{"id":1837,"date":"2011-01-16T11:02:28","date_gmt":"2011-01-16T10:02:28","guid":{"rendered":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/?p=1837"},"modified":"2017-10-16T15:21:14","modified_gmt":"2017-10-16T13:21:14","slug":"una-diversa-interpretazione-del-mito-di-narciso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/una-diversa-interpretazione-del-mito-di-narciso\/","title":{"rendered":"Una diversa interpretazione del mito di Narciso"},"content":{"rendered":"<h2>Conosci te stesso:<\/h2>\n<p><strong>Affrontare, ancora una volta, il significato dell\u2019esortazione che campeggiava sul timpano del Tempio di Apollo a Delfi &#8211; conosci te stesso &#8211; non costituisce certamente una facile impresa. Molte pagine sono state scritte sul tema, a dimostrazione di quanto importante esso sia non soltanto nella Tradizione Iniziatica, ma in tutte quelle discipline che impongono all\u2019Essere un\u2019approfondita analisi di se stesso ed una coraggiosa decisione di \u201cguardarsi dentro\u201d nell\u2019intento di raggiungere lo stato di Autocoscienza.<\/strong><\/p>\n<p><em>V.M.i.C. , A. G., LoggiaVeritas, Locarno (Revista massonica svizzera gennaio 2011)<\/em><\/p>\n<p>N on intendo pertanto riproporre argomenti che rischierebbero di scadere nella banalit\u00e0onel \u201cd\u00e9j\u00e0 vu\u201d, preferendo lasciare fluire un pensiero libero, senza dover forzatamente ricorrere a dotte citazioni, basandomi solo su quanto la Coscienza chiede di fare emergere in un momento preciso del mio percorso massonico.<\/p>\n<p><strong>Il mito di Narciso<\/strong><\/p>\n<p>Secondo la versione di Ovidio, Narciso fu meravigliosamente bello. Consultato il mago Tiresia, la madre Liriope apprese da questi cheNarciso sarebbe vissuto finch\u00e9 non si fosse conosciuto. Quando un giorno, passeggiando per i boschi e per i monti &#8211; appassionato di caccia come egli era &#8211; conobbe la ninfa Eco, questa si innamor\u00f2 di lui perdutamente; ma lui rifiut\u00f2 il suo amore e lei venne ridotta ad un\u2019ombra che, a partire da quel momento, della bella ninfa conservava ormai solo la voce. Per vendicare Eco, la terribile Nemesi condusse Narciso sulle sponde di una fonte dalle limpidissime acque, affinch\u00e9 egli potesse specchiarsi e in tal modo permettere di compiersi la predizione del mago Tiresia. Fu cos\u00ec che Narciso, che fin l\u00ec non si era mai veduto, specchiandosi nell\u2019acqua, non riusc\u00ec pi\u00f9 a staccarsi dall\u2019immagine della sua bellezza e mor\u00ec di conseguenza al pi\u00f9 ridicolo ed inutile amore, ovvero quello \u2013 spesso devastante &#8211; che si nutre per se stessi.<\/p>\n<p>Il mito di Narciso, da qualche tempo, mi fa riflettere ed occupa i miei pensieri. Soprattutto, mi fa pensare alle sue intime connessioni con il tema proposto dalla GLSA citato nel titolo. Ho forzato la mia memoria nel ricordare un\u2019interpretazione della leggenda possibilmente diversa da quella che siamo stati abituati a conoscere attraverso gli scritti della teoria psicoanalitica e,apartiredaquesta, da un\u2019infinit\u00e0 di affermazioni che non mi sentivo di condividere pienamente gi\u00e0 all\u2019epoca dei miei studi. N\u00e9 \u2013 tantomeno\u2013pi\u00f9 tardi, quando ebbi l\u2019onore di essere iniziato alla Massoneria.<\/p>\n<p><strong>Il narcisismo<\/strong><\/p>\n<p>La psicologia classica, in effetti, ha accollato tale leggenda ad una fase dello sviluppo del bambinoe, successivamente, ad uno stato psicopatologico o ad un disturbo della personalit\u00e0 \u2013 il narcisismo, appunto \u2013 definendolo come il \u201cripiegamento della libido su se stesso\u201d, condizione che impedirebbe l\u2019instaurarsi di relazioni oggettuali verso l\u2019esterno, ponendo cos\u00ec l\u2019essere in una sorta di condizione auto-erotica che lo renderebbe soggetto e, al tempo stesso, oggetto, escludendo pertanto la possibilit\u00e0 di relazionarsi con l\u2019Altro e, inultima analisi, con il \u201cdiverso\u201d.