{"id":795,"date":"2017-04-21T14:01:22","date_gmt":"2017-04-21T12:01:22","guid":{"rendered":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/?p=795"},"modified":"2017-10-16T07:54:43","modified_gmt":"2017-10-16T05:54:43","slug":"le-radici-culturali-delloccidente-europeo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/old.freimaurerei.ch\/it\/le-radici-culturali-delloccidente-europeo\/","title":{"rendered":"Le radici culturali dell\u2019Occidente europeo"},"content":{"rendered":"<p><strong>Max Sheler scrisse: \u00abMai in nessun luogo i semplici trattati creano da soli una vera comunit\u00e0\u00bb. Una conferma della validit\u00e0 di tale principio la possiamo trovare nell\u2019attuale unione europea che si \u00e8 ridotta ad un mosaico eterogeneo di tessere giustapposte, senza una coesione di fondo.<\/strong><\/p>\n<p>Il problema \u00e8 che una comunit\u00e0 non si costituisce solo sulla base di accordi economici, politici e giuridici; \u00e8 altres\u00ec necessario che tali accordi si fondino su un\u2019identit\u00e0 culturale e spirituale solida. Una costituzione rischia di rimanere artificiale se non tiene conto di un soggetto che, al di l\u00e0 delle differenze, possieda un retroterra storico e civile unitario. Un\u2019idea di Europa puramente burocratico-funzionale destituita di quei referenti culturali che costituiscono l\u2019autentico collante delle varie nazioni che la costituiscono si esaurisce in un\u2019etichetta vuota senza concetto. Non si \u00e8 capito che non \u00e8 la Costituzione che crea il cittadino, ma, viceversa \u00e8 lo spirito del cittadino che crea la Costituzione e la rende efficiente. Come gi\u00e0 aveva intuito Platone lo Stato non \u00e8 se non un\u2019immagine rispecchiata e ingrandita dell\u2019anima dell\u2019uomo. Di qui la necessit\u00e0 di una riflessione sulle radici culturali e spirituali dell\u2019Occidente europeo. Generalmente si ritiene che esse possano essere ricondotte a tre periodi storici ben delimitati: la cultura greca, il cristianesimo e la rivoluzione scientifica.<\/p>\n<p><strong>La cultura greca<\/strong><\/p>\n<p>Diversi autorevoli studiosi hanno indicato nella cultura greca l\u2019origine della forma mentis dell\u2019occidente europeo. Werner Jaeger scrive: \u00abI Greci considerati dal presente, rappresentano rispetto ai grandi popoli storici dell\u2019Oriente un progresso radicale, un nuovo grado in tutto ci\u00f2 che concerne la vita dell\u2019uomo nella comunit\u00e0. Questa \u00e8 impostata, presso i Greci, su fondamenti affatto nuovi. Per quanto altamente si apprezzi l\u2019importanza artistica, religiosa e politica dei popoli anteriori, la storia di ci\u00f2 che possiamo chiamare cultura, nel nostro senso consapevole, non comincia che con i Greci\u00bb (Paideia, 2003, p.3). La nuova cultura nata dai Greci si manifesta come particolare approccio teoretico a differenti ambiti di ricerca. \u00c8 da questa mentalit\u00e0 che nascer\u00e0 la filosofia e la stessa scienza. In sintonia con l\u2019affermazione di Jaeger, Edmund Husserl, in una celebre conferenza tenuta a Vienna il 7 maggio 1935, sosteneva che \u00abL\u2019Europa spirituale ha un luogo di nascita. Non parlo di un luogo geografico, di un paese, per quanto questo sia legittimo; parlo di una nascita spirituale che \u00e8 avvenuta in una nazione, o meglio in singoli uomini e in singoli gruppi di uomini di questa nazione. Questa nazione \u00e8 l\u2019antica Grecia del VII e del VI secolo a.C. In essa si delinea un nuovo atteggiamento di alcuni uomini nei confronti del mondo circostante. Da questo atteggiamento deriv\u00f2 una formazione di genere spirituale completamente nuovo, la quale si trasform\u00f2 rapidamente in una forma culturale sistematicamente conclusa. I Greci la chiamarono filosofia\u00bb (Crisi e rinascita della cultura europea, 1999, pp. 56-57)<\/p>\n<p><em>Nell\u2019et\u00e0 moderna l\u2019idea di Europa \u00e8 inscindibilmente connessa con la rivoluzione segnata dalla nascita della nuova scienza.