{"id":1845,"date":"2011-05-16T11:04:49","date_gmt":"2011-05-16T09:04:49","guid":{"rendered":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/?p=1845"},"modified":"2017-10-16T15:21:14","modified_gmt":"2017-10-16T13:21:14","slug":"la-bellezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/la-bellezza\/","title":{"rendered":"La Bellezza"},"content":{"rendered":"<p><strong>violenze cieche, catastrofi naturali o ecologiche, parlare di bellezza pu\u00f2 sembrare incongruo, sconveniente e persino provocatorio. Ma proprio per questo si deve vedere la bellezza all\u2019opposto del Male, la si deve considerare come il Bene e la Perfezione. Il concetto di Bello \u00e8 unito, in molte civilt\u00e0 a quello di Buono. Il nostro termine \u201cBello\u201d deriva dal latino \u201cBellus\u201d, che \u00e8 un diminutivo dalla radice \u201cduenulus bonolus\u201d, cio\u00e8 qualcosa di buono in piccolo. In greco antico \u201cKal\u00f2s\u201d era \u201cBello\u201d, ma si trovava spesso connesso al termine Buono; oggi nel greco moderno non significa pi\u00f9 Bello ma Buono.<\/strong><\/p>\n<p><em>G. G. \u2013 Il Dovere, Lugano<\/em><\/p>\n<p>Si potrebbe continuare: per esempio in giapponese \u201cYashi\u201d significa sia Bello che Buono. In ogni cultura si attribuisce al Bello un valore, quindi qualcosa che merita di essere perseguito, infatti per l\u2019uomo \u00e8 impossibile vivere senza la Bellezza, perch\u00e9 essa \u00e8 parte integrante di cui lo spirito si nutre. \u201cLaBellezza\u00e8una qualit\u00e0 delle cose percepite che suscitano sensazioni piacevoli che attribuiamo a concetti, oggetti, animali o persone nell&#8217;universo osservato, che si sente istantaneamente durante l&#8217;esperienza, che si sviluppa spontaneamente e tende a collegarsi ad un contenuto emozionale positivo, in seguito ad un rapido paragone effettuato consciamenteod inconsciamente, con un canone di riferimento interiore che pu\u00f2 essere innato oppure acquisito per istruzione o per consuetudine sociale.\u201d Nel suo senso pi\u00f9 profondo, la Bellezza genera un senso di riflessione benevola sul significato della propria esistenza dentro il mondo naturale.<\/p>\n<p>La Bellezza comporta la cognizione degli oggetti come aventi una certa armonia intrinseca oppure estrinseca, con la natura, che suscita nell&#8217;osservatore un senso ed esperienza di attrazione, affezione, piacere, salute. Spesso si afferma che un &#8220;oggetto di bellezza&#8221; \u00e8 qualsiasi cosa nel mondo percepito che riveli un aspetto significativo per la persona riguardo la &#8220;Bellezza naturale&#8221;. La presenza del s\u00e9 in qualsiasi contesto umano, indicherebbe che la bellezza \u00e8 naturalmente basata sul sentimento che suscita negli umani, anche se la bellezza umana \u00e8 soltanto l&#8217;aspetto dominante di una pi\u00f9 grande ed incalcolabile bellezza naturale. Il contrario di Bellezza \u00e8 bruttezza, intesa come la percezione di una mancanza di Bellezza o accumulo di imperfezioni, che suscita indifferenza o dispiacere e genera una percezione negativa dell&#8217;oggetto. Gli insegnamenti religiosi e morali spesso mettono a fuoco la &#8220;virt\u00f9&#8221; e la &#8220;divinit\u00e0&#8221; della Bellezza, per delineare la Bellezza naturale come un aspetto di una &#8220;Bellezza Spirituale&#8221; (ovvero &#8220;Verit\u00e0&#8221;) e definire tutte le preteseegocentricheematerialistiche basate sull&#8217;ignoranza. L&#8217;antica storia di Narciso per esempio tratta la distinzione fra Bellezza e vanit\u00e0. Nel contesto moderno, l&#8217;utilizzo della Bellezza come mezzo per promuovere un&#8217;ideologia o un dogma \u00e8 stato fulcro di dibattiti sociali che trattano argomenti come pregiudizio, etica, e diritti umani. L&#8217;utilizzo della bellezza a fini commerciali \u00e8 un aspetto controverso della &#8220;guerra culturale&#8221;, all&#8217;interno del quale il femminismo tipicamente afferma che tale utilizzo promuove una percezione dogmatica (cio\u00e8 &#8220;Il Mito del Bello&#8221;) piuttosto che virtuosa della Bellezza.