{"id":1807,"date":"2009-06-16T10:45:55","date_gmt":"2009-06-16T08:45:55","guid":{"rendered":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/?p=1807"},"modified":"2017-10-16T15:21:16","modified_gmt":"2017-10-16T13:21:16","slug":"non-quantita-ma-qualita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/non-quantita-ma-qualita\/","title":{"rendered":"Non Quantit\u00e0 ma Qualit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><strong>Vi sono bussanti che non sono pronti per questo passo, ma che credono di poterlo fare per puro desiderio realizzativo o di cambiamento a tutti i costi, ma senza essere disposti a spogliarsi degli orpelli della vita profana: una loro entrata in Massoneria farebbe male certamente all\u2019Ordine, ma soprattutto al soggetto che ne fa richiesta.<\/strong><\/p>\n<p><em>A. G. \u2013 \u00abVeritas\u00bb, Locarno (Revista massonica svizzera giugno\/luglio 2009)<\/em><\/p>\n<p>Indicare le qualit\u00e0 del Massone rimanda spontaneamente alla domanda \u00abche cosa \u00e9 la Massoneria?\u00bb&#8230; ma, forse, induce a definire \u00abcosa essa non \u00e9 e, soprattutto, cosa non dovrebbe mai essere\u00bb.<\/p>\n<p>Attraverso una serie di fondamentali distinzioni fra Ordine iniziatico ed Associazione profana, tenter\u00f2 di mettere in evidenza le qualit\u00e0 che dovrebbero venire richieste ad un bussante e, soprattutto, quali terreni approfondire nell\u2019analisi di quest\u2019ultimo affinch\u00e9 egli possa essere considerato idoneo ad affrontare il percorso iniziatico. L\u2019obiettivo fondamentale di questo elaborato \u00e9 mirato alla ri-scoperta di quei valori che sono andati un po\u2019 perduti e che, a detta di molti Fratelli, caratterizzano la crisi che sta attraversando il nostro Ordine. Forse, un pi\u00f9 oculato scrutinio del bussante, potrebbe costituire per la Massoneria una scelta di fondo importante, suscettibile di metterci al riparo dalla tentazione (un po\u2019 semplicistica) di rinverdire le colonne per pura adesione formale e numerica, e non in virt\u00f9 di qualificazioni e di valori che, nel corso della storia, hanno reso grande il nostro Ordine.<\/p>\n<p>Dir\u00f2 subito che, malgrado qua e l\u00e0 se ne possa erroneamente evincere il significato, escludo nel modo pi\u00f9 assoluto che il termine di qualificazioni, possa essere assimilato al significato di intelligenza o, peggio, di potere. Un\u2019intelligenza non accompagnata dalla dovuta saggezza, oltre che inutile, sarebbe davvero sprecata!<\/p>\n<h2>Associazione profana o Ordine Iniziatico?<\/h2>\n<p>Una comunione di individui che decidono di raggrupparsi per lavorare insieme viene chiamata Ordine Iniziatico quando essa presuppone l\u2019adesione ad una Regola o un Rito attraverso cui conseguire un determinato fine che si situi al di l\u00e0 di riscontri puramente legati al possesso ed alla materialit\u00e0. Il termine Rito deriva dal latino ritus, ordine prescritto, parola derivante a sua volta da una forma dell\u2019Indoeuropeo vedico rta o arta che evoca l\u2019ordine del cosmo. In particolare, l\u2019aggettivo Iniziatico significa il percorso o il movimento che intraprende una persona giunta alla soglia della presa di coscienza (o, comunque, del desiderio di cambiamento profondo del suo essere), con l\u2019obiettivo di assumere il controllo delle sue facolt\u00e0 psichiche superiori. Con l\u2019iniziazione, la persona compie un\u2019operazione interiore che costituisce il primo passo verso la trascendenza del proprio Io e, quindi, verso la separazione\/liberazione del proprio desiderio di possesso materiale, qualsiasi esso sia. Tale processo di separazione\/liberazione avviene attraverso un costante movimento dell\u2019Essere in cui egli stesso \u00e9 attore di una serie di Rettificazioni che, partendo dai vincoli dell\u2019esistenza subpersonale, lo porter\u00e0 a muoversi nella direzione della Libert\u00e0 e dell\u2019Amore verso l\u2019Altro.