{"id":1839,"date":"2011-02-16T11:03:05","date_gmt":"2011-02-16T10:03:05","guid":{"rendered":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/?p=1839"},"modified":"2017-10-16T15:21:14","modified_gmt":"2017-10-16T13:21:14","slug":"i-confini-del-pensiero-massonico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/i-confini-del-pensiero-massonico\/","title":{"rendered":"I confini del pensiero massonico"},"content":{"rendered":"<p><strong>Nell\u2019editoriale abbiamo scritto che \u00e8 problematico identificare Massoneria e filosofia, cos\u00ec come \u00e8 discutibile asserire che essa ha una propria e definita filosofia. Tuttavia questo non significa che non si possa cercare di tratteggiare dei confini concettuali invalicabili, fuori dai quali il nostro Ordine perderebbe la sua propria natura e identit\u00e0. L\u2019obiettivo di questo articolo si propone appunto di mettere a fuoco criticamente tali frontiere.<\/strong><\/p>\n<p><em>D. B., Loggia Il Dovere, Lugano (Revista massonica svizzera febbraio 2011)<\/em><\/p>\n<p><strong>Influenza e i limiti del razionalismo illuminista<\/strong><\/p>\n<p>Ricostruire la storia della Massoneria, \u00e8 risaputo, costituisce un\u2019operazione difficile; la mancanza di una solida documentazione non permette di separare facilmente ci\u00f2 che effettivamente appartiene alla storia e ci\u00f2 che invece rientra nella mitologia o nella leggenda. D\u2019altraparte pochi sembrano coscienti del fatto che anche tentare un\u2019esposizione unitaria e coerente del pensiero massonico presenta svariati ostacoli. In queste poche righe non si pu\u00f2 certo esaurire un tema cos\u00ec ampio e articolato come quello dei rapporti tra filosofia e Massoneria; il nostro intento si propone pertanto di limitarsi a mettere in evidenza alcuni punti tra i pi\u00f9 delicati e suscettibili di fraintendimenti. La Massoneria speculativa si sviluppa soprattutto nel XVIII\u00b0 secolo, il secolo dei lumi. \u00c8 quindi abbastanza naturale prendere le mosse proprio dal contesto storico dell\u2019Illuminismo per localizzare alcuni importanti principi comuni, ma anche alcune sostanziali differenze tra la Massoneria e questo movimento culturale. Partendo con le analogie si pu\u00f2 rilevare come sia l\u2019Illuminismo che l\u2019Arte evidenzino una marcata fiducia nei poteri razionali dell\u2019uomo. Pi\u00f9 precisamente, come gi\u00e0 Kant aveva magistralmente sottolineato, l\u2019Illuminismo \u00e8 \u00bblibert\u00e0 di fare pubblico uso della propria ragione in tutti i campi.\u201d Il che significa assumere una condotta di vigile valutazione critica nei confronti di ogni tipo di pregiudizi, miti, superstizioni, cio\u00e8 contro ogni comportamento dell\u2019uomo considerato irrazionale. La possibilit\u00e0 di sottoporre al tribunale della ragione comportamenti dettati dall\u2019ignoranza o dalla mancanza di cultura e di sapere deve quindi essere globale e di conseguenza estendibile anche alla tradizione, all\u2019autorit\u00e0, al potere politico, alle religioni e alle metafisiche. In altri termini la ragione per gli illuministi, come per noi Massoni, si presenta come organo di verit\u00e0 e strumento di progresso cio\u00e8 come luce rischi aratrice delle tenebre dell\u2019ignoranza e delle barbarie. Va sottolineato che tali caratteri generali dell\u2019Illuminismo affondano le proprie radici in epoche precedenti. In questo senso si pu\u00f2 senz\u2019altro affermare che l\u2019Illuminismo si presenta come una logica prosecuzione degli ideali del Rinascimento. La fiducia nell\u2019individuo, la difesa della sua dignit\u00e0, il rifiuto di sottomettere la ragione al principio di autorit\u00e0 giustificano la denominazione dell\u2019Illuminismo come secondo Rinascimento. Inoltre l\u2019Illuminismo pu\u00f2 anche essere considerato come l\u2019ultima fase matura e consapevole della filosofia veicolata dalla Rivoluzione scientifica. Per gli illuministi la razionalit\u00e0 scientifica si configura come modello generale del sapere. Galileo, che \u00e8 uno dei principali protagonisti della rivoluzione metodologica alla base della scienza moderna, pu\u00f2 essere considerato un precursore e un esemplare compagno di strada dell\u2019Illuminismo. La sua lotta contro i dogmi religiosi, il suo atteggiamento contro i teologi del suo tempo, la sua fiducia nella matematica e nell\u2019esperienza rappresentano valori illuministici ed anche massonici.