<\/p>\n<p>Bellezza e gusto dell&#8217;osservatore sembrano termini inscindibili, in quanto concepire una Bellezza indipendente da un qualche osservatore che stia l\u00ec per goderla, equivale a pensare ad un dipinto bellissimo chiuso in una cassaforte da decenni oppure ad un fiore che cresce in mezzo ad una foresta invalicabile o su una montagna impervia. Mancando un osservatore, esiste allora la Bellezza? Tali oggetti possono essere senz&#8217;altro concepiti, ma mancano del tutto di quel carattere di interazione pratica (di azione e reazione) con un&#8217;intelligenza percettiva, che tendenzialmente riconosciamo al &#8220;Bello&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Il trinomio Bello \u2013 Buono &#8211; Vero\u00a0<\/strong><br \/>\nNella civilt\u00e0 occidentale, a partire dalle origini, in particolare dalla scuola di Pitagora, il concetto di bello si specifica ed entra in rapporto appunto al concetto di Vero e al concetto di Buono, formando quella che possiamo definire una \u201ctrinit\u00e0\u201d. Nel senso che tutti questi valori, il Bello, il Buono ed il Vero, hanno come caratteristica la misura e questo dipende dalla religione e dall\u2019arte greca. La religione greca della fase cos\u00ec detta olimpica, era governata da Zeus, il cui genitivo in greco \u00e8 \u201cDi\u00f2s\u201d, cio\u00e8 il Dio della \u201cdies\u201d, della \u201cluce diurna\u201d, quello che stabilisce esattamente le proporzioni. La religione greca era molto legata al concetto di armonia, di proporzione, di limite. Nel tempio di Apolloa Delfi c\u2019\u00e8 scritto che\u201d la misura \u00e8 tutto\u201d: tanto il Bello, quando il Buono, quanto il Vero si basano sulla misura. Se noi prendiamo la geometria Pitagorica, sappiamo che possiamo costruire delle figure che sono, nello stesso tempo vere, perch\u00e9 matematicamente basate, e Belle. Altro legame tra lamatematica e la Bellezza, che ha giocato un ruolo prominente nella filosofia di Pitagora, \u00e8 la possibilit\u00e0 di disporre ed arrangiare i toni musicali in sequenzematematiche, che si ripetono ad intervalli regolari chiamati ottave. Anche altre formule matematiche possono essere considerate belle: La formula di Eulero: ei\u03c0 + 1 = 0 \u00e8 comunemente considerata uno dei pi\u00f9 bei teoremi della matematica (vedi Identit\u00e0 di Eulero). La poetessa Edna St. Vincent Millay scrisse che &#8220;soltanto Euclide ha guardato nella nuda bellezza&#8221; alludendo all&#8217;austera bellezza che molte persone trovano nel ragionamento matematico connesso alla Geometria euclidea. Altri esempi possono essere la cosiddetta &#8220;Proporzione Aurea&#8221;, rappresentata dalla lettera greca Phi( ), ed approssimativamente uguale a 1.618, \u00e8 stata considerata damolti &#8220;Bella&#8221;. Viene anche chiamata la &#8220;divina proporzione&#8221; ed \u00e8 spesso riscontrata in natura. Per esempio, nella conchiglia di un nautilus, il rapporto tra sezioni successive \u00e8 circa 1.618. Nell&#8217;et\u00e0 moderna, Giambattista Vico affermaunaltrocriterio, secondo cui il vero \u00e8 il &#8220;fatto&#8221; (verum &#8211; factum). Unificando questi due criteri ricaviamo la forma occidentale della bellezza, che \u00e8 inevitabilmente l&#8217;arte. Il bello \u00e8 nell&#8217;Arte, e la possibilit\u00e0 che la bellezza sia propria della natura \u00e8 esplicitamente esclusa da Kant nella Critica del giudizio dove definisce il bello naturale come &#8220;sublime&#8221;. Essenzialmente, nella cultura filosofica dell&#8217;Occidente il bello si definisce in funzione del giudizio che lo esprime, mentre il &#8220;bello in s\u00e9&#8221; \u00e8 assolutamente chimerico. Va altres\u00ec chiarito dove si nasconda il rischio di un&#8217;estetica empiristica: questo consiste nel fatto che essa dovrebbe, a rigore, parlare prioritariamente se non esclusivamente degli organi di senso, o della coscienza, che riceve ed unifica i &#8220;dati&#8221; di bellezza; ma ci\u00f2 significa trascurare e, alla fine, ignorare completamente gli oggetti cui si accorda o rifiuta lo statuto di bellezza; il che, particolarmente nel caso delle arti umane, risulterebbe oltraggioso per gli artefici e finalmente assurdo, come assurda pu\u00f2 essere solo una scienza dell&#8217;arte che mostri indifferenza verso le opere! Tuttavia la tendenza a considerare la bellezza di un oggetto intrinsecamente connessa con un soggetto che lo contempla, il quale &#8220;applica&#8221; il giudizio all&#8217;oggetto, e lo ritiene bello in grazia del concetto di bellezza che porta in s\u00e9, appare tanto dubbia quanto insopprimibile, nella nostra cultura estetica.