{"id":1803,"date":"2009-04-16T10:44:47","date_gmt":"2009-04-16T08:44:47","guid":{"rendered":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/?p=1803"},"modified":"2017-10-16T15:21:16","modified_gmt":"2017-10-16T13:21:16","slug":"utensileria-latomistica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/utensileria-latomistica\/","title":{"rendered":"Utensileria Latomistica"},"content":{"rendered":"<p><strong>Nel linguaggio simbolico, nei Rituali, negli scritti latomistici in genere si fa riferimento sempre ad un\u2019azione da compiere ben precisa: costruire, edificare, attivit\u00e0 che indicano lavoro. Vocabolo, quest\u2019ultimo, che presuppone un movimento, una dinamicit\u00e0, o quantomeno una disposizione a compiere qualcosa. Per edificare occorrono attrezzi; la Massoneria mette a disposizione quelli latomistici.<\/strong><\/p>\n<p><em>G. G. \u2013 Loggia \u00abPalingenesi\u00bb, Catania GOI (Revista massonica svizzera aprile 2009)<\/em><\/p>\n<p>Nel nostro caso, avendo assunto, ab inizio, questa commessa, questo impegno, con l\u2019iniziazione, ma anche prima, con la scelta di farsi iniziare, ci si riunisce a tal fine, e pi\u00f9 precisamente \u00abper edificare templi alle virt\u00f9&#8230;\u00bb. Un lavoro, quindi, prettamente interiore che si risolve, nel suo aspetto esteriore \u00abper il bene dell\u2019Umanit\u00e0&#8230;\u00bb. La costruzione del Tempio comprende: il proprio Tempio interiore, il Tempio che si identifica nella Loggia fisica (quando i lavori sono aperti) e il Tempio dell\u2019Umanit\u00e0 intera, intesa come un\u2019unica entit\u00e0. Il Massone deve quindi dare avvio al lavoro individuale per realizzare, attraverso un processo di identificazione, &#8211; sincronicamente &#8211; quello pi\u00f9 ampio affidato alla Massoneria Universale. In tal modo assolve alla sua missione di Libero Muratore. La Massoneria mette a disposizione dei propri proseliti gli arnesi, gli utensili (cose utili) pi\u00f9 appropriati per ogni fase della costruzione, del lavoro. \u00abL\u2019utensile rappresenta il prolungamento della mano, collegamento tra la mente e la materia di cui la mano \u00e8 l\u2019agente di esecuzione. L\u2019utensile permette alla mano di migliorare e regolare il gesto, per realizzare ci\u00f2 che essa da sola non saprebbe fare senza subire danni: strutturare e padroneggiare la materia.\u00bb (I. Mainguy). Questi attrezzi rappresentano ognuno una propria specifica azione, non solo simbolica ma effettiva e necessaria, per il lavoro che ci si appresta a fare. Gli attrezzi pi\u00f9 in uso sono: Leva, Mazzuolo, Scalpello, Regolo, Filo a piombo (Perpendicolare), Livella, Corda, Cazzuola, Maglietto, Squadra e Compasso.<\/p>\n<p><strong>Trovare e sgrossare la pietra<\/strong><\/p>\n<p>La prima prova che il candidato sostiene nel Rito di iniziazione \u00e8 quella della Terra, nel Gabinetto di Riflessione (penetrazione fisica di un simbolo). Si entra, o meglio, si scende a visitare l\u2019Interiora Terrae per cercare qualcosa che si sa che c\u2019\u00e8, o quantomeno, che s\u2019intuisce ci sia: l\u2019occultum lapidem, la pietra nascosta, l\u2019oggetto del nostro lavoro. L\u2019inizio \u00e8 la pietra stessa, simbolo della corporeit\u00e0, del proprio corpo. Grazie all\u2019intervento del Maestro Venerabile, il quale, coadiuvato dai due Sorveglianti e illuminando questo luogo con la luce della sua sapienza, aiuta il candidato ad individuarla per poi estrarla, liberarla e iniziare su di essa il lavoro. Per smuoverla, per tirarla fuori, si user\u00e0 la LEVA. Questa, in s\u00e9, \u00e8 uno strumento rigido, passivo, riguardante perci\u00f2 la materia, ed \u00e8 proprio la prima materia che sar\u00e0 liberata. Questo simbolo suggerisce il potere della volont\u00e0 umana, potere che se non ben controllato diventa distruttivo. Ecco perch\u00e9 la prima volta \u00e8 consentito usarla esclusivamente con l\u2019aiuto delle Luci. Questo attrezzo verr\u00e0 consegnato al lavorante solo dopo avergli riconosciuta una certa valentia nell\u2019operare. Questa prima fase \u00e8 un lavoro molto delicato: riconoscere come siamo, quello che siamo (con vizi e virt\u00f9). Accettare tutto questo \u00e8 gi\u00e0 un gran passo. Ci ritroviamo cos\u00ec con questa pietra, al momento inservibile, poich\u00e9 essendo