{"id":1788,"date":"2008-08-16T10:29:10","date_gmt":"2008-08-16T08:29:10","guid":{"rendered":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/?p=1788"},"modified":"2017-10-16T15:21:16","modified_gmt":"2017-10-16T13:21:16","slug":"massoneria-e-democrazia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/massoneria-e-democrazia\/","title":{"rendered":"Massoneria e Democrazia"},"content":{"rendered":"<h2>La giustizia democratica basa sul potere del popolo o di una maggioranza<\/h2>\n<p><b>Non sono poche le preoccupazioni che mi assillano nel dover affrontare e descrivere l\u2019accezione polisemica del termine democrazia, parola dai molti significati e non priva d\u2019incongruenze. W. Churchill, un po\u2019 serio e un po\u2019 ironico un giorno afferm\u00f2: \u00abLa democrazia \u00e8 la peggior forma di governo, ma non ne conosco una migliore.\u00bb<\/b><\/p>\n<p><i>O. L., Loggia Veritas, Locarno, ex Gran Segretario della GLSA (Revista massonica svizzera agosto\/settembre 2008)<\/i><\/p>\n<p>Iniziamo con un episodio pratico. Di buon mattino mi reco alla piccola edicola di quartiere a poche centinaia di metri da casa mia per comperare un giornale: voglio vedere che c\u2019\u00e8 di nuovo nel mondo, specialmente nell\u2019ambito politico. La stampa a disposizione, scritta in varie lingue (prevalgono il tedesco, il francese e l\u2019italiano siccome siamo una nazione con quattro lingue ufficiali) riferisce sugli avvenimenti pi\u00f9 svariati sia della vita interna sia di quella estera. La mia attenzione si concentra sulle attivit\u00e0 dei nostri parlamenti e governi comunali, cantonali e nazionali. Devo comunque tenere presente che i redattori dei vari articoli, che si definiscono indipendenti e neutrali, imprimono e danno alle loro relazioni la fisionomia del proprio pensiero e della loro personalit\u00e0. Dunque c\u2019\u00e8 di tutto! Occorre, per farsi un\u2019opinione, prestare, anche se solo velocemente, attenzione un po\u2019 a tutte le interpretazioni. Vi trovo, ad esempio, la critica, sia quella semplicemente negativa sia quella positiva e costruttiva, magari con proposte su come si dovrebbe, secondo loro, agire per risolvere i problemi della societ\u00e0. Il discorso \u00e8 lungo e poi, infine, \u00e8 un altro tema. Non sempre nel mondo delle civilt\u00e0 umane, la libert\u00e0, che \u00e8 una delle figlie della democrazia \u00e8 assicurata; pressioni che provengono dagli ambienti economici, sociali, finanziari, politici, religiosi o dagli ambienti militari possono rappresentare un ostacolo insormontabile. Chiaro, non dobbiamo dimenticare che esistono elementi di informazione molto delicati che, divulgati, possono mettere in pericolo la sicurezza nazionale o rendere difficili le attivit\u00e0 degli organi giudiziari nella sorveglianza della legalit\u00e0. La mia piccola edicola comunque mi offre un saggio di democrazia. Nessuno infatti pu\u00f2 impedire la libert\u00e0 di stampa, garantita dalle leggi della mia nazione. Sono poi libero di cercare e approfondire la qualit\u00e0 e la seriet\u00e0, ma sopratutto l\u2019origine delle notizie che mi interessano. Questo \u00e8 un aspetto della democrazia. La libert\u00e0 dell\u2019informazione; anche se non sempre da tutti gradita. In ogni caso se \u00e8 scorretta, imprecisa o bugiarda, ci si pu\u00f2 rivolgere al giudice competente con una richiesta d\u2019intervento, si ha pure il diritto di rispondere pubblicamente, anche attraverso la stampa, per correggere e\/o precisare come stanno le cose. L\u2019abuso della libert\u00e0 in uno Stato di diritto viene penalizzato.<\/p>\n<p><b>Le origini<\/b><\/p>\n<p>A questo punto per\u00f2 mi sembra opportuno approfondire l\u2019accezione, l\u2019etimologia e le circostanze storiche che hanno dato origine alla parola democrazia; ci proviene dall\u2019antica Grecia e significa governo del popolo: \u00e8 infatti composta da due termini, ossia demos = popolo (cio\u00e8 l\u2019insieme di tutti i cittadini liberi) + kratia = forza, potere, dominio (dunque governo). Il sostantivo descrive una forma di governo in cui la sovranit\u00e0 appartiene al popolo, che la esercita direttamente o mediante rappresentanti liberamente eletti. La democrazia pu\u00f2 essere diretta o indiretta, dunque parlamentare (costituzionale se regolata dalle leggi del paese), rappresentativa poich\u00e9 delegata dal