<\/p>\n<p>La condivisione e l\u2019adozione di criteri razionali da assumere come guida per la propria esistenza non giustificano per\u00f2 l\u2019interpretazione di un pensiero massonico che corre costantemente parallelo ai binari dell\u2019illuminismo, e ancor meno a quelli del positivismo. L\u2019illuminismo \u00e8 l\u2019esaltazione di una ragione limitata e controllata dall\u2019esperienza mentre, per la tradizione massonica, le competenze della ragione possono estendersi anche nel campo della metafisica. Per quanto riguarda invece il positivismo, e in modo ancor pi\u00f9 drastico il suo erede, cio\u00e8 l\u2019empirismo logico o neopositivismo, le incongruenze sono ancora maggiori. Questi movimenti sostengono che la scienza \u00e8 l\u2019unica forma di conoscenza possibile; e il suo metodo, cio\u00e8 quello delle scienze fisico-naturali \u00e8 l\u2019unico valido. Dalle loro premesse teoriche risulta che il ricorso a principi non riconducibili al metodo scientifico non d\u00e0 origine ad alcuna forma di sapere. In tal senso la metafisica che, per definizione, non soggiace a tale divieto \u00e8 del tutto priva di valore conoscitivo. Nella loro ottica Il metodo delle scienze fisico naturali, essendo l\u2019unico valido, va esteso anche allo studio dell\u2019uomo che pertanto diventa rigoroso ed oggettivo nella misura in cui \u00e8 in grado di restare nell\u2019ambito dei risultati acquisiti unicamente con tale metodo. Alla luce di tali prospettive \u00e8 evidente che nell\u2019orizzonte di senso lasciato aperto dal positivismo e dal neopositivismo non possono trovare spazio concetti fondamentali dell\u2019antropologia massonica come quelli di G.A.D.U. e dell\u2019etica da esso giustificata. La conclusione inevitabile \u00e8 che la Massoneria non pu\u00f2 considerarsi rappresentata in modo esauriente ed esaustivo dalle diverse filosofie positiviste proprio perch\u00e9 non condivide l\u2019assolutizzazione dogmatica dei poteri della scienza. La riabilitazione della metafisica, avvenuta in seguito alla crisi dei positivismi, ha sancito la legittimit\u00e0 di principio ad intraprendere incursioni cognitive nel trascendente. Lo spazio logico che si \u00e8 aperto alla metafisica non \u00e8 per\u00f2 immediatamente fruibile dal pensiero massonico che deve ancora precisare delle modalit\u00e0 di movimento all\u2019interno della trascendenza per potersi convenientemente distinguere dalle comuni religioni.<\/p>\n<p><strong>Massoneria e religione<\/strong><\/p>\n<p>A questo proposito conviene riportare quanto viene affermato in un documento approvato il 21 giugno 1985 dalla Gran Loggia Unita d\u2019Inghilterra, intitolato Massoneria e religione:<\/p>\n<p>\u00bbLa Massoneria non \u00e8 una religione, n\u00e9 un sostituto della religione. Essa richiede ai suoi adepti di credere in un Essere Supremo del quale, tuttavia, non offre una propria dottrina di fede. La Massoneria \u00e8 aperta a tutti gli uomini di tutte le fedi religiose. Nei lavori di Loggia \u00e8 vietato discutere di religione. I nomi usati per indicare l\u2019Essere Supremo consentono a uomini di fedi differenti di unirsi in preghiera ( a Dio come ciascuno di essi lo concepisce), senza che i contenuti delle preghiere siano causa di discordia. Non esiste alcun Dio massonico. Il Dio del Massone \u00e8 lo stesso Dio della religione che egli professa. I