{"id":1786,"date":"2008-06-16T10:28:31","date_gmt":"2008-06-16T08:28:31","guid":{"rendered":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/?p=1786"},"modified":"2017-10-16T15:21:16","modified_gmt":"2017-10-16T13:21:16","slug":"il-tempo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/il-tempo\/","title":{"rendered":"Il Tempo"},"content":{"rendered":"<h2>Spazio e durata &#8211; la soluzione del limite nell\u2019illimitato<\/h2>\n<p><b>Ci sono nozioni filosofiche con le quali tutti noi dobbiamo fare dolorosamente i conti. Sono idee, a tutta prima astratte, che si rivelano nella storia con drammatica concretezza: fra queste, al primo posto, \u00e8 il Tempo. Di esso si \u00e8 scritto a proposito e a sproposito; fisici, poeti, letterati e pensatori ne hanno esaminato le varie facce.<\/b><\/p>\n<p><i>B. P., Grande Oratore aggiunto del GOI (Revista massonica svizzera\u00a0<\/i>giugno\/luglio\u00a0<i>2008)<\/i><\/p>\n<p>La problematicit\u00e0 della nozione Tempo esercita un fascino irresistibile su chiunque anche non interessato, normalmente, a questioni teoretiche; il fatto che il tempo richiama, per immediata associazione, il concetto di durata e, con essa, quello della ineluttabilit\u00e0 della morte. Nascita, crescita, declino si legano intimamente all\u2019antichissima concezione del ciclo, su cui si basarono le religioni mediterranee pre-indoeuropee. Tenteremo anche noi, qui, un\u2019analisi per approcci del problema-tempo, visto nel suo aspetto storico e semantico, con l\u2019obiettivo di riaffermare quel filo di continuit\u00e0 culturale che, sin da epoca arcaica, sembra apparentare le prime speculazioni mitologiche alle pi\u00f9 recenti acquisizioni della fisica contemporanea.<\/p>\n<h2>Il tempo nella storia etimologica<\/h2>\n<p>Per la nostra indagine sommaria (sull\u2019argomento potrebbero versarsi fiumi d\u2019inchiostro) partiremo dalla Grecia. Gli Elleni, indoeuropei e, perci\u00f2, affini agli ariovedici dell\u2019India sanscrita, chiamarono il tempo chronos, da una radice gher; in tutta l\u2019area linguistica aria designa il concetto di recingere, chiudere, delimitare e simili. Essi, dunque, videro la durata come limite, gi\u00e0 intimamente associata all\u2019idea dello spazio, uno spazio non vuoto (come comunemente si ritiene) ma come recipiente di potenzialit\u00e0: il chaos teogonico \u2013 si pensi a Esiodo, a Ferec\u00ecde \u2013 che si riallaccia agli omologhi termini chasch\u00e0n\u00f2, ch\u00e0sch\u00f2, connessi al significato di serbatoio. Il chaos non era il nulla (concetto, in realt\u00e0, estraneo alla mentalit\u00e0 degli antichi) ma l\u2019antefatto della vita, della molteplicit\u00e0 dei fenomeni, e &#8211; per questo \u2013 quasi sempre indicato come progenitore della realt\u00e0. Caos come spazio, allora, e lo spazio \u2013 come si sa \u2013 si \u00e8 rivelato in tempi assai recenti come tutt\u2019altro che vuoto (il vuoto non esiste), portatore di materia interstellare, addirittura di vita; l\u2019analisi spettroscopica degli astrofisici ha individuato tutti gli elementi organici necessari alla costituzione del fenomeno-vita proprio negli spazi interstellari. E siamo al modernissimo concetto di unit\u00e0 spazio-tempo, il cronotopo come \u00e8 stato chiamato con termini greci, che la fisica relativistica, da Einstein in poi, ha posto come esigenza della sua visione cosmologica di base. Chronos, dicevamo, fu inteso e \u2013 l\u2019etimologia ce ne da conferma \u2013 come delimitazione della realt\u00e0, una realt\u00e0 che, dunque, supera il tempo per ampiezza e durata. Alle stesse conclusioni giunse, gi\u00e0 di buonora, la sapienza arcaica dei Latini: all\u2019ellenico chronos i Romani contrapposero tempus, la parola che ha dato origine all\u2019italiano tempo. Ma questo termine degli indoeuropei italici fu mutuato dal vocabolario greco anch\u2019esso: tempus ha la sua radice etimologica in tem, che troviamo in