{"id":780,"date":"2015-12-21T13:57:49","date_gmt":"2015-12-21T12:57:49","guid":{"rendered":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/?p=780"},"modified":"2017-10-16T07:51:57","modified_gmt":"2017-10-16T05:51:57","slug":"architettura-sacra-ed-estetica-medievale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/architettura-sacra-ed-estetica-medievale\/","title":{"rendered":"Architettura sacra ed estetica medievale"},"content":{"rendered":"<p><strong>Nell\u2019Antichit\u00e0 e nel Medioevo le materie di studio erano dette arti liberali perch\u00e9 ritenute confacenti con la dignit\u00e0 dell\u2019uomo libero, in contrapposizione con le artes serviles, quelle meccaniche, che richiedono un\u2019applicazione delle mani.<\/strong><\/p>\n<p>Le arti liberali erano sette: tre costituivano il Trivio: grammatica, retorica, dialettica. Le altre facevano parte del Quadrivio: aritmetica, geometria, musica, astronomia. Nelle scuole medievali le arti del Trivio rappresentavano l\u2019indirizzo letterario ed erano dette infatti anche artes sermocinales (arti del parlare); quelle del Quadrivio appartenevano al grado scientifico dell\u2019insegnamento ed erano considerate perci\u00f2 artes reales (arti riguardanti la realt\u00e0): le une e le altre erano propedeutiche allo studio della filosofia e della teologia.<\/p>\n<p><strong>Il problema dell\u2019architettura sacra come arte meccanica<\/strong><\/p>\n<p>Ebbene l\u2019architettura si rivelava un\u2019attivit\u00e0 legata prevalentemente alla vita attiva che non a quella contemplativa. Da tale punto di vista veniva relegata nel novero delle arti meccaniche o servili perch\u00e9 evocava il tradizionale lavoro degli schiavi, obbligati a servirsi delle mani e di strumenti manuali nell\u2019esercizio delle proprie funzioni.<\/p>\n<p>In tale contesto si capisce il problema di fondo dell\u2019architettura sacra. Essa era un\u2019arte meccanica, servile, subordinata alle nobili arti liberali ma allo stesso tempo era chiamata a svolgere un compito sublime ed elevatissimo, cio\u00e8 quello di costruire la \u00abcasa del signore\u00bb, \u00abla porta del cielo\u00bb. Viene quindi affidata all\u2019architettura, un\u2019arte \u00abplebea\u00bb, il nobilissimo obiettivo di edificare la dimora di Dio. Ma come poteva scaturire da una base \u00abignobile\u00bb, \u00abvolgare\u00bb, la sublime ed eterea emozione religiosa? Una prima risposta a questo paradosso portava a vedere nelle forme architettoniche qualcosa che trascende il mondo delle immagini e giustifica la funzione dell\u2019arte come guida dell\u2019intelletto dalle elementari percezioni alle verit\u00e0 divine. Pur essendo costituite da elementi materiali, chiese e cattedrali procurano una gioia spirituale che trasporta l\u2019uomo dal mondo terreno a quello soprannaturale. Inoltre Dio stesso \u00e8 un virtuoso architetto che costruisce il creato come un immenso edificio armonizzando la variet\u00e0 delle cose usando squadra e compasso. Sottoponendosi alle regole della geometria, l\u2019architetto medievale avvertiva quindi l\u2019emozione esaltante di imitare l\u2019opera del divino maestro.<\/p>\n<p>Un\u2019altra risposta per risolvere questa aporia si concretizz\u00f2 addobbando le chiese e le cattedrali di preziosi artefatti: splendidi dipinti, affascinanti sculture, mosaici ed arazzi magistralmente assemblati, ori scintillanti nonch\u00e9 perle, diademi, quarzi e diamanti vennero sapientemente dislocati per ornare in modo confacente il Tempio del popolo dei fedeli e al medesimo tempo venivano offerti al culto dell\u2019Onnipotente.