<\/p>\n<p>Forse, senza voler entrare nei dettagli della psicologia del profondo, la condizione che unifica il soggetto con l\u2019oggetto corrisponde pi\u00f9 semplicemente ad un meccanismo difensivo messo in atto da chi ha timore dell\u2019amore e, in particolare, di colui il quale evita l\u2019amore per paura di essere tradito dall\u2019Altro, non lasciando aquest\u2019ultimo quegli spazi che &#8211; una volta aperti &#8211; sarebbero vissuti come una lacerazione, una ferita incolmabile, se non addirittura come la perdita del S\u00e9 e, con essa, la perdita della propria presunta identit\u00e0.<\/p>\n<p>Narciso, quindi e secondo le interpretazioni pi\u00f9 accreditate, muore per eccessivo e devastante amore verso se stesso, a causa di una sorta di auto-contemplazione che non lascia via di scampo, soprattutto nella condizione mentale in cui la visione della propria \u201cbellezza\u201d si limita al dato esteriore ed alla forma, ma non alla \u201csostanza\u201d su cui essa si fonda e si costituisce.<\/p>\n<p>Il mito, insomma, ci insegna (o crede di insegnarci) che un amore cieco e smisurato rivolto verso se stessi pu\u00f2 essere una scelta dannosa e, irrimediabilmente, conduce alla morte ed all\u2019annichilimento del soggetto. Questa interpretazione, per\u00f2, sembrerebbe essere poco aderente al tema qui in discussione in quanto apparentemente opposta al vettore chemuove l\u2019Essere umano verso la conoscenza di se stesso, nel costante tentativo di migliorarsi. Questa, perlomeno, vorrebbe essere la tesi che definisce in Massoneria la distinzione tra mondo profano e mondo iniziatico. Vi \u00e8 per\u00f2 una seconda interpretazione, molto meno riduttiva e funzionale di quella brevemente appena esposta. Se non altro, si tratta certamente di un\u2019interpretazione pi\u00f9 aderente al tema qui posto in questione, soprattutto se considerato nell\u2019ottica del percorso iniziatico offerto dalla Massoneria e dal Metodo introspettivo che la caratterizza.<\/p>\n<p><strong>Un\u2019altra interpretazione<\/strong><\/p>\n<p>Si pu\u00f2 pensare che Narciso &#8211; oltre che superbamente bello &#8211; fosse anche dotato di qualit\u00e0 quali la sensibilit\u00e0 e l\u2019intelligenza. Era infatti figlio di un Dio e di una Ninfa. Se cos\u00ec fosse, giunto alla limpida fonte, egli non si sarebbe \u2018semplicemente\u2019 specchiato nell\u2019acqua alla ricerca di una cieca auto-contemplazione,masi sarebbe forseposto una domanda chemodificherebbe (e di molto) le interpretazioni e l\u2019utilizzo (il pi\u00f9 delle volte funzionali alla teoria) che vengono spesso date alla leggenda che trae origine dalla sua vicenda. Narciso che \u2013 non dimentichiamolo \u2013 era s\u00ec figlio della Ninfa Litriope, ma anche di Cefiso, Dio fluviale, aveva molto a che vedere con l\u2019elemento acquatico del quale la sua storia personale era pervasa, probabilmente e apparentemente a sua stessa insaputa. Forse, allora, non si \u00e9 trattato di un semplice \u2018specchiarsi nell\u2019acqua\u2019, avvolto come egli era in uno stato di torpore ed in assenza di facolt\u00e0 superiori quali la riflessione e l\u2019intelligenza sensibile, ma piuttosto di un\u2019inarrestabile pulsione ad investigareunmondo\u2013quello acquatico \u2013 da cui proveniva, sia per nascita che per tradizione, e che gli sembrava di non \u201cconoscere\u201d pi\u00f9 o che, forse, riteneva di aver perso, essendone al tempo stesso ignaro