cittadino a un candidato al parlamento di sua scelta e gradimento. Il percorso storico della interpretazione della democrazia \u00e8 interessante. Ci conviene, almeno ad ampi tratti, ripercorrerla nella sua prima fase. Nasce nell\u2019antica Grecia, soprattutto nelle scuole di pensiero di Socrate, Aristotele e Platone per giustificare a quel tempo piuttosto un movimento politico che allora si opponeva all\u2019aristocrazia. Nel lessico politico greco l\u2019espressione indicava un tipo particolare di sistema, diverso tanto dalla monarchia (e dalla sua degenerazione la tirannide) quanto dall\u2019aristocrazia (e dalla sua forma deteriore: l\u2019oligarchia). Tuttavia i cittadini che allora godevano dei diritti politici erano soltanto gli ateniesi maschi che avevano superato il 18esimo anno di et\u00e0 ed avevano compiuto gli obblighi militari (due anni). Erano esclusi, le donne, i minori, i nati in Atene ma da genitori di altra origine, gli stranieri, gli schiavi ecc. Si intendeva contrastare con questa forma, conosciuta come teoria aristotelica, del resto considerata poi non tanto positiva come abbiamo appena visto (rivoluzionaria in quel contesto), l\u2019aristocrazia (governo di pochi) o la monarchia (governo di uno solo). Gli storici definiscono la democrazia ateniese complessa ma ben articolata specialmente dal profilo funzionale. La libert\u00e0 di decidere \u00e8 affidata ai cittadini, che finalmente ne esce valorizzata, ma non solo, anche i principi di uguaglianza sono rispettati. Un\u2019uguaglianza assoluta riservata alle capacit\u00e0 dei singoli cittadini (naturalmente limitata a chi \u00e9 in possesso dei diritti politici) di occuparsi degli affari di Stato che trova un valido riscontro anche nell\u2019elevata rotazione nei ruoli dirigenziali e nella garanzia costituzionale del rinnovo continuo delle cariche nonch\u00e9 del divieto di rielezione. \u00c8 quindi logico che il trionfo della democrazia potesse talora manifestarsi con l\u2019avvento al potere di un limitato numero di \u00abcapipopolo\u00bb. La modesta dimensione e la limitata popolazione delle Citt\u00e0-Stato della Grecia, nonch\u00e9 il discreto numero degli abitanti che formavano il \u00abpopolo\u00bb spiegano come fosse possibile una democrazia diretta, cio\u00e8 un\u2019assemblea della cittadinanza (esercitata mediante una suddivisione della polis in rioni). Quest\u2019assemblea (l\u2019adunanza aveva luogo nell\u2019Agor\u00e0) che era il simbolo del governo popolare, veniva assistita da altre istituzioni rappresentative come ad esempio l\u2019assemblea dei magistrati eletti direttamente o estratti a sorte in seno al popolo. Ridotto il concetto ai minimi termini una nazione pu\u00f2 definirsi democratica se conformata e condotta con la compartecipazione attiva dei propri cittadini. In Atene la democrazia veniva praticata da ca. 40\u2019000 cittadini, mentre a Sparta il concetto di democrazia era talmente restrittivo che ben presto rimasero attive solo poche centinaia di cittadini. Con l\u2019avvento dell\u2019Impero Romano, e quindi con la caduta del periodo ellenico, la democrazia perde di vigore e solo per brevi periodi riappare con forme e dimensioni, in parte diverse rispetto al modello ateniese. Non va dimenticato che democrazia \u00e8 un concetto astratto, pertanto mutevole e non applicabile concretamente su regole fisse, ma semmai una scuola, un indirizzo, una guida. Del resto il tema che sto trattando non riguarda la storia della democrazia; semplicemente voglio conoscere e capire le sue origini per comprendere la relazione che intercorre fra la Massoneria e la democrazia.<\/p>\n<p><b>Il modello Svizzero<\/b><\/p>\n<p>Vorrei soffermarmi con un breve esposto su cosa significa e come viene praticata in Svizzera (definita sovente la pi\u00f9 vecchia democrazia del mondo) la gestione del governo con la costante e vigile partecipazione del cittadino. Alcuni cenni di storia. Correvano gli anni 1242\/45 fino al 1291 ove le popolazioni di alcune vallate delle Alpi ai piedi del massiccio del San Gottardo, dominate dal casato degli Asburgo che allora regnavano dall\u2019Austria su buona parte delle popolazioni Alemanne conosciute in Europa, si resero man mano sempre pi\u00f9 autonome. Ai primi giorni del mese di agosto del 1291 (ancora oggi il primo agosto \u00e8 festa nazionale) fra i cantoni \u00abforestali \u00bb di Uri, Svitto e Unterwalden fu stipulato un patto in 13 punti. Con questa presa di posizione le popolazioni vollero significare il loro distacco dal potere esercitato dal trono imperiale Austriaco. Si erge, in concomitanza a questi avvenimenti, la mitica figura di Guglielmo Tell, eroe dell\u2019indipendenza e della libert\u00e0 Elvetica. Il patto redatto in latino, estremamente sintetico ma completo, dimostra come il popolo, quando deve stabilire le regole per governare, non si perde in pericolose tortuosit\u00e0. Vale la pena analizzarne brevemente il contenuto, a mio modesto avviso ancora di tutta attualit\u00e0. Dapprima si afferma che a causa della grave situazione politica sociale ed economica occorre, mediante il reciproco aiuto, proteggersi, prestare soccorso a chi si trova in difficolt\u00e0 in modo vicendevole, in qualsiasi momento e per qualsiasi ragione; si tratta di una convenzione che in precedenza era gi\u00e0 stata pattuita segretamente. Al quarto punto si proclama che in nessun caso sar\u00e0 accettato un giudice designato mediante un pagamento (corruzione) e che egli dovr\u00e0 essere residente in una della vallate dei tre Cantoni. Si limitava cos\u00ec ogni tentativo di ingerenza esterna, non solo, ma si stabiliva anche che ogni problema regionale doveva essere risolto all\u2019interno. Inoltre il prelievo delle tasse doveva essere commisurato alle proprie necessita. Si era cos\u00ec coniato il motto \u00abUno per tutti, tutti per uno\u00bb. Con notevole abilit\u00e0 dichiaravano per\u00f2 di essere disponibili di partecipare ad azioni armate a favore del regnante austriaco. Il governo della nuova Nazione non era cedibile e doveva restare saldamente nelle mani di quella regione. Furono poi regolate, in sei punti, le pratiche interne riguardanti la nomina dei giudici e dei funzionari, le modalit\u00e0 per redimere contestazioni, i rapporti fra i cittadini, nonch\u00e9 il contenzioso in merito a faccende finanziare. Chiara l\u2019intenzione di evitare problemi di ordine sociale all\u2019interno dal momento che all\u2019esterno si verificavano gravi incertezze nella conduzione degli affari dell\u2019impero ormai in fase di disgregazione. Ben presto si unirono ai tre le citt\u00e0 di Lucerna e di Zurigo, attratte da una migliore percorrenza del passo del San Gottardo (commercio nord sud e viceversa). Queste alleanze provocarono dissidi; gli ideali professati nei Cantoni della regione montana, con tradizioni democratiche, come abbiamo visto poc\u2019anzi, non collimavano con quelli degli abitanti delle citt\u00e0 a tendenza oligarchica. Nei successivi 700 anni la Svizzera crebbe con l\u2019aggiunta continua di nuovi cantoni. La democrazia non sempre venne applicata nella sua interpretazione pura. Ci fu anche la forma di un pseudo-colonialismo; i Landvogti avevano il compito di amministrare le regioni che non godevano dello statuto di Cantone. Con la Rivoluzione Francese e l\u2019invasione di Napoleone in tutta l\u2019Europa, la Svizzera ottenne un nuovo assetto giuridico e il riconoscimento di Nazione indipendente: la Svizzera scelse allora la neutralit\u00e0 armata. Oggi il cittadino Svizzero, in base alla Costituzione (la Carta Magna), gode dei seguenti diritti che, comunque, sono ancora ancorati al \u00abCode Napol\u00e9on\u00bb:<\/p>\n<p>\u00abTutti sono uguali davanti alla legge; nessuno pu\u00f2 essere discriminato in ragione dell\u2019origine, del sesso, della razza, della lingua, della posizione sociale o delle sue convinzioni religiose filosofiche o politiche. Uomo e donna hanno uguali diritti. Sono inoltre garantite dalla legge le seguenti libert\u00e0; di credo e di coscienza, d\u2019opinione e di informazione per i mezzi mediatici, di lingua, di espressione artistica e scientifica, di associazione e di domicilio. L\u2019esercizio del diritto di voto e di eleggibilit\u00e0 si acquista con il 18esimo anno di et\u00e0 per ambo i sessi. Il popolo Svizzero designa i suoi rappresentanti sia per il potere legislativo che esecutivo a livello comunale, cantonale e nazionale mediante votazioni che avvengono ogni 4 anni. Anche i giudici (il potere giudiziario, che \u00e8 indipendente) vengono designati dal popolo mediante libere elezioni tenute con voto segreto. Soltanto i componenti del Consiglio Federale sono eletti dall\u2019Assemblea Federale. Formalmente