{"id":1825,"date":"2010-05-16T10:55:20","date_gmt":"2010-05-16T08:55:20","guid":{"rendered":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/?p=1825"},"modified":"2017-10-16T15:21:15","modified_gmt":"2017-10-16T13:21:15","slug":"luno-e-il-tre-la-monade-e-il-triangolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/luno-e-il-tre-la-monade-e-il-triangolo\/","title":{"rendered":"L\u2019Uno e il Tre &#8211; la Monade e il Triangolo"},"content":{"rendered":"<p><strong>Nei libri di geometria si legge che il punto \u00e8 un ente geometrico che non ha dimensioni. Quindi il punto \u00e8 una mera congettura, una convenzione. \u00c8 da chiedersi: il punto \u00e8 una ipotesi progettuale o \u00e8 una monade? \u00c8 un ente allo stadio utopico? Su questo si scontrano pensatori di tutti i tempi; vedasi l&#8217;Uno di Pitagora, di Platone e dei neo platonici.<\/strong><\/p>\n<p><em>M. M., Loggia Verbanum, Laveno I (GOI) (Revista massonica svizzera maggio 2010)<\/em><\/p>\n<p>\u00c8interessante quanto scrisse nel 1684, nelle sue \u00abMeditazioni\u00bb, il filosofo tedesco Gottfried Wilhell Leibniz: \u00abMonade significa una sostanza individuale e spirituale che riproduce in s\u00e9 stessa la struttura di tutta la realt\u00e0.\u00bb \u00c8 evidente che questo termine \u00e8 assunto in senso metafisico, sospeso tra l&#8217;essere e il non essere, gi\u00e0 connotato di individualit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Il Punto come unit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>Tentiamo di determinareuna consequenzialit\u00e0 dalle congetture e dai fenomeni. Se si uniscono tre punti nello spazio si ha la prima figura piana, la prima elementare manifestazione razionale, si ha il primo stadio della realizzazione di qualsiasi progetto. Lo sanno bene i matematici e gli ingegneri che il sistema della triangolazione \u00e8 alla base di tutti i problemi di calcolo e di misurazioni perfino in astrofisica e geodesia.<\/p>\n<p>Quindi, mentre il punto \u00e8 la verit\u00e0 in senso assoluto, la prima figura piana, il triangolo diviene lo strumento di mediazione tra l&#8217;astrazione e la realt\u00e0. Si palesa cos\u00ec in modo inequivocabile la prima testimonianza del pensiero razionale; si manifesta la ratio, la quale media la verit\u00e0 e la realt\u00e0. Sui banchi di scuola, ed oggi sull&#8217;impalcatura, mentre affresco questo simbolo, subisco il fascino del suo mistero. Quest\u2019immagine elementare diviene forma, diventa realt\u00e0 fisica se alla bidimensionalit\u00e0 aggiungo la terza dimensione, quella spaziale, lo spessore. La quarta dimensione, quella temporale, \u00e8 da prendere in esame successivamente. Ebbene, questo \u00e8 il momento magico della creazione. Questo \u00e8 ilmotivo per cui Leonardo da Vinci dispose la sua Mona- Lisa leggermente obliqua. Cito Leonardo, ma potrei citarne altri come Donatello, Scopas ecc. Ne consegue che il parto creativo \u00e8 struttura, \u00e8 forma reale anche nella luce, nel pensiero, nella musica; \u00e8 il momento in cui si manifesta la realt\u00e0. Hegel dice: \u00ab\u00c9 reale ci\u00f2 che \u00e8 razionale.\u00bb Noi usiamo dire che la verit\u00e0 \u00e8 in mens Dei, tant&#8217;\u00e8 vero che il pensiero, quale ente astratto, \u00e8 stato rappresentato sempre da un occhio: immagine pi\u00f9 comprensibile di un punto, e per la sua dimensione umana in cui l&#8217;uomo ha bisogno di identificarsi e per la sensazione di presenza vigile dell&#8217;Ente Supremo. Non c&#8217;\u00e8 dubbio per\u00f2 che quell&#8217;occhio \u00e8 il punto, il sole, la monade di Pitagora; \u00e8 l&#8217;ente geometrico che non ha dimensioni, \u00e8 il pensiero, la verit\u00e0, la vita.