grezza non pu\u00f2 servire ancora per la costruzione. Occorre prima, come si dice in gergo lapicida, dirozzarla. Due sono gli utensili atti alla bisogna: lo SCALPELLO e il MAZZUOLO. Lo Scalpello, scrive Oswald Wirth, \u00abraffigura le risoluzioni ch\u2019egli [l\u2019iniziando, ndr.] prende per migliorarsi\u00bb. Risoluzioni che debbono incidere, cio\u00e8 mantenute con fermezza, con la giusta inclinazione d\u2019animo, affinch\u00e9 possano smussare tutti gli angoli della personalit\u00e0. \u00abLo scalpello \u00e8 simbolo di una conoscenza distintiva, della facolt\u00e0 di scegliere volontariamente, in base a motivazioni serie, il cui fondamento sia oggettivamente verificabile. Simbolo di determinazione, lo scalpello \u00e8 lo strumento del discernimento, virt\u00f9 essenziale in ogni ricerca in cui vi sia la volont\u00e0 di pervenire a un\u2019opera compiuta.\u00bb (I. Mainguy) Il Mazzuolo evoca il simbolo della Forza, la quale deve avere una attenta applicazione per non divenire anch\u2019essa distruttiva. Si insegna che il suo uso deve essere sincronico con quello dello scalpello. Questi due attrezzi sono legati, l\u2019uno all\u2019altro, in modo indissolubile, poich\u00e9 usati separatamente porterebbero solo nocumento all\u2019oggetto del lavoro. Il sapiente uso di questo strumento fa s\u00ec che questi si trasformi, dopo aver finito il lavoro pi\u00f9 grossolano, il dirozzamento della pietra, dapprima in quella che viene chiamata martellina, usata da sola per sbozzare (eliminare) le ultime asperit\u00e0, ed in ultimo in maglietto, che \u00e8 lo strumento assieme al compasso, che indica il raggiungimento della maggior perizia nel lavoro: la maestria. Questa fase di sgrossamento e sbozzamento della nostra pietra \u00e8 delicatissima ed un piccolo errore pu\u00f2 pregiudicare il risultato finale. Ogni colpo dato alla pietra con mazzuolo e scalpello \u00e8 definitivo, in quanto non si pu\u00f2 aggiungere, ma solo togliere materia.<\/p>\n<p><strong>Edificare il Tempio dell\u2019Umanit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>Superata la prima fase del lavoro, la pietra adesso ha una forma relativamente cubica. Ma questo non basta ancora: bisogna portare la pietra ad una perfezione tale da poter essere utilmente usata, non dimentichiamolo, per la costruzione della Loggia-Tempio e del Tempio dell\u2019Umanit\u00e0. Deve diventare cio\u00e8 perfettamente combaciante con le altre, deve diventare cio\u00e8 perfettamente levigata. Data la delicatezza del lavoro, occorre accertarsi, per evitare errori grossolani difficilmente recuperabili, che il nostro lavoro sia costantemente verificato in ogni suo avanzamento. Tale verifica viene effettuata con attrezzi atti alla misurazione: il FILO A PIOMBO (Perpendicolo), il REGOLO, la LIVELLA e la SQUADRA. Per verificare se l\u2019oggetto del nostro lavoro sia perfettamente verticale o orizzontale si utilizzeranno due precisi attrezzi: la Livella ed il Filo a piombo. Il Filo a piombo \u00e8 formato da un peso di metallo, non necessariamente di piombo, appeso ad una corda. Esso, con la sua verticalit\u00e0, suggerisce l\u2019ideale di dignit\u00e0, di onore, di non essere mai proni, ideali ai quali il Massone mai deve rinunciare. Poich\u00e9 un piccolo discostamento dal progetto fatto alla base, ne comporta uno grande all\u2019apice. Per questo il lavorante deve sempre verificare (misurarsi) ogni avanzamento nel suo lavoro. \u00abIl Signore mi fece avere ancora un\u2019altra visione: stava vicino a un muro, alto e diritto, e teneva in mano un filo a piombo. Il Signore mi chiese: &#8211; Amos, che cosa vedi? &#8211; Un filo a piombo &#8211; risposi. &#8211; Ho misurato con esso il mio popolo &#8211; disse il Signore &#8211; e non posso pi\u00f9 perdonarlo. \u00bb (Amos 7.7). \u00c8 facile, naturale, accostare il simbolismo del Regolo a quello della rettitudine, ma bisogna accostarlo anche a quello della misura. Infatti, non si dimentichi, che gli eccessi trasformano le virt\u00f9 in vizi. Si dice trovare la giusta misura, che non significa prendere un po\u2019 di questo e un po\u2019 di quello &#8211; che questo \u00e8 il senso ammannitoci dai soliti sapienti &#8211; ma di due cose farne una, cio\u00e8 la coniunctio oppositorum. Occorre quindi dirittura morale e