<\/p>\n<p>Non \u00e9, per contro, un Ordine e, ancor meno, un Ordine Iniziatico un\u2019associazione di individui che limita la propria attivit\u00e0 allo scambio dialettico, nel senso pi\u00f9 ampio del termine. Bene inteso, lo scambio dialettico ha un suo valore importante e profondo che qui non \u00e9 minimamente messo in discussione. Nel paragone con l\u2019Ordine Iniziatico, l\u2019associazione cos\u00ec descritta se ne dissocia per\u00f2 sensibilmente in quanto in essa la Dottrina prevale sulla Conoscenza, malgrado il fatto che la circolazione del Sapere, dello scambio relazionale e dell\u2019approfondimento concettuale, costituiscano una fonte inesauribile di progresso e di incrementazione di conoscenze teoriche. Congiuntamente ad altri elementi che le caratterizzano e che verranno esaminati successivamente, gi\u00e0 nei termini di Sapere e Conoscenza incontriamo una prima fondamentale differenza per quanto riguarda i meccanismi e le fonti di apprendimento (ma anche di approfondimento e di crescita) che dovrebbero regolare e, nel contempo, distinguere l\u2019Ordine Iniziatico dall\u2019Associazione profana, con particolare riferimento al tipo di legame che questa distinzione produce al loro interno e tra i membri che ne fanno parte. Nel paragrafo seguente, tenter\u00f2 di esplicitare la differenza fondamentale tra questi due termini. In seguito elencher\u00f2 altri fattori &#8211; non meno importanti &#8211; che segnano la differenza tra Ordine iniziatico e Associazione profana.<\/p>\n<h2>Sapere, Conoscenza, Verit\u00e0<\/h2>\n<p>Nel discorso comune i concetti di sapere e conoscenza vengono spesso confusi e assimilati l\u2019un l\u2019altro; ritengo per\u00f2 che una brevissima disquisizione sul tema possa gettare luce su quanto qui \u00e9 in discussione. Il sapere, a differenza dell\u2019informazione e dell\u2019assoluto primato dell\u2019oggettivit\u00e0 che la dovrebbe caratterizzare, consiste in una trasmissione di pensieri, opinioni, teorie o concetti che implica un rapporto di ascolto partecipe tra mittente e ricevente, dove gli universi rappresentativi dell\u2019uno e dell\u2019altro si mescolano, si percepiscono e si compenetrano. Questa concezione induce lo psicosociologo francese B. Charlot, nel suo luminoso saggio intitolato \u00abLe rapport au savoir\u00bb, a ritenere che, pur ascrivendosi al registro dell\u2019oggettivit\u00e0, \u00abLe savoir est un rapport avec Autrui\u00bb. Pur agendo (come l\u2019informazione) sotto l\u2019egida dell\u2019oggettivit\u00e0, il Sapere consiste in un&#8217;appropriazione dell&#8217;informazione da parte del soggetto ed una conseguente modificazione sia di quest\u2019ultima sia del suo universo rappresentativo e cognitivo.<\/p>\n<p>Esso \u00e9, quindi, prodotto dal soggetto confrontato ad altri soggetti in uno scambio relazionale e sociale profondo, diventando cos\u00ec un prodotto comunicabile, ovvero \u00abun&#8217;informazione disponibile per gli altri\u00bb (J.M. Monteil, 1985). \u00abIl n&#8217;y a de savoir que pour un sujet, il n&#8217;y a de savoir qu&#8217;organis\u00e9 selon des relations internes, il n&#8217;y a de savoir que dans une confrontation personnelle. Autrement dit, l&#8217;id\u00e9e de savoir implique celle de Sujet, d&#8217;activit\u00e9 du sujet, du rapport du Sujet \u00e0 lui-m\u00eame, de rapport de ce Sujet aux autres qui construisent, contr\u00f4lent, valident, partagent ce savoir.