{"id":3032,"date":"2021-03-11T11:09:02","date_gmt":"2021-03-11T10:09:02","guid":{"rendered":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/?p=3032"},"modified":"2021-03-11T11:09:02","modified_gmt":"2021-03-11T10:09:02","slug":"massoneria-e-giustizia-sociale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/massoneria-e-giustizia-sociale\/","title":{"rendered":"Massoneria e giustizia sociale"},"content":{"rendered":"<p><strong>Il divario tra ricchi e poveri nel mondo si sta accentuando considerevolmente. Questa differenza non \u00e8 solo preoccupante ma anche vergognosa. In questa Tavola cercheremo di capire per quali ragioni la giustizia sociale risulti un obiettivo cos\u00ec difficile da raggiungere e quali possibilit\u00e0 realistiche esistono per tentare di porre rimedio ad una situazione moralmente e civilmente inaccettabile.<\/strong><\/p>\n<p>Bambini che ancora muoiono di fame, malati che non hanno i soldi per curarsi quando c\u2019\u00e8 gente che sperpera decine di milioni per autentiche futilit\u00e0. Persone torturate, umiliate, sfruttate\u2026 Tutto ci\u00f2 ci risulta naturalmente ed evidentemente ingiusto. Se queste ingiustizie vengono inoltre suffragate da dati numerici il consenso di fronte alle ingiustizie dilaganti appare pressoch\u00e9 unanime.<\/p>\n<h2>La misura della disuguaglianza<\/h2>\n<p>Come riferisce Zygmunt Bauman, uno studio dell\u2019Istituto mondiale per la ricerca sull\u2019economia dello sviluppo dell\u2019Universit\u00e0 delle Nazioni unite sostiene che nel 2000 l\u20191% delle persone adulte pi\u00f9 ricche possedeva da solo il 40% delle risorse globali, e che il 10% pi\u00f9 ricco deteneva l\u201985% della ricchezza mondiale totale. La met\u00e0 inferiore della popolazione adulta del mondo possedeva l\u20191% della ricchezza globale. Dopo vent\u2019anni la situazione non \u00e8 certo migliorata. Notizie sempre pi\u00f9 negative per l\u2019uguaglianza tra gli uomini, e quindi anche per la qualit\u00e0 della vita di tutti noi, si susseguono di giorno in giorno. Solo 300 anni or sono in nessun luogo del pianeta il livello di vita era di pi\u00f9 di due volte superiore a quello della regione pi\u00f9 povera. Secondo dati del 2011 il paese pi\u00f9 ricco, il Qatar, vanta un reddito pro capite di ben 428 volte pi\u00f9 alto del paese pi\u00f9 povero, lo Zimbabwe. L\u2019abisso sempre pi\u00f9 incolmabile che separa i poveri e privi di prospettiva dai benestanti ottimistici e fiduciosi \u00e8 una ragione sufficiente per essere veramente preoccupati. Una delle vittime eccellenti di tale disuguaglianza che si sta allargando progressivamente in modo costante \u00e8 la democrazia. La ricerca dei mezzi di sopravvivenza e di vita dignitosa, sempre pi\u00f9 scarsi e inaccessibili, rischiano di diventare, ed in diversi paesi lo sono gi\u00e0, fonti di rivalit\u00e0 violenta e fuori controllo.<\/p>\n<h2>Definizioni e teorie della giustizia<\/h2>\n<p>Penso che quasi tutti siano d\u2019accordo di considerare questo stato di cose ingiusto. Sembrerebbe quindi esistere un senso innato, istintivo dell\u2019ingiustizia. Eppure, quando si tratta di mettersi d\u2019accordo su che cosa sia la giustizia, questa unanimit\u00e0 svanisce come neve al sole. Cha\u00efm Perelman \u00e8 uno dei pi\u00f9 autorevoli studiosi ad essersi occupato del concetto di giustizia. Attraverso un\u2019analisi dei principali significati del termine egli formula le seguenti tesi: I) Il concetto di giustizia non ha un unico significato, ma molti, spesso in contraddizione tra loro. Secondo Perelman sarebbe illusorio enumerare tutti i significati possibili del concetto di \u00abgiustizia\u00bb per cui egli si limita ad indicare le concezioni pi\u00f9 correnti: a) a ciascuno il suo, b) a ciascuno secondo i