{"id":794,"date":"2017-03-21T14:01:06","date_gmt":"2017-03-21T13:01:06","guid":{"rendered":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/?p=794"},"modified":"2017-10-16T07:54:33","modified_gmt":"2017-10-16T05:54:33","slug":"perche-luomo-ha-bisogno-di-produrre-opere-darte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/perche-luomo-ha-bisogno-di-produrre-opere-darte\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 l\u2019uomo ha bisogno di produrre opere d\u2019arte?"},"content":{"rendered":"<p><strong>Qual \u00e8 l\u2019impulso della facolt\u00e0 creatrice dell\u2019artista? Quale insoddisfazione lo spinge a cercare una piena realizzazione nella creazione di un oggetto artistico? Quale bisogno umano specifico si soddisfa e si placa nel concepimento di opere d\u2019arte?<\/strong><\/p>\n<p>Sorge abbastanza spontanea l\u2019idea che il bisogno di produrre opere d\u2019arte potrebbe scaturire dall\u2019insoddisfazione inerente al mondo reale. Quando i desideri ed i bisogni non possono essere appagati nella realt\u00e0, quando le esigenze vitali non possono essere convenientemente realizzate nel mondo esteriore allora nascerebbe l\u2019esigenza di trovare un surrogato in grado di soddisfate tali bisogni.<\/p>\n<p><strong>L\u2019interpretazione freudiana<\/strong><\/p>\n<p>Per il fondatore della psicoanalisi le lacune e le rimozioni dei desideri della vita reale troverebbero una compensazione sul piano dell\u2019immaginazione. L\u2019artista soddisferebbe in modo del tutto immaginario, in una dimensione onirica, ci\u00f2 che gli \u00e8 precluso nella vita reale. Le esigenze frustrate dell\u2019artista verrebbero cos\u00ec sublimate sul piano immaginativo. Le energie sessuali ed aggressive subirebbero una trasformazione di stato per cui la manifestazione della pulsione si rivela attraverso un orientamento ed atteggiamento verso una nuova meta non sessuale e verso oggetti ed ambiti socialmente apprezzati. La sublimazione pulsionale \u00e8 un segno che contraddistingue particolarmente il processo di incivilimento; essa fa s\u00ec che alcune attivit\u00e0 assai elevate, le attivit\u00e0 scientifiche, artistiche, ideologiche, assumano una parte cos\u00ec importante nella vita civile. La creazione di opere d\u2019arte diventa allora un sostituto dei bisogni e dei desideri non soddisfatti. Leopardi per esempio compenserebbe nella sua poesia sublime la frustrazione di un amore non corrisposto nella realt\u00e0. Anche l\u2019artista, afferma Freud, \u201c\u00e8 in germe un introverso, non molto distante dalla nevrosi. Incalzato da fortissimi bisogni pulsionali, vorrebbe conquistare onore, potenza, ricchezza, gloria e amore da parte delle donne; gli mancano per\u00f2 i mezzi per raggiungere queste soddisfazioni. Perci\u00f2, come un qualsiasi altro insoddisfatto, egli si distacca dalla realt\u00e0 e trasferisce tutto il suo interesse, nonch\u00e9 la sua libido, sulle formazioni di desiderio della vita fantastica, dalle quali potrebbe essere condotto alla nevrosi [\u2026] Al pari del nevrotico l\u2019artista si ritirerebbe nel (&#8230;) mondo della fantasia fuggendo da una realt\u00e0 che non lo soddisfa; tuttavia, a differenza del nevrotico, egli saprebbe trovare la strada capace di riportarlo coi piedi per terra nel mondo reale. Le sue creazioni (&#8230;) sarebbero soddisfacimenti fantastici di desideri inconsci, proprio come i sogni (&#8230;) Tuttavia, a differenza delle asociali e narcisistiche produzioni oniriche, le opere d\u2019arte sono destinate a suscitare l\u2019interesse e la partecipazione di altre persone nelle quali sono in grado di risvegliare e soddisfare gli stessi inconsci moti di desiderio.\u201d ( Introduzione alla psicoanalisi, 1915\/32)<\/p>\n<p><em>\u00abL\u2019arte non riproduce il visibile, rende visibile.