8 un mattone che vuole contribuire alla costruzione ideale del Tempio Interiore. Non bisogna tuttavia lasciarsi prendere n\u00e9 dall\u2019impazienza n\u00e9 dalla precipitazione. Ad ogni traguardo raggiunto, l\u2019uomo nuovo porter\u00e0 appresso, scolpito nelle sua memoria profonda, i contenuti essenziali della sua spiritualit\u00e0. Il tutto poi si affina, si ricompone, si amalgama, da diventare un\u2019unica, continua ricerca armoniosa. Questi stadi, queste tappe, non sono altro che le diverse operazioni di purificazione che riportano l\u2019uomo al suo primitivo splendore interiore. Dopo aver superato tutte le tappe richieste, l\u2019uomo nuovo potr\u00e0 finalmente raggiungere la scintilla divina che abita in ogni essere umano, avvertita come presenza misteriosa e nascosta. Questa presenza apparir\u00e0 inizialmente come estranea, esteriore alla propria persona; ben presto si riveler\u00e0 per\u00f2 come realt\u00e0 individuale, il proprio \u00abessere interiore\u00bb. Lo spirito divino abita nell\u2019uomo, si stabilisce nell\u2019uomo; l\u2019essenziale \u00e8 scoprirlo. Questa scoperta \u00e8 raggiungibile soltanto con un metodo: l\u2019individuale silenzio della meditazione. Certamente l\u2019uomo nuovo potr\u00e0 essere aiutato da Maestri il cui insegnamento sar\u00e0 certamente d\u2019ordine universale perch\u00e9 sconfina oltre le tradizioni e le religioni; \u00e8 infatti normale che l\u2019uomo nuovo si sviluppi grazie all\u2019apporto di diverse culture e tradizioni. La pluralit\u00e0 degli insegnamenti ricevuti non potr\u00e0 che illuminare maggiormente uno spirito attento e disponibile. Notiamo che il cristianesimo primitivo, nel silenzio operativo della meditazione ha saputo approfittare del pensiero giudeo e greco, senza pertanto dissociarsi dalla sua impronta iniziale. Il silenzio della meditazione consiste dunque in un inarrestabile esercizio di purificazione che conduce verso una perpetua interiorizzazione; questa ultima infine porta alla scoperta del proprio \u00abessere interiore\u00bb. Pi\u00f9 l\u2019uomo riesce a penetrare nel suo \u00abessere interiore\u00bb, pi\u00f9 grande e autentica diventa la sua disponibilit\u00e0 verso gli altri; diventa cos\u00ec capace di amare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Occidente \u00e8 difficile comprendere che il silenzio talvolta \u00e8 pi\u00f9 eloquente delle parole. 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