Massoni hanno un mutuo rispetto per l\u2019Essere Supremo in quanto egli rimane supremo nelle loro rispettive religioni. Non \u00e8 compito della Massoneria cercare di unire insieme religioni diverse: non esiste, perci\u00f2, alcun Dio massonico composito. La Bibbia, considerata dai Massoni come il Libro della Legge Sacra, \u00e8 sempre aperta durante i lavori di Loggia. [\u2026] La Massoneria \u00e8 tutt\u2019altro che indifferente verso la religione. Senza interferire con le pratiche religiose, essa auspica che i suoi adepti seguano la propria fede e pongano i propri doveri verso Dio (in tutti i nomi mediante cui egli \u00e8 conosciuto) al di sopra di tutti gli altri. Gli insegnamenti morali della Massoneria sono accettabili da tutte le religioni. In tal modo la Massoneria rispetta la religione.\u201d (Citato in Di Bernardo 1987\/2002, pp. 72-73)<\/p>\n<p>Da questa importante dichiarazione della Gran Loggia Unita d\u2019Inghilterra si possono evincere, a proposito della natura del G.A.D.U., le seguenti posizioni: 1) La Massoneria non \u00e8 una religione, 2) La Massoneria non \u00e8 espressione di un sincretismo teologico (non esiste alcun Dio massonico, 3) i Massoni hanno in comune il rispetto per l\u2019Essere Supremo, 4) la Massoneria \u00e8 aperta agli uomini di ogni fede. Ebbene se si vuole fornire un\u2019interpretazione del G.A.D.U. coerente con le dichiarazioni ufficiali della Gran Loggia Unita d\u2019Inghilterra la proposta, avanzata in particolare da Giuliano Di Bernardo, di considerare il G.A.D.U. un ideale regolativo aperto, cio\u00e8 integrabile con le specifiche fedi particolari di ogni Massone ci sembra la pi\u00f9 logica. Se lo spazio concettuale metafisico resosi disponibile fosse inteso dal nostro Ordine in senso ontologico e non prudentemente regolativo, allora la Massoneria si trasformerebbe in religione e in secondo luogo dovrebbe rinunciare ad uno dei suoi pilastri costitutivi che \u00e8 quello della tolleranza verso le altre religioni. Ci\u00f2 non significa tuttavia che l\u2019ideale debba essere puramente regolativo. Se cos\u00ec fosse questa posizione rigorosamente laica si scontrerebbe con l\u2019assunto secondo il quale la Massoneria \u00e8 aperta a tutti gli uomini di tutte le fedi religiose. Inoltre se si dovesse abbracciare il punto di vista che esclude la possibilit\u00e0 che l\u2019Essere Supremo possa essere ulteriormente interpretato come il Dio di una religione particolare, allora la Massoneria finirebbe nuovamente per identificarsi con una religione, con una sua immagine propria incompatibile con quella delle altre religioni. In sintesi al Massone \u00e8 richiesta come condizione minimale di appartenenza alla Massoneria la credenza in un Essere Supremo inteso come ideale regolativo e contemporaneamente l\u2019esigenza di non esclusione a priori delle singole fedi. Il vantaggio evidente del regolativismo aperto \u00e8 quello di insistere sulla tolleranza autentica che non pu\u00f2 pi\u00f9 essere garantita da una concezione della trascendenza in senso ontologico. La condizione necessaria per entrare a far parte della grande famiglia massonica \u00e8 di credere in un Essere Supremo del quale la Massoneria non fornisce alcuna dottrina elaborata. Ma \u00e8 proprio la credenza in un Essere Supremo indistinto a rappresentare la fonte originaria della spiritualit\u00e0 massonica, che non essendo espressione di una religione particolare, \u00e8 universale. La spiritualit\u00e0 massonica si identifica quindi con una spiritualit\u00e0 universale che \u00e8 una propriet\u00e0 emergente della credenza nelle\u2019Essere Supremo che ogni Massone pu\u00f2 interpretare nel modo pi\u00f9 consono alla sua specifica fede.