depositario e testimone. L\u2019atto compiuto da Narciso (dal greco Nark\u00e9, torpore), anche se avvolto \u2013 come detto- da una sorta di sospensione attonita ed ingenua delle facolt\u00e0 superiori, potrebbe essere letto, al contrario, nel senso di un vettore che spinge l\u2019Essere ad andare al di l\u00e0 delle apparenze, alla scoperta delle proprie origini ancestrali, direttamente rivolto al centro di se stesso, in un movimento di autoanalisi che conferirebbe allo stato di torpore (o addormentamento) \u2013 di per s\u00e9 passivo &#8211; una caratteristica pi\u00f9 consona, ad esempio, all\u2019atto meditativo ed alla sacralit\u00e0 iniziatica rappresentato dal costante movimento dell\u2019elemento-acqua, ovvero in uno stato che vede l\u2019Essere partecipare attivamente al suo stesso risveglio ed esserne, in qualche modo, protagonista. In questo senso, il mito di Narciso potrebbe assumere risvolti sensibilmente diversi da quanto siamo fin qui stati abituati a credere. Mentre la prima interpretazione, infatti, sembrerebbe conferire un carattere mistico alla leggenda (Narciso nello stato di torpore), nella seconda versione, la stessa assumerebbe una valenza profondamente iniziatica, pertanto attiva e partecipe del Soggetto, dove i concetti di \u201cbellezza\u201d e \u201cmorte\u201d assumono connotazioni molto diverse da ci\u00f2 che generalmente si \u00e9 abituati a pensare.<\/p>\n<p>In questa seconda interpretazione, la Bellezza scoperta da Narciso, in fondo, non ha pi\u00f9 nulla a che fare con la bellezza legata alla forma, alla staticit\u00e0, alle apparenze, all\u2019orpello che decora il ben pi\u00f9 importante soffio della nostra anima. Narciso, specchiandosi nell\u2019acqua e intuendo l\u2019impossibilit\u00e0 di quell\u2019amore, scopre in tal senso una Bellezza leggera, a-corporea, una sorta di estasi determinata dalla scoperta di territori fantastici ed inesplorati, dove i fattori tempo, causalit\u00e0 espazio vengono annientati da una totale fusione tra l\u2019Essere e la Natura, in un momentodi estasiedi puramagia; un territorio dove la forma cede il passo alla Sostanza e, per lo stesso motivo, dove l\u2019Io dell\u2019autoaffermazione di freudiana memoria diventa, come se fosse un incanto, la consapevolezza del S\u00e9.<\/p>\n<p>La morte iniziatica<\/p>\n<p>La Morte, affrontata non supinamentema coraggiosamente da Narciso, diventa allora una morte iniziatica, segnata da un profondo desiderio di trasformazione, contraddistinta dall\u2019impulso a ritornare alle cose semplici, all\u2019essenza, alla sostanza delle cose, all\u2019amore per il Vero. La morte consiste allora in uno stato psichico permanente, un ritorno a luoghi conosciuti, dimenticati, perduti, riscoperti e, nuovamente conosciuti; un ritorno all\u2019origine ed al mistero della vita, dunque! Unmovimentodel Soggetto che, rivolto al centro di se stesso, tende ad eliminare tutto quanto di inutile e di superfluo offre un modo superficiale di condurre la vita, decide coraggiosamente di \u201cguardarsi dentro\u201d, per scoprire di appartenere alla stessa Sostanza che accomuna tutti gli Uomini sulla terra, alla stessa nuvola di energia, vivendo cos\u00ec il senso dell\u2019appartenenza cosmica all\u2019Altro.<\/p>\n<p>Questo concetto dimorte, ovvero lamorte iniziatica, in altri termini, rappresenta la fonte e l\u2019origine del sentimento di fratellanza, l\u2019unit\u00e0 che contraddistingue l\u2019Ordine Iniziatico e ne costituisce l\u2019obiettivo primordiale: siamo tutti in uno. Non vi \u00e8 pi\u00f9quindi differenza tra l\u2019uno e l\u2019Altro, ma viene costituita una nuova unit\u00e0 composta da molteplici manifestazioni della stessa sostanza. L\u2019Io dell\u2019autoaffermazione, nella morte iniziatica, diventa cos\u00ec il NOI della fratellanza e dell\u2019Amore universale.