{"id":1881,"date":"2013-02-16T14:44:04","date_gmt":"2013-02-16T13:44:04","guid":{"rendered":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/?p=1881"},"modified":"2017-10-16T15:21:13","modified_gmt":"2017-10-16T13:21:13","slug":"divagazioni-sulle-stelle","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/divagazioni-sulle-stelle\/","title":{"rendered":"Divagazioni sulle stelle"},"content":{"rendered":"<p><strong>Sconfinato tema quello delle stelle. Non solo perch\u00e9 c\u2019invita a gettare un ammirato sguardo nel cosmo infinito, ci fa tornare ancor oggi a ragionare sull&#8217;Universo cercando d\u2019immaginarne l\u2019origine, o pi\u00f9 genericamente ci cattura nella curiosit\u00e0 del conoscere. Ma anche perch\u00e9, sostanziandosi in un simbolo, arricchisce la gamma di quelli che sono patrimonio della Massoneria.<\/strong><\/p>\n<p><em>S. L., Loggia Il Dovere, Lugano<\/em><\/p>\n<p><strong>L\u2019immaginazione e i miti<\/strong><\/p>\n<p>Mi limiter\u00f2 a una scorribanda \u2013 divagazione, appunto \u2013 tra gli spunti attinenti alle stelle che affiorano alla mia mente, senza perseguire uno scopo didascalico, bens\u00ec solo per suscitare stimoli alla riflessione e non toccher\u00f2 la sostanza simbolica che il simbolo stella racchiude per noi massoni. Spero non Vi sia sgradito seguirmi. Leggendo il primo libro della Bibbia apprendiamo che Dio, nel secondo giorno della creazione, cre\u00f2 il \u201cfirmamento\u201d, o cielo (Gen., 1,7-8); nel quarto giorno cre\u00f2 \u201ci luminari nel firmamento del cielo\u201d e cio\u00e9 \u201cil luminare maggiore per presiedere al giorno, il luminare minore per presiedere alla notte, e le stelle\u201d (Gen., 1,14-19). Da tali specifiche nozioni fondamentali, intese come parole di Dio \u2013 quindi con valore di dogma \u2013 l&#8217;indagine profana fu intralciata per molti secoli ad opera del magistero delle gerarchie religiose quando volle cimentarsi nell\u2019analisi e nell&#8217; aggiornamento delle teorie cosmologiche pi\u00f9 antiche concepite dai filosofi. Infatti \u2013 fin dalla Preistoria \u2013 gli uomini, levando gli occhi al cielo notturno avevano osservato con interesse le stelle cominciando a discernere le loro particolarit\u00e0 percepibili. Cos\u00ec, indagando gli innumerevoli punti di luce nelle tenebre, supposti di uguale sostanza anche se differenziabili a occhio nudo per grandezza e luminosit\u00e0, i sapienti d&#8217;ogni etnia avevano cercato di comprenderne la natura e formulato le prime ipotesi cosmologiche, che a noi oggi appaiono rudimentali bench\u00e9 geniali. Mentre il sapere filosofico rimaneva confinato nella cerchia dei dotti, quello popolare si diffondeva fra le genti: il primo si sviluppava secondo gli schemi della ragione, il secondo \u2013 invece \u2013 con il sentimento dell&#8217;immaginazione. Con susseguenti, reciproche contaminazioni. Il sentimento in questo caso coincide con la superstizione e conduce al mito, definibile come insieme fondamentalmente turbinoso di credenze idolatriche, o addirittura di escrescenze mentali primigenie, preistoriche, tribali, alla loro maniera spesso infantili e talvolta amorali.<\/p>\n<p>A occhio nudo l&#8217;esplorazione del cielo non poteva vertere che sul numero, la grandezza apparente, la luminosit\u00e0 relativa, la posizione e distribuzione areale nonch\u00e9 il moto delle stelle (corpi celesti, astri) fino a quando dispose solo d&#8217;un corredo di strumenti molto semplici, cio\u00e8 traguardi abbinati a goniometri azimutali e zenitali. L&#8217;ultimo, quindi il pi\u00f9 perfezionato, apparato di tale generazione \u2013 l&#8217;astrolabio \u2013 cadde gradualmente in disuso dopo la messa a punto dell\u2019occhiale galileiano (1609): come strumento nautico venne sostituito dal sestante mentre l\u2019occhiale \u2013 o cannocchiale \u2013 ebbe fin dall\u2019origine la sola funzione di strumento di ricerca astronomica, fu sviluppato come telescopio rifrattore da ottici olandesi ed affiancato in seguito dal telescopio riflettore inventato da Newton.<\/p>\n<p><strong>La ragione filosofica e scientifica<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019impiego dei telescopi nella ricerca astronomica comport\u00f2 innanzitutto la scoperta della fisicit\u00e0 delle stelle: allo stato solido alcuni \u2013 non tutti \u2013 i pianeti con i rispettivi satelliti, allo stato fluido gli astri. Fondamentalmente significative in questo senso furono le prime scoperte effettuate da Galileo con il Suo occhiale: i mari della Luna, i satelliti di Giove, gli anelli di Saturno e le macchie solari. Spiccata importanza venne da sempre attribuita al luminare diurno \u2013 il Sole \u2013 ed, in secondo rango, a quello notturno \u2013 la Luna \u2013 con particolare attenzione alle rispettive, opposte caratteristiche \u2013 luce calda\/fredda, mobilit\u00e0 di ritmo costante\/mutevole \u2013 coll&#8217;accreditare loro virt\u00f9 proprie delle divinit\u00e0 delle religioni idolatriche.