{"id":2005,"date":"2017-12-04T10:31:29","date_gmt":"2017-12-04T09:31:29","guid":{"rendered":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/?p=2005"},"modified":"2017-12-04T10:31:29","modified_gmt":"2017-12-04T09:31:29","slug":"dobbiamo-avere-paura-della-morte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/dobbiamo-avere-paura-della-morte\/","title":{"rendered":"Dobbiamo avere paura della morte?"},"content":{"rendered":"<p><strong>Che cos&#8217;\u00e8 la morte? Bench\u00e9 si tratti di un fenomeno naturale ed universale la risposta presenta svariate difficolt\u00e0. Gi\u00e0 a partire dalla definizione ci sono divergenze. Un&#8217;altra domanda \u00e8 quella di sapere come sfuggire all&#8217;angoscia della morte. In questa Tavola presenteremo alcune delle pi\u00f9 significative risposte a tale questione.<\/strong><\/p>\n<p>Fino agli anni sessanta la morte era definita a partire dall&#8217;arresto respiratorio (il segno dello specchio davanti alla bocca) e dall&#8217;arresto del cuore. Nel 1966 l&#8217;Accademia di medicina ridefinisce la morte come arresto del funzionamento cerebrale. Quando il tracciato encefalografico \u00e8 piatto durante un certo numero di ore si considera che la morte \u00e8 certa anche se le complesse apparecchiature di rianimazione sono riuscite a mantenere nell&#8217;organismo una circolazione e una respirazione artificiale. Sorge allora il problema morale attorno alla legittimit\u00e0 o meno di tenere artificialmente in vita un organismo il cui cervello \u00e8 ormai irrecuperabilmente morto e il problema dell&#8217;accanimento terapeutico.<\/p>\n<h2><strong>La pensabilit\u00e0 della morte<\/strong><\/h2>\n<p>Molti sostengono addirittura che la morte sia un fenomeno impensabile, inconcepibile in prima persona. La morte in terza persona \u00e8 banale e quotidiana, \u00e8 la morte delle pratiche amministrative, interessa diverse scienze come la demografia, la biologia e la medicina ed \u00e8 quindi perfettamente concepibile.<\/p>\n<p>La morte in seconda persona \u00e8 un&#8217;esperienza tragica, e come tale \u00e8 perfettamente intelligibile. \u00c8 la morte di qualcuno che si ama e di cui non vorremmo mai distaccarci. La possibilit\u00e0 o l&#8217;eventualit\u00e0 di questa separazione \u00e8 la principale sorgente del dolore davanti alla morte (eventualit\u00e0 che nello stesso tempo \u00e8 una fatalit\u00e0 dal momento che se l&#8217;ora \u00e8 incerta il fatto stesso \u00e8 inevitabile).<\/p>\n<p>La morte in prima persona \u00e8 invece la notte enigmatica dove la nostra vita sparir\u00e0. L&#8217;idea di non essere pi\u00f9, di sprofondare nel nulla \u00e8 per molti una fonte di angoscia. \u00c8 forse l&#8217;angoscia fondamentale nascosta in fondo a tutte le nostre paure. \u00c8 la morte di cui, contrariamente alla terza e alla seconda persona, non possiamo fare esperienza e per tale ragione si ritiene quindi impensabile.<\/p>\n<p>In ogni caso la morte \u00e8 un tema che riguarda tutti. Sia coloro che credono che sopravvivranno alla morte dei loro corpi, per andare in Paradiso o all&#8217;Inferno, o in qualche altro luogo diventando uno spirito, o ritornando sulla terra in un corpo differente, forse non pi\u00f9 come essere umano. Sia coloro che credono che cesseranno di esistere e che quindi il s\u00e9 si estingue quando il corpo muore.<\/p>\n<p>La questione tocca tutti perch\u00e9 \u00e8 in primo luogo un fenomeno biologico. Prima di essere una categoria del vissuto della coscienza, la morte si presenta a noi come un processo biologico, prescritto dal programma genetico, essa non \u00e8 un incidente o una realt\u00e0 contingente, ma una parte integrante del sistema vivente. Il vecchio sogno dell&#8217;immortalit\u00e0 non \u00e8 compatibile con i dati biologici che convergono per dimostrarci che la morte \u00e8 una necessit\u00e0 ineluttabile e un&#8217;esigenza della vita.