\u00bb (B. Charlot)<\/p>\n<p>Il tema della Conoscenza, dal canto suo, sin dall\u2019antichit\u00e0 ha impegnato i nomi pi\u00f9 grandi della Filosofia: da Aristotele a Piaget, da Plotino a Husserl i grandi epistemologi hanno investigato uno fra i pi\u00f9 grandi e, nel contempo, fra i pi\u00f9 affascinanti misteri che avvolgono da sempre l\u2019Essere Umano, quello cio\u00e8 relativo alla ricerca della Verit\u00e0. Gi\u00e0 questo primo termine richiede una breve analisi che ci permetta di non scadere, come spesso succede, in un suo utilizzo vuoto o scontato. Che cosa \u00e8, quindi ed innanzitutto, la Verit\u00e0? Il termine di Verit\u00e0 corrisponde a qualche cosa, un\u2019entit\u00e0, che possiede in misura totale ed in modo incontestabile le caratteristiche proprie del suo essere e della sua natura. Gi\u00e0 Plotino (203\u2013270 d.C.), abbracciando la tesi teologica e metafisica, sosteneva quanto segue: \u00abLa Verit\u00e0 Vera non \u00e8 in accordo con un\u2019altra cosa ma in accordo con se stessa: essa non enuncia nulla fuori di s\u00e9, ma enuncia ci\u00f2 che essa stessa \u00e8.\u00bb (Enneadi, V,5) La Verit\u00e0 non \u00e9 quindi un valore relativo a qualcos\u2019altro, commerciabile o scambiabile, ma assume una connotazione di valore assoluto, non coordinato n\u00e9 coordinabile con altri valori. Essa \u00e9 in S\u00e9. Il problema sorge laddove, mentre talune correnti definiscono la Verit\u00e0 come un fattore esterno al soggetto, forzando cos\u00ec quest\u2019ultimo a seguire percorsi conoscitivi sorretti dalla ragione e dall\u2019intelletto, talaltra la considera come fattore interno, intrinseco al soggetto, di cui quest\u2019ultimo rappresenta \u2013 anche a sua insaputa \u2013 un perfetto isomorfismo e per il quale il meccanismo dell\u2019intuizione aprirebbe le porte all\u2019evidenza. Come vedremo in seguito, il concetto di Verit\u00e0 pi\u00f9 aderente al pensiero massonico sembrerebbe corrispondere alla seconda prospettiva, ovvero quella che concepisce la verit\u00e0 come un fattore interno al soggetto. Lo vedremo soprattutto nella distinzione tra la via mistica a la via iniziatica, in riferimento soprattutto al fatto che, mentre nel misticismo l\u2019individuo \u00e9 passivo, ricevente, nella via iniziatica egli \u00e9 parte attiva e partecipante al processo di assorbimento della verit\u00e0. In tal senso, il metodo che permette all\u2019Essere di avvicinarsi alla Verit\u00e0 sembrerebbe allora risiedere in un atteggiamento contemplativo, sorretto dalla sospensione di giudizio ed immerso nello stupore (epoch\u00e9), in quanto vettore capace di rendere possibile alle cose stesse di manifestarsi nella loro essenza. Secondo E. Husserl (1859-1938), padre fondatore della fenomenologia, quando l\u2019epoch\u00e9 \u00e8 stata effettuata, la Verit\u00e0 corrisponde alla stessa Evidenza con cui gli oggetti fenomenologici si presentano all\u2019essere, siano essi degli oggetti teoretici, etici o morali, prospettiva questa fortemente presente nell\u2019attitudine massonica.<\/p>\n<p>In modo generale e senza volermi dilungare nell\u2019acribia della disamina, due sembrano essere i piani su cui viene definita la Verit\u00e0: il primo \u00e8 quello relativo ai dati del mondo, agli oggetti che preesistono, al Principio supremo e al conseguente Ordine perfetto delle cose (verit\u00e0 in s\u00e9); il secondo, quello dell\u2019Essere umano, concepito come una struttura complessa nel suo divenire, alla quale \u00e8 data la possibilit\u00e0, sin dagli inizi, di far corrispondere in modo isomorfo le sue leggi interne ed il suo funzionamento generale al Principio Generatore, ci\u00f2 che corrisponde al G.A.D.U. (verit\u00e0 per il Soggetto). L\u2019Essere, in altri termini, \u00e8 dotato, a partire dalla sua nascita, di potenzialit\u00e0, di competenze, di strumenti che, una volta sviluppati nell\u2019ontogenesi, lo possono mettere in condizione che gli venga rivelata la sua