<\/p>\n<p>Nella realt\u00e0 visuale di sempre la stella \u00e8 un punto luminoso; la sua rappresentazione grafica e pittorica la trasforma in un poligono stellato nel quale le punte \u2013 che nel disegno possono essere al minimo tre \u2013 rendono l&#8217;idea dell&#8217;irradiazione luminosa fredda. I disegni di stelle divenuti pi\u00f9 comuni presentano cinque o sei punte. La rappresentazione del sole, invece, \u00e8 caratterizzata da un numero molto grande di punte serpeggianti come fiamme, essendo calda la luce solare. La luna, invece, si differenzia per il suo aspetto mutevole da disco circolare a sottile falce, privo della corona di punte perch\u00e9 riconosciuta dispensatrice di luce riflessa, fredda, immota. La volta celeste ruota lentamente, quasi impercettibilmente, imperniata sulla Stella Polare, mantenendo immutata la distribuzione spaziale delle cosiddette \u201cstelle fisse\u201d e funge da sfondo ad un gruppo di \u201cluminari\u201d erranti \u2013 i pianeti \u2013 che fin dai primi osservatori del cielo furono identificati e battezzati. Nel mondo culturale classico ricevettero i nomi di alcune divinit\u00e0: Mercurio, Marte, Venere, Giove.<\/p>\n<p>Nella volta celeste furono distinti raggruppamenti di stelle di disegno invariabile detti costellazioni e denominati, seguendo l&#8217;ispirazione pittorico-poetica, dagli osservatori del cielo dell&#8217;antichit\u00e0 classica con nomi di personaggi mitologici o di animali. Gli Egiziani e gli Arabi dispensarono altri nomi pertinenti ai rispettivi mondi mitologici per identificare costellazioni e astri singoli.<\/p>\n<p>n sostanza gli abitatori della Terra, dai pi\u00f9 antichi, o addirittura preistorici, fino a quelli d&#8217;epoca tardo-medioevale e proto moderna, concepirono e definirono un concetto di stella che conglobava tutti i corpi celesti in un&#8217;unica categoria di entit\u00e0 immateriali, dotate di prerogative divine che conferivano loro il potere d&#8217;influenzare gli eventi terreni. E questo potere consisteva in una valenza idolatrica tale da inscrivere nel DNA \u2013 come si direbbe oggi \u2013 caratteristiche mentali e fisiche qualificanti la personalit\u00e0 d&#8217;ogni individuo all\u2019atto della nascita, variabili in funzione del momento e del luogo della \u201cvenuta al mondo\u201d. Lo scibile attinente era ed \u00e8 rimasto di competenza dell&#8217;astrologia, originata forse dalle speculazioni della scuola pitagorica, sviluppata come scienza persino da gen\u00ee come Copernico, Keplero, Galileo e Newton ma oggi tollerata come pseudo-scienza dal mondo accademico e condannata come superstizione da quello vaticano. In particolare le dodici costellazioni individuate lungo l&#8217;equatore celeste nella successione di periodo annuale costituente lo Zodiaco rappresentano gli elementi- base della teoria astrologica, sistema complesso quanto suggestivo, che citiamo solo per sottolineare uno dei significati profani del simbolo \u201cstella\u201d.<\/p>\n<p><strong>Alcuni simboli delle stelle<\/strong><\/p>\n<p>Altri significati profani ci sono suggeriti dalla comparsa singola o multipla di stelle nelle bandiere nazionali, nei gradi militari, nei blasoni nobiliari, nelle classifiche di qualit\u00e0, sempre per esprimere grado di eccellenza, attinenza con valori immateriali, attitudine superna.<\/p>\n<p>Del significato e del valore della stella Sole come simbolo-guida possediamo gi\u00e0 numerose nozioni che coinvolgono i concetti di misura del tempo \u2013 mezzogiorno e mezzanotte, equinozio e solstizio \u2013 e di orientamento \u2013 Est, Ovest \u2013 pertinenti, per\u00f2, con minore evidenza anche alle stelle. In particolare la Stella Polare appartenente alla costellazione dell\u2019Orsa Minore \u00e8, durante la notte, il punto di riferimento del Nord per chi \u2013 nell\u2019emisfero boreale, come noi \u2013 ha bisogno di un ausilio per dirigere i propri passi nell\u2019attraversare un deserto o per volgere la prua della nave se si trova in mare aperto. Varie altre stelle, molto probabilmente, funsero da riferimento astronomico per i viaggiatori di terra, di mare e di cielo fino all\u2019avvento recente degli strumenti attuali di localizzazione geografica basati su elaboratori, radar e satelliti artificiali. Come l\u2019Uomo e prima dell\u2019Uomo gli uccelli migratori si servirono dell\u2019immagine della volta celeste notturna per dirigere i loro voli di trasferimento: in essi l\u2019istinto registr\u00f2 e selezion\u00f2 \u2013 inscrivendole nel DNA \u2013 le immagini del firmamento che corrispondono ai segnali di partenza delle migrazioni e al quadro dei riferimenti in esso reperibili per dirigere la rotta di volo. L\u2019osservazione della Natura ha nutrito e arricchito le conoscenze umane in tutti i campi: ne abbiamo ogni giorno la conferma dall\u2019esito della ricerca scientifica, che conduce allo sfruttamento delle risorse per gli scopi pi\u00f9 vari.<\/p>\n<p>Le stelle sono state per secoli la guida notturna del viaggiatore ed hanno acquisito perci\u00f2 come simbolo il valore di ausilio necessario per il riconoscimento della retta via. Volgiamo perci\u00f2 lo sguardo al cielo nei momenti di smarrimento, ma anche quando non siamo in angustie, per accogliere il messaggio di serenit\u00e0 e di saggezza che la luce ci reca dalle distanze astrali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sconfinato tema quello delle stelle. 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