<\/p>\n<p><strong>Verit\u00e0, realt\u00e0, vita<\/strong><\/p>\n<p>La realt\u00e0, fase che succede alla verit\u00e0, \u00e8 quella che ci coinvolge nella totalit\u00e0 esistenziale, nella totalit\u00e0 del pensiero e dei sensi: \u00e8 la stessa filosofia dell&#8217;esistenzialismo. Ne consegue che la struttura, nel momento in cui determina una forma, cio\u00e8 nel momento stesso che subentra il meccanismo strutturante, origina la materia. La struttura \u00e8 il processo creativo, logico, dell&#8217;intelligenza attiva. Per converso, la materia stessa, nel suo ridursi ad ente infinitamente piccolo diceva Einstein, diviene energia. Ora, che il passaggio dal pensiero alla forma, dall&#8217;energia alla materia e viceversa venga prodotto dalla quarta dimensione, la velocit\u00e0 (massa per velocit\u00e0 della luce al quadrato), questo poco importa ai fini di questa disamina; anche se ritengo utile ricordare che l&#8217;Osservatore Romano alla morte di Einstein asser\u00ec che questi si era convertito. Ci\u00f2 per il fatto stesso che la scoperta dell&#8217;energia, nell&#8217;infinitamente piccolo, equivarrebbe alla scoperta scientifica dell&#8217;anima. Non sfuggir\u00e0 quanto suddetto del passaggio pensieroforma. \u00c8 un argomento questo di ben pi\u00f9 vaste proporzioni filosofiche perch\u00e9 implica l&#8217;accettazione della preesistenza del pensiero, la progettazione dell&#8217;universo. Sant&#8217;Agostino, quando parla della Trinit\u00e0, riduce ad unit\u00e0 materia e spirito da cui scaturisce per sinergismo &#8211; non certo in ordine di tempo la vita. Unit\u00e0 questa che sussiste nella stessa logica del creato. Detto pensiero \u00e8 stato molto deviante per cui diviene dogma (mysterium fidei). Gli stessi dotti della chiesa cattolica, nella ricerca della verit\u00e0 subirono e subiscono disorientamenti. Si pensi alle incomprensioni patite da S. Francesco ed i suoi fraticelli, da parte del Papa, per quella filosofia solo apparentemente prosaicamente panteista. Mi preme ora far notare che l&#8217;uomo primitivo quando prendeva coscienza di s\u00e9, manifestava la propria presenza con il ricorso alla geometria. Esaltato dalla scoperta di una forma pur minimale, come questo triangolo che ora vado dipingendo, su di essa e con essa organizzava l&#8217;evoluzione del pensiero e, quindi, della propria civilt\u00e0. Come del resto si entusiasmano i bambini quando dalle espressioni grafiche occasionali, dalla propria gestaltica passano alle prime forme organizzate razionalmente.<\/p>\n<p><strong>Tornare all&#8217;infantile<\/strong><\/p>\n<p>Nel passato si \u00e8 avuta la civilt\u00e0 del triangolo. Dagli studi fatti ricordiamo il tesoro d&#8217;Atreo, le mura di Tirinto, le strutture Lidiache, la porta dei leoni di Micene. Senza andare tanto lontano un esempio interessante si ha qui vicinoanoi, adAlatri. Certamentedal XVI-XV sec. a. C. in poi il triangolonon veniva limitato alle strutture architettoniche, ma anche a quelle del pensiero: &#8220;il passato, il presente, l&#8217;avvenire&#8221;, &#8220;la saggezza, la forza, la bellezza&#8221;, &#8220;la nascita, la vita, la morte&#8221;, &#8220;la luce, le tenebre, il tempo&#8221;. La Pietra filosofale, con i suoi tre principi, &#8220;il sale, lo zolfo, il mercurio&#8221;, fece