spirituale, lealt\u00e0 ed onest\u00e0 non solo con gli altri, ma principalmente con se stessi. \u00abLa Livella assicura l\u2019orizzontalit\u00e0, \u00e8 uno strumento di precisione per la ricerca e stabilit\u00e0 dell\u2019equilibrio. Tutte le definizioni concordano nel riconoscere che il suo ruolo consiste nel verificare l\u2019orizzontalit\u00e0 del piano. L\u2019utilizzazione costante della livella rassicura il muratore del fatto che, a prescindere dall\u2019altezza raggiunta dall\u2019opera, tutti i piani orizzontali saranno perfetti quanto quello delle fondamenta, che egli avr\u00e0 preliminarmente stabilito con gli stessi utensili e con la stessa cura.\u00bb (I. Mainguy) Quello che ci suggerisce, quindi, non \u00e8 da confondersi con un appiattimento, un adeguarsi supinamente agli altri, bens\u00ec trovare la giusta misura, il giusto equilibrio.<\/p>\n<p><strong>Posizionare e stabilizzare l\u2019edificio<\/strong><\/p>\n<p>La CORDA \u00abLa Corda (detta anche Corda dei nodi d\u2019amore) \u00e8 un antichissimo strumento, forse il pi\u00f9 umile, usato dagli operativi. Essi sapevano che ogni costruzione deve essere impiantata sul terreno prima di essere cominciata e che la cordicella recita una grande parte in questa operazione (\u2026). L\u2019impostazione di un edificio assume un\u2019importanza particolarmente grande quando si tratta di un Tempio e, gi\u00e0 nell\u2019antico Egitto, questa operazione veniva eseguita dai tenditori di cordicelle, professionisti, e accompagnati da riti simili alla nostra posa della prima pietra.\u00bb (W. Nagrodski) Da questo si pu\u00f2 facilmente dedurre che il Massone deve concentrare il proprio lavoro su uno spazio ben delimitato per iniziare la sua costruzione, evitando cos\u00ec lo spreco di tempo ed energia. Sebbene gli antichi costruttori usassero principalmente la tecnica dei contrappesi, nell\u2019edificare le Cattedrali, spesso veniva utilizzata anche la malta come legante delle pietre da costruzione. Infatti queste potevano (e possono) presentare, seppur impercettibili, delle imperfezioni che pregiudicano l\u2019equilibrio di tutta la costruzione. Per impastare la malta serve un utensile adatto, destinato a legare le pietre per l\u2019unit\u00e0 della costruzione: la CAZZUOLA. \u00ab&#8230; colmando i punti di giunzione si forma una sola ed unica massa, il che su un piano pi\u00f9 astratto ci insegna ad applicare il cemento dell\u2019affetto e della bont\u00e0 per unire tutti i membri della famiglia massonica, ovunque si trovino, dispersi nel mondo, in una sola comunit\u00e0 di amore fraterno.\u00bb (I. Mainguy) \u00c8 l\u2019emblema dei sentimenti di benevolenza verso tutti. Rappresenta il simbolo della fraternit\u00e0 universale, della tolleranza e dell\u2019amore fraterno, unico e solo cemento di unione per l\u2019edificazione del Tempio. \u00abTutto dipende dall\u2019arte di maneggiare la Cazzuola, conciliando le necessarie e feconde opposizioni. Essa \u00e8 lo strumento di lavoro per la ricerca del Bello, del Bene e del Vero nella costruzione della nostra opera, che consiste in un\u2019esistenza alla ricerca dell\u2019Eternit\u00e0, nonch\u00e9 della vita e dell\u2019armonia di tutti noi.\u00bb (I. Mainguy)<\/p>\n<p><strong>Squadra e Compasso \u2013 il perfezionamento<\/strong><\/p>\n<p>Il simbolismo, o meglio, le idee, i significati che si possono \u2013 soggettivamente &#8211; attribuire alla SQUADRA sono molteplici, in quanto questa rappresenta un simbolo non solamente massonico. Infatti \u00e8 presente &#8211; in modo pregnante &#8211; in quasi tutte le Tradizioni occidentali e orientali: ad esempio in quella egizia e in quella cinese. La Squadra, col suo angolo retto, ci suggerisce l\u2019idea della perfezione ma, allo stesso tempo, anche un tracciato rigido, indefettibile, un obbligo, un dovere e quindi la rettitudine. Il suo sapiente uso ci permette di controllare il taglio della pietra affinch\u00e9 possa essere perfettamente squadrata e levigata. Un\u2019altra considerazione ci viene ancora suggerita dal fatto che, essendo formata da due bracci rettangolari, possiamo allora considerarla come la riunione dell\u2019orizzontale e della verticale, cio\u00e8 della Terra e del Cielo. \u00c8 bene ricordare che la squadra del Venerabile \u00e8 considerata come l\u2019unione