appartenenza al principio cosmico e perfetto. Tutto dipende dal grado di consapevolezza e di coscienza che, per un motivo o per l\u2019altro, sar\u00e0 in grado di sviluppare nel corso della sua vita. Anche l\u2019intuizione o \u2013 pi\u00f9 semplicemente \u2013 la capacit\u00e0 di accorgersi dei fatti del mondo in virt\u00f9 dello stupore fenomenologico sono elementi che crescono con l\u2019esperienza, subiscono delle modificazioni e soggiacciono alle leggi dell\u2019apprendimento, della crescita personale e coscienziale. Tra le molteplici definizioni che la distinguono, proporrei di abbracciarne una particolarmente aderente al nostro lavoro massonico ed al metodo che contraddistingue il nostro modo di vedere e di percepire le cose. In tal senso, propongo di intendere il termine Verit\u00e0 con quella che sembra essere la sua connotazione fondamentale, ovvero quella di Rivelazione o Disvelamento.<\/p>\n<h2>Continuum evolutivo<\/h2>\n<p>Parallelamente alle definizioni di Verit\u00e0 appena esaminate, esistono di conseguenza due grandi interpretazioni del concetto di conoscenza o di percorsi volti alla scoperta della verit\u00e0. Da una parte troviamo correnti che mettono l\u2019accento sull\u2019aspetto razionale, oggettivo, mirato soprattutto alla scoperta di enti o di oggetti che devono essere analizzati, descritti, spiegati e riprodotti. Dall\u2019altra, ci sono buone ragioni per supporre l\u2019esistenza di una forma di conoscenza pi\u00f9 soggettiva, interiore, intuitiva, che mira a far apparire oggetti o enti che sono gi\u00e0 l\u00ec, con i quali l\u2019essere umano si accorda o che richiama, attraverso lo stupore e la contemplazione, come un musicista richiama, eseguendolo, il brano musicale ogni qualvolta lo desideri e a seconda del suo grado di consapevolezza. Ancora una volta, viene riproposta qui la dicotomia tra la corrente Aristotelica e quella Platonica.<\/p>\n<p>Per l\u2019Ordine Massonico potrebbe essere altrettanto illustrativo immaginare che la conoscenza, come l\u2019architettura e l\u2019arte del costruire, implica la costante interrelazione tra due componenti fondamentali: da una parte, la costruzione interiore, la ricerca della verit\u00e0 dentro di s\u00e9, la capacit\u00e0 di tracciare percorsi di Verit\u00e0 a partire dall\u2019Iniziazione e dal desiderio di trasformazione di se stessi e, dall\u2019altra, la costruzione vera e propria, ovvero la messa in opera, costituita da materiali che, attraverso la loro manipolazione e l\u2019applicazione di tecniche, assumono significati simbolici che subito rimandano alla cosa rappresentata. In tal senso, mentre la seconda componente sembrerebbe appartenere al terreno del Sapere, la prima si ascriverebbe nell\u2019ambito pi\u00f9 universale della Conoscenza. O, ancora, come vedremo in seguito, \u00e9 possibile sostenere che mentre la circolazione del Sapere ed il reciproco arricchimento che ne deriva, \u00e9 pertinente alle fasi dello sviluppo dell\u2019essere che lo pongono ancora in una posizione subpersonale e, quindi, egoica e legata al particolare, i percorsi di avvicinamento alla Conoscenza sono regolati piuttosto dalla posizione transpersonale, ovvero quella che offre al Soggetto una visione Universale della vita ed una comprensione di appartenere ad un contesto che trascende i confini del corpo e della mente. Va da s\u00e9 che il tutto possa e debba essere concepito in modo dinamico, all\u2019interno di un continuum evolutivo a cui corrispondono, in modo progressivo, sia le varie fasi di consapevolezza dell\u2019essere sia, in virt\u00f9 di un movimento stadiale cosiddetto a spirale, le rispettive fasi di crisi e la maturazione interiore da cui il pi\u00f9 delle volte essa deriva.