\u00bb (Paul Klee)<\/em><\/p>\n<p>Si pu\u00f2 notare che qui il bisogno di creare opere d\u2019arte si radica nei meccanismi e nei desideri inconsci che spiegherebbero la produzione del bello. Bench\u00e9 l\u2019interpretazione freudiana contenga senz\u2019altro elementi interessanti per un\u2019analisi delle opere d\u2019arte bisogna dire che l\u2019impostazione psicoanalitica lascia irrisolto il tema della produzione dell\u2019opera d\u2019arte in s\u00e9 stessa come esteriorizzazione del bello in una forma sensibile. Nell\u2019opera d\u2019arte si pu\u00f2 scorgere nevrosi e patologia ma soprattutto la bellezza in quanto tale. Il mistero della bellezza nel modello freudiano resta quindi da spiegare e non si esaurisce con la categoria della frustrazione.<\/p>\n<p><strong>La concezione hegeliana<\/strong><\/p>\n<p>Se l\u2019impulso a creare opere d\u2019arte non scaturisce tanto da bisogni primari insoddisfatti, da quali altri bisogni viene sollecitato? Una risposta classica \u00e8 quella di Hegel. Secondo l\u2019autore della fenomenologia dello spirito \u00e8 il bisogno pi\u00f9 profondo dell\u2019uomo che \u00e8 all\u2019origine dell\u2019opera d\u2019arte, vale a dire il bisogno di cogliere lo spirito in quanto tale in una produzione esteriore. Hegel definisce il bello come la manifestazione sensibile dell\u2019idea, \u00e8 lo spirito che si prende per oggetto. Da questo punto di vista l\u2019opera d\u2019arte, anche se si rapporta al sensibile, \u00e8 opera dello spirito. Nell\u2019opera d\u2019arte lo spirito si riconosce come un pensiero rappresentato dal sensibile. Sulla scia di Platone che denunciava l\u2019illusione di prendere per vera realt\u00e0 l\u2019immediatezza della percezione, affermando quindi la trascendenza della verit\u00e0 in rapporto all\u2019apparenza fenomenica, Hegel afferma che l\u2019uomo non saprebbe trovare il reale autentico nell\u2019immediatezza degli oggetti che si impongono alla percezione. L\u2019arte si rivela quindi come il medium necessario alla rivelazione dell\u2019essenza che risulta quindi contemporaneamente manifesta e velata nel sensibile. In sintonia con Hegel, il pittore Paul Klee nella sua Teoria dell\u2019arte moderna, sintetizza il concetto affermando che l\u2019arte non riproduce il visibile, rende visibile. Ci\u00f2 che noi crediamo di vedere non \u00e8 spesso che solo un modo di vedere.<\/p>\n<p><em>L\u2019arte massonica \u00e8 anche funzionale ad uno scopo, in prevalenza pedagogico e morale.<\/em><\/p>\n<p><strong>Il vero, il buono ed il bello<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019arte rende visibile attraverso il suo linguaggio anche i valori dell\u2019artista. Dal pensiero di Pitagora, che ha influito molto sugli ideali massonici, si sviluppa quella trinit\u00e0 di vero bello e buono che ha dominato tutta la nostra civilt\u00e0. Se il mondo \u00e8 governato da leggi che l\u2019intelletto e i sensi sono capaci di cogliere e di tradurre reciprocamente, esse sono allora simultaneamente belle e vere, basate su misure armoniche e simmetriche. Ci\u00f2 che \u00e8 vero \u00e8 dunque bello, ma insieme anche giusto e buono, cos\u00ec come ci\u00f2 che \u00e8 falso \u00e8 anche brutto e cattivo. L\u2019arte massonica in questo senso \u00e8 anche funzionale ad uno scopo, in prevalenza pedagogico e morale. Ma per avere uno scopo deve in primo luogo presentarsi come una particolare forma di conoscenza. L\u2019arte massonica si presenta pi\u00f9 precisamente come una forma di conoscenza intuitiva, interpretativa e simbolica. Penso che l\u2019estetica massonica consideri perci\u00f2 l\u2019arte come portatrice di una verit\u00e0 e che quindi le attribuisca un valore essenzialmente conoscitivo. D. B.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qual \u00e8 l\u2019impulso della facolt\u00e0 creatrice dell\u2019artista? 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