<\/p>\n<p>Come poter ferire, in una tale concezione, un Fratello ovvero colui il quale rappresenta e costituisce una parte de te stesso? Il torpore da cui sembrerebbe essere avvolto Narciso nella prima versione della leggenda, diverrebbe, allora, una modalit\u00e0 &#8211; se non addirittura il Metodo &#8211; che permette all\u2019Essere di analizzarsi fino in fondo, di andare dentro se stesso, di avere il coraggio di sopprimere quelle fonti di piacere illusorio che, costituite esclusivamente dall\u2019abbaglio del soddisfacimento delle pulsioni immediate, altro non sarebbero se non lamodalit\u00e0 della nostra stessa fine iniziatica.<\/p>\n<p>Conoscere se stesso, a corti discorsi, \u00e8 un imperativo che ammonisce gli Uomini dotati di coraggio iniziatico ad andare dentro lo specchio d\u2019acqua, ovvero all\u2019interno della propria storiapersonale ed alla scoperta del centro del proprio S\u00e9. Significa anche andare dentro tutti quei contenuti, persinoquelli pi\u00f9 inaccettabili, che sono parte di noi, che ognuno di noi possiede silenziosamente e che creano \u2013 al nostro interno \u2013 alcune zone d\u2019ombra che persino noi stessi siamo spesso portati a rifiutare. Zone d\u2019ombra che rifiutiamo in quanto elemento costitutivo di una parte di noi stessi ma che talvolta e per mille motivi attribuiamo ad altri. Zone d\u2019ombra che spesso corrispondono ad un\u2019identificazione massiccia con gli occhi e con le percezioni dell\u2019 \u201caltro\u201d punitivo, della legge dei forti e dellamorale vigente. Zone d\u2019ombra che spingono inconsciamente a creare percezioni che condannano \u201cci\u00f2 che noi stessi siamo\u201dma che, per metterci al riparo, siamo portati a proiettare su altri.<\/p>\n<p>Forse, come ci indica la leggenda di Narciso, la comunit\u00e0 degli iniziati sar\u00e0 tale quando, un bel giorno, saremo in grado di superare la nostra dualit\u00e0 per ammettere che non solo \u201csiamo questo\u201d, ma \u201csiamo anchequello\u201d, ovvero il nostroesatto contrario, quello chemeno ci piace, quello che noi stessi siamo portati a negare ma che, molto spesso, ci pare giusto condannare nell\u2019Altro in determinati momenti della nostra vita su questa terra per credere e sperare nella salvezza delle nostre anime oper incrementare il nostro sensodi autoaffermazione.<\/p>\n<p>Narciso &#8211; cos\u00ec come Lazzaro &#8211; sono immagini che ci insegnano quanto importante sia dedicare con coraggio e fermezza la nostra vita alle cose importanti; \u201ccose\u201d per le quali \u00e8 davvero fondamentale saper decidere, scegliere, recidere, tagliare, cambiare.<\/p>\n<p>Narciso non muore, quindi, ma decide di scoprire se stesso affogando simbolicamente nell\u2019immagine di una bellezza formale che gli veniva attribuita; anche Lazzaro, dal canto suo, non mor\u00ec, ma venne semmaiglorificato per il suorisveglio ( \u201cchi crede in me, anche se muore, vivr\u00e0\u2026scioglietelo e lasciatelo andare\u201d, Giovanni, 11, &#8211; 45). Lazzaro, cos\u00ec come Narciso, sono esempi di Uomini che hanno compiuto un atto fondamentale, ovvero quello dell\u2019Iniziazione, promettendo solennemente di migliorare se stessi ed adoperarsi per l\u2019edificazione di un mondo migliore, un mondo votato all\u2019edificazione dell\u2019Essere pi\u00f9 che a quello, infinitamente pi\u00f9 semplice, dell\u2019Avere.