non esiste opposizione. Ogni partito, a seconda della forza dei propri aderenti che si contano nelle votazioni politiche, hanno diritto, secondo la percentuale, in forma proporzionale ad uno o pi\u00f9 membri nel governo nazionale. Non mancano le critiche parlamentari, critiche talvolta anche forti e anche aggressive. Una particolarit\u00e0 \u00e8 poi ancora rappresentata dalla possibilit\u00e0 del popolo di intervenire in ogni momento mediante due strumenti legali contemplati nella Costituzione Elvetica che sono:<\/p>\n<p>&#8211; L\u2019iniziativa che consiste nella presentazione di un atto formale popolare sottoscritto da almeno 100\u2019000 cittadini che propongono delle soluzioni a determinate tematiche; ad esempio l\u2019abolizione dell\u2019esercito, la modifica o l\u2019aggiunta di una nuova norma costituzionale, o l\u2019abolizione o l\u2019inserimento di una prestazione sociale, per l\u2019annullamento di un credito. Questa facolt\u00e0 \u00e8 prevista sia a livello nazionale, nell\u2019ambito cantonale oppure a livello comunale; evidentemente cambiano i requisiti, in particolare il numero delle firme.<\/p>\n<p>&#8211; Il referendum che invece viene avviato sempre con un atto formale popolare e relativa raccolta di firme come minimo 50\u2019000 (mutano a seconda del livello istituzionale) di cittadini in possesso dei diritti politici, allorquando i parlamenti (del Comune del Cantone o federali) hanno decretato l\u2019introduzione di nuove normative giuridiche. Il popolo deve pertanto decidere attraverso il voto se accogliere o meno quanto i rispettivi legislativi hanno deciso. Il Consiglio federale deve invece sottoporre a votazione obbligatoria determinate decisioni del parlamento e che secondo la Costituzione vanno sottoposte al popolo. Sono, ad esempio, trattati con la comunit\u00e0 internazionale o modifiche costituzionali.\u00bb<\/p>\n<p>In modo sintetico e senz\u2019altro riassuntivo, si pu\u00f2 costatare che il governo del Paese \u00e8 sempre sotto il vigile controllo della cittadinanza: la democrazia viene cos\u00ec vissuta e praticata in modo molto intenso.<\/p>\n<p><b>Democrazia massonica<\/b><\/p>\n<p>A conclusione della mia esposizione cercher\u00f2 ora di spiegare il nesso che corre tra il nostro Ordine iniziatico e la democrazia attraverso le varie vicende storiche che ho descritto. In questa fatica ho potuto contare sulla partecipazione di numerosi Fratelli che mi hanno seguito fino a questo punto. Premetto che, in quanto Massone, con la mia Iniziazione, i vincoli ai principi fondamentali dell\u2019Ordine (ad esempio gli Antichi Doveri di James Anderson, 1723) sono una valida guida per una interpretazione, il pi\u00f9 possibile neutra e libera. La Massoneria, credo si possa affermarlo senza ombra di dubbio, vive su basi democratiche interne. Ci\u00f2 premesso, siccome si deve convenire che il pensiero massonico non \u00e8 l\u2019espressione di una filosofia nel senso pi\u00f9 ampio della sua accezione, ma dovrebbe, invece, essere sorretta da una precisa filosofia pratica che riguarda l\u2019uomo, la sua natura e le sue finalit\u00e0. Ci troviamo quindi confrontati con un\u2019antropologia massonica. S\u2019intende con ci\u00f2 una dissertazione intorno all\u2019individuo umano per precisare e codificare alcune caratteristiche indispensabili che formano le componenti dell\u2019antropologia massonica. In quest\u2019ambito vanno ricordati alcuni concetti ai quali noi siamo saldamente vincolati: la Libert\u00e0, la Tolleranza, la Fratellanza, la Trascendenza e il Segreto iniziatico. Una Loggia massonica, che \u00e8 composta di uomini liberi, in et\u00e0 matura e di \u00abbuoni costumi\u00bb, percorre il sentiero delle regole della democrazia nel modo pi\u00f9 puro. Tutti i Fratelli sono uguali, hanno deposto volontariamente ogni privilegio all\u2019entrata in Massoneria; essi sono liberi e praticano l\u2019amore fraterno e le regole dell\u2019armonia. Gli Ufficiali di Loggia sono eletti mediante votazione segreta. Ogni attivit\u00e0 nella Loggia pu\u00f2 essere realizzata solo dopo una serena discussione e messa ai voti per essere approvata. Nella nostra Gran Loggia Svizzera Alpina le Logge sono indipendenti, soprattutto per quanto concerne l\u2019assetto giuridico: devono dotarsi di Statuti propri che fanno riferimento alle Leggi dello Stato. Per un\u2019ipotetica