{"id":791,"date":"2016-12-21T14:00:33","date_gmt":"2016-12-21T13:00:33","guid":{"rendered":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/?p=791"},"modified":"2017-10-16T07:54:01","modified_gmt":"2017-10-16T05:54:01","slug":"i-social-media-e-la-responsabilita-del-massone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/i-social-media-e-la-responsabilita-del-massone\/","title":{"rendered":"I social media e la responsabilit\u00e0 del Massone"},"content":{"rendered":"<p><strong>Negli ultimi anni i social media hanno avuto uno sviluppo straordinario, tale da apportare una vera e propria rivoluzione nel mondo della comunicazione. Essi rappresentano ormai il modo pi\u00f9 diffuso di scambiare informazioni, contatti, foto, video, messaggi, appuntamenti\u2026 La loro indubbia comodit\u00e0 e utilit\u00e0 nasconde tuttavia molteplici insidie che il Libero Muratore, come il cittadino comune, farebbero bene a conoscere.<\/strong><\/p>\n<p>Nel giugno del 2015, Umberto Eco ricevette la laurea honoris causa in \u00abcomunicazione e cultura dei media\u00bb all\u2019universit\u00e0 di Torino. In quella circostanza egli ebbe una conversazione con i giornalisti che fin\u00ec per innescare un dibattito sulla stampa e sul web. In particolare fece scalpore una sua affermazione sui social network: \u00abI social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettivit\u00e0. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. \u00c8 l\u2019invasione degli imbecilli. La tv aveva promosso lo scemo del villaggio rispetto al quale lo spettatore si sentiva superiore. Il dramma di Internet \u00e8 che ha promosso lo scemo del villaggio a portatore di verit\u00e0\u00bb. Questa frase ha scatenato un vespaio e numerose critiche di molti utilizzatori di tali strumenti di comunicazione. In realt\u00e0, andando a riascoltare il video della conferenza di Eco, si capisce che la sua intenzione non era quella di criticare gli utenti delle reti sociali ma solamente quella di mostrare alcuni risvolti negativi del loro impiego. In effetti nell\u2019intervista Umberto Eco fa alcuni esempi di un uso utile di tali tecnologie: \u00abBasta pensare a quanto accaduto in Cina o in Turchia dove il grande movimento di protesta contro Erdogan \u00e8 nato proprio in rete. Qualcuno dice anche che, se ci fosse stato Internet ai tempi di Hitler, i campi di sterminio non sarebbero stati possibili perch\u00e9 le informazioni si sarebbero diffuse viralmente\u00bb. Dal contesto dell\u2019intervista emerge quindi che il suo non era un attacco ai social network ma piuttosto all\u2019inadeguatezza della scuola nell\u2019insegnare ai ragazzi a filtrare le informazioni.<\/p>\n<p><strong>Stupidaggini non solo inutili ma anche pericolose<\/strong><\/p>\n<p>Lo storico Carlo Cipolla sosteneva che tra i vari tipi di persone gli stupidi sono i pi\u00f9 pericolosi. In effetti se intelligente \u00e8 colui che trae vantaggio per s\u00e9, facendone trarre anche ad altri, sprovveduto colui che causa danni a s\u00e9, procurando vantaggi ad altri e il bandito colui che trae vantaggio per s\u00e9, causando danni ad altri allora lo stupido, che causa danni a s\u00e9 e agli altri, \u00e8 il tipo pi\u00f9 pericoloso di tutti. Se avessero ragione Umberto Eco e Carlo Cipolla non si dovrebbe quindi sottovalutare il problema. Facebook \u00e8 ormai diventata una specie di religione universale; ha raggiunto in poco pi\u00f9 di dieci anni dalla sua fondazione il miliardo e mezzo di utenti registrati. Come afferma Odifreddi sono cifre ormai pari al numero dei musulmani di tutto il mondo e superiori a quelli del cattolicesimo, con il suo miliardo e 250 milioni di fedeli raggiunti in due millenni di attivit\u00e0. L\u2019esercito dei fedeli di Facebook ha permesso all\u2019impresa di organizzare un business da miliardi di dollari e al suo inventore di diventare una delle persone pi\u00f9 ricche del mondo. E mentre una moltitudine di allocchi si pavoneggia condividendo insignificanti dettagli della propria vita quotidiana, vengono silenziosamente spiati dal vero grande fratello e perversamente manipolati dagli squali della pubblicit\u00e0 che si arricchiscono alle loro spalle.