<\/em><\/p>\n<p><strong>Il Cristianesimo<\/strong><\/p>\n<p>Un altro elemento, di carattere morale e spirituale, che ha marcato l\u2019identit\u00e0 europea \u00e8 stato il Cristianesimo. Nel suo celebre articolo del 1942 dal titolo \u00abPerch\u00e9 non possiamo non dirci cristiani \u00bb il filosofo liberale Benedetto Croce scrisse che \u00able rivoluzioni e le scoperte che seguirono nei tempi moderni, in quanto non furono particolari e limitate al modo delle loro precedenti antiche, ma investirono tutto l\u2019uomo, l\u2019anima stessa dell\u2019uomo, non si possono pensare senza la rivoluzione cristiana, in relazione di dipendenza da lei, a cui spetta il primato perch\u00e9 l\u2019impulso originario fu e perdura il suo.\u00bb Anche Federico Chabod nella sua Storia dell\u2019idea di Europa, sulla scia di Croce, puntualizz\u00f2 il suo pensiero dicendo che \u00abnon possiamo non esserlo perch\u00e9 il Cristianesimo ha modellato il nostro modo di sentire e di pensare in guisa incancellabile; e la diversit\u00e0 profonda che c\u2019\u00e8 tra noi e gli Antichi, fra il nostro modo di sentire la vita e quello di un contemporaneo di Periclee di Augusto \u00e8 proprio dovuta a questo gran fatto, cio\u00e8 il verbo cristiano \u00bb. Chabod sottolinea inoltre come gli stessi illuministi ammettessero le radici cristiane dell\u2019Europa \u2013 anche se giustamente ci\u00f2 era da loro giudicato \u00abuna nota di bruttezza, un neo che era bene cercare di strappare o, almeno, di coprire il pi\u00f9 possibile. Ma la costatazione del fatto era esplicita.\u00bb<\/p>\n<p><strong>La rivoluzione scientifica<\/strong><\/p>\n<p>Nell\u2019et\u00e0 moderna l\u2019idea di Europa \u00e8 inscindibilmente connessa con la rivoluzione segnata dalla nascita della nuova scienza che si contraddistingue per l\u2019applicazione sistematica del metodo matematico-sperimentale o galileiano. Come ha scritto Hans Georg Gadamer: \u00abSe poi ci si interroga sul ruolo della scienza nel futuro dell\u2019Europa, occorrer\u00e0 partire da un presupposto la cui evidenza \u00e8, a mio parere, incontestabile: che cio\u00e8 \u00e8 proprio la scienza a definire l\u2019identit\u00e0 europea come tale. La scienza ha dato forma all\u2019Europa nel suo divenire storico e nella sua stessa estensione geografica. Ci\u00f2 non vuol dire, ovviamente, che altre culture non abbiano ottenuto risultati importanti e duraturi in determinati settori del sapere scientifico. Tuttavia si pu\u00f2 senz\u2019altro dire che solo in Europa la scienza ha creato un modello culturale autonomo ed egemone, e con segnata evidenza a partire dall\u2019Et\u00e0 Moderna. Da quando il cammino della rivoluzione tecnico-scientifica si \u00e8 esteso all\u2019intero pianeta, il ruolo guida della scienza non \u00e8 limitato, a dire il vero, alla sola Europa, ma \u00e8 pur sempre europeo il modello a cui si richiamano ovunque la ricerca scientifica, l\u2019istruzione scolastica e quella universitaria.\u00bb<\/p>\n<p><em>Soprattutto questi autori avrebbero potuto soffermarsi almeno sul fondamentale lascito dell\u2019Illuminismo e della Rivoluzione francese<\/em><\/p>\n<p>Difficile contestare che cultura greca, Cristianesimo e rivoluzione scientifica rappresentino dei fondamenti culturali e spirituali dell\u2019Europa come \u00e8 stato espresso da pi\u00f9 autori. Tuttavia ritengo che altre radici culturali e spirituali, altrettanto importanti, avrebbero potuto essere considerate. In particolare si sarebbe potuto mettere in rilievo il contributo dell\u2019Umanesimo e del Rinascimento. Soprattutto questi autori avrebbero potuto soffermarsi almeno sul fondamentale lascito dell\u2019Illuminismo e della Rivoluzione francese che ha saputo fornire all\u2019Europa e al mondo intero quei valori massonici di Libert\u00e0, uguaglianza, fraternit\u00e0 e tolleranza oggi purtroppo sempre pi\u00f9 vergognosamente attaccati e per i quali \u00e8 auspicabile una difesa ben pi\u00f9 decisa e tenace di quella che si intravede oggi. D. B.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Max Sheler scrisse: \u00abMai in nessun luogo i semplici trattati creano da soli una vera comunit\u00e0\u00bb. 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