suoi meriti, (c) a ciascuno secondo le sue opere, (d) a ciascuno secondo i suoi bisogni, (e) a ciascuno secondo il suo rango, (f) a ciascuno secondo quanto la legge gli attribuisce. II) Nonostante la diversit\u00e0 tra i diversi significati esaminati, vi \u00e8 un tratto comune, tra tutte queste concezioni della giustizia, che sta nel loro aspetto formale: anche se i contenuti della giustizia variano, la forma di un giudizio di giustizia \u00e8 sempre quella di stabilire quando un determinato atto o una norma sono da considerarsi giusti. III) Ma un sistema normativo, qualsiasi esso sia, contiene sempre un elemento arbitrario, il valore affermato dai suoi principi fondamentali che non possono venire giustificati. Evitare quest\u2019ultimo arbitrio \u00e8 logicamente impossibile. Ora, dal momento che il carattere formale della giustizia non esaurisce tutta la giustizia, visto che un sistema normativo poggia a sua volta su decisioni arbitrarie, la giustizia umana \u00e8 imperfetta ed ha bisogno di un complemento: secondo Perelman quello della carit\u00e0.<\/p>\n<p>Non solo le definizioni di giustizia appaiono diversificate e contrastanti; anche le teorie della giustizia proposte negli ultimi decenni soffrono dei medesimi problemi. Il neocontrattualismo di John Rawls, il neoutilitarismo di John Harsany, il libertarismo di Robert Nozick, la teoria dei diritti di Ronald Dworkin, il comunitarismo di Michael Walzer, l\u2019approccio delle capacit\u00e0 teorizzato dall\u2019economista indiano Amartya Sen, premio Nobel per l\u2019economia nel 19981, e successivamente sviluppato da Martha Nussbaum, sono le pi\u00f9 significative teorie della giustizia che indirettamente mostrano come sia forse impossibile trovare una concezione della giustizia accettata da tutti, in cui che cosa sia giusto non sia soggetto continuo di discussioni. Credo che Sen abbia ragione di sostenere che non dobbiamo iniziare a chiederci come sarebbe una societ\u00e0 perfettamente giusta; dovremmo chiederci piuttosto quali sono le ingiustizie cui si pu\u00f2 porre rimedio sulla base di un accordo ragionato.<\/p>\n<p>Una convinzione e giustificazione morale del liberismo assoluto molto diffusa ritiene che il perseguimento del profitto individuale fornisca anche il meccanismo migliore per il perseguimento del bene comune. Davanti ai dati appena menzionati questa teoria appare ormai un dogma smentito, o quantomeno indebolito, dai fatti. L\u2019idea che la marea montante solleva tutte le barche si sta rivelando un mito al quale non crede pi\u00f9 nessuno. La realt\u00e0 \u00e8 che le disparit\u00e0 tra ricchi e poveri stanno diventando sempre pi\u00f9 incolmabili. Viviamo in un mondo in costante competizione (un surrogato sublimato della guerra), ci sentiamo circondati da rivali, la gente \u00e8 stressata perch\u00e9 continuamente in allerta, sospetta la possibilit\u00e0 e anche la probabilit\u00e0 di malevoli intenzioni, gelosie, invidie, complotti, negli sconosciuti, nei colleghi e addirittura nei parenti. La diffidenza, la cupidigia, l\u2019egoismo e la corruzione imperano ovunque.<\/p>\n<p>Ebbene la Massoneria, quando \u00e8 vissuta seguendo l\u2019insegnamento dei suoi simboli, rappresenta ancora un\u2019opzione reale e non puramente retorica per cambiare il mondo. Essa non punta sulla competizione per edificare il Tempio dell\u2019umanit\u00e0 ma sulla fiducia, la solidariet\u00e0 umana e la cooperazione amichevole, la mutua affidabilit\u00e0 e lealt\u00e0, l\u2019aiuto reciproco, la cooperazione disinteressata, in una parola sulla vera Fratellanza. D. B.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il divario tra ricchi e poveri nel mondo si sta accentuando considerevolmente. 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