<\/p>\n<p><strong>La negazione moralistica del bello<\/strong><\/p>\n<p>Questa soluzione tuttavia apriva una questione spinosa senza riuscire veramente a risolvere in modo convincente il problema per il quale era stata concepita. In effetti mistici e rigoristi si chiedevano se fosse lecito decorare sontuosamente una chiesa quando i figli di Dio vivevano nell\u2019indigenza. Ma soprattutto temevano che in una chiesa che rifulge di ogni sorta di bellezza il fedele sia pi\u00f9 portato ad ammirare il bello che non a venerare il sacro. La polemica condotta dai cistercensi e dai certosini nel XII secolo contro il lusso e l\u2019impiego di mezzi figurativi nella decorazione delle chiese \u00e8 emblematica. Tali decorazioni distoglierebbero i fedeli dalla concentrazione nella preghiera. Particolarmente eloquente il seguente passaggio di San Bernardo di Clairvaux che \u00abper guadagnare Cristo ha stimato sterco tutte le cose che splendono di bellezza\u00bb: \u00abNon voglio parlare delle altezze immense degli oratori, delle smisurate lunghezze, delle ampiezze esagerate, delle pitture curiose che attraggono e sviano l\u2019occhio di colui che prega e ne trattengono lo slancio di devozione (&#8230;) Gli occhi sono colpiti dalle reliquie coperte d\u2019oro (&#8230;) Si espone l\u2019immagine bellissima di un santo o di una santa che sono creduti tanto pi\u00f9 santi quanto pi\u00f9 i colori della loro immagine sono vivi (&#8230;) Cosa ci stanno a fare nei chiostri dove i fratelli leggono e pregano quei mostri ridicoli, quelle strane deformi bellezze, quelle difformit\u00e0 affascinanti? Cosa ci stanno a fare questi leoni feroci? questi mostruosi centauri? (&#8230;) Si vedono molti corpi sotto un\u2019unica testa e al contrario molte teste su un corpo solo, animali a quattro zampe con coda di serpente e bestie mezze capra e mezze cavallo (&#8230;) Dappertutto appare una cos\u00ec grande e strana variet\u00e0 di forme che si pu\u00f2 passare un intero giorno ad ammirare queste stranezze invece di dedicarsi alla meditazione religiosa\u00bb (Apologia ad Guillelmum abbatem).<\/p>\n<p><strong>La geometria: l\u2019arte liberale a fondamento dell\u2019architettura<\/strong><\/p>\n<p>Queste ultime considerazioni ci suggeriscono e ci ricordano, per risolvere il primo dilemma, alcune osservazioni di Sant\u2019Agostino che sembrano indicare chiaramente una possibile via di uscita. Per l\u2019autore delle Confessioni l\u2019architettura si fonda su rapporti numerici e quindi \u2013 nonostante la gerarchia epistemologica tra le due discipline \u2013 esse risultano entrambe sorelle perch\u00e9 generate dal numero ed entrambe specchio della divina armonia. Quanto al paradosso evidenziato da Bernardo un possibile argomento a difesa di chiese sontuose e cariche di ogni sorta di suppellettili \u00e8 possibile trovarlo nell\u2019universo simbolico ed allegorico di tali oggetti. Essi diventano l\u2019alfabeto per educare i semplici attraverso il diletto della figura e dell\u2019allegoria. Il simbolismo e l\u2019allegoria trasformano rispettivamente l\u2019idea ed il concetto in un\u2019immagine. Il linguaggio figurato, come diceva gi\u00e0 Goethe, permette quindi all\u2019artista di cercare nel particolare l\u2019universale o, nel caso dell\u2019allegoria, il particolare in funzione dell\u2019universale. D.B.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell\u2019Antichit\u00e0 e nel Medioevo le materie di studio erano dette arti liberali perch\u00e9 ritenute confacenti con la dignit\u00e0 dell\u2019uomo libero, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":12,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_uf_show_specific_survey":0,"_uf_disable_surveys":false,"footnotes":""},"categories":[22],"tags":[],"class_list":["post-780","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-non-categorizzato"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/780","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/12"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=780"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/780\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":799,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/780\/revisions\/799"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=780"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=780"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=780"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}