{"id":1870,"date":"2012-08-16T11:18:45","date_gmt":"2012-08-16T09:18:45","guid":{"rendered":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/?p=1870"},"modified":"2017-10-16T15:21:13","modified_gmt":"2017-10-16T13:21:13","slug":"pensare-la-verita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/pensare-la-verita\/","title":{"rendered":"Pensare la verit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><strong>Alla domanda \u201cpossiamo attingere la verit\u00e0?\u201d almeno tre scuole filosofiche nel corso della storia del pensiero occidentale hanno dato risposte contrastanti.<\/strong><\/p>\n<p><span lang=\"IT\"><em>D. B., Loggia Il Dovere, Lugano<\/em><\/span><\/p>\n<ul>\n<li><span lang=\"IT\">lo scetticismo, il quale mostrando che nessuna affermazione resiste al dubbio, nega che noi possiamo cogliere una qualunque verit\u00e0 (Pirrone)<\/span><\/li>\n<li><span lang=\"IT\">il dogmatismo che sostiene l\u2019idea di una conoscenza umana capace di conoscere l\u2019essere in s\u00e9, e dunque la verit\u00e0 assoluta. (Platone, Cartesio)<\/span><\/li>\n<li><span lang=\"IT\">il relativismo il quale sostiene che ogni conoscenza \u00e8 necessariamente dipendente dalle facolt\u00e0 umane che la costruiscono, e che non si pu\u00f2 dunque raggiungere una verit\u00e0 assoluta, ma solamente una verit\u00e0 relativa. (kant)<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><span lang=\"IT\">O ra, qualunque sia l\u2019opinione che un filosofo intenda adottare a proposito della possibilit\u00e0 o meno di cogliere la verit\u00e0, la sua risposta sar\u00e0 condizionata e non potr\u00e0 prescindere da un\u2019analisi del significato da attribuire a questa nozione. Equesto compito \u00e8 tutt\u2019altro che scontato. Osservando come la verit\u00e0 \u00e8 espressa nel linguaggio naturale, possiamo facilmente constatare che essa viene intesa secondo accezioni diverse fra loro; prendiamo ad esempio in considerazione i seguenti enunciati :<\/span><\/p>\n<ol class=\"style1\">\n<li><span lang=\"IT\">Giuro di dire la verit\u00e0, tutta la verit\u00e0, nient\u2019altro che la verit\u00e0<\/span><\/li>\n<li><span lang=\"IT\">Quello che hai appena detto \u00e8 vero<\/span><\/li>\n<li><span lang=\"IT\">Questo \u00e8 un vero diamante<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p><span lang=\"IT\">Da questi risulta chiaro che il nostro uso quotidiano dell\u2019espressione \u201cvero\u201d vede coinvolte differenti categorie concettuali : in particolare, in (a) la verit\u00e0 \u00e8 un universale, espressa da un nome astratto ; in (b) \u00e8 una propriet\u00e0 di proposizioni ; in (c) \u00e8 una propriet\u00e0 di oggetti extralinguistici. Sebbene gli esempi (a)-(c) non pretendono di essere esaustivi delle possibili accezioni in cui viene usata la verit\u00e0, sembra tuttavia che essi costituiscano i casi pi\u00f9 rappresentativi. Cos\u00ec come nell\u2019uso comune sono presenti accezioni differenti della verit\u00e0, anche nella storia della filosofia si sono avute teorizzazioni di tale concetto che rispecchiano le intuizioni presenti nel linguaggio naturale; semplificando, possiamo individuare almeno due concezioni fondamentali della verit\u00e0 :<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"IT\"><strong>Senso ontologico<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span lang=\"IT\">(La verit\u00e0 come realt\u00e0, autenticit\u00e0, essere). \u201cVero\u201d \u00e8 ci\u00f2 che \u00e8, \u00e8 una propriet\u00e0 dell\u2019essere; il suo opposto \u00e8 sia \u201cfalso\u201d (ci\u00f2 che non \u00e8) sia \u201capparente\u201d (ci\u00f2 che sembra). Alla filosofia interessa particolarmente l\u2019opposizione vero\/apparente, in quanto avverte come suo compito lo smascheramento di ci\u00f2 che appare, di ci\u00f2 che sembra, di ci\u00f2 che \u00e8 superficiale. Buona parte della filosofia