<\/p>\n<p><strong>Arte e Bellezza\u00a0<\/strong><br \/>\nArte e bellezza sono da sempre state alleate inseparabili di un modo di espressione e di ricerca che ha posto comeproblemaontologico la propria definizione senza mai giungere a definizioni definitive. Nel Rinascimento e nella concezione classica ( come abbiamo precedentemente visto), arte e bellezza significavano misura, armonia ed adeguatezza. L\u2019arte doveva imitare la natura e rimanere soggetta a determinati ideali estetici per cui l\u2019artista aveva il compito di esprimere la bellezza della natura attraverso le sue creazioni s\u00ec da renderla eterna e salvarla dal mortifero flusso del tempo. Nel Seicentoper\u00f2 la bellezza si famanierista, diventa immagine di arzigogoli mentali, stravaganza, ricerca esasperata di originalit\u00e0 ed ancor pi\u00f9 eccesso, mostruosit\u00e0. L\u2019arte deve essere espressione libera anche del brutto, di concettismi bizzarri, immagine delle strane vie della mente. Le eterne idee di Bellezza ed Arte dunque procedono in un going di contrari contrastanti di secolo in secolo; al pazzo Seicento segue il morigerato Diciottesimo Secolo che mentre da una parte torna indietro agli ideali classici, dall\u2019altra accoglie in s\u00e9 le teorie di Burke e del suo Sublime che guardavano alle intemperanze della natura come ad una fonte di stupore e Bellezza da cui la vera arte avrebbe dovuto assurgere. Da qui all\u2019idea romantica di Bellezza come di frutto dell\u2019ispirazione delle innate capacit\u00e0 del genio, e della sua feconda immaginazione il passo\u00e8breve. L\u2019animo dell\u2019artista chesi rispecchia nella natura diventa paradigma dell\u2019umanit\u00e0, la sua immaginazione creatrice lo rende un demiurgo, un dio sulla terra, profeta di bellezza e di valori universali. La funzione morale dell\u2019artista svanisce del tutto con l\u2019Estetismo, fondamentale movimento assertore del concetto dell\u2019arte per l\u2019arte. L\u2019arte non solo basta a s\u00e9 stessa in quanto non ha bisogno di null\u2019altro per essere ispirata e per esistere, ma \u2013 come egregiamente asseriva Oscar Wilde &#8211; non deve servire a niente, non deve perseguire alcun ideale se non quello della Bellezza. Altro che fini didattici, letteratura didascalica e letteratura socialmente impegnata: l\u2019artista decadente \u00e8 uno snob, uno che si compiace della propria diversit\u00e0 e si isola volontariamente dal resto dell\u2019umanit\u00e0. Il resto del mondo \u00e8 mediocre e brutto, il bello \u00e8 in s\u00e9. L\u2019artista gloriandosi dei propri atteggiamenti ed assaporando ogni sensazione per sentirne ed esprimerne la bellezza \u00e8 un emarginato di lusso che si compiace delle proprie morbosit\u00e0. Al limite delle perversione, contro ogni normalit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>La Bellezza in massoneria : il Trinomio Saggezza-Forza-Bellezza\u00a0<\/strong><br \/>\nLa massoneria apre e chiude i lavori di Loggia con l\u2019accensione e lo spegni- Alpina Ausgabe 5\/2011 137. Jahrgang mento dei tre ceri rappresentanti la Saggezza, la Forza e la Bellezza; essi sono i tre fondamentali pilastri della filosofia massonica e probabilmente dell\u2019umanit\u00e0 in generale. La massoneria vede questi principi come fondanti, come fondamentali nella formazione della persona e dell\u2019iniziato in particolare. I tre dignitari di Loggia, il Venerabile maestro in Cattedra, Il primo Sorvegliante, il secondo Sorvegliante a cui sono abbinate le tre luci ( luci minori), pronunciano le seguenti frasi durante l\u2019accensione delle tre candele: \u201c che la saggezza illumini il nostro lavoro\u201d. \u201cChe la forza lo compia e lo renda saldo\u201d, \u201cChe la bellezza lo adorni\u201d. Saggezza-Forza- Bellezza \u00e8 un simbolo ternario e rappresenta le virt\u00f9 che il Massone, libero Muratore, deve sempre perseguire per la ricerca del suo miglioramento, sia nella vita all\u2019interno della Loggia che in quella del mondo profano. A mio modesto giudizio, noi tendiamo a soffermarci molto sui concetti di Saggezza e Forza, dandone maggiore importanza rispetto a quello di Bellezza. La forza, che compete agli Apprendisti, e quindi al primo sorvegliante, ci permettere di compiere il nostro cammino con costanza e decisione. L\u2019apprendista deve trovare la forza interiore ed imparare ad usarla per vincere i propri difetti e la propria pigrizia mentale. Senza la forza iniziale l\u2019iniziato non pu\u00f2 sgrossare la pietra grezza che in futuro servir\u00e0 alla costruzione del tempio. Grazie alla Forza, il Massone compie il suo primo lavoro da iniziato, durante l\u2019iniziazione il neofita utilizzando il martello colpisce e smussa la pietra grezza. La Bellezza \u00e8 invece legata simbolicamente al lavoro del Compagno e al secondo Sorvegliante. Il Compagno ha appreso a sgrezzare la pietra e a sostenere le prove attraverso la Forza. La Pietra, per\u00f2 anche cos\u00ec sgrezzata non pu\u00f2 essere ancora utilizzata alla costruzione del tempio, poich\u00e9 ancora le facce non sono lisce. Il compagno deve quindi imparare a lisciarla, a rendere la pietra Bella, cos\u00ec da renderladegna al sacroutilizzo. Poich\u00e9 il Compagno deve perfezionare la sua sensibilit\u00e0, \u00e8 doveroso impegnarlo a migliorare la sua educazione artistica. La stima del Bello lo aiuta a comprendere il bene, L\u2019Arte si rivolge all\u2019anima che si commuove, facendo s\u00ec, in questo modo,che l\u2019IO entri in comunione armoniosa con il mondo esterno. L\u2019emozione artistica crea un potente legame fra tutti coloro che la provano. L\u2019Arte ha perci\u00f2, una missione religiosa, l\u2019artista \u00e8 l\u2019interprete e\/o il sacerdote del Bello. Il Bello ci rivela l\u2019ideale, la Perfezione, la realt\u00e0 soggettiva che \u00e8 in noi e che dovremo rendere concreta. E\u2019 nella Bellezza che noi attingiamo Senso e Gioia. La Bellezza ha a che fare con l\u2019ESSERE, che \u00e8 come animato da un incontenibile desiderio di Bellezza. La vera Bellezza non risiede infatti soltanto in ci\u00f2 che \u00e8 semplicemente dato come bello,essa risiede, per cosi dire, prima di ogni altra cosa nel desiderio e nello slancio. E\u2019 un accedere alla dimensione dell\u2019anima, ed \u00e8 per essa vitale. La vera Bellezza, \u00e8 quella che procede nella direzione della Via, intendendo per \u201cVia\u201d null\u2019altro che l\u2019inarrestabile cammino verso una vita migliore, verso una dimensione perfetta, dove l\u2019individuo si avvicina alla conoscenza ed alla Luce. Senza Bellezza e Perfezione questo miglioramento e questo percorso non sarebbero possibili. All\u2019opposto, l\u2019ineleganza, la volgarit\u00e0, la bruttezza e la limitatezza sono caratteristiche di ci\u00f2 che \u00e8 Sbagliato. Ci\u00f2 che\u00e8Bello, non pu\u00f2 essere che elegante, Giusto e Perfetto. Ecco dunque, che il Rituale, non \u00e8 che un Rituale corretto e compiuto. Non importa che gli oggetti usati durante il rituale siano di materiali preziosi; questo \u00e8 solo il concetto profano di bellezza ( che non \u00e8 di per s\u00e9 negativo) ma che nulla importa al fine e l\u2019iniziazione. Quando giustezza e completezza sono rispettate, la bellezza \u00e9 presente. La Saggezza invece \u00e8 attribuita al Maestro Venerabile, al quale \u00e8 dato il compito di dirigere l\u2019intera Loggia, essa \u00e8 frutto dell\u2019esperienza, che altro non \u00e8 che la sintesi del lavoro perpetuo ed incessante tra ragione, istinto e sentimento. La Saggezza non pu\u00f2 che giungere alla fine del percorso, quando l\u2019iniziato ha imparato a dominare la Forza e a costruire la Bellezza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>violenze cieche, catastrofi naturali o ecologiche, parlare di bellezza pu\u00f2 sembrare incongruo, sconveniente e persino provocatorio. 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