parte di una cultura pre-umanistica nel medioevo. La chiave di volta del Cristianesimo non \u00e8 forse l&#8217;assunto della trilogia antropomorfa della Trinit\u00e0? Ed ancora: Brahama, Siva, Visn\u00f9 in India, come, del resto, la simbologia pagana antica e non. Le fasi primitive delle varie civilt\u00e0 sono sempre state geometriche. \u00c8 questa tesi che ci conferma se un popolo ha origini autoctone o \u00e8 di derivazione: vedi la civilt\u00e0 romana, la quale nascendo dalla fusione di quella greca e quella etrusca, non ha attraversato la fase geometrica. Il triangolo lo vediamo, tra l&#8217;altro, nell&#8217;incedere della nuova logica che la cultura europea veniva sostituendo a quella vecchia nei primi anni di questo secolo. Gli artisti vollero ribellarsi in forma spettacolare a quella che definivano la logica bellica dei guerrafondai, la logica antiumanista della ferrea legge della civilt\u00e0 industriale. Nacque il dadaismo quale denunzia. La Terra, come la mater-matuta nelle antiche civilt\u00e0 era considerata sempre feconda e sempre vergine. Questa sinusoide per i dadaisti era irrazionale tanto che, per diffondere il messaggio Dada un certo Hugnet, a Parigi, distribu\u00ec dei volantini nei quali affermava che anche la Madonna fu dadaista per aver sovvertito la logica del reale. A questo periodo di rottura segu\u00ec quello affannoso di una risalita verso la logica. Quindi i futuristi ed i cubisti, gli artisti della Bauhaus dei Weimer e di Dessau ricominciarono a ristrutturare in modo infantile una geometria elementare con il punto, la linea, il triangolo. Nella purezza dell&#8217;infantilismo erano ricercati nuovi equilibri nelle forze contenute nel triangolo. In Massoneria si usano i tre punti quale sintesi del Delta, del Triangolo divino. Il pittore Attanasio Soldati agli inizi del &#8216;900, insieme a Mario Radice ed altri, disse: \u00abDimostreremo il lirismo della geometria.\u00bb<\/p>\n<p><strong>Triangolo equilatero e Verit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 d&#8217;uso corrente un testo di psicologia nel quale, con una certa grafia triangolare, si tende a dimostrare l&#8217;intelligenza riflessiva di speculazione intellettuale, filosofica e spirituale. Per far capire ai miei allievi il potere di persuasione occulta del triangolo, affidavo ad essi uno isoscele a sviluppo verticale, uno a sviluppo orizzontale egualmente isoscele ed uno equilatero. Ebbene, nel momento di inserire degli elementi grafico-decorativi era inevitabile che accadesse un fatto interessante. In quello verticale il senso di leggerezza era l&#8217;aspirazione costante delle fragili linee ivi inserite, come nell&#8217;architettura gotica. Nel triangolo a sviluppo orizzontale &#8211; come nei frontoni dei templi pagani si rilevavano elementi ritornanti fortemente al suolo con curve energiche e ribassate. Nel triangolo intermedio, invece, quello equilatero, si evidenziava il dramma della ricerca, si scatenava il dualismo tra realt\u00e0 ed astrazione; in questa fluttuante instabilit\u00e0 gli artisti hanno ravvisato le linee di tensione emotiva dei grandi temi della vita, la tensione egualitaria delle verit\u00e0 fondamentali come nella simbologia acquisita. Non a caso quella &#8220;G&#8221; che si trova nel Delta o nella Stella fiammeggiante significa la struttura di tutte le realt\u00e0: Gravitazione, Geometria, Generazione, Genio, Gnosi. Oppure semplicemente God; Grande Architetto.