antica fino a Platone ha inteso la verit\u00e0 nei termini di ci\u00f2 che \u00e8 rispetto a ci\u00f2 che appare. Anche nel linguaggio comune \u00e8 frequente questa accezione del termine come quando diciamo per esempio: \u201c\u00c8 un vero amico\u201d, \u201c\u00c8 un vero Picasso\u201d, \u201c\u00c8 un vero diamante\u201d nel senso quindi di autentico. Questo concetto di verit\u00e0 \u00e8 stato ripetuto varie volte nella storia della filosofia. Ha un ruolo di primo piano nel pensiero cristiano, che identifica la verit\u00e0 con Dio (Io sono la via, la verit\u00e0, la vita, dice Ges\u00f9 nel Vangelo di Giovanni XIV,6). Nella filosofia contemporanea la verit\u00e0 come rivelazione di essenze, possibile grazie alla messa tra parentesi (epoch\u00e9) delle cose del mondo \u00e8 tipica della fenomenologia. E anche per Heidegger (1889-1976), che si richiama al significato ontologico del termine greco aletheia, verit\u00e0 \u00e8 disvelamento dell\u2019essere.<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"IT\">Critica: L\u2019analisi filosofica moderna ha sottolineato le ambiguit\u00e0 e i limiti di questa concezione ontologica mettendo in evidenza il fatto che la verit\u00e0 \u00e8 una propriet\u00e0 di enunciati o meglio di proposizioni e non tanto di cose. Possiamo dire sinteticamente che l\u2019analisi filosofica ha esplicitato l\u2019ambiguit\u00e0 relativa al termine verit\u00e0 in quanto essa \u00e8 usata ora in opposizione a falso, ora in opposizione a finto. La coppia vero\/finto si riferisce anche ad oggetti, ma nell\u2019accezione di autentico, mentre la coppia vero\/falso \u00e8 legata ad una propriet\u00e0 del linguaggio e del pensiero che si suppone rappresenti fedelmente la realt\u00e0. In questo senso non si tratta di una propriet\u00e0 ontologica, ma di una propriet\u00e0 relazionale.<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"IT\"><strong>Senso Logico<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span lang=\"IT\">(La verit\u00e0 come ci\u00f2 che si dice di entit\u00e0 linguistiche o mentali). La verit\u00e0 \u00e8 la propriet\u00e0 di un enunciato, quando esso corrisponde ai fatti (concezione semantica), oppure quando \u00e8 coerente all\u2019interno di un sistema dato (concezione sintattica), oppure quando mostra efficacia pratica (concezione pragmatica)<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"IT\">a)<\/span>\u00a0<span lang=\"IT\">Concezione semantica: (verit\u00e0 come corrispondenza)<br \/>\nL\u2019obiezione classica a questo concetto di verit\u00e0 \u00e8 il famoso paradosso del mentitore. Quando dico \u201cio mento\u201d mento o dico il vero ? Se affermo di mentire, sto dicendo la verit\u00e0? Se s\u00ec, sto mentendo e quindi l\u2019affermazione \u00e8 falsa; ma se non sto dicendo la verit\u00e0, sto mentendo, e quindi sto dicendo la verit\u00e0. Perci\u00f2 la mia affermazione \u00e8 sia vera sia falsa.<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"IT\">Un\u2019altra obiezione alla concezione corrispondentista della verit\u00e0 \u00e8 quella di Frege che scrive: \u201cLa corrispondenza pu\u00f2 essere completa solo allorch\u00e9 le cose corrispondenti coincidono, e non siano pertanto in alcun modo distinte. Si deve poter provare l\u2019autenticit\u00e0 di un biglietto di banca applicandolo per sovrapposizione su un biglietto autentico. Ma tentare di ottenere una sovrapposizione di una moneta d\u2019oro con un biglietto da venti marchi sarebbe ridicolo. La sovrapposizione di una cosa con una rappresentazione non sarebbe possibile che se la cosa fosse essa stessa una rappresentazione. E se la prima si accorda perfettamente con la seconda, esse coincidono. Ora \u00e8 precisamente ci\u00f2 che non si pu\u00f2 avere se si definisce la verit\u00e0 come un accordo di una rappresentazione con qualcosa di reale. \u00c8 essenziale che l\u2019oggetto reale e la rappresentazione siano differenti.