<\/p>\n<p><strong>Massoneria e misticismo<\/strong><\/p>\n<p>Ora, se il guadagno dell\u2019orizzonte della trascendenza non pu\u00f2 essere sfruttato dal pensiero massonico per scolpire al suo interno la fisionomia di un Dio di una religione particolare \u2013 pena lo slittamento verso un inevitabile dogmatismo e intolleranza verso altri possibili strutturazioni ontologiche della metafisica disponibile \u2013 d\u2019altra parte non \u00e8 neppure percorribile l\u2019opzione mistica come possibile mezzo di navigazione nelle insidiose acque della trascendenza. \u00c8 vero che il misticismo ha in comune con la Massoneria il ricorso a una ricca simbologia, ma ci\u00f2 resta insufficiente per accogliere il misticismo come strumento privilegiato della nostra Obbedienza per esprimere il contenuto della metafisica. Infatti la possibilit\u00e0 di un percorso verso la divinit\u00e0 \u00e8 affidato, nella tradizione mistica, ad un\u2019intuizione intellettuale, mentre i sensi e la ragione, strumenti fondamentali del pensiero massonico, sono ritenuti unicamente fonti illusorie di autentico sapere. Nell\u2019ambito del misticismo inoltre il segreto iniziatico \u00e8 tale perch\u00e9 non pu\u00f2 non esserlo dal momento che \u00e8 considerato essenzialmente inesprimibile e quindi incomunicabile. In Massoneria, al contrario, al segreto iniziatico non \u00e8 preclusa la possibilit\u00e0 di essere codificato e trasmesso in un linguaggio intelligibile a tutti i Fratelli. Nel misticismo il sapere profano, cio\u00e8 la cultura compresa la scienza, rappresentano degli ostacoli sulla via che conduce all\u2019assoluto. In Massoneria invece la verit\u00e0 e la luce costituiscono un ideale regolativo al quale approssimarsi attraverso un processo asintotico realizzato anche grazie all\u2019ausilio di scienza e tecnologia che non devono essere demonizzate ma semplicemente orientate verso il bene dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Conclusione<\/strong><\/p>\n<p>In conclusione i confini del pensiero massonico sono rappresentati, da una parte, da una razionalit\u00e0 riduzionista che non ammette alcuno spazio logico per la metafisica e i cui esiti incompatibili con la Massoneria sono quelli di un ateismo materialista. D\u2019altro canto se lo spazio concettuale legittimamente accordato alla metafisica non si limita ad una trascendenza in senso regolativo, ma si spinge sino ad ipostatizzare ontologicamente il concetto di G.A.D.U., allora la Massoneria perde la propria identit\u00e0 trasformandosi in religione e quindi, in ultima analisi, in dogmatismo. Per completare le rotte pericolose della Massoneria bisogna menzionare ancora il misticismo, per il quale la conoscenza \u00e8 intuitiva e sopra-razionale, mentre, dai documenti fondamentali della Massoneria si evince piuttosto che \u00bbi Massoni sono uomini in viaggio e la loro stella polare \u00e8 costituita dalla luce della ragione\u201d. (Moravia, 2004, p.10)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell\u2019editoriale abbiamo scritto che \u00e8 problematico identificare Massoneria e filosofia, cos\u00ec come \u00e8 discutibile asserire che essa ha una propria [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":12,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_uf_show_specific_survey":0,"_uf_disable_surveys":false,"footnotes":""},"categories":[22],"tags":[],"class_list":["post-1839","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-non-categorizzato"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1839","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/12"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1839"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1839\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1840,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1839\/revisions\/1840"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1839"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1839"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1839"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}