o la sintesi della livella e della perpendicolare. Anche per quanto riguarda il COMPASSO valgono le premesse fatte per la Squadra, e cio\u00e8 che anch\u2019esso debba considerarsi un simbolo universale. E non solo nelle varie tradizioni dei popoli, ma anche nell\u2019ambito della stessa Tradizione. Infatti varie confraternite artigianali portavano il simbolo del compasso, e solo a poche corporazioni di mestiere, quelle dei calzolai, dei fornai e dei macellai, ne era interdetto l\u2019uso. \u00abPoi cominci\u00f2. Colui che volse il sesto (compasso, ndr) \/ all\u2019estremo del mondo, e dentro ad esso \/ distinse tanto occulto e manifesto, \/ non pot\u00e9 suo valor s\u00ec fare impresso \/ in tutto l\u2019universo, che il suo verbo \/ non rimanesse in infinito eccesso&#8230;\u00bb. (Dante) Cos\u00ec Dante canta il Grande Architetto dell\u2019Universo e gli pone nelle mani il sesto: il Compasso. Balza subito agli occhi la diversa caratteristica rispetto allo strumento precedente: quella della Squadra \u00e8 fissit\u00e0, mentre il Compasso ha la caratteristica della mobilit\u00e0 dell\u2019apertura. Possiamo cos\u00ec considerare la squadra passiva mentre il compasso \u00e8 attivo.<\/p>\n<p>\u00ab&#8230; significa per se stesso quasi sempre misura, perch\u00e9 \u00e8 il pi\u00f9 comodo istrumento che sia in uso per misurar le cose, per non avere in s\u00e9 segni o termini fissi, per potersi adattare a tutti i segni e termini ai quali si stende con le sue punte&#8230; significa ancora il compasso infinit\u00e0, e perch\u00e9 il suo moto in circolo non ha termine, e perch\u00e9 ad infiniti termini si pu\u00f2 adattare, e perch\u00e9 operando sta insieme in quiete ed in moto, \u00e8 uno e non \u00e8 uno, congiunto e disgiunto, acuto ed ottuso, acuto dove si disgiunge, ottuso dove si unisce&#8230; Questa definizione spiega le molteplici applicazioni del Compasso come simbolo di misura, ragione, regola, proporzione, ordine, metodo&#8230; pratica (con le punte in basso) teorica (con le punte in alto) parsimonia, prudenza\u2026\u00bb (anonimo) Il Compasso diviene quindi simbolo di attivit\u00e0 creativa, di genio, di volont\u00e0 e capacit\u00e0, emblema di tutto ci\u00f2 che rimanda al senso della misura. L\u2019unico modo per verificare lo stato dell\u2019arte &#8211; nel nostro lavoro &#8211; \u00e8 quello di impugnare Squadra e Compasso per individuare se l\u2019opera \u00e8 frutto di un sistema coerente.<\/p>\n<p><strong>Pensiero conclusivo<\/strong><\/p>\n<p>Dopo questa superficialissima e assolutamente non esaustiva disamina del simbolismo degli attrezzi del Libero Muratore, sarebbe utile (e non solo) esaminarli con altro spirito, con altri punti di vista. Si potrebbe esaminarli dalla visuale del loro essere attivi, neutri o passivi nell\u2019uso; esaminarli dualmente, a coppie; o ancora, a seconda del grado massonico a loro inerente. Oppure, inquadrati nelle tre categorie canoniche: di tracciato e controllo, di lavorazione e di posa. Invitiamo pertanto l\u2019attento lettore ad approfondire queste tematiche. Dal canto nostro, potremmo solo aggiungere che il miglior modo di trarre profitto da questi simboliattrezzi \u00e8 quello di usarli&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel linguaggio simbolico, nei Rituali, negli scritti latomistici in genere si fa riferimento sempre ad un\u2019azione da compiere ben precisa: [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":12,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_uf_show_specific_survey":0,"_uf_disable_surveys":false,"footnotes":""},"categories":[22],"tags":[],"class_list":["post-1803","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-non-categorizzato"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1803","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/12"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1803"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1803\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1804,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1803\/revisions\/1804"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1803"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1803"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1803"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}