\u201d\u00a0<\/span><span lang=\"FR\">(Tradotto a partire da Frege, Ecrits logiques et philosophiques, Seuil, Paris 1971, p.172)<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"IT\">La corrispondenza \u00e8 impossibile perch\u00e9 essa presuppone l\u2019esistenza di una relazione tra due cose differenti, mentre la relazione si suppone essere di identit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"IT\">b)<\/span>\u00a0<span lang=\"IT\">Concezione sintattica: (verit\u00e0 come coerenza).<br \/>\nQuesta concezione della verit\u00e0 incontra due obiezioni fondamentali: \u201cla prima \u00e8 che non c\u2019\u00e8 nessuna ragione di supporre che sia possibile un solo sistema coerente di credenze [\u2026] Si sa che spesso due o pi\u00f9 ipotesi possono spiegare tutti i fatti che conosciamo su un dato argomento. [\u2026] L\u2019altra obiezione a questa definizione della verit\u00e0 \u00e8 che essa si basa sul significato comunemente noto della parola \u201ccoerenza\u201d, mentre, in realt\u00e0, la \u201ccoerenza\u201d presuppone che siano validi i principi logici. \u201c(Russell, I problemi della filosofia, Feltrinelli, Milano 1988, pp.144-146. )<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"IT\">c) Concezione pragmatica: (verit\u00e0 come utilit\u00e0)<br \/>\nPer alcuni versi questa concezione alternativa nasce dalla domanda che viene rivolta ai sostenitori della teoria della verit\u00e0 come non-contraddizione: se esistono diversi sistemi, quali scegliere ? Si risponde: quello pi\u00f9 utile, o pi\u00f9 efficace, a seconda del campo di indagine di cui ci si occupa. Per esempio la geometria euclidea va benissimo per descrivere lo spazio del mondo in cui viviamo, non funziona pi\u00f9 se trattiamo dello spazio cosmico. Questa definizione di verit\u00e0 si scontra con diverse obiezioni. Ci sono numerose cose che \u00e8 utile credere ma che sono false. E poi quale \u00e8 il criterio dell\u2019utilit\u00e0 ? Questo sembra variare da un individuo all\u2019altro, da una comunit\u00e0 all\u2019altra, in modo che il pragmatismo sembra avere tutta l\u2019aria di un relativismo. La proposizione \u201cQuesta pillola \u00e8 un eccellente sonnifero\u201d pu\u00f2 funzionare ma non per questo essere vera. Infatti potrebbe trattarsi di un placebo. In fin dei conti le nostre credenze non sono vere perch\u00e9 funzionano, ma funzionano perch\u00e9 sono vere. La miglior spiegazione del loro successo \u00e8 la verit\u00e0 ; \u00e8 per questo che non si pu\u00f2 spiegare la seconda a partire dalla prima.<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"IT\"><strong>Le teorie deflazioniste<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span lang=\"IT\">Dal momento che le differenti definizioni di verit\u00e0 si sono dimostrate problematiche, diversi filosofi hanno cominciato a pensare che potesse trattarsi di uno pseudo-problema. \u00c8 in un tale contesto che sono state proposte alcune varianti di quelle che vengono comunemente presentate come teorie deflazioniste della verit\u00e0. La prima e la pi\u00f9 radicale di tale versioni \u00e8 quella proposta da Frank Plumpton Ramsey (1927) e conosciuta col nome d teoria ridondante della verit\u00e0. Per quest\u2019ultima la nozione di verit\u00e0 non svolge alcun ruolo determinante negli usi delle lingue naturali, e gli enunciati che contengono riferimenti ad essa possono essere parafrasati in modo sistematico, eliminando del tutto le occorrenze di parole come \u201cvero\u201d. Ad esempio, un\u2019espressione come \u201cCesare fu ucciso \u00e8 vero\u201d sar\u00e0 parafrasata da \u201cCesare fu ucciso\u201d. Ci\u00f2 che si pu\u00f2 dire \u00e8 che il termine \u201cvero\u201d non contribuisce in nulla al senso della frase intera nella quale figura come predicato. Da questo punto