<\/p>\n<p><strong>La via del \u201cconosci te stesso\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Due immagini, queste, che indicano la via del \u201cConosci te stesso\u201d, motto del quale purtroppo se ne fa largo uso ed abuso. Motto la cui semplice recitazione \u2013 se non se ne intuisce il senso profondo \u2013 \u00e8 fin troppo facile da riprodursi. La conoscenza di Se stessi, in altri termini, \u00e8 un concetto chemal si concilia con speculazioni di tipo dottrinale in quanto tale \u201cmodalit\u00e0 di vivere la vita\u201d costituisce un percorso che va affrontato con coraggio, scrupolosit\u00e0 e la necessaria predisposizione alla sofferenza.<\/p>\n<p>Che cosa significa, in realt\u00e0, \u201cconosci te stesso\u201d? E sufficiente pronunciare e ripetere tali parole per esserne davvero attori partecipi e consapevoli? Oppure \u00e8 fondamentale ed imprescindibile percorrere un camminoo\u2013meglio\u2013unmetodo che, per quanto difficile possa apparire, permetta sempre di verificare lostato dei nostri progressi e le eventuali tentazioni che ci discostano da esso?<\/p>\n<p>Affinch\u00e9 la frase scolpita nel timpano del tempio di Apollo-dasempre sposata dalla massoneria come epitaffio insostituibile &#8211; non resti lettera morta e si presti ad un suo impiego tanto dottrinale quanto superfluo, \u00e8 imprescindibile che ogni fratello massone capisca, sin dalla sua Iniziazione (e ancora prima, al momento della sua domanda di ammissione) che l\u2019Ordine al quale apparteniamo non pu\u00f2 pi\u00f9 permettersi \u2013 vista la pressione esercitata dal mondo profano e le disparit\u00e0 che esso ci propone \u2013 di tradire l\u2019essenza di tale contenuto: ogni fratello massone \u00e8 posto nella condizione di avere il coraggio di affrontarsi e, per quella via, di essere in grado \u2013 oggi pi\u00f9 di ieri \u2013 di abbandonare tutta una seriedi orpelli (denaro, prestigio, potere esercitato, aspre critiche ecc. ) che, forzatamente, debbono restare al di fuori del Tempio e della Fratellanza universale. Altrettanto, ogni fratello consapevole di tale lavoro interiore, deve saper condurre un\u2019analisi di se stesso aperta, leale e sincera, ammettendo di essere non \u201csolo questo\u201d, bens\u00ec anche \u201cci\u00f2 chepiace meno\u201d ma che risulta pi\u00f9 difficile da accettare. Solo operando in questo modo ovvero gettando luce su quelle zone d\u2019ombra che costituiscono fastidiose fonti di contraddizioni all\u2019interno di noi stessi, potremo accedere alla porta dell\u2019Autocoscienza come iniziati.<\/p>\n<p>Conosci te stesso: questa, e non un\u2019altra, \u00e8 la condizione essenziale affinch\u00e9 la massoneria continui ad esistere ed a svolgere il suo ruolo propulsore nell\u2019opera di edificazione di un\u2019immagine migliore del mondo e per il bene dell\u2019Umanit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Conosci te stesso: Affrontare, ancora una volta, il significato dell\u2019esortazione che campeggiava sul timpano del Tempio di Apollo a Delfi [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":12,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_uf_show_specific_survey":0,"_uf_disable_surveys":false,"footnotes":""},"categories":[22],"tags":[],"class_list":["post-1837","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-non-categorizzato"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1837","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/12"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1837"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1837\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1838,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1837\/revisions\/1838"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1837"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1837"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1837"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}