{"id":1905,"date":"2014-04-16T14:56:31","date_gmt":"2014-04-16T12:56:31","guid":{"rendered":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/?p=1905"},"modified":"2017-10-16T15:21:12","modified_gmt":"2017-10-16T13:21:12","slug":"svizzera-moderna-e-massoneria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/svizzera-moderna-e-massoneria\/","title":{"rendered":"Svizzera moderna e Massoneria"},"content":{"rendered":"<p><strong>Dopo il Congresso di Vienna la Restaurazione impone alla Francia e all\u2019Europa un ritorno all\u2019\u201dAncien R\u00e9gime\u201d. Anche in Svizzera le libert\u00e0 individuali vengono circoscritte, la stampa viene sottoposta alla censura e il potere ritorna nelle mani dell\u2019aristocrazia. Con il Patto federale del 1815 riappare una situazione simile a quella esistente prima del 1798.<\/strong><\/p>\n<p><em>D. B.<\/em><\/p>\n<p>Questo documento sancisce ufficialmente l\u2019esistenza di una Confederazione di 22 cantoni sovrani. In comune hanno solo l\u2019intento di difendere la loro indipendenza nei confronti di possibili invasori e di garantire l\u2019ordine all\u2019interno del paese. Per il resto i cantoni sono assolutamente autonomi. Tuttavia la Restaurazione non entusiasm\u00f2 tutti gli svizzeri. Le idee dell\u2019Illuminismo e della Rivoluzione Francese avevano ormai attecchito in diversi strati della popolazione. Le insurrezioni che si manifestarono in Francia nel 1830 ebbero degli echi anche nel nostro paese dove alcuni cantoni come San gallo, Sciaffusa, Soletta, Lucerna, Zurigo, Berna, Argovia, Turgovia, Vaud approvarono nuove costituzioni liberali e democratiche, nelle quali venivano riaffermati diritti fondamentali, sancita la sovranit\u00e0 popolare e le misure atte a promuovere la democrazia diretta. Gli alfieri di queste rinnovate libert\u00e0, e cio\u00e8 i cosiddetti cantoni rigenerati, mirarono presto ad una revisione del Patto federale del 1815 prefiggendosi di consolidare i poteri e le competenze della Confederazione attraverso un\u2019abolizione delle dogane interne, un\u2019unificazione di pesi, misure, monete, codici del diritto e l\u2019attuazione del libero scambio. I cantoni rigenerati si proponevano altres\u00ec che venisse loro accordato un peso proporzionale alla popolazione che rappresentavano contro l\u2019ordinamento precedente che assicurava a tutti i cantoni la completa parit\u00e0 anche se numericamente i cantoni conservatori rappresentavano solo il 20% della popolazione. Nel 1832 i liberali presentarono alla Dieta un progetto di revisione del Patto federale introducendo un maggior numero di libert\u00e0 individuali, ma questo fu rifiutato a causa della frattura venutasi a creare tra cantoni rigenerati e cantoni cattolici. Si apr\u00ec quindi un fronte di due schieramenti contrapposti: da una parte una Svizzera conservatrice che voleva l\u2019indipendenza dei cantoni, dall\u2019altra una Svizzera liberale che aspirava ad una Confederazione pi\u00f9 unitaria e pi\u00f9 democratica. Ma oltre alle divergenze politiche si possono aggiungere anche quelle religiose tra cattolici e protestanti, tra campagna e citt\u00e0, tra aristocrazia e popolo. Con queste premesse non c\u2019\u00e8 da stupirsi se una guerra civile come quella del Sonderbund scoppi\u00f2 in Svizzera. Per fortuna non dur\u00f2 che tre settimane e non provoc\u00f2 che un centinaio di morti e approssimativamente 300 feriti.<\/p>\n<p><strong>La prima costituzione federale<\/strong><\/p>\n<p>Dopo la guerra del Sonderbund la Svizzera ristruttura le sue istituzioni. Essa si trasforma da una Confederazione di Stati in uno Stato federale, composto di cantoni sovrani. I cantoni non sono pi\u00f9 indipendenti ma cedono alcune competenze alla Confederazione. Essa \u00e8 diretta da un governo di sette membri e un parlamento composto da due Camere. La nuova costituzione permette allo Stato di diventare pi\u00f9 centralizzato ed efficiente. Si sopprimono le barriere doganali tra cantoni, si mette in circolazione una moneta unica e si unificano pesi e misure. Tutto ci\u00f2 favorisce la prosperit\u00e0 generale. La costituzione entrata in vigore nel 1848 fu comunque ben presto oggetto di pressioni revisioniste. Sotto l\u2019influenza di queste forze, un primo progetto fall\u00ec nel 1872 in quanto eccessivamente accentratore. Ma un nuovo progetto pi\u00f9 consensuale emerse dalle ceneri del primo, e da esso prese corpo la costituzione del 1874. Questa costituzione rester\u00e0 in vigore fino alla fine del XX\u00b0 secolo. In concomitanza con le vicende politiche e con la crescita del benessere economico e sociale, nella seconda met\u00e0 del XIX secolo, la Svizzera ebbe occasione di affacciarsi sulla scena europea mostrando alcune caratteristiche fondamentali della sua azione futura nell\u2019ambito delle relazioni internazionali.