<\/p>\n<h2><strong>La morte come fenomeno culturale<\/strong><\/h2>\n<p>La morte interessa tutti non solo in quanto processo biologico ineluttabile, ma anche come fenomeno culturale generale. Da un punto di vista antropologico la prima caratteristica di un essere umano, che segna il passaggio dalla natura alla cultura, \u00e8 l&#8217;organizzazione della sepoltura. L&#8217;uomo \u00e8 il solo animale che sotterra i suoi morti. In tutte le epoche e in tutte le civilt\u00e0 l&#8217;uomo non abbandona mai i suoi cadaveri. Li seppellisce, li imbalsama e li brucia ma compie sempre per loro una cerimonia sacra. Nessun gruppo umano abbandona i suoi morti senza riti e senza sepoltura. Da questo punto di vista il lutto \u00e8 forse la vera e propria origine della cultura.<\/p>\n<h3><em>Gli assassini di Socrate sono senza potere sulle idee vere che sosteneva.<\/em><\/h3>\n<p>Probabilmente solo per l&#8217;uomo, tra gli esseri viventi, si pu\u00f2 parlare di una coscienza della morte. L&#8217;intensit\u00e0 di questa coscienza sembra inoltre variare da una persona all&#8217;altra, come da un&#8217;epoca, o una cultura, all&#8217;altra. Da una cinquantina d&#8217;anni la morte sembra stia diventando un vero e proprio tabu. Il lutto \u00e8 ormai nascosto (l&#8217;abito scuro, prima di regola, ora non si usa quasi pi\u00f9), le tombe sono visitate sempre meno e appaiono abbandonate all&#8217;incuria. Il periodo di divieti che seguivano la morte (astensione da spettacoli, cene, da feste) si \u00e8 notevolmente accorciato. Non si muore quasi pi\u00f9 a casa attorniati da familiari ed amici ma all&#8217;ospedale tra professionisti sovente freddi e distaccati. Il prima e il dopo la morte \u00e8 organizzato nei minimi dettagli per dare il minor fastidio possibile ai parenti.<\/p>\n<ul>\n<li>Questo atteggiamento \u00e8 un segno e allo stesso tempo un tentativo di sfuggire all&#8217;angoscia che la morte suscita. Per lottare contro quest&#8217;ultima l&#8217;uomo, nel corso dei secoli, ha intrapreso i pi\u00f9 diversi stratagemmi.<\/li>\n<li>Il pi\u00f9 elementare \u00e8 quello di fuggire la morte cercando di dimenticarla immergendosi nel lavoro, nelle occupazioni quotidiane o nel piacere.<\/li>\n<li>Un altro atteggiamento corrente \u00e8 quello di rifugiarsi nella speranza di una vita eterna. \u00c8 l&#8217;attitudine religiosa.<\/li>\n<li>Una possibilit\u00e0 storicamente assai conosciuta \u00e8 quella di tentare di vincere la paura che ispira. Per esempio secondo Epicuro \u00e8 per ignoranza che noi temiamo la morte. Questa in effetti \u00e8 un puro nulla dal momento che fintanto che esistiamo, lei non c&#8217;\u00e8. D&#8217;altra parte quando sopravverr\u00e0 non ci saremo pi\u00f9 noi per preoccuparcene. Per gli stoici il saggio deve imparare ad accettare con serenit\u00e0 la morte ed \u00e8 la filosofia che dovrebbe insegnare questa serenit\u00e0. Per filosofi come Platone o Montaigne filosofare \u00e8 appunto imparare a morire.<\/li>\n<li>Un&#8217;altra soluzione \u00e8 quella di rifiutare ogni consolazione e accettare la sua dimensione tragica. Secondo Heidegger l&#8217;uomo \u00e8 un essere per la morte e l&#8217;angoscia che essa implica \u00e8 il dato essenziale dell&#8217;esistenza umana. Rifiutarla \u00e8 dunque rifiutare di vivere una vita autenticamente umana.<\/li>\n<li>Nelle religioni la simbologia della morte \u00e8 onnipresente. Serve a ricordarci sempre che polvere eravamo e che rapidamente polvere diventeremo. (Come scrive il poeta Salvatore Quasimodo: Ognuno sta solo sul cuor della terra, trafitto da un raggio di sole, ed \u00e8 subito sera)<\/li>\n<li>Se Heidegger ha il merito di ricordarci che nessuna riflessione autentica pu\u00f2 dimenticare la morte od occultarla, tuttavia sarebbe sterile e vano assorbirsi unicamente nella contemplazione della nostra finitezza. Proprio perch\u00e9 siamo finiti e mortali dobbiamo agire perch\u00e9 \u00e8 solo in questo ambito che riusciamo ad accedere a un mondo dove la morte perde il suo potere. Gli assassini di Socrate sono senza potere sulle idee vere che sosteneva. Le sue, cos\u00ec come le idee per le quali noi Liberi Muratori siamo qui ad impegnarci, sono e sempre saranno, indistruttibili ed eterne. D. B.<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che cos&#8217;\u00e8 la morte? Bench\u00e9 si tratti di un fenomeno naturale ed universale la risposta presenta svariate difficolt\u00e0. 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