contestazione (ad esempio problemi di appartenenza o faccende finanziarie) fra membri di una Loggia che non trovano una pacifica soluzione, un membro pu\u00f2 rivolgersi al tribunale civile e chiedere una sentenza in base alla giurisprudenza dello Stato. Gli Organi Direttivi nazionali della GLSA, ossia il Collegio dei Grandi Ufficiali e il Comitato Direttivo (potere esecutivo) sono designati dall\u2019Assemblea generale (organo legislativo) costituita dai Maestri in Cattedra, dai Maestri Deputati e dai Delegati che ogni Loggia nomina in base al numero dei suoi membri. La Svizzera massonica a suddivisa in Regioni che per\u00f2 non dispongono di strumenti decisionali. Esiste solamente un comitato volontario consultivo formato dai Maestri in Cattedra. I Maestri Deputati, uno per ogni Loggia, sono proposti dalla propria Loggia d\u2019appartenenza, ma eletti e installati dal Gran Maestro: essi sono, infatti, i rappresentanti del Gran Maestro e hanno il compito di vigilare sulla corretta applicazione dei rituali e garantire l\u2019armonia fra i Fratelli della loro Loggia. Non sono ammessi interventi diretti del Comitato Direttivo dell\u2019Alpina nelle faccende interne delle Logge; queste devono regolare la propria organizzazione nel rispetto degli Statuti, i quali devono essere approvati dagli organi direttivi della Gran Loggia Alpina. Cos\u00ec pure devono essere approvati i rituali. Quelle dell\u2019Alpina sono regole che si riferiscono alla democrazia e all\u2019antropologia massonica.<\/p>\n<p>La democrazia \u00e8 senza dubbio un bene sul quale si deve vigilare e che va difeso. Abbiamo visto come, sin dalla sua nascita, siccome \u00e8 un concetto astratto, rapidamente la sua interpretazione pu\u00f2 mutare, a suo detrimento, e diventare nella sua applicazione pi\u00f9 restrittiva, a dipendenza degli uomini che si trovano al potere. Un altro aspetto fondamentale della democrazia \u00e8 un\u2019adeguata istruzione. Tutti devono essere in grado di comprendere e possedere gli strumenti ideali, poter accedere alle nozioni indispensabili per migliorare la propria cultura generale, per essere analitici e consapevoli del ruolo democratico che ognuno pu\u00f2 e deve svolgere nella societ\u00e0 umana. L\u2019istruzione deve essere garantita senza condizioni e libera da qualsiasi ingerenza d\u2019interessi particolari. Le nostre modalit\u00e0, la nostra preparazione, i nostri rituali e il nostro comportamento nell\u2019ambito massonico, sono d\u2019esempio per il mondo profano. Noi siamo in grado, attraverso la nostra cultura massonica, impegnati a costruire il \u00abTempio ideale\u00bb, di suggerire o proporre gli adeguati correttivi agli eccessi che si verificano nel mondo profano che \u00e8, infine, anche il nostro. Conservando le condizioni iniziatiche e la nostra particolare filosofia, possediamo un valido strumento per frenare le passioni profane ed agire secondo i valori massonici e democratici di \u00abLibert\u00e0, Uguaglianza e Fratellanza\u00bb. Termino con questa considerazione: i nemici della democrazia sono l\u2019egoismo, l\u2019invidia, la forza bruta, la violenza, il fanatismo, le faziosit\u00e0, la privazione della libert\u00e0, l\u2019ignoranza, l\u2019arroganza, nonch\u00e9 ogni forma di totalitarismo o estremismo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La giustizia democratica basa sul potere del popolo o di una maggioranza Non sono poche le preoccupazioni che mi assillano [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":12,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_uf_show_specific_survey":0,"_uf_disable_surveys":false,"footnotes":""},"categories":[22],"tags":[],"class_list":["post-1788","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-non-categorizzato"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1788","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/12"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1788"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1788\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1789,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1788\/revisions\/1789"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1788"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1788"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1788"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}