di vista \u201cvero\u201d non denota una propriet\u00e0 o una relazione sostanziale che avrebbero gli enunciati come la corrispondenza o la coerenza, ma un tratto superficiale : dire che la proposizione p \u00e8 vera, \u00e8 semplicemente asserire p. \u201cVero\u201d non \u00e8 un predicato autentico, denotante una propriet\u00e0 reale dell\u2019enunciato, ma denota una certa funzione linguistica o logica, quella di fare un\u2019asserzione che sarebbe stata altrimenti effettuata enunciando una frase esprimente p. In breve l\u2019idea di Ramsey \u00e8 che i predicati \u201cvero\u201d e \u201cfalso\u201d siano ridondanti, nel senso che essi possano essere eliminati da ogni contesto senza alcuna perdita a livello semantico. Secondo Rorty dire che un enunciato \u00e8 vero significa indirizzargli un una specie di complimento. Nulla di pi\u00f9. Una concezione cos\u00ec radicale della verit\u00e0 sembra aprire pi\u00f9 problemi di quanti non ne risolva, per cui la maggior parte degli studiosi sembra oggi recuperare almeno una verit\u00e0 minimale che permetta di mostrare che il predicato di verit\u00e0 non \u00e8 solamente un predicato di asserzione. La parola vero \u00e8 il segno dell\u2019esistenza di una norma distinta da quella dell\u2019asserzione. Quale ? semplicemente quella secondo cui i nostri enunciati devono corrispondere ai fatti, o rappresentare la realt\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"IT\"><strong>Le verit\u00e0 scientifiche<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span lang=\"IT\">Recuperando una tale concezione minimale della verit\u00e0 \u00e8 possibile ora ritornare a porsi il problema iniziale di sapere se possiamo o meno stabilire delle verit\u00e0, e in caso di risposta positiva, anche specificare di che natura sono queste verit\u00e0. Ebbene se prendiamo in considerazione la scienza, l\u2019impresa conoscitiva pi\u00f9 accreditata, vediamo che coloro che sostengono la possibilit\u00e0 per essa di raggiungere una verit\u00e0 anche se solo parziale e relativa si basano fondamentalmente su due argomenti: 1) La continuit\u00e0 delle teorie : se le nuove teorie non sono che dei miglioramenti di quelle che le hanno precedute, allora \u00e8 probabile che queste teorie siano approssimativamente vere. In altri termini, il fatto che gli scienziati arrivino a conservare delle parti di teorie precedenti nelle nuove teorie aventi un maggior successo mostra che le teorie precedenti sono approssimativamente vere. 2) La capacit\u00e0 predittiva delle teorie : la verit\u00e0, anche solo approssimativa di una teoria scientifica costituisce la sola spiegazione possibile della sua efficacia predittiva. Non \u00e8 escluso che una teoria possa prevedere per caso delle leggi sperimentali nuove, comunque, il numero elevato di previsioni non pu\u00f2 essere seriamente attribuito a una pura questione di fortuna. Una volta esclusa la coincidenza, la sola spiegazione plausibile della capacit\u00e0 della teoria a generare nuove previsioni \u00e8 di ammettere che i suoi principi e le sue ipotesi sono in grado di descrivere correttamente le strutture e i processi che governano i fenomeni.<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"IT\"><strong>Massoneria e verit\u00e0<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span lang=\"IT\">\u00c8 abbastanza scontato chiedersi a questo punto quale delle definizioni precedenti di verit\u00e0 \u00e8 sostenuta dalla Massoneria. Trovare una risposta a questa domanda non \u00e8 tuttavia altrettanto evidente che porsi il quesito. In effetti nei testi e nei discorsi massonici sono rintracciabili ognuno dei principali significati evidenziati. A dipendenza dei contesti nei quali ci si trova il riferimento pu\u00f2 essere alla verit\u00e0 ontologica, alla verit\u00e0 come corrispondenza tra linguaggio e realt\u00e0, a quella