<\/p>\n<p>Questo continuum evolutivo &#8211; che \u00e9 anche quello che segna il passaggio dal sapere alla conoscenza &#8211; non pu\u00f2 che costituire la chiave di volta che ci permette di interrogare il Soggetto nel suo divenire e, soprattutto, nella qualit\u00e0 che dovrebbe prioritariamente essergli richiesta e di cui essere dotato affinch\u00e9 egli possa accedere alla porta del Tempio.<\/p>\n<h2>Troppa Luce acceca<\/h2>\n<p>Questo brevissimo excursus storico-filosofico sulla psicologia, nella qualit\u00e0 di Fratelli Massoni, non pu\u00f2 che stimolare ad una riflessione relativa alle qualificazioni richieste al bussante prima della sua entrata in tempio. Come anticipato nell\u2019introduzione, non si tratta di valutare n\u00e9 l\u2019intelligenza n\u00e9 la portata del desiderio di autoaffermazione n\u00e9, ancor meno, di potere. Si tratta di indagare a fondo sul sistema di valori personali del bussante, ma soprattutto sui suoi momenti di crisi che, come abbiamo visto, \u00e9 spesso fonte di progresso personale e coscienziale. Vi \u00e9 un momento nella vita di tutti noi in occasione del quale, per motivi diversi, entriamo in crisi con noi stessi, con il mondo, con i valori, con la nostra stessa spiritualit\u00e0. Spesso la sofferenza e la malattia dell\u2019anima sono all\u2019origine di tale senso di smarrimento. L\u2019importante \u00e9 saper valutare la nostra capacit\u00e0 introspettiva, il coraggio di saper entrare dentro e verso noi stessi alla scoperta del nostro centro, nella speranza che questo possa essere il riflesso di un centro cosmico ed universale che ci determina e di cui facciamo parte. Vi sono persone che non sono ancora pronte per questo passo ma che credono di poterlo fare per pura proiezione egoica o realizzativa o per instabilit\u00e0 e desiderio di cambiamento a tutti i costi, ma senza essere disposti a spogliarsi degli orpelli della vita profana: una loro entrata in Massoneria farebbe male certamente all\u2019Ordine, ma farebbe soprattutto male al soggetto che ne fa richiesta, poich\u00e9 costretto a mentire a se stesso allorquando il suo profondo convincimento dovesse venir meno.<\/p>\n<p>In riferimento al mito della caverna di Platone, \u00e9 bene forse ricordarsi in particolare di un insegnamento che, fra i tanti fornitici dal racconto, sembrerebbe molto aderente a quanto qui espresso: una luce ricevuta senza dovuta preparazione spesso abbaglia o acceca. In qualche altra occasione induce a derisione. In tutti i modi produce sofferenza in chi non \u00e9 preparato al percorso iniziatico ed al lavoro di introspezione che questo presuppone. Ouroboros: \u00abUna Via, o sentiero, comporta un grande impegno ed un\u2019ampia disponibilit\u00e0 di cuore e di mente.\u00bb<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vi sono bussanti che non sono pronti per questo passo, ma che credono di poterlo fare per puro desiderio realizzativo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":12,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_uf_show_specific_survey":0,"_uf_disable_surveys":false,"footnotes":""},"categories":[22],"tags":[],"class_list":["post-1807","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-non-categorizzato"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1807","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/12"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1807"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1807\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1808,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1807\/revisions\/1808"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1807"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1807"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1807"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}