<\/p>\n<p><strong>Regole per un\u2019etica della comunicazione<\/strong><\/p>\n<p>Ma i pericoli dei social network possono essere addirittura drammatici se oltre alla stupidit\u00e0 si aggiunge anche la cattiveria. Il cyberbullismo rappresenta una delle pi\u00f9 recenti e insidiosissime forme di vera e propria violenza. Scherzi, insulti, provocazioni, menzogne, attacchi alla reputazione\u2026possono innescare reazioni drammatiche. Basti pensare al recente caso di Tiziana Cantone, la ragazza morta suicida a causa di un filmino hard finito sulla rete. Davanti a questa giungla telematica, a questo anarchismo incontrollato della comunicazione non stupisce che sempre pi\u00f9 spesso si torni a parlare di un\u2019etica della comunicazione, di un ecosistema sostenibile della societ\u00e0 interconnessa.<\/p>\n<p><em>Noi pensiamo che sia indispensabile un\u2019educazione alla coscienza individuale ed alla responsabilit\u00e0 del singolo.<\/em><\/p>\n<p>Anche il Massone dovrebbe chiedersi che cosa significa comunicare bene ed essere in chiaro su quali sono quei criteri che consentono di riconoscere, di legittimare e di preferire ci\u00f2 che \u00e8 positivo nella comunicazione e ci\u00f2 che non lo \u00e8. Non c\u2019\u00e8 bisogno di scomodare i semiologi per capire che ai giorni nostri lo spazio comunicativo non susciti interessi di tipo etico. Eppure negli utenti si percepisce un disagio crescente di fronte ad una valanga di informazioni che non siamo pi\u00f9 capaci di controllare. Servirebbe una regolamentazione dello spazio comunicativo che tuteli chi usufruisce dei social media in modo da evitare che diventi un puro bersaglio preso di mira in un meccanismo di trasmissione delle informazioni. I diritti degli utenti, specialmente quando si tratta di un pubblico molto giovane e in particolare dei bambini dovrebbe essere regolato da una precisa deontologia. Molti codici comportamentali esistono gi\u00e0 ma risultano carenti su un piano strettamente applicativo e quindi poco credibili. Per questa ragione noi pensiamo che sia indispensabile un\u2019educazione alla coscienza individuale ed alla responsabilit\u00e0 del singolo. \u00c8 qui che il Libero Muratore dovrebbe non solo fare attenzione a non lasciarsi trascinare nel pantano di certi contesti comunicativi ma presentarsi come un esempio, un modello di comunicazione dignitosa. Pi\u00f9 precisamente noi dovremmo sempre prestare attenzione e rispetto per l\u2019interlocutore, ascoltare le sue ragioni e dimostrare l\u2019intenzione di giungere ad un accordo con lui. In questo modo il linguaggio e la comunicazione tornano ad assumere il loro significato originario. Non solo strumenti che consentono di trasmettere informazioni o di descrivere uno stato di cose, ma il luogo di una condivisione, di una possibile partecipazione, di una messa in comune di esperienze, vissuti, la quale arricchisce, coinvolgendoli, gli stessi interlocutori. D. B.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negli ultimi anni i social media hanno avuto uno sviluppo straordinario, tale da apportare una vera e propria rivoluzione nel [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":12,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_uf_show_specific_survey":0,"_uf_disable_surveys":false,"footnotes":""},"categories":[22],"tags":[],"class_list":["post-791","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-non-categorizzato"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/791","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/12"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=791"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/791\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":809,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/791\/revisions\/809"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=791"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=791"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=791"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}