temno, tagliare, cingere, conchiudere. Si riafferma, anche in questo caso, la nozione di limite, di porzione limitata della realt\u00e0. E la Grecia e Roma sono solo due esempi, fra i pi\u00f9 significativi, di questo modo di concepire il tempo nato con tutta probabilit\u00e0 nell\u2019et\u00e0 tardo neolitica. Fu allora, infatti, che le prime societ\u00e0 di agricoltori imparando a coltivare regolarmente la terra si avvidero anche delle ferree leggi del ciclo naturale delle stagioni, a cui le colture erano di necessit\u00e0 soggette. Fu anche l\u2019epoca in cui ci si rese conto della dualit\u00e0 della natura: giorno-notte, caldo-freddo, luce-buio, nascita e morte del mondo vegetale, fenomeno \u2013 quest\u2019ultimo \u2013 a cui fu spontaneo associare anche l\u2019uomo. Nacque cos\u00ec, in embrione, l\u2019idea dell\u2019identit\u00e0 fra microcosmo (l\u2019uomo) e il macrocosmo (l\u2019universo), che nel mondo antico giunse a completa maturazione speculativa con la riflessione degli Stoici che intesero l\u2019universo come un tutto vivente (universo: ci\u00f2 che si volge a unit\u00e0&#8230;). La nozione di ciclo, apparsa con la cultura neolitica della religiosit\u00e0 agraria mediterranea, \u00e8 responsabile \u2013 come abbiamo visto \u2013 dell\u2019\u00e8timo di chronos e del tempo, del loro essenziale significato di limitazione. E quest\u2019idea antichissima si \u00e8 in fondo mantenuta fino ai nostri giorni nella coscienza comune, chiaro retaggio delle nostre inalienabili radici motivazionali.<\/p>\n<h2>Nemico e limite dell\u2019uomo<\/h2>\n<p>Ma il tempo, nemico dell\u2019uomo in quanto lo limita, lo frena nel suo irresistibile impulso di autotrascendimento, si prest\u00f2 anche ad altre interpretazioni, anch\u2019esse sopravvissute fino ai nostri giorni: in tutte le culture ritroviamo accanto al tempo-limite anche il tempo-senza tempo, l\u2019eternit\u00e0 come proiezione e realistico traguardo della durata-provvisoria. La geometria ci ha insegnato che il segmento \u00e8 una porzione finita della retta infinita; in filosofia riscontriamo l\u2019analogo rapporto tempo-eternit\u00e0 ed eternit\u00e0 etimologicamente si ricollega al tempo, all\u2019evo, al grande ciclo affermato dalla filosofia induista (il para-brahman, il kali-yuga). Perch\u00e9, sin dal sorgere della speculazione mitica, prima, e ragionale, poi, gli uomini sono stati portati istintivamente a vedere nel tempo il suo superamento? Probabilmente perch\u00e9 vi \u00e8 innata nell\u2019uomo un\u2019esigenza di totalit\u00e0, che gli fa cogliere intuitivamente l\u2019infinito, pur essendo questo posto al di l\u00e0 della possibilit\u00e0 del nostro pensiero e, quindi, rappresentabile solo attraverso il simbolo. Il simbolo ci d\u00e0 la chiave di volta, di decifrazione della realt\u00e0 metastorica, dell\u2019al-di-l\u00e0 delle cose. L\u2019origine della parola ci rinvia ai concetti di allusione, di contrassegno e di riferimento sottinteso; e non \u00e8 un caso che nel mondo della sapienza greca, magistralmente scandagliato da Giorgio Colli, riscontriamo agli albori della speculazione l\u2019enigma, il nascosto. \u00abLa natura ama nascondersi \u00bb, affermava Eraclito. \u00abAgli d\u00e8i non piace ci\u00f2 che \u00e8 manifesto, essi amano l\u2019enigma\u00bb, affermano ancora le Upanishad indiane. La soluzione del limite nell\u2019illimitato trov\u00f2 il suo primo ambito di pertinenza nelle societ\u00e0 misteriche. E non c\u2019\u00e8 dunque da stupirsi se gi\u00e0 con l\u2019orf\u00ecsmo chronos il limite fu identificato (associazione magica fondata sull\u2019omofon\u00eca) con Kronos, l\u2019antico dio dei monti della religiosit\u00e0 pregreca. Qui Ker, la radice di Kronos, allude al fare, all\u2019eseguire e fu facile per le speculazioni mistiche dell\u2019antica Grecia sovrapporre alla figura mitologica di Kronos un\u2019attivit\u00e0 demiurgica di creatore della realt\u00e0, che si attribu\u00ec, quindi, al tempo, alla dimensione dionisiaca che trover\u00e0 ancora un\u2019eco nell\u2019interpretazione di Nietzsche. L\u2019innocenza creativa si svolge nella dimensione del limite per superarsi e trascendere nel senza-limiti, nell\u2019Eternit\u00e0 agognata da tutti gli iniziati d\u2019ogni tempo, dagli Orfici ai teosofi del mondo contemporaneo.