<\/p>\n<p>Dante Alighieri edific\u00f2 il poema della Divina Commedia in struttura triangolare. Sulla base fortemente ancorata, quella dell&#8217;Inferno passionale e magmatica, egli volse la sua opera verso l&#8217;astrazione, la transumanazione (termine che egli stesso usa). Si volge verso l&#8217;incorporeit\u00e0, verso la Luce come nel pensiero degli egizi (si veda in particolare la piramide di Ch\u00e8ope). Ci\u00f2 dimostra ulteriormente che nella struttura del triangolo equilatero ci si dibatte alla ricerca della Verit\u00e0, comedel resto avviene nellametafisica del quotidiano degli artisti.<\/p>\n<p><strong>Il Triangolo nell&#8217;arte<\/strong><\/p>\n<p>Nel triangolo della Piet\u00e0 michelangiolesca, quella del Vaticano, l&#8217;artista congela le contraddizioni etiche sia nella composizione chenei ritmi plastici. L&#8217;arco del Cristo, in quel triangolo, aderisce al dramma della vita e la luce ne plasticizza la forma, mentre il panneggio retrostante \u00e8vibrato dal contrapposto. Intanto la giovane madre diciotto-ventenne, ed il maturo figlio trentatreenne sembrano sfuggire alla realt\u00e0, mentre aderiscono ad una logica solo apparentemente irrazionale. Anche Bramante ed il Palladio, nelle composizioni dalle strutture organiche triangolari, tendevano alla ricerca di quegli equilibri. A questo proposito mi piace ricordare che Michelangelo scrisse all&#8217;Ammannati che il progetto nucleiforme di S. Pietro, fatto dal Bramante, era pi\u00f9 vicino alla VERIT\u00c0 di quello del Sangallo. Anzi quest&#8217;ultimo si era discostato dalla verit\u00e0. Tra il Bramante ed il Palladio esistono delle differenze che non sto qui ad evidenziare, ma entrambi partivano da una progettazione frontale triangolare. Leonardo da Vinci tenta di chiudere in strutture triangolari alcune sue composizioni. I suoi triangoli erano immersi in paesaggi, ma conclusi nel loro sfumato plastico. Egli, Leonardo, \u00e8 stato un seguace della filosofia metafisica della matematica di Pitagora, Cusano ed altri. Egli realizza un&#8217;opera dalla coerenza stilistica ai limiti dell&#8217;umano: la Gioconda. Mona-Lisa, col suo sorriso e con le sue alterazioni biomorfologiche, evidenti nelle tumefazioni temporali e delle mani, \u00e8 compiaciuta di essere depositaria del mistero della trasmissione della vita. Dal freddo surrealismo dell&#8217;ambiente retrostante, nel triangolo in cui si raccoglie e si solidifica l&#8217;immagine, \u00e8 presente la vita. Ad ulteriore sostegno di tutto ci\u00f2 che ho scritto citer\u00f2 quanto ha detto Nikolaus Chrypffs, il cardinale vissuto nella prima met\u00e0 del 1400, appunto il Cusano, al quale ho fatto riferimento prima: \u00abLa prima divinit\u00e0 pu\u00f2 essere attinta solo attraverso immagini simboliche geometriche. \u00bb Pitagora, Cusano e Giordano Bruno sono vicini a detta logica con la loro matematica magico-simbolica. Pur nel timore di non essere stato abbastanza rigoroso nella logica di quanto scritto, non posso che concludere affermando che il Punto, la Monade delle monadi, ossia l&#8217;Occhio, non poteva che essere inserito in un triangolo equilatero, una struttura geometrica elementare le cui forze, quelle antitetiche dell&#8217;universo, vanno alla costante ricerca della perfezione nell&#8217;equilibrio: il progetto del GADU.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nei libri di geometria si legge che il punto \u00e8 un ente geometrico che non ha dimensioni. 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