come coerenza tra un universo di enunciati oppure a quella pragmatica che ritiene il successo di una teoria o di una dottrina la miglior garanzia della sua verit\u00e0. Personalmente penso che si possa ricavare qualche informazione utile sul concetto di verit\u00e0 massonica soffermandoci pi\u00f9 che sulle svariate definizioni o sui differenti criteri, indagando le modalit\u00e0 di accesso alla verit\u00e0. Per il Libero Muratore la ragione scientifica, bench\u00e9 rappresenti uno strumento fondamentale, non \u00e8 l\u2019unica via percorribile per accedere alla verit\u00e0. Anche l\u2019intuito, l\u2019arte e soprattutto i riti iniziatici e simbolici costituiscono percorsi privilegiati che possono svelare la verit\u00e0. Ma di che verit\u00e0 si tratta? Non di una verit\u00e0 asettica come quelle della matematica o delle scienze empiriche, ma piuttosto di una verit\u00e0 che d\u00e0 un senso all\u2019esistenza, che consente ai Fratelli di trovare delle idee per le quali valga la pena vivere, impegnarsi e forse anche morire. Pi\u00f9 che di un sapere rigoroso ed oggettivo si tratta, come si vede, di un \u201csapere affettivo\u201dcome lo definiva Ferdinand Alqui\u00e9, o in altri termini si tratta di quelle verit\u00e0 del cuore che Pascal opponeva a quelle dimostrative della scienza. Il pensiero scientifico non ha risposte a tutte le domande che gli uomini si pongono. I Liberi Muratori si attendono dalla verit\u00e0 che risponda alle esigenze del nostro essere morale. Come diceva Kierkegaard \u201cla verit\u00e0 \u00e8 ci\u00f2 che in me diventa vita\u201d. Il Massone non pu\u00f2 accontentarsi di verit\u00e0 parziali, temporanee, relative come quelle scientifiche. Il suo desiderio \u00e8 di attingere a verit\u00e0 incontrovertibili, assolute. Il percorso massonico si presenta appunto come un itinerario spirituale, sperimentato da secoli e secoli, che permette l\u2019accesso a questo tipo di verit\u00e0. Pi\u00f9 che di una acquisizione intellettuale, tipica del sapere profano, \u00e8 un processo personale interno e continuo che coinvolge totalmente il proprio essere portandolo ad una realizzazione incomunicabile con i mezzi ordinari del linguaggio comune e del linguaggio scientifico. Come non si pu\u00f2 spiegare a un cieco dalla nascita che cosa si prova a vedere, cos\u00ec non si pu\u00f2 spiegare in che cosa consiste la verit\u00e0 massonica a qualcuno che non \u00e8 stato iniziato. In fondo il segreto massonico sta proprio qui. Non si pu\u00f2 conoscere la verit\u00e0 cercando di apprenderla dai libri; \u00e8 indispensabile sperimentarla personalmente e pi\u00f9 il lavoro nella propria Officina sar\u00e0 intenso, serio e coinvolgente e pi\u00f9 la percezione della verit\u00e0 sar\u00e0 nitida.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alla domanda \u201cpossiamo attingere la verit\u00e0?\u201d almeno tre scuole filosofiche nel corso della storia del pensiero occidentale hanno dato risposte [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":12,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_uf_show_specific_survey":0,"_uf_disable_surveys":false,"footnotes":""},"categories":[22],"tags":[],"class_list":["post-1870","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-non-categorizzato"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1870","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/12"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1870"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1870\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1871,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1870\/revisions\/1871"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1870"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1870"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1870"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}