<\/p>\n<h2>Tempo come Tempio<\/h2>\n<p>E veniamo alla seconda coincidenza semantica. Il verbo greco t\u00e9mno, che \u2013 abbiamo visto \u2013 significa tagliare e che, in questa sua accezione particolare, ha provocato la formazione del vocabolo latino tem-pus, tempo, nasconde altre possibilit\u00e0 di analisi che rinviano alla contrapposizione del tempo profano a quello sacro, del tempo secolare a quello mitico dell\u2019eterno. T\u00e9mno ha prodotto la parola t\u00e9menos, recinto chiuso e consacrato, propriamente: cio\u00e8, il tempio greco, il luogo di dio. E lo stesso termine, ripreso dal vocabolario ellenico, ritroviamo nel latino templum, nell\u2019italiano tempio, sempre col medesimo significato di fondo a cui rimanda l\u2019etimologia. V\u2019\u00e8, sottinteso, un fecondo rapporto dialettico di identificazione magica fra tempo e Tempio, di cui s\u2019\u00e8 perduta cognizione ma non sentimento. L\u2019uomo in questa polarit\u00e0 di significati, entrambi validi e veri ad un diverso livello dell\u2019esistere, compie una scelta di campo irreversibile per il suo stesso destino: vivere nel limite o, piuttosto, nella dimensione di eternit\u00e0. La svolta drammatica in pi\u00f9 tempi riproposta dall\u2019antico invito delfico \u00abConosci te stesso\u00bb, svela il senso profondo dei misteri e del messaggio mitico, di cui la filosofia non serber\u00e0 che un parziale ricordo, un\u2019oscura nostalgia come aspirazione alla sapienza. E chi \u00e8 sapiente? Chiunque pu\u00f2 esserlo, e in potenza lo \u00e8. E ancora Colli (La nascita della filosofia) a ricordare che sapiente \u00e8 chi getta luce nell\u2019oscurit\u00e0, chi scioglie i nodi, chi manifesta l\u2019ignoto, chi precisa l\u2019incerto. Per essere sapienti bisogna tornare al mito. Di miti c\u2019\u00e8 ancora \u2013 e, soprattutto oggi \u2013 grande bisogno. Ma la dimensione mitica mal si attaglia all\u2019esasperato razionalismo, alle rigidit\u00e0 filologiche. La filosofia corrente non ci viene in soccorso perch\u00e9 essa ha perduto il filo d\u2019Arianna: il simbolo. Persino un grande filologo, come il tedesco Ulrich Wilamovitz von Moellendorf, notissimo per il suo estremo scrupolo testuale, ebbe un cedimento mitico. E scrisse, narrando d\u2019un suo viaggio in Arcadia, d\u2019essersi imbattuto in un Sileno&#8230; E il suo racconto non fu privo d\u2019una certa commozione. Il simbolo \u00e8 un\u2019esigenza profonda dello spirito, la via per superare il tempo e accedere al Tempio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Spazio e durata &#8211; la soluzione del limite nell\u2019illimitato Ci sono nozioni filosofiche con le quali tutti noi dobbiamo fare [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":12,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_uf_show_specific_survey":0,"_uf_disable_surveys":false,"footnotes":""},"categories":[22],"tags":[],"class_list":["post-1786","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-non-categorizzato"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1786","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/12"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1786"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1786\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1787,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1786\/revisions\/1787"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1786"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1786"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1786"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}