<\/p>\n<p><strong>Il contributo della Massoneria alla nascita della Svizzera moderna<\/strong><\/p>\n<p>La questione che ci si pu\u00f2 porre \u00e8 se il nostro Ordine ha giocato un ruolo significativo nell\u2019edificazione della Svizzera moderna. Ebbene la risposta a mio modesto parere \u00e8 senz\u2019altro positiva. Numerosi ed essenziali ingredienti della Svizzera moderna hanno un innegabile attinenza massonica. Bench\u00e9 sia difficile quantificare esattamente l\u2019apporto confluito dagli ambienti massonici, sembra tuttavia abbastanza evidente che principi come quelli della laicit\u00e0, del liberalismo, della neutralit\u00e0, del cosmopolitismo, dell\u2019umanitarismo secolarizzato, dell\u2019impegno in difesa dei diritti dell\u2019uomo, il progetto di una fraternit\u00e0 universale e il pacifismo come suo correlato naturale nonch\u00e9 il ruolo di mediatore nei conflitti internazionali abbiano contribuito in modo determinante alla formazione dell\u2019identit\u00e0 nazionale. Ora risulta particolarmente difficile smentire un\u2019ascendenza massonica di tali valori. Questi principi, come detto, sono stati le fondamenta sulle quali si \u00e8 voluto edificare la Svizzera moderna. Dietro queste nobili idee ci sono naturalmente delle persone: alti funzionari dell\u2019amministrazione, dell\u2019esercito, delle professioni liberali che hanno lavorato con pazienza e dedizione all\u2019\u2019edificazione del Tempio dell\u2019umanit\u00e0. Alcuni di questi uomini sono ormai consegnati agli annalidella storia. Jonas Furrer (1805-1861) \u00e8 stato il primo presidente della confederazione ed era massone, membro della loggia Akazia di Winterthur. Fu nominato Grand Oratore della Gran Loggia Svizzera Alpina nel 1844. Il ginevrino Elie Ducommun (1833-1906) massone iniziato alla loggia \u201cLa Prudence\u201d nel 1857, fu uno dei membri fondatori della Lega Internazionale della Pace e della Libert\u00e0, associazione pacifista fondata nel 1867. Per il suo impegno al \u201cBureau International pour la paix\u201d Ducommun ricevette il premio Nobel per la pace. Un altro personaggio che contribu\u00ec significativamente a tratteggiare i lineamenti della Svizzera moderna fu Henry Dunant, forse affiliato, ma in ogni caso molto vicino ai principi e ai valori massonici.Nel 1862 Dunant pubblica il libro Un ricordo di Solferino. In questo testo propone di creare delle societ\u00e0 di soccorso per curare i feriti in tempo di guerra e fissare le regole internazionali in materia. Una commissione si riunisce, di cui Dunant e il generale Dufour fanno parte, e comincia a farsi riconoscere attraverso un segno distintivo per proteggere il personale curante nei combattimenti: una croce rossa su fondo bianco. Forse non \u00e8 un caso che si tratti dei colori della Svizzera capovolti. Un anno dopo, nel 1863 viene fondato il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR). La sua prima operazione rilevante fu nell\u2019ambito della guerra Franco tedesca del 1870 quando 85 000 soldati francesi del generale Bourbaki sconfitti, feriti ed affamati entrano in Svizzera alle Verri\u00e8res (Ne). Gli svizzeri li accolgono e li curano con fraterna solidariet\u00e0. La creazione della Croce Rossa segna l\u2019inizio della vocazione internazionale della Svizzera che, a Ginevra in particolare, accoglie ancora oggi la sede di numerose organizzazioni. Sulla scena internazionale la Svizzera si forgia progressivamente l\u2019immagine sempre pi\u00f9 nitida di arbitro imparziale e di terra di rifugio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo il Congresso di Vienna la Restaurazione impone alla Francia e all\u2